Nastassja Burnett: “Mai stata così felice”


(Nastassja Burnett – Foto Nizegorodcew)

di Alessandro Nizegorodcew

Nastassja Burnett, classe 1992 e numero 155 delle ultime classifiche Wta, è stata convocata per la prima volta in carriera nella nazionale maggiore per difendere i colori azzurri in Federation Cup. “Asia”, che da alcuni mesi non si allena più a Roma con Vincenzo Santopadre, è in questi giorni a Rimini con Sara Errani, Roberta Vinci e Karin Knapp, agli ordini del commissario tecnico Corrado Barazzutti.

Iniziamo parlando di questa bella convocazione in Fed Cup. Te l’aspettavi?
“Sinceramente non me lo aspettavo, ma sicuramente ci speravo. Sono molto soddisfatta per la convocazione e non credo di essere mai stata così contenta. Mi è sempre piaciuto difendere i colori azzurri nelle manifestazioni a squadre giovanili, sia under 16 che under 18, ma questa ovviamente è un’altra cosa. Sono molto felice anche di potermi allenare con grandi campionesse come Errani, Vinci e Knapp.”

Il tuo rapporto con Barazzutti?
“In realtà non ci conosciamo molto bene. Abbiamo avuto l’occasione di parlarci raramente e quindi non so dire molto a riguardo, ma sicuramente in questi giorni avrò l’occasione per conoscerlo.”

Facciamo un passo indietro. Hai interrotto la collaborazione con Vincenzo Santopadre. Quali sono state le motivazioni e oggi con chi ti alleni?
“Avevo deciso di spostarmi da Roma, in particolar modo per la preparazione. Nella capitale non ci sono strutture coperte ed è difficilissimo riuscire ad allenarsi continuità durante l’inverno. Vincenzo, del quale parlerò sempre benissimo perché credo sia davvero un coach preparatissimo, mi aveva proposto una collaborazione più assidua ma ho preferito scegliere diversamente. Inoltre ho creduto fosse necessario per me andare dove ci fossero altre ragazze con le quali allenarmi quotidianamente. In realtà non ho ancora ufficializzato il mio nuovo allenatore, perché ci sono ancora dei dettagli da mettere a punto e situazioni sulle quali riflettere.”

La preparazione alla fine l’hai svolta all’estero?
“Si, la preparazione invernale l’ho svolta in Germania, vicino a Colonia, insieme alla mia amica Annika Beck e al suo coach Robert Orlik. In alcune settimane ho avuto modo di allenarmi anche con Sabine Lisicki. Credo di essere migliorata fisicamente e sono anche dimagrita.”

La tua stagione però, purtroppo, non è partita nel migliore dei modi…
“Questo è innegabile, anche se credo di non essere stata molto fortunata. Il primo torneo Wta l’ho disputato in Cina a Shenzen. Ho vinto il primo turno di qualificazioni con la Sema per poi perdere nel match decisivo con la Keothavong. In Asia c’era un grande freddo e tantissimo vento, inoltre la temperatura era di 10°. Mi sono quindi trasferita in Australia, a Sydney, insieme ad Annika e Robert, ma quando sono arrivata ero ancora fuori di 3 dalle “quali”. LA Wta mi ha spiegato che le speranze di entrare erano praticamente nulle. Stavo mangiando il mio pranzo con calma quando mi hanno comunicato che si erano cancellate 3 persone e che sarei dovuto scendere in campo di lì a 30 minuti. Ho iniziato il match quasi senza riscaldamento, con 40° all’ombra, e ho perso al terzo con la Cabeza-Candela. Infine la grande beffa a Melbourne nelle qualificazioni degli Australian Open. Ho avuto infatti la febbre e mi sono presentata in campo influenzata e con il solito caldo australiana asfissiante per di più alle 12.30! Ho lottato ma la Rodionova ha finito per vincere 6-4 al terzo set. Non cerco alibi ma sicuramente non sono stata fortunata.”

Quali saranno i tuoi prossimi appuntamenti dopo la Federation Cup?
“Ho deciso di giocare molte qualificazioni Wta. Dopo Rimini partirò per Bogotà e quindi per Acapulco. Se dovessi riuscire ad entrare vorrei provare a disputare anche le “quali” ad Indian Wells e Miami.”

Chiudiamo con Rimini, hai avuto modo di allenarti nel palazzetto. Che impressione ti ha fatto?
“L’impianto è bellissimo anche vuoto, figurarsi quando sarà pieno nel corso dei match…”