Coppa Davis 2015: Presentazione World Group

Coppa Davis
di Lorenzo Cialdani

Come ogni anno, con i tornei che già hanno regalato i primi verdetti, tutto è pronto per una nuova edizione della Coppa Davis, impegno che vedrà gli azzurri di capitan Barazzutti alle prese con l’insidia Kazakhstan e tutte le altre Nazionali presenti nel World Group in incontri decisivi per la qualificazione ai quarti di finale.

Se degli atleti del Bel Paese tanto è già stato detto, le altre sfide del primo weekend di marzo sono decisamente meritevoli di altrettanta attenzione, soprattutto per le solite sorprese riservate dalle convocazioni e quelle che potrebbero scaturire dai risultati dei vari campi, spesso differenti da quelli di un qualsiasi campo secondario di un torneo ATP.

L’orgoglio nazionale e le varie problematiche relative ad infortuni o altro sono senz’altro le grandi protagoniste dei giorni che ci separano dell’effettivo inizio delle ostilità.

Otto sfide e otto posti per sedici agguerriti organici, tutti pronti a far valere le proprie ragioni su campi tanto difficili quanto densi di emozione e spettacolo:

Gilles SimonFRANCIA [1] – GERMANIA

A guardarsi indietro, per i cavalieri teutonici non c’è da stare tranquilli: gli scontri diretti dicono 10-2 per i galletti, e per trovare l’ultima vittoria della nazionale tedesca c’è da scorrere il calendario indietro di 77 anni, mentre resta ancora da vendicare il ribaltone subito la scorsa stagione nei quarti di finale, con la Germania avanti 2-0 dopo la prima giornata, anche se stavolta le mura amiche potrebbero dare un buon apporto alla squadra del neo capitano Kohlmann.

Da par loro, i francesi sono forti della nutrita schiera di “aficionados” dell’impegno nazionale e sono fortemente intenzionati a ripartire subito al massimo dopo la sconfitta di Lille dello scorso novembre che valse alla Svizzera la conquista del trofeo.

Non saranno dell’incontro Jo-Wilfried Tsonga e Richard Gasquet, con quest’ultimo che ha dato forfait solo negli ultimi giorni a causa dei problemi che lo hanno costretto a ritirarsi nel quarto di finale del torneo di Dubai, mentre la Germania ritrova Philipp Kohlschreiber, di nuovo arruolabile dopo il cambio di capitano.

Gli interpreti della sfida saranno, dunque, Gael Monfils, Gilles Simon, Nicolas Mahut e Edouard Roger-Vasselin per i francesi, con capitano Arnaud Clement, e Philipp Kohlschreiber, Benjamin Becker, Jan-Lennard Struff e Andre Begemann per la Germania, capitanata da Michael Kohlmann. A fare da cornice ci sarà il pubblico della Fraport Arena di Francoforte e la superficie designata è quella del cemento indoor.

Donald YoungSTATI UNITI [7] – GRAN BRETAGNA

Tanta tanta storia in un incontro solo, anche se i fasti del passato sembrano ormai archiviati nelle memorie tennistiche dei vari appassionati: per quanto il tennis abbia regalato a queste due nazioni, altrettanto loro hanno lasciato ai posteri, e di certo coloro i quali sono stati chiamati a difendere i propri colori difficilmente tireranno indietro la gamba, rubando il termine dal gergo calcistico.

Eppure, senza scomodare troppo la poesia, lo scontro fra nobili rappresentanti di racchetta e palline si rinnova dopo appena un anno, quando gli U.S.A. vennero sconfitti a domicilio grazie all’exploit di James Ward, secondo singolarista britannico. In un altro periodo storico Andy Murray avrebbe già virtualmente in tasca i due punti dei suoi singolari, eppure la clamorosa debacle di Dubai, con appena 4 games rimediati da un non irreprensibile Borna Coric, lasciano più di un dubbio sulle sue effettive condizioni, con il buon Ward che, almeno sulla carta, non dovrebbe essere in grado di prendersi sulle spalle il destino della propria nazionale, soprattutto vista la forza del doppio statunitense, con i gemelli Bryan che di tutto hanno bisogno tranne che di presentazioni, e un Donald Young che viene da un periodo assolutamente positivo grazie anche alla finale raggiunta a Delray Beach.

Bryan-Bryan, John Isner e Donald Young sono i prescelti di Jim Courier e Murray-Murray, James Ward e Dominic Inglot quelli di Leon Smith, con la qualificazione ai quarti che si deciderà sul cemento della Emirates Arena di Glasgow, tanto caro agli americani quanto al Murray formato-Davis.

Bernard TomicREPUBBLICA CECA [3] – AUSTRALIA

Se dai quattro team sopracitati uscirà una semifinalista, ecco che l’altra insidia per un torneo da protagonisti uscirà da questo scontro decisamente affascinante, nonostante le pesantissime defezioni per il coach ceco Navratil: oltre al lungodegente Radek Stepanek, che mai avrebbe dato forfait per la sua tanto amata nazionale, a mettere in discussione l’esito della sfida è l’assenza del due volte campione Tomas Berdych, il quale lascia un vuoto notevole anche se Lukas Rosol e Jiri Vesely non sono affatto dei tappabuchi.

Rispettivamente N.31 e N.45 della classifica ATP, i due cechi sono ormai cresciuti rispetto a due anni fa, quando presenziavano solo come spettatori ai match dei colleghi più illustri, e cercheranno in ogni modo di onorare il fortino rappresentato dal palazzetto di Ostrava, teatro delle grandi vittorie ceche degli ultimi anni tra Davis e Fed Cup. Dietro di loro, Jan Mertl ed il giovane Adam Pavlasek vanno a completare la rosa.

A sfidare l’inedito team di casa, ecco che arriva la nazione con il futuro apparentemente più roseo, ovvero l’Australia di Willy Masur: mancherà il fiore all’occhiello del momentum australiano, il rampante Nick Kyrgios che è stato fermato da un infortunio alla schiena, eppure le speranze sembrano comunque ben riposte in Bernard Tomic, estremamente positivo nell’ultima stagione e nell’inizio di quella in corso, Samuel Groth, i cui ottimi risultati durante la stagione in Oceania fanno ben sperare, Thanasi Kokkinakis, altra grande promessa che si avvicina a grandi passi alla Top100, e “Rusty” Lleyton Hewitt, immancabile sinonimo di affidabilità alla sua ultima partecipazione prima del ritiro che dovrebbe avvenire la prossima stagione.

Risultato che resta in bilico, con i cechi che puntano sull’orgoglio ed il pubblico di casa e i canguri che vogliono tornare grandi in Davis, con le nuove leve che fremono per farsi valere.

Joao SouzaARGENTINA [5] – BRASILE

Solo citare queste nazioni fa venire i brividi, anche perché da quelle parti ogni incontro è questione di vita o di morte, con il pubblico che affollerà gli spalti di Buenos Aires (terra rossa outdoor) che di sicuro non andrà per gustarsi in silenzio i match del giorno.

Come se non bastasse, questo derby di Davis appare anche molto equilibrato sulla carta, con i portacolori brasiliani Joao Souza e Thomaz Bellucci che sono degli autentici uomini-Davis che possono contare anche su di una forma fisica invidiabile attualmente, visti gli ottimi risultati proprio ottenuti ai tornei brasiliani dello scorso mese. Dietro di loro sarà presente l’eccellente coppia di doppio formata da Marcelo Melo e Bruno Soares, rispettivamente N.3 e N.12 del ranking di doppio ATP.

D’altro canto, la cordata albiceleste capitanata da Orsanic può contare su uomini di assoluto valore come Leonardo Mayer e Federico Delbonis, oltre all’inossidabile Carlos Berlocq e al bravo Diego Schwartzman. Se sarà una sfida di endurance o una battaglia tutta nervi e tensione è ancora tutto da vedere, anche se lo spettacolo sembra garantito dalle rispettive verve di cui sono capaci entrambi i team.

Viktor TroickiSERBIA [4] – CROAZIA

Se il derby è sentito ed affascinante in Sudamerica, non può essere considerato da meno neanche quello sul cemento indoor del nuovo palazzetto dello sport di Kraljevo, in Serbia, tra i padroni di casa e la Croazia.

In questo caso, tuttavia, i favori del pronostico pendono notevolmente sulla formazione di casa, visto che coach Obradovic può contare su un certo Novak Djokovic oltre ai fidati Viktor Troicki e Nenad Zijmonic ed il giovane Filip Krajinovic. La Croazia sarebbe stata decisamente più pericolosa senza le defezioni di Marin Cilic e Ivan Dodig, rispettivamente N.1 e N.2 delle gerarchie del capitano Krajan, anche se il selezionatore croato può contare sull’arrembante Borna Coric, recente semifinalista a Dubai ed enfant prodige del circuito ATP, oltre che su Mate Delic, Ante Pavic e l’esperto doppista Marin Draganja.

Mancano ancora due giorni all’inizio delle ostilità, eppure la tensione sembra già alle stelle dopo l’incredibile scandalo che ha segnato questi ultimi giorni di allenamenti e presentazioni: i 3300 biglietti messi in vendita per l’incontro di Davis sarebbero terminati in appena 13 minuti, facendo infuriare anche il N.1 del mondo Djokovic, che con le sue parole di sdegno circa una presunta violazione della legge per la vendita di tali biglietti, ha perfino messo in moto un’inchiesta ufficiale per possibili favoreggiamenti o per acquisti poco trasparenti.

Con la speranza che questa brutta storia non tolga il tennis dalla lente di ingrandimento, resta una sfida tutta da vivere, con la vincente della tre giorni serba che andrà ad affrontare la superstite dell’altro derby tra Argentina e Brasile.

milos raonic 2015CANADA [8] – GIAPPONE

Il teatro è quella Vancouver che tanto amara fu per i colori azzurri due anni fa, sempre sul selettivo cemento indoor canadese che prediligono i capofila Milos Raonic e Vasek Pospisil. Il capitano Laurendeau affida le sorti della propria qualificazioni alle sapienti racchette dei due uomini Davis delle Maple Leafs, con Frank Dancevic a fungere da riserva e l’esperto Daniel Nestor pronto ad affiancare Pospisil nel match di doppio. L’unica insidia sulla strada del quartetto canadese porta il nome di Kei Nishikori, nuovo Top4 ed autentico deus ex machina della Nazionale capitanata da Ueda, vista e considerata la disparità di livello tra le seconde linee canadesi e i giapponesi Go Soeda e Tatsuma Ito, oltre al quarto elemento rappresentato dal 22enne Yasutaka Uchiyama. Una sfida che sembra avere un risultato già scritto ma che, come già hanno dimostrato Ward e Golubev lo scorso anno, tutto può evolversi in pochissimi punti, regalando ai tanti appassionati un risultato sorprendente impensabile alla vigilia.

David GoffinBELGIO – SVIZZERA [2]

La Nazionale elvetica, con il suo bel ruolo di testa di serie N.2, avrebbe probabilmente fatto un sol boccone del Belgio dell’unico baluardo David Goffin, eppure i forfait di Roger Federer e Stan Wawrinka riducono le residue speranze dei rosso-crociati di Severin Luthi praticamente a zero, visto che anche Steve Darcis, Niels Desein e Ruben Bemelmans diventano letali per le riserve svizzere composte da Yann Marti, migliore tra i suoi e N.292 del mondo, Adrien Bossel, Henri Laaksonen e l’esperto Michael Lammer, unico superstite della vittoria di Lille.

La formazione di Van Herck sembra avere davanti a sé un agevole passaggio del turno, e francamente sono davvero poche le possibilità dei ragazzi di Luthi di superare l’impegno in terra belga.