Marco Girardini: “Vi racconto il Tennis Brixen Bressanone”

Tennis Brixen Bressanone
di Giorgio Giosuè Perri

Dal 4 al 12 luglio 2015, si svolgeranno sui campi in terra del circolo Tennis Brixen Bressanone gli incontri maschili e femminili del torneo internazionale giovanile per le categorie under 12 denominato “Brixen Tennis Cup“ del circuito Europe Junior Tour. Lunedì 29 prenderanno il via le Pre-Qualificazioni che assegneranno 4 Wild Card.

Abbiamo parlato con Marco Girardini, Direttore del torneo, che ci ha portato alla scoperta del Circolo, raccontandoci tradizioni e successi del torneo. Tecnico nazionale di quarto livello europeo, è stato responsabile del Settore Tecnico Nazionale femminile della Federazione Italiana Tennis nelle categorie u14 e u16 con le quali ha raggiunto, tra gli altri, il terzo posto ai mondiali under16 disputati a Reggio Emilia nel 2007 ed ha partecipato, in qualità di tecnico, ad alcuni tornei dello Slam.

Prima di tutto, ciao. Per il secondo anno consecutivo ospiterete una data del Tennis Europe. Vuoi parlarmi un po’ della competizione?

Si, è il secondo anno. Questa volta sarà ancora più bello perchè nella passata edizione non abbiamo avuto troppo tempo per organizzare, visto che eravamo entrati a causa di una rinuncia. Ci sono tante squadre iscritte, pensa che 18 nazioni hanno chiesto il team ufficiale. Nel tabellone sono presenti, tra le altre, anche: Canada, Messico, Bielorussia, Francia e Germania. Queste sono già sicure di essere in Main Draw, ora aspettiamo di vedere chi altri entrerà. Lunedì prenderanno il via le Pre-Qualificazioni e verranno assegnate 4 Wild Card, la Cina è sugli scudi.

In Trentino il TC Bressanone è sicuramente uno dei più grandi e attivi nel circondario. Vuoi parlarci un po’ di come funziona e come si è sviluppato?

Questo è un circolo che nasce dall’unioni di altri due, l’italiano e il tedesco. Seppur io sia qui solamente da due anni, so che ha una struttura organizzativa molto forte. Dal 1999 al 2001 si è giocato un Challenger, ma si possono contare anche altre manifestazioni importanti. Ad agosto, da parecchi anni a questa parte, si organizza l’Open più importante dell’Alto Adige, abbiamo anche ospitato le fasi finali del Campionato a Squadre Over 40. Si parla di manifestazioni prestigiose, a testimonianza di una tradizione tennistica radicata nel tempo. E’ indubbio che una competizione internazionale di questo tipo sia il fiore all’occhiello di questo circolo, ma anche del territorio in generale.

Quindi, tu pensi ci sia qualche ragazzo in particolare che potrà fare bene durante il torneo?

Intanto c’è la nazionale italiana, accompagnata dal tecnico responsabile Massimo Valeri (che farà da osservatore). Ci sono sicuramente tanti italiani forti che parteciperanno, tra questi anche un “nostro bimbo” che si chiama Christian Fellin. Fa parte del nostro vivaio, è l’unico nei due tabelloni principali e siamo molto orgogliosi dei risultati di quest’anno. Si sta mettendo parecchio in luce: ha raggiunto i quarti al Tennis Europe di Padova, ha fatto finale al torneo di Macro-Area di Milano ad aprile e qui, in Alto-Adige, ha vinto qualche torneino. Speriamo possa fare bene anche settimana prossima.

Come vivi questo settore e cosa rappresenta per te?

In questa categoria sono tutti molto giovani, quindi mi rendo conto di quanto sia completamente diverso. A questo livello non è importante eccellere, è importante iniziare a fare i conti con l’agonismo. E’ bello perchè non c’è Ranking e tutti possono fare esperienza, naturalmente l’aspetto ludico è molto presente. Il giocatore è ancora un bambino con tutti i suoi difetti, anche se ci sono già dei piccoli professionisti. E’ una categoria nella quale sono presenti i genitori. Questo dà un’aria di festa che aiuta a vivere meglio, sono molto contento di ciò.

Una domnda più personale. Sei anche stato coach di Nathaliè Vierin, quanto ti ha aiutato questa esperienza per il prosieguio della tua carriera da Tecnico e da Direttore?

Si. Ho seguito la Vierin e, oltre a questo, sono stato per quattro anni responsabile del settore femminile U14 e U16. Ho fatto più di 50 panchine come capitano della nazionale giovanile. Di cose ne ho fatte tante, posso assicurare di aver visto crescere tutti quelli che oggi sono al vertice del tennis mondiale. Ho seguito anche un ragazzo che oggi non c’è più, Andrea Stucchi. Ha fatto la finale agli Europei U16 a Mosca, dove poi perse contro Dimitrov. E’ un ricordo abbastanza particolare che porto dentro me sempre.