Harrison vola, Cipolla in crescita


(Ryan Harrison)
di Guido Pietrosanti
La stagione challenger può dirsi ormai veramente iniziata e non si fermerà più fino al mese di novembre. In realtà, i primi due tornei challenger della stagione, si sono disputati nella prima settimana dell’anno. A Noumea in Nuova Caledonia e a San Paolo in Brasile.
A Noumea, si sono ritrovati molti tennisti impegnati, la settimana successiva, nelle qualificazioni degli Australian Open. E forse non è un caso che il vincitore a Noumea, il francese Vincent Millot, e il finalista, il lussemburghese Gilles Muller, si siano poi entrambi qualificati per il main draw del primo slam dell’anno. Buon torneo per Flavio Cipolla (anche lui qualificato a Melbourne) che si è arreso ai quarti di finale proprio a Muller.
A San Paolo invece hanno giocato prevalentemente i sudamericani, prima di partire per l’Australia, e molti giocatori intorno alla trecentesima posizione mondiale, rimasti fuori dalle qualificazioni australiane. Il vincitore Ricardo Mello, brasiliano di 30 anni, ha sconfitto in finale la vera rivelazione del torneo, il connazionale Rafael Camilo, classe 90, partito dalle qualificazioni. Camilo ha sconfitto ai quarti di finale un ottimo Thomas Fabbiano, che con il risultato di San Paolo è entrato per la prima volta nei top 300 giocatori del mondo.
Nella settimana appena conclusa si sono giocati tornei challenger quasi in ogni angolo del mondo. In Europa si è giocato il classico challenger di Heilbronn in Germania, dove la finale è stata tra i due giocatori tedeschi Bastian Knittel e Daniel Brands. Knittel ha vinto con due tie break, concludendo una settimana molto positiva che lo ha portato per la prima volta nei top 200 del ranking.
A Bucaramanga in Colombia, è iniziata la stagione sudamericana su terra battuta. Nonostante i tanti sudamericani presenti in tabellone, alla fine a spuntarla è stato il francese Eric Prodon che a quasi 30 anni sta vivendo le migliori stagioni della sua carriera. Prodon ha sconfitto in finale per 63 46 61 un altro giovane brasiliano, il 22enne Fernando Romboli, numero 245 del ranking, già in forte ascesa negli ultimi mesi del 2010. Da segnalare anche i quarti di finale raggiunti dall’ex promessa portoghese Gastao Elias che dopo un paio di stagioni negative, sembra adesso aver ripreso la strada giusta per arrivare in alto.
Tra i giovani più promettenti, molti si aspettavano un buon risultato agli Australian Open dalla Wild Card americana Ryan Harrison, che invece è stato sconfitto al primo turno. Ma poi, nel torneo challenger disputato a Honolulu, il giovane Ryan ha vinto il torneo battendo per 64 36 64 il connazionale Alex Kuznetsov. Con questo risultato Harrison raggiunge il suo best ranking al numero 138 e si propone come realtà del tennis internazionale, anche nel circuito maggiore.
A Singapore, dove molti giocatori di ritorno dall’Australia si sono fermati, è tornato alla vittoria Dmitry Tursunov, ex top20 reduce da una lunga serie di problemi fisici. Dimitrov ha vinto il torneo battendo in finale il ceco Lukas Rosol per 64 62. L’unico giocatore capace di togliere un set a Dimitrov è stato il nostro Flavio Cipolla nei quarti, autore di un altro buon torneo. Flavio è ora numero 207 del ranking, con buone possibilità di tornare, nelle prossime settimane, nei primi 200 giocatori del mondo. Buona semifinale anche per lo slovacco Andrej Martin, classe 89 e numero 160 del ranking.
Infine, nel bel mezzo dell’oceano indiano, nell’isola della Reunion, si è tentato di giocare la prima edizione di questo torneo, ma gli organizzatori si sono dovuti arrendere alla pioggia e il torneo è stato fermato ai quarti di finale. Anche due azzurri erano presenti alla Reunion, e Daniele Giorgini è anche riuscito a passare il primo turno, prima di arrendersi al francese Serra per 60 76.
Nel circuito challenger, così come in quello future, i risultati degli azzurri sono stati piuttosto deludenti nelle prime settimane del 2011. L’unico risultato di rilievo è stato ottenuto da Matteo Marrai, semifinalista nel torneo Guatemala F1. Matteo, 24 anni, da almeno un paio d’anni sembra poter stare intorno alla duecentesima posizione mondiale. Ma poi, anche a causa di numerosi infortuni, la sua crescita non si è mai concretizzata. Sarà forse lui la rivelazione azzurra del 2011?