Alizé Cornet, ti aspettiamo…

di - 21 Settembre 2012

di Giacomo Bertolini

“LA LISTA D’ATTESA” CAPITOLO SECONDO: ALIZE’ CORNET

ALIZE’, NOUS ATTENDONS…

Per cominciare a delineare il secondo profilo dolente della Categoria “Lista d’Attesa” occorre partire da una sfida, solo all’apparenza insignificante, giocata sul rosso degli Internazionali d’Italia 2008.
Secondo turno, Francesca Schiavone, la nostra numero uno, sembra avere l’accoppiamento migliore per sfondare agli ottavi e provare a far dimenticare la batosta di Fed Cup con le spagnole e la sua incolore prestazione nel play-off vinto con l’Ucraina.
I pronostici parlano chiaro, già si pregusta una sfida di lusso con Svetlana Kuznetsova al terzo round.

In pochi, al di là del comprensibile tifo azzurro, avrebbero pensato che una tennista esperta e navigata come la Leonessa andasse clamorosamente a sbattere contro una giovanissima promessa francese classe 1990, in evidente stato di grazia nel torneo della capitale.
Francesca lascia prematuramente Roma, e mentre ancora ci si interroga sulle cause di questo inatteso passo falso ecco esplodere prepotentemente il talento di una scatenata tennista nizzarda ancora poco conosciuta, Alizè Cornet.
Partiva dalle qualificazioni in quell’edizione del torneo del Foro Italico la Cornet, arrestò la sua marcia sorprendente e vincente allo stesso tempo solo in finale, dominata da una spietata Jelena Jankovic.

Il mondo del tennis accoglie a braccia aperte una delle più grandi rivelazioni delle ultime stagioni, una combattitva 18enne capace di fare le scarpe a solidi pilastri del calibro di Schiavone, Kuznetsova e Chakvetadze, una guerriera dai colpi potenti e dall’atteggiamento propositivo, la nuova personalità vincente che i francesi aspettavano.
Con Pierce e Mauresmo sul viale del tramonto e una Golovin ko per gravi problemi fisici la possibilità offerta dalla Cornet assume subito le forme di una speranza concreta, una delle poche in grado di tenere a galla un brillante movimento alle prese con un difficile ricambio generazionale.
Ben lontani dal pensare al torneo di Roma come un fuoco di paglia, i francesi si sfregano le mani e cominciano a seguire da vicino una carriera, quella della baby Alizè, che ha tutte le intenzioni di regalare crescenti soddisfazioni.
Una carriera iniziata dalla tenace tennista transalpina nel 2006, con i suoi primi tentativi da professionista, e subito decollata nel 2007 con gli acuti Juniores a Melbourne e Parigi (semifinale e vittoria) e le continue razzie nel circuito Itf dove la Cornet inizia a strutturare una classifica dir poco interessante.

Classifica che subirà l’impennata sperata in quella che rimane, ad oggi, la stagione più proficua per la scommessa Cornet, quel 2008 fatto di conferme Itf, attesi boom Wta e preziosi punti conquistati principalmente sull’amata terra rossa.
La lanciatissima Cornet parte infatti alla grande con la semifinale sulla terra di Acapulco, fa quarti ad Amelia Island e Charleston prima del capolavoro tutto italiano di Roma che, come già ricordato, ne sancisce la definitiva consacrazione grazie all’exploit della finale.
Va di fretta Alizè che, dopo la favola romana, ha ancora fame di vittorie e soprattutto di conferme, Parigi è dietro l’angolo, la Cornet ha già la consapevolezza di non poter sbagliare.
Nel tempio della terra rossa Vakulenko e Dulko crollano inesorabilmente nei turni d’esordio, ma al terzo round Agnieska Radwanska interrompe la corsa della tennista di casa, che lascia comunque con onore il Roland Garros dopo due combattuti parziali.
La prova del nove nella capitale francese può dirsi superata, il primo importante confronto “erbivoro” invece la stronca al primo turno.
Wimbledon si rivela infatti amara per la Cornet che tuttavia dopo una settimana trova subito il modo migliore per farsi perdonare.

Il battesimo Wta arriva con Budapest dove la Cornet corona con il 76 63 sulla Klepac un eloquente percorso netto, firmando così il primo successo della carriera sulla terra del torneo ungherese.
La Francia dà fiducia all’inarrestabile Cornet portandola ai Giochi Olimpici di Pechino e promuovendola titolare in Fed Cup, lei risponde con una buona trasferta sul duro americano e con un allettante best ranking a fine stagione alla posizione numero 16.
La Top Ten chiama con forza Alizè Cornet, la transalpina ci arriva ad un passo con un avvio folgorante di 2009 che, grazie agli ottimi risultati in concomitanza degli l’Australian Open, sale sino in undicesima piazza, facendo ipotizzare un rapido tanto quanto scontato ingresso tra le migliori dieci della classifica.

Ma ecco che, proprio come già visto per Melanie Oudin, la soddisfazione per un nuovo traguardo raggiunto finisce per destabilizzare e arrestare un cammino all’apparenza senza ostacoli, e così un best ranking carico di speranze e sacrifici perde in poche settimane tutto il suo valore, la sua forza, il suo margine di miglioramento.
La carriera della nuova stellina d’oltralpe si incrina senza preavviso, cade in Federation Cup, fallisce a Roma e a Parigi, si conferma fuori posto sull’erba di Londra. Persino il mediocre torneo di Budapest ri rivela stregato con la detentrice del titolo 2008 asfaltata dalla Peer al secondo turno. Il resto della stagione conferma il clamoroso calo della francese con un’infinita serie di ko al primo round e una crescente perdita di confidenza nei propri mezzi.
Quella Top ten accarezzata così da vicino adesso la saluta con ragguardevole distanza e la crisi nera della giovane Cornet non sembra destinata ad avere vita breve.
La debacle di Alizè infatti si ripropone spietatamente l’anno successivo con i medesimi flop e gli stessi crolli in classifica, a cui i brevi guizzi di Rabat e Bad Gastein non possono certo porre rimedio.

La campionessa in erba tutta grinta e pugnetti è adesso impietosamente relegata a giocare nei tornei Itf che, nonostante tutto, continuano a fotografare un trend estremamente negativo che vedrà la francese chiudere il suo pessimo 2010 al numero 78 Wta.
La Francia, alle prese anche con i digiuni di Rezai e Razzano, è inevitabilmente spiazzata. Alizè Cornet rischia di diventare un bluff, una meteora stagionale, e i suoi risultati scadenti per tutto l’arco del 2011 non fanno altro che aumentare i dubbi.
Tra insuccessi Wta e piccolissime gioie Itf la nuova stagione dell’assente Cornet subisce il defintivo colpo di grazia con una classifica tutta da ricostruire così come la fiducia nei mezzi e la consapevolezza del proprio talento.
Ma come spesso accade nello sport e in particolar modo nel tennis l’insperato rilancio parte proprio da un situazione disperata e quasi compromessa e la difficile ma costante ripresa della Cornet ne è la conferma.

Dopo un avvio shock di 2012 la Cornet a piccoli passi riprende le fila del suo gioco ottenendo discreti riscontri dal mondo Itf che vengono poi confermati immediatamente con la bella finale casalinga di Strasburgo, persa con Francesca Schiavone al termine di un equilibrato 64 64.
La terra rossa che tanto ha dato e tanto ha tolto in questi anni alla francese torna a sorridere dopo il deludente Open di Francia dove una rinata (ma diciamolo a bassa voce!) Alizè Cornet si prende il trofeo del torneo austriaco di Bad Gastein, conquistato in finale con la Wickmayer senza perdere neppure un set.
La Francia può tirare un piccolo sospiro di sollievo, Alizè è tornata e anche i recenti dati Wta lo confermano: lo spettro dell’eliminazione immediata è svanito, la classifica la vede in ascesa a ridosso delle 40.
La seconda vita tennistica della Cornet può dirsi inaugurata e anche se, vista la concorrenza attuale, è difficile pensare a un nuovo assalto alla Top Ten, Alizè sembra avere tutte le carte in regola per ricevere il testimone dell’attuale numero dieci e prima di Francia Marion Bartoli, con la quale sicuramente condivide lo spirito aggressivo in campo e la sete di trionfi.
Bonne Chance Alizè!.. noi aspettiamo (fiduciosi!).

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