Che Avesse Ragione Nicoxia?

di - 29 Luglio 2011

SAGHE MENTALI IN STATO DI  GRAZIA

La Rubrica dell’Inesperto

EPISODE 5_Che avesse ragione anche Nicoxia, il piu’ buono  (e pedante) che ci sia?

Questo articolo l’ho invece scritto a Maggio ancor prima di andare negli Us e avere quella mistica  esperienza nel Grand Canyon con mio figlio ma sapevo che prima o poi avrei trovato l’occasione  per tirarlo fuori (l’articolo!, cosa avete mai capito?). E si, avete indovinato: nella foto Nicky sta  correndo a piedi nudi nella neve, uno dei nostri esercizi di routine per dimostrare a tutti che Mad Max in realta’, coi suoi 15′ di propriocettivita’ a piedi nudi ogni giorno, e’ una sissy, roba da femminuccie … Noi lo facciamo tutti i giorni nella neve … ANCHE IN AFRICA!

Ho gia’ stabilito che quando finalmente c’incontreremo a cena da qualche parte, io e Nicoxia ci abbracceremo piangendo e commossi davanti a una coppa, di Champagne (io) e di Barbera (lui), ci giureremo eterna amicizia come nella canzone di Gaber. Pero’ nella Rubrica dell’Inesperto io continuero’ a dargli di tanto in tanto del Pedante o del Lupo de Lupis perche’ cosi’ e’ se vi pare e se non vi pare non leggete e passate direttamente ai posts. Ma oggi, mentre stavo giocando un doppio in coppia col Carlos Rodrigues nero, il coach nigeriano rientrato in patria dopo 11 anni di USTA e che, chissa’, potrebbe forse far ritrovare la gioia di giocare alla Canaglia di Lagos, mentre giocavamo insieme contro I Ragazzi Terribili Kabirou e Abdul, lui sbaglia un colpo da fondo e grida a se stesso: STOP JUMPING! USE THE KINETIC CHAIN!!! Poco dopo ne sbaglio uno io e grido sempre a me stesso: VA A CACARE CON LA C, VECCHIO DI MERDA E PUZZOLENTE!!!! E improvvisamente ho avuto come un’epifania e mi sono affrettato verso la sedia (una sedia pieghevole da spiaggia comprata in Angola e che mi porto dietro insieme col cooler pieno di bibite fresche per affrontare le 4-5 ore di tennis nei week ends di Abuja al National Stadium) e me le sono trascritte nel moleskhine , il taccuino reso famoso da Hemingway e Chatwin e che io, noblesse oblige, uso da anni per placare la mia ansia grafomana. Cosa mi sono annotato dunque?,che ,in effetti qualcuno avrebbe potuto e ancora potrebbe dire Tale il Padre … E insomma, come ti aspettavi che venisse fuori tuo Figlio? Che e’ cio’ che sostiene Nicox Carlone e un po’ anche Mad Max (e dio non voglia che abbia ragione…per sua figlia, intendo! Uah, uah…scherzoooooo!) Mah … Il fatto e’ che io certo non ho mai nascosto che mi piace ogni tanto la bella catarsi di un C’MON! o di un Ole’! o anche di un bel Porco Quel Porco d’Un Porco Porco!, ma la vedo piu’ come una esplosione fine a se stessa, alla Johnny Mac, o al Panatta che sotto di due sets con il Barazza distrugge la racchetta al cambio di campo e poi va a vincere al quinto … Io poi non ho mai buttato per terra una racchetta in vita mia, al massimo massimo ho dato con la stessa una botta sul nastro … Ma ho sempre urlato, di gioia e di rabbia e poi, zip. Pensiamo al prossimo punto (Dov’e’ quel dannato bunker nemico?, sempre per ri-citare le Sturmtruppen di Bonvi). Un po’ come fa, alla fine di ogni punto, la Sharapova, che si gira verso la fence, la rete, la tribuna alle spalle, e conta le corde o dice due bestemmioni fra se e se, poi si gira di nuovo verso l’avversaria e fa due-tre saltelli per ri-attivarsi, ed e’ pronta a giocare il punto piu’ importante del Match, che come ben sapete tutti, e’ sempre The Next , il Prossimo.

Ecco, se mai mio figlio, ma non accadra’, tornasse ad Abuja e stanco di ciondolare senza fare nulla tutto il giorno se non rincoglionirsi su feisbuk, mi chiedesse dopo 3-4 settimane di riemergere dal Grande Nulla e di riprendere ad allenarlo, probabilmente ricomincerei proprio da qui, dai Rituals, e gli direi: ok, visto che non mi posso certo arrabbiare se metti in rete quello che avrebbe potuto essere un winner, concentriamoci su quello che invece possiamo controllare… mi devi cioe’ dimostrare che hai davvero voglia di provare a cambiare quello che un destino cinico e baro ti ha rifilato in sorte, e cioe’ quell carattere non da stronzo ma da maniacale perfezionista per cui se le cose non vanno come pare a te, ti vien voglia di tirare giu’ il cielo e di mollare tutto … proviamo dunque a fare non dei winners, ma dei rituals, cose cioe’ che se le vogliamo fare le possiamo avvero fare, sempre. Per esempio, alla fine di ogni punto, tornando al fondo, NON calpestiamo le righe : passiamo di qui e di la’ e stiamo ben attenti a non calpestarne una nemmeno per sbaglio. Poi andiamo alla rete, prendiamo l’asciugamano e mentre ci togliamo via cio’ che metaforicamente ci a tremare le vene e I polsi, magari ci diciamo anche Yeah, I love it! Oppure contiamo le corde, sono sempre 16 x 18, ma non si sa mai… Oppure facciamo due saltelli di attivazione e poi ci voltiamo e siamo pronti a fronteggiare di nuovo l’avversario, potremmo anche sussurarci la frase citata sopra, Bene, dov’e’ quel dannato bunker nemico…

La cosa buffa, o triste, e’ che mio figlio mi guardera’ con quell’espressione un po’ cosi’, che hanno loro, anche se non sono andati a Genova, nei confronti dei loro padre, ma intanto l’altro giorno giocavo con Abdul e l’ho sentito, lo giuro!, dire a un certo punto, dopo aver perso il punto: I love it!

Me l’aveva sentito accennare a Pasqua e l’aveva subito implementato nel suo arsenale …Nemo Propheta In Patria, ahime’.

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