Wta: Profumo d’Oriente

di - 17 Settembre 2014

Wuhan Opem
(L’avvenieristico stadio del Wuhan Open)

di Alberto Cambieri

Il circuito femminile é stato spesso accusato di non essere spettacolare come il circuito ATP (da qua sono sorte infinite questioni riguardo alla decisione dei tornei maggiori come gli Slam o i principali tornei “combined” in calendario di offrire lo stesso montepremi a uomini e donne), di essere spesso povero di partite dall’elevato livello tecnico e di aver avuto momenti assai bui, caratterizzati dall’assenza di grandi giocatrici capaci di imporsi in modo continuo nelle occasioni importanti e di attrarre così nuovi tifosi e stimolare l’interesse degli appassionati.

Quello che non si può però rimproverare ai capi della WTA é di non essere al passo con i tempi e di non prendere rischi notevoli, tra i quali spicca proprio il fatto di aver investito molto in termini di capitali e di immagine nei tornei asiatici. Fino all’inizio del nuovo millennio i tornei che si svolgevano in Asia si potevano contare sulle dita di una mano (ad eccezione dei ricchi tornei di Doha e Dubai, che però rappresentano una realtà ben diversa da quella delle manifestazioni che si tengono in Cina, ad esempio); si trattava quasi sempre di competizioni dal modesto livello tecnico, che vedevano presenti nel loro campo di partecipazione giocatrici di classifica non così elevata (in questo senso la divisione tra Tier I, II, III e IV non aiutava) e che dunque non erano in grado di attrarre troppi tifosi e di avere la finalità fondamentale di convincere i giovani a prendere in mano la racchetta.

Stacey AllasterNegli ultimi anni, in particolare sotto la guida di Stacey Allaster, la WTA ha deciso di cambiare marcia, eliminando la divisione tra tornei secondo “Tier” e introducendo la più semplice denominazione “Premier” o “International”, e dando maggior importanza a tornei da sempre esisiti come quello di Tokyo (in programma tra l’altro questa settimana), in modo che facessero da traino per la nascita di altre manifestazioni e attirassero nuovi capitali. In breve tempo sono infatti sorti nuovi eventi come il ricco torneo di Wuhan, la cui prima edizione si terrà la prossima settimana (“scipperà lo status di “Premier 5”, categoria di cui fa parte anche il torneo di Roma, a Tokyo, rimasto nella categoria “Premier” ma presentando punti e montepremi minori rispetto al neonato torneo cinese), il circuito WTA denominato “125k series”, una sorte di circuito Challenger caratterizzato però, fino ad ora, da un numero esiguo di eventi che si volgono principalmente in Cina, e il Master femminile (manifestazione a cui prendono parte le migliori 8 tenniste dell’anno solare) da quest’anno avrà sede a Singapore. Tutto questo mostra come il circuito WTA voglia approfittare dei successi ottenuti di recente dalle tenniste asiatiche (i 2 Slam della Li, la cui importanza in termini di popolarità del tennis in Cina e di capitali investiti é già stata più volte approfondita, le semifinali Slam di Peng e Zheng e i vari successi in doppio) per attrarre investitori ed avvicinare molte persone allo sport della racchetta, senza paura di flop che possono nuocere in maniera pesante all’immagine del circuito femminile come, ad esempio, l’eventuale assenza di pubblico a una manifestazione di interesse mondiale come il Master di fine anno (sono cospicue le cifre in denaro investite e anche il tempo risulta ormai essere nel tennis una risorsa scarsa, visto che ormai le settimane del calendaro ATP e WTA sono sempre meno ed é difficile per nuovi tornei inserirvisi, come peraltro successo di recente a scapito di tornei europei come Palermo o altri in America del Nord).

Na LiLa WTA sembra però essere molto ben organizzata e consapevole delle proprie decisioni, come testimonia la scelta di creare dal nulla un torneo e un impianto in quel di Wuhan praticamente dal nulla, sfruttando però il fatto che la città in questione é la Terra d’origine della vincitrice di Roland Garros 2011 e Australian Open 2014 Li Na, la cui popolarità in Cina é fuori discussione e sarà, senza dubbio, la chiave dell’eventuale successo della manifestazione; inoltre i montepremi e i punti in palio nella maggior parte dei casi sono assai notevoli, attirando così le giocatrici d’alta classifica (obbligate, in certi casi, a prendere parte ad eventi come l’evento “Mandatory” di Pechino), la cui presenza garantisce a sua volta introiti in termini di sponsor e di spettatori paganti. Consapevole dell’importanza del ricambio generazionale per il pubblico (a livello di interesse e, perché no, di spettacolo in campo) e per il circuito della sua interezza, la WTA si é presa cura di migliorare eventi asiatici in programma da anni e di introdurne di nuovi al fine di poter dare spazio a giocatrici di casa (fa quasi effetto scorrere l’elenco delle giocatrici partecipanti ad eventi come il torneo di Guangzhou, in programma questa settimana, in quanto anni fa sarebbe stato impossibile trovare così tanti cognomi di ragazze cinesi, coreane, giapponesi o taipeiane iscritte ad una stessa manifestazione tennistica), come il mini-circuito formato da tornei da 125 mila dollari di montepremi, che vedono spesso la partecipazione di giovani promesse non solo asiatiche ma di tutto il mondo (i primi tornei, lanciati nel 2012, hanno visto la vittoria finale di giocatrici ora quasi tutte in rampa di lancio a livelli più alti come Svitolina, Mladenovic, Arruabarrena, Jovanovski e Van Uytvanck) oppure il torneo-esibizione che avrà luogo a fianco del Master WTA di Singapore e che vedrà impegnate stelle emergenti sia dei “soliti” Paesi tennistici sia di stati asiatici (é stata data la possibilità agli appassionati di votare via Internet le giocatrici da mandare a questo evento dalla grande visibilità mediatica che vede proprio le giocatrici divise in due categorie a seconda della nazionalità), come (potenzialmente, in quanto le votazioni sono ancora aperte) Bencic, Keys, Puig, Diyas o Nara.

Mentre il circuito ATP quindi guarda ad Oriente con maggior cautela (il Master maschile di fine anno, ad esempio, si svolge dal 2009 a Londra, città legatissima da sempre al mondo del tennis, dando in questo senso più garanzie), atteggiamento dovuto anche al minor numero di atleti asiatici competitivi ad alti livelli, puntando al massimo ad un numero più risicato di eventi importanti in queste zone (sono, in percentuale, decisamente superiori gli eventi Challenger rispetto agli ATP veri e propri), la WTA prova a stare al passo coi tempi tentando di svecchiare in questo modo un mondo del tennis che altrimenti rischia di avere calendari sempre troppo simili di anno in anno, facendo sembrare, per certi versi, il circuito una sorta di Inferno dantesco per i tennisti e anche per spettatori ed appassionati.

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14 commenti

  1. Madoka

    Mah, in realtà quello che sta accadendo a livello di WTA non mi sembra una volontà di svecchiare il calendario, ma semplicemente una volontà di rincorrere quello che è l’unico mercato che può essere sfruttato e che può dare ritorno economico ( quello cinese.

    Hanno distrutto la stagione indoor europea, che personalmente, era nettamente migliore di queste porcherie di tornei in Asia dove 1) nessuno va a vedere le partite 2) giocano in città inquinate e piene di smog. In Cina il tennis ( tolta la LI, che sembra vicina al ritoro fra l’altro, non interessa a nessuno.

    Nell’articolo si fa riferimento al torneo di Tokyo, che era un Premier 5 e non aveva nessuna intenzione di diminuire il suo status, ma la WTA ha deliberatamente scelto di spostare il P5 in Cine perchè per le loro strategie era meglio così.

    Stanno facendo nascere questi 125 k, che va anche bene, ma tranne un paio, sono tutti in Cina/Taiwan. Oltretutto spesso vengono piazzati in posizioni strategiche = la seconda settimana degli USO, durante il P5 di Cincinnati.

    E qui veniamo ad un altro problema : in questo modo la WTA finanzia indirettamente il tennis cinese. Un sacco di gicoatrici Cinesi possono disputare settimanalmente tornei che danno punti importanti, con campi partecipazioni che sono imbarazzanti, perchè le Euroee/Americane non hanno i soldi per volare fino in Asia.

    Rendiamoci conto che a questi USO la testa di serie numero 32 è stata Shuai Zhang. Questa mediocre pallettara che va oramai per i 26 anni, in 13 tentativi in un torneo dello slam, non è riuscita ancora a vincerne una di partita, ma è là in classifica perchè può dispitare settimanalmente questi torne. Mentre la Giorgi che quella stessa settimana era numero 31, non ha preso la testa di serie perchè il seeding viene stabilito la settimana precedente.

    Il Master è stato portato in Indonesia, ma soprattutto il Masterino è stato portato in Cina —> altre WC e altri punti gratis per tenniste cinesi.

  2. Alessandro Nizegorodcew

    Però non è vero che in Cina non stiano cercando con forza le nuove Na Li e le nuove Peng. La dimostrazione è l’ingaggio, ad esempio, di alcuni dei migliori preparatori atletici italiani come Baraldo e altri. Si potrebbe poi anche fare il discorso che non è la Wta a scegliere la Cina, ma la Cina a scegliere la Wta… che è plausibile

  3. Alberto Cambieri

    Singapore in realtà é uno stato a se’ stante (una sorta di Montecarlo d’Oriente) e la Zhang nel 2013 ha totalmente cambiato programmazione rispetto al passato (prima si era avvicinata o era stata tra le 100 solo praticamente grazie agli ITF come la Hsieh) puntando solo sui WTA (coi quarti a Roma, le semifinali ad Acapulco, Kuala Lumpur e il Premier di Birmingham si può stare meritatmente tra le prime 50 del mondo); anzi, sembra che prima facendo solo ITF non riuscisse a fare il salto di qualità col suo gioco in quanto la classifica era figlia di punti “facili” fatti in casa (ma lo stesso vale per altre zone come il sud America, in cui poche giocatrici spesso dominano i tornei, salvo uscire ridimensionate non appena si affacciano sul circuito WTA), mentre ora riesce ad esprimersi alla grande anche in palcoscenici più prestigiosi (la mancata vittoria negli Slam conta relativamente, nel senso che bisognerebbe vedere solo i risultati del 2013, primo vero anno al vertice, e notare come abbia perso da, vado a memoria, Barthel 2 volte sul cemento, Radwanska e Suarez Navarro, non le ultime arrivate).
    Sul resto sono piuttosto d’accordo, nel senso che il mese in cui si giocavano Filderstadt, Mosca, Linz e Lussemburgo indoor era di tutt’altro appeal e spettacolo (erano tornei da 32 giocatrici con qualche bye al primo turno e si vedevano spesso sfide tra Top Ten dai primi turni stile Sidney e Stoccarda oggi) di gioco e pubblico, ma penso che la WTA abbia imparato da errori passati come aver assegnato il Mastere a Doha (quello sì che era l’emblema della disperazione e del disinteresse verso il tennis). Gli spalti durante il torneo di Pechino, specialmente sul centrale, sono sempre gremiti (idem per Pechino maschile o Shanghai) e forse vuol dire che c’è interesse da parte del pubblico cinese (lo smog purtroppo rimane un problema ma non é la WTA che se ne deve preoccupare), mentre sulla questione poco trasparente del cambio con Tokyo sono d’accordo con quanto scritto (Tokyo ha una bella tradizione e avere 2 Premier grossi in Cina in due settimane di fila ha poco senso anche perché non si deve preparare nessuno Slam cinese nelle prossime settimane stile Roma-Madrid o Canada-Cincinnati).
    Concludendo, le tenniste cinesi sono assai avvantaggiate, come del resto avveniva per gli americani fino a qualche decennio fa quando si disputavano anche più di 15 tornei solo in campo maschile negli USA, ma questo é un discorso legato alle nazionalità e alle wild card che ci sarà sempre nel momento in cui un mercato risulterà più appetibile di un altro: se la tua nazione é in via di sviluppo e ha capitale da investire e tu per caso sei un tennista di medio livello, allora per te c’è la concreta possibilità di avere wild cards e soldi forse non così meritati, ma in fondo poi la classifica te la devi fare tu. Non sono nemmeno così male evidentemente queste cinesi emergenti perché per far fuori Stosur, Cepelova, Martic (anche se ora vale meno di 2 anni fa), Riske e Diyas, giocatrici tra le prime 50 o con un passato in quel range di ranking, battute magari in sequenza (non exploit isolati, dunque), ci vuole qualcosa più che la fortuna di essere nate con gli occhi a mandorla a inizio terzo Millennio.

  4. Madoka

    Mah, da quello che leggo e mi risulta, è proprio la WTA che sceglie la Cina, visto che è spesso capitato in questi ultimi anni che la WTA abbia “ucciso” tornei Europei con scuse risibili( il più famoso è Portoroz, che fu cancellato dalla WTA perchè il centrale aveva la colpa ospitare solo 4.000 posti, quando anche se solo 4mila posto era sempre stracolmo ), per portarli in Cina dove gli stati pur essendo enormi, sono deserti.

    Ed allo stesso modo mi risulta che attualmente la WTA quando deve scegliere a chi assegnare un torneo, lo da alla Cina, con la scusa che in Cina gli sponsor non sono privato ma lo stato.

    Vabbè.

    Poi non ho capito la Zhang, di che anno parliamo ? 2013 o 2014 ? Trovo aberrante che una giocatrice che in questo anno corrente, abbia perso una quindicina di volte al primo turno e ed almeno una altra metà al secondo turno sia arrivata ad essere TDS ad uno slam, grazie a 2 vittorie ed una finale in tornei Cinesi raccolte l’anno scorso in questo periodo. Sono pigro per andare a controllare, ma l’ha battuta almeno una top 50 in questi 3 tornei l’anno scorso ?

    Così si falsa la classifica e si aiutano giocatrici di una esclusiva nazione. Saranno stati buoni 600/700 punti.

    Ora difende in un mese tutti sti punti, vediamo dove scende in classifica. A me sembra proprio che a 32 ci sia arrivata grazie ai 125 k e agli International Cinesi.

    A me non sembra proprio abbia fatto nessun salto di qualità.

    Non seguo ATP. A livello WTA a Pechino il centrale è sempre totalmente deserto, tranne quando gioca la LI di turno, salvo puoi svuotarsi immediatamente quando la partita finisce.

    Quando non c’è più la LI come fanno ?

    Le varie Stosur, Cepelova, Marti ( ma posso metterci anche altri nomi : Cibulkova, Giorgi : spesso perdono da chiunque in qualsiasi torneo, contro giocatrici di qualsiasi nazionalità, se i tornei si fossero giocati altrove avrebbero perso comunque.

    E’ ahimè un periodo molto mediocre a livello di WTA ed infatti abbiamo sempre più spesso upsets.

  5. Alberto Cambieri

    Ho sbagliato e mi riferivo al 2014; non ricordo chi abbia battuto in quei tornei salvo le finali (non si trattava comunque di Top 50); di sicuro ha battuto la Peng al primo turno a Pechino e ha retto benissimo al secondo contro la Vinci (all’epoca in piena lotta per un posto al Master anche solo da riserva). Di tornei minori in Asia ha giocato solo Shezhen, Pattaya e Kuala Lumpur ma comunque nel 2014 ha portato a casa più di 800 punti (é 56esima nella Race per ora e le venti posizioni di differenza rappresentano giustamente lo scarto legato principalmente ai tornei di queste settimane in cui tra l’altro non gioca e non può difendere i punti causa infortunio). Il salto di qualità se lo vuoi vedere si può notare, ad esempio, nella partita di secondo turno di Roma contro la Kvitova (Top Ten e di lì a un mese di nuovo vincitrice a Wimbledon, seppure anche lei incostante, per usare un eufemismo) fatta di rimonte, bei punti sia in attacco che difesa e situazione psicologica gestita al meglio dalla cinese dopo aver sprecato di tutto a fine secondo set (nei quarti anche Serena le ha fatto i complimenti per la prestazione).
    Facendo riferimento solo all’edizione dello scorso anno ricordo il centrale pieno per partite come Serena-Kirilenko o Serena-Schiavone, terzo e secondo turno, Jankovic-Kvitova, Petkovic-Azarenka (primo turno) e altri match senza Li o senza cinesi in campo (nel 2011 ricordo buona affluenza pubblico anche durante le partite di Flavia, che arrivò in semifinale).
    Certamente si perde in maniera impronosticabile a volte, ma non tutte le giocatrici riescono ad approfittare di certe situazioni; semplicemente davo merito a queste atlete di aver onorato al meglio le wild card. Sugli upsets sono d’accordo ma non penso sia colpa della Cina o dei tornei in Asia; piuttosto farei riferimento a quei periodi bui (anche se abbiamo vissuto di ben peggio: le annate 2009-2010-2011 mi sono sembrate peggiori di questa in cui sono emerse molte giovani a differenza dell’ATP per esempio) che spesso capitano nella WTA o alla maggior incostanza di certe giocatrici (anche Serena a Charleston ha perso con la Cepelova, capita a tutti) rispetto ai colleghi uomini.

  6. Stefano Baraldo

    Ciao. Eh si, il tema è caldo. Caldo proprio come in questi tornei dove le temperature esagerate e l umidita + lo smog (giustamente citato) hanno già fatto impazzire tanti appassionati e forse scommettitori con dei “colpi di scena”. Riguardo alla fortuna di nascere con gli occhi a mandorla, direi piuttosto che nel 2014 noi occidentali non possiamo più considerarci i dominatori del mondo. Bisogna accettare il fatto che i tempi siano proprio cambiati e continuare a “Colonizzare” l’Asia con i nostri sport e business. L’oriente rappresenta la più grande potenza economica mai esistita nella storia dell’umanità. Praticamente circa la metà degli abitanti di questo pianeta vivono in Asia. (non giudico se questo sia un bene o un male) Messa in questi termini è necessario che WTA e ATP creino i presupposti velocemente per evitare che il Tennis rimanga un fenomeno ai margini. Proviamo ad immaginare se tutti questi capitali fossero investiti in sport più “tradizionali”, a loro…
    Il tema in questione non è tecnico a mio avviso, ma storico.
    Potrei continuare a lungo…
    Da Patriota nemmeno io sono contento che ci siano rimasti solo gli Internazionalid’Italia, ma rivolgo un sincero grazie a chi li sta ancora difendendo e facendo crescere!
    Siamo ridotti a pensare che ATPdi Montecarlo sia mezzo italiano solo perche giustamente gli appassionati italiani se lo vanno a vedere dal vivo con costi paurosi…Vorrei anche io, come tempo fa, 5/6 tornei importanti nel nostro BelPaese, ma amici non è più cosi.
    Concentriamoci allora nel creare un bel movimento tennistico solido e forte; con tanti giocatori a difendere i nostri colori. A portare nel mondo la nostra Bandiera e Cultura! Questa nessuno ce la porterà via !!!

  7. cataflic

    Quando la classifica sarà fatta tutta da Hsie, Yu, Zeng, Zang, Ye Se, Cheng…rideremo meno!
    L’opera della Wta è fastidiosissima perchè è un manifesto al declino occidentale, ma è una assicurazione che di tennis si parlerà ancora tra 50 anni.

  8. Alessandro Nizegorodcew

    @Stefano Baraldo
    Grazie Stefano per il tuo contributo da chi vive giornalmente quel mondo. Senti ma a livello giovanile come sono messi i cinesi? Intendo proprio i ragazzini piccoli under 12, 14, ecc… Hanno finalmente preso coach seri o continuano solamente a investire su preparatori fisici seri come te e altri?

  9. Stefano Baraldo

    Esempi: Formula1 e MotoGp si sono adattati ancor prima del Tennis.
    Quando un campionato si sviluppa al 100% in ambito Internazionale va seguita una logica.
    Quando si parla di centinaia di milioni di dollari non stai tanto a guardare i consensi o meno. Cerchi di restare al passo coi tempi e non bancarotta. In Italia effettivamente non siamo abituati a tale modalità. Lo dimostra lo stato delle cose.
    @alessandro
    Coaching: in Cina ci sono allenatori Tedeschi, Francesi, Americani, Spagnoli, Argentini, Australiani, Indiani, Giapponesi, Inglesi, Croati, Russi, Italiani. Credo che in tutta l’area Cina + HongKong non ci siano piu di 150 allenatori stranieri. Sono pochi considerando che le attività di un livello tennistico paragonabile a quello delle nostre agonistiche, si sviluppano in una popolazione indicativamente di 200milioni di abitanti. Per alzare il livello qui ce ne vorrebbero 10 volte tanto gia da ora. Figuriamoci nei prossimi 20 anni dove da 200 si passerà a mezzo miliardo di abitanti in città dove si gioca anche al tennis. La maggior parte dei tecnici sono ovviamente Cinesi. Hanno la loro tradizione tennistica. Non si puo pensare di stravolgere tutto. Se sei invitato a cena non ti metti a sindacare sul cibo. Ti adatti.
    A livello Under non ho visto fenomeni. Normalmente hanno 2 gambe e due braccia come noi. Ma il tennis è un gioco.
    Serve grande destrezza e abilita nel risolvere i problemi delle situazioni. A 14 anni tanti ragazzi giocano benino in tutto il mondo, poi nello sviluppo tecnico e fisico si crea la selezione intorno ai 16 anni. La prontezza nel risolvere i problemi non è una loro caratteristica socioculturale quindi fanno fatica ad emergere nella seconda fase di specializzazione e transizione. La società dell’internet ha colpito qui piu che mai. Le nuove generazioni sono scarse. Pigri. Ma come abbiamo visto nel femminile, non servono 40 giocatori nei 200 tra maschi e femmine. Ne serve uno nei primi… Cosi si crea identificazione nazionale. Cosi diventano leggende popolari e vengono seguiti. Un po come fu per Tomba e lo sci italiano dai… A pranzo stavamo tutti a guardare la seconda manche con Albertone e le piste erano piene tutto l’inverno. L oggetto del desiderio erano i Rossignol. Dopo di lui poco, nonostante gli eccellenti risultati.
    Perche nella WTA ce l’hanno fatta e ATP no?! Semplice, perche nel femminile il livello tecnico è inferiore, fisicamente si puo fare la differenza! Grazie al Diavolo che ha inventato questo gioco, i protagonisti rimarranno prevalentemente occidentali. In Cina avere risultati è molto molto complicato, per via di vari fattori…. Ci sarebbe veramente da scrivere tanto. Per non parlare di Indonesia (250milioni di abitanti) e Thailandia ecc…Cmq tornerei in Italia volentieri Alessandro! Hahaha Viva er maccherone che te provoca!

  10. Giorgio il mitico

    Forse, azzardo, qualche tradizionale grande sponsor occidentale vuole ridimensionare gli importi elargiti e si cercano in anticipo qualche possibile grande sostituto in Asia.

    Chissà…..

  11. Stefano Baraldo

    Wuhan è una citta di 10milioni di abitanti + interland con mezzi strutturali ed economici non inferiori a Parigi e Londra.
    Hong Kong Shanghai e Pechino? … non perdo nemmeno tempo sui numeri.
    Hanno tutto il diritto di organizzare tornei del genere. Sicuramente più di tantissimi altri luoghi.

  12. Stefano Baraldo

    @ GraziA
    Non sono un commerciante. Non è il mio campo vendere.
    È ovvio che se mi dovesse capitare di fare formazione sia in ITalia che in America che China, promuoverei le cose in cui credo e che nel mio piccolo mi hanno fatto avere alcuni risultati positivi

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