Il giorno più bello del tennis italiano!

di - 11 Settembre 2015

Vinci Us Open

di Alessandro Mastroluca

Roberta Vinci toglie a Serena Williams, e a ventimila persone che le hanno tirato contro, il Grande Slam. Una partita splendida, un giorno storico per tutto sport italiano. L’orgoglio di Puglia trionfa a New York. Robertina, da oggi anche Robertona, chiude in rimonta 26 64 64. Sarà un giorno azzurro, domani, a New York. Per una finale fra due amiche, per un giorno da ricordare e da festeggiare. Comunque vada, è già un successo. Un sogno così forse non ritornerà mai più. Ma lasciateci gioire ancora, per un giorno, per tutta la vita. L’Italia conquisterà un altro Slam. New York è azzurra.

Hanno incrociato le racchette nei tornei giovanili in Puglia, Flavia a nove anni e Roberta a otto. Sono cresciute a 60 km di distanza, sono diventate grandi insieme. E hanno trovato un gancio in mezzo al cielo diNew York, tanto grigio ieri perla pioggia che ha spostato il programma e restituito un Saturday che più Super non si può, tanto azzurro oggi.

Insieme, hanno vinto il doppio al Roland Garros junior nel 1999 ,e in doppio sono tornate a giocare, dopo la rottura fra Roberta e Sara Errani, anche in chiave olimpica.
Roberta è maturata tardi, a un certo punto si era quasi rassegnata a rimanere confinata nella specialità del doppio, che comunque le ha regalato un Career Grand Slam. Ma una finale in singolare è un traguardo che fa la storia, che supera e circonfonde di nuova luce tutta una storia, tutta una carriera, tutta una vita che è un’esempio di talento e di etica del lavoro dedicati al meglio che lo sport è in grado di offrire e di rappresentare.

Un percorso, un lavoro verso un sogno finalmente realizzato in cui pesa e non poco Sara Errani. I suoi successi, la finale al Roland Garros, la semifinale a New York, dopo aver sconfitto proprio Roberta ai quarti, l’hanno spronata, l’hanno resa consapevole delle sue reali possibilità.

Un universo che si svela, in quel 2012, e cambia orizzonti, prospettive, sensazioni e ambizioni. Flavia, prima top 10 italiana che in America trova rivelazioni e realizzazioni sopite in qualunque altro angolo del globo, le era davanti. Roberta, che a lungo ha galleggiato intorno alla centesima posizione, ma in un paio d’anni è passata prima nelle top-40, poi nelle top-20 e infine a sfiorare l’ingresso nell’elite più ambita, la top-10.

Un desiderio chiuso in fondo al cuore, che il tempo non ha cancellato, non ha lavato via del tutto. Un sogno che, in caso di successo contro Flavia, sarebbe distante solo l’inezia di 5 punti. Un piccolo scherzo del destino, lì a ricordare che quando pensi sia finita, c’è una nuova salita da iniziare, un altro viaggio da iniziare, un altro miraggio da desiderare.

Sarà la decima sfida tra le due amiche, che hanno portato la Puglia dove non osano nemmeno le aquile. Otto gli incontri tra il 2003 e il 201o, otto partite in otto anni, con una regola mai interrotta prima degli Us Open 2013. Roberta ha vinto il primo, 26 76 63 a Ortisei, e tutti quelli dispari (il terzo, il quinto, il settimo). Flavia il secondo, 61 46 76 a Palermo, e tutti quelli pari. Ha rotto la regola a New York di due anni fa, per centrare la sua prima semifinale nel torneo che le aveva regalato quattro quarti, di nobiltà tennistica e non solo: come nessun’altra tennista italiana era mai riuscita a fare.

In parità, se la statistica può avere un peso in un giorno in cui le emozioni travalicano la razionalità, il bilancio sul duro, con il successo di Flavia preceduto dall’affermazione di Vinci a Tokyo nel 2009.

Ma non ci sono precedenti che tengano, non c’è logica che possa sostenere, anticipare, spiegare, illuminare un incrocio di destini, un intrico di emozioni impossibile da sciogliere. Perché non è mai facile giocare contro chi si conosce così bene, chiedere per credere proprio a Serena Williams che mai vorrebbe trovarsi ad affrontare Venus, da sempre suo modello di riferimento. Non è stato facile per Roberta affrontare Sara Errani, nelle occasioni in cui le Cichis si sono trovate dalle parti opposte della rete (è successo proprio a New York, dove la ricerca della felicità tende a prendere percorsi sempre poco prevedibili).

Non sarà facile per nessuna dimenticare quel che è successo oggi entro domani per prepararsi a una finale che è per entrambi partenza e arrivo. Sono arrivate al culmine, al fondo dell’ignoto, hanno trovato nuove sensazioni, bellissime suggestioni. Voleranno via senza rete, divise da una rete, con la certezza di aver fatto la storia, da qualunque parte saranno al momento di sentire il “game, set and match”.

Non si interrompe un’emozione, non si interrompe questa emozione. Questo giorno di gloria che è un po’ la fine del mondo per come l’abbiamo conosciuto e l’inizio di un mondo nuovo, con l’orgoglio forse un po’ retorico di essere italiani e la gioia di essere innamorati di uno sport così splendidamente esistenziale che prende quando il tricolore sventola e il nostro tennis supera ogni aspettativa.

Un giorno che durerà per sempre. Un giorno da raccontare. da staccare e conservare. Un punto azzurro nella linea del tempo e della storia. E domani non è solo un altro giorno. Domani l’inno di Mameli risuonerà in uno stadio tutto esaurito, davanti a un pubblico che si aspettava di assistere a un’altra storia, a un’altro momento di gloria, a un altro finale. Flavia e Roberta hanno sparigliato destini e fortune, si sono prese il proscenio e un post0 eterno nella leggenda di questo sport. E’ un giorno che vale una vita, che cambia una carriera. Un giorno che fa la storia. E chi ama questo sport, chi ha amato Flavia e Roberta per tutto quello che hanno rappresentato, per l’esempio che hanno dato e daranno, ha ancora solo una parola da spendere, che sembra troppa anche se due o più sarebbero poche. Semplicemente, grazie.

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27 commenti

  1. stefano grazia

    …Adesso tutti ma oroprio tutti noi dobbiamo inchinarci e fare le nostre scuse ai Federales, a Nikolic, a Trophy e a Commentucci ma soprattutto a Binaghi…potete dirlo finche’ volete, che le nostre si allenano in spagna o a timbuctu, ma NON C’E’ MAI STATA UNA ETA’ DELL’ORO PER IL TENNIS ITALIANO MASCHILE E FEMMINILE COME QUELLA ATTUALE E NON LEGATA AL FENOMENO DI TURNO, panatta o pietrangeli che siano… Quindi, con tutta l’arroganza o antipatia o gli errori di comunicazione, e’ giunto il momento di riconoscerlo e dire grazie a Binaghi e ai suoi, anche se pensavamo in buona fede di aver ragione noi a criticare probabilmente non sapevamo quel che dicevamo…e Atti mi e’ testimone: ne parlavo con lui ancora prima che Robi e Flavia raggiungessero le semi ma guardavo a loro, a Sarita e a Fognini e Seppi e Camila e mi chiedevo: si, vabbe’, ma quando mai ne abbiamo avuto cosi’ tanti che andassero avanti cosi’ spesso negli slamd? ah si, panatta bertolucci barazza e zugarelli han vinto la Davis…si, vabbe’, auguri…bravi loro, ma lascia stare, bravissimi anche quelli di questa decade e forse anche di piu’, basta contare vittorie, finali, semi e quarti fra le donne e classifiche costanti nei maschi…il fenomeno e’ un colpo di culo, ma i risultati con giocatori forti, fortissimi ma non predestinati…be’, qualcosa di non sbagliato l’avran fatto anche binaghi, nikolic e commentucci e trophy, o no?
    chapeau…altrimenti, come diceva un mio caro amico nemico, siete tutti in malafede!!!😎😇😎

  2. stefano grazia

    e sto provando a scriverlo anche su ubitennis ma sono proprio in malafede, non riesco ad aprire i Commenti 😂😂😂😂

  3. Nikolik

    Non ti preoccupare, Stefano, anzi, invita gli americani a fare degli stages in Italia per ciré come si fa a vincere a tennis!
    Vengano ad imparare!

  4. Nikolik

    Il segreto delle vittorie, con ogni probabilità, è il vincolo!
    Io l’ho sempre detto che andrebbe rafforzato, altro che abolito!

  5. Giorgio il mitico

    Il mio albo dei ricordi sportivi si è arricchito di una pagina indimenticabile, grazie Roberta.

  6. atti

    Doc..
    sicuramente l’11/09i si è scritta la pagina più importante del tennis Italiano….
    STRATOSFERICHE…CHAPEAU.

    Ma da qua a dar ragione in toto a Nikolik…ce ne passa di acqua sotto i ponti…:-)

  7. stefano grazia

    in toto non so, ma bisogna saper riconoscere oltre ai propri errori anche i meriti altrui e saper dire bravo anche a chi poi sappiamo che non e’ cosi’ maturo da non approffittarne o allargarsi … pero’ lasciando perdere nikolic e bob comment, bisogna ammettere che forse non era proprio tutto sbajato, tutto da rifare, alla bartali, che qualcosa di giusto lo hanno fatto ( anche lasciandoli andare in spagna, per esempio) e che i conti non si fanno su pinco e pallino dopo mesi o uno o due o tre anni, ma per lustri o decadi … ora, potremmo non essere d’accordo o pensare che ‘ bisogna prima conoscere i percorsi e avere le competenze di capire le competenze altrui’, ma fermo restando nella mia opinione sulla importanza del Genitore Illuminato, io non pisso fare altro che ammettere che il Tennis Italiano non ha mai vissuto anni migliori degli ultimi 5-6 e forse dieci, dalle prime Fed Cups che io per primo non ho mai considerato ( e infatti adesso nn le vinciamo manco piu’) alle ben piu’ importanti vittorie o finali o semi e quarti negli slams ( singoli ma anche doppi) e poi quando Fognini e Seppi comunque a ridosso dei dieci ci sono arrivati e ci sono anche rimasti, ohi, ma che cosa volete di piu’? Panatta si che fu un caso ma forse questi che ci sono adesso no, e non dimentichiamo che perfino Ubaldo adesso dice che gli Internazionali d’Italia sono un successo… vabbe’, smettiamo di paragonarli agli Slam o a IW e Miami, e stiamo sereni, appunto … e se il Barazza per scaramanzia ( e per far rabbia a Ubaldo) annuncia sempre la formazione farlocca di Doppio nella Davis, e lasciamoglielo fare, su …😎😇😎

  8. stefano grazia

    Comunque, gli americani lasciamoli stare… fra un po’ ci saranno 4-5 americanine che non ripeteranno le gesta delle Williams ma qualcosa di buono di sicuro faranno ( e penso soprattutto a Madison Keys, che fisicamente mi pare una gazzella e ha un servizio della madonna …)

  9. atti

    doc
    cmq molti spunti di G&F son poi diventati realta’….
    dai CP ai torrnei di macroarea, dal vincolo meno vincolato all’accompagnamento ai tornei TE e ITF…insomma nel merito avevamo idee propositive.

    Cmq si, la FIT e Binaghi and co hanno indubbi meriti.

  10. Nikolik

    Dobbiamo a tutti i costi dare un premio in denaro alla Pennetta ed alla Vinci come si fece per la Schiavone!
    Premiamole, che sono nella Leggenda!
    Premiamole, che con l’impresa di questa settimana hanno fatto più pubblicità loro al tennis italiano che tutti gli altri in cent’anni!

    Se non ci sono i soldi per premiarle, propongo di stornare tutti i contributi che si dovranno dare agli juniores di ogni ordine e grado per il 2026 e dare tutti i soldi a loro!
    Tanto non abbiamo bisogno!
    Con i risultati di questa settimana possiamo andare avanti 100 anni!

    Genitori, non abbiamo bisogno di voi!
    Anche se non si vince per 200 anni, è lo stesso!

    Viva l’Italia!

  11. pasanen84

    Stefano hai svegliato il can che dorme..ahahaha..cmq incredibile..sono uscito di casa con la vinci sotto 2-3 nel primo ma che aveva gia’ fatto un break a serena e dal nulla mi e’ balenata l’idea: ma pensa se robi vince, facciamo finale tutta italiana!!..il tempo di un brivido e quell’idea era gia’ svanita. Al mio ritorno a casa invece!!! Grandi ragazze

  12. stefano grazia

    Il vincolo, dice nicolik… Secondo me la FIT dovrebbe dare invece per quest’anno l’Amnistia del “v’inculo’ a tutti quelli che la richiedono … 😂😂😂 Comunque era dai tempi della Henin che non mi commuovevo a vedere una partita di tennis e l’intervista della Vinci, sul campo e dopo, in press room, e’ da antologia… io tiferei Pennetta perche’ sotto sotto credo che sia, sportivamente, piu’ giusto tocchi a kei iscrivere il proprio nome sull’albo d’oro di uno slam, ma dopo quell’intervista mi piange il cuore pensare a una Roberta Vinci sconfitta ( titolo obbligatorio per i giornali: Veni Vidi Vinci?)…La Dura Durissima Legge dello Sport…Comunque, anche se vincesse la Pennetta, questo sara’ comunque ricordato come l’Open in cui la Vinci infranse il sogno slam di Serena ( the big upset EVER, come intitola si.com… ma ovviamente, uno preferisce vincere il titolo piuttosto che battere the GOAT in semi e poi perdere la finale… insomma, sara’ escruciante per me vedere la finale, una ridda di emozioni e contrastanti desideri… non solo epos ma tanto pathos e per una volta anche tanta italia, e se lo dico io che non sono affatto nazionalista come quel provinciale di Commentucci 😂😂😂

  13. stefano grazia

    qsia ben chiaro: resto dell’idea che il tennis sia lo sport meno nazionalprovinciale e piu’ globale ( io avrei tifato henin sia contro la vinci che la pennetta o agassi e murray contro fognini o seppi) mas per esempio ia vinci che pennetta che sarita sono comunque tenniste che per motivi diversi, di gioco o carattere o simpatia personale, seguo e tifo a prescindere, forse proprio perche’ essendo italiane le veniamo a conoscere un po’ di piu’ delle altre e alla fine e’ come uno di famiglia, che te lo fai piacere per forza …😎😇😎 ma io le seguo con simpatia per le storie personali, per es flavia non perche’ e’ bella ma perche’ si e’ costruita da sola una carriera ed e’ risorta non una ma due volte e ha fatto scelte coraggiose o Sarita non perche’ e’ mia compaesana o figlia di uno del Blog ma perche’ e’ una tigna coraggiosa con due palle cosi’ e robertina perche’ ha un gioco d’altri tempi e dopo essere stata mollata dalla compagna di doppio ha trovato il modo di fare la storia in singolo… cose cosi’, che mi frega se sono italiane… Detto cio’, mi e’ sembrato doveroso per una volta riconoscere i meriti di una federazione da noi tutti vilipesa ( a volte anche con ragione… ma tanta acqua e’ passata sotto i ponti e i risultati da troppo tempo le danno ragione, quindi …)

  14. Maurizio

    Una delle cause delle sciagure umane, è la partigianeria, ragionare per partito preso e non in base alle proprie convinzioni, alla propria etica.
    Nel caso specifico della Fit attuale e del presidente Binaghi si ragiona e si giudica nella stessa maniera.
    L’ho sempre detto, il presidente Binaghi a mio avviso ha lavorato bene nel complesso, i risultati gli danno ampiamente ragione, questo però non significa che alcune cose ha fatto la Fit siano condivisibili. Per esempio la gestione della questione Bolelli-Pistolesi, il non essere riusciti a trattenere un tecnico del calibro di Piatti, i vincoli per i ragazzi effettuati non in base ad un investimento del circolo ma dei genitori, a quel punto tutto il buon senso del mondo dovrebbe assegnare il vincolo a chi fà l’investimento. Scegliare alcuni e sottolineo alcuni collaboratori perchè sono degli yesman e non per le loro competenze, gli stessi poi che per far piacere al capo direbbero e farebbero qualsiasi cosa.
    Detto questo gli Internazionali vanno alla grande, il movimento è in continua crescita e i successi internazionali degli atleti professionisti nostrani sono la ciliegina sulla torta.
    Ci si deve accontentare? Credo di no, è il momento giusto per ampiare la base dei praticanti, aiutare i ragazzi che studiano facendo da tramite con le scuole, collaborare sempre più con le strutture private e le altre federazioni, cercare le collaborazioni qualificate che vengano o non vengano da persone “amiche”, far partecipare i genitori alle riunioni regionali Fit etc.

  15. ramirez

    sono felice di leggere alcuni post critici..diciamo fuori dal coro. Stiamo con i piedi per terra. Gioiamo..ma stiamo con i piedi per terra. Non abbiamo nè una donna nè un uomo al Master. In coppa Davis rischiamo di essere fuori dal World Group. Non si vedono giovani che possano rimpiazzare le fab four (schiavo penna vinci e errani) idem per i ragazzi.
    E’ accaduto qualcosa di altamente improbabile…può succedere. Nessuno qui ha mai pensato che le ns quattro giocassero tanto peggio delle altre. Solo che hanno qualche problema che le lascia ai margini
    delle top 10. Sara ed il suo servizio, Vinci ed il suo back, Pennetta e Schiavone con meno ‘falle’ tecniche ma qualcosa devono avere se la loro classifica non è mai stata super super super.
    Stiamo ottenendo buoni risultati nel basket europeo. Già ma i tre più forti li abbiamo mandati
    a studiare alla NBA in USA. Forse dovremmo farlo anche nel tennis…

  16. ramirez

    ah dimenticavo: se poi qualcuno riesce a spiegare perchè le nostre sbocciano intorno ai 30 anni.
    Ora si può dire meglio tardi che mai. Solo che nel frattempo ti sei giocato due terzi della carriera.
    Alle 3 trentenni si possono augurare ancora due tre anni ai vertici…

  17. Nikolik

    Invece nel tennis, rispetto alla NBA, si deve fare l’opposto, devono essere gli americani a venire da noi ad imparare, visto che, nonostante: che siano un paese ricchissimo in generale; che siano un paese densamente popolato e con grande scelta umana; che siano il paese al mondo con più campi pubblici di tennis, praticamente gratuiti; che siano un paese in cui lo sport è fortemente radicato nella società, nella scuola e nella cultura; che siano una federazione ricchissima, che si permette di pagare i suoi dirigenti e Tecnici più di un milione di dollari all’anno a testa; che siano una federazione che gestisce un torneo dello slam, con tutto ciò di enorme che ciò comporta; che siano il paese al mondo che ha il maggior numero di accademie private prestigiosissime, per tutti i gusti e per tutte le tasche; che abbiano potenzialità praticamente illimitate.

    Ecco, nonostante tutto questo, che se lo avessimo noi immagino le polemiche, giocatori o giocatrici dopo le Williams, da anni e anni, zero o, se non zero, nulla che possa giustificare un simile spiegamento di forze ed un simile dispendio.

    Venite, americani, venite in Italia ad imparare, le nostre SAT, benignamente, sono aperte, venite ad imparare i nostri sistemi vincenti e tornatevene al vostro paese.
    Anche le nostre accademie private sono aperte per voi,m tramite appuntamento.
    Quelle federali no, potete venire anche senza appuntamento, siamo un paese accogliente.

  18. Giorgio il mitico

    Sentir parlare Nikolic di…vincolo in una occasione del genere mi fa tanta, ma proprio tanta tenerezza.

  19. Nikolik

    Il vincolo, purtroppo, così com’è adesso, che non vincola più nessuno, è un grosso problema, logicamente dovrebbe esserci, almeno per coloro che sono più forti e che hanno la classifica migliore parametrata all’età, un vincolo assoluto con divieto assoluto di trasferimento dai 12 ai 18 anni di età, con in più, anche il divieto di cambiare maestro.

    Ma ora questi sono discorsi troppo impegnati per un momento del genere!
    Una giornata così non capiterà più in tutta la nostra vita!
    Brave ragazze!
    Viva l’Italia!
    Mostrate all’America, e a tutti coloro che insegnano a giocare in questo modo orrendo, con i piedi sempre dentro al campo a tirar mazzate, cosa è il vero tennis!
    Viva il vero tennis!
    Viva la Pennetta, la Vinci e anche la Errani!
    Viva l’Italia!

  20. Giorgio il mitico

    Cercherò di sintetizzare la partita della Vinci con alcuni episodi, il primo capita sul 40-40 sul 3-3 del terzo set, c’è un lungo e violento scambio fra le due con un immenso dispendio di energie fisiche, la spunta la nostra; gli altri due episodi sono il penultimo e ultimo colpo del match sul 40-40 e 5-4 per la Vinci, ebbene chiudere la partita con due demivoleé è stato sublime.

    Concludo : vincere lo scambio del sul 3-3 ha denotato una preparazione atletica favolosa da parte della Vinci, non so chi sia il suo PA ma ha dimostrato di essere veramente bravissimo, le due demivoleé di chiusura sono due perle rare impregnate di classe.

  21. ramirez

    bravo Giorgio !! concordo e ricordo due episodi , che sono poi quelli mostrati dagli high light
    del match quindi probabilmente li ricordano tutti. La corsa di Roberta a rete (ma proprio a rete)
    per chiudere di volo con Serena a dx del suo campo e quando dopo uno scambio pesante, su una
    palla a metà campo decide di attaccare con rovescio in back lungolinea per poi chiudere con volèe dall’altra lato. D’altronde a me pare dimagrita di almeno 5 kg, sbaglio ?

  22. ramirez

    @Nikolik
    gli Usa sono un passo avanti a noi anche nel tennis . I soldi che spendono non sono un termine corretto. LO fanno anche nella Sanità e non hanno la miglior sanità al mondo. Sono fatti così.
    Ciò detto nei mesi estivi mentre le nostre erano quasi sparite loro avevano (vincevano tornei) oltre alle sorelle W. la Madison Kays, la Mattek Sand, la Vandeveghe, la Sloane Stephens, la Cici Bellis ecc ecc
    Lo ripeto. La nostra generazione è ORMAI quasi andata. US OPEN sono il canto del cigno ..più o meno. D’altronde dopo Cile 76 i nostri Panatta e soci non sono stati sostituiti da giovani di pari valore.
    p.s. ovviamente speriamo che a Roberta e Flavia non accada quanto successo alla Schiavone.
    Dopo i due Parigi….

  23. mario zanetti

    @Giorgio il Mitico il preparatore atletico della Vinci si chiama Piero Intile , palermitano, la segue da almeno 5 anni

  24. Nikolik

    Ma come?
    Pensavo fosse americano il preparatore atletico della Vinci…

    Ma sapete chi è il suo coach?
    Immagino sia straniero, almeno quello…

  25. ramirez

    un movimento cresce se vi sono ‘critici’ che ne individuano (a torto o a ragione) le falle.
    Io chiedo cosa abbia apportato al tennis MOndiale l’Italia. nel calcio per esempio il catenaccio.
    E nel Tennis ? Il rovescio bimane, la presa western, il footwork esasperato ? cosa il tennis mondiale
    deve all’Italia. NULLA. Ancora. CI sono coach italiani in giro per il mondo ad insegnare pallavolo basket (scariolo in spagna) judo (gamba in russia) calcio (capello in russia ) ecc ecc
    Viceversa abbiamo giocatori ITALIANI che hanno coach stranieri (Fognini, Errani e toh anche la Pennetta)
    Non so chi di voi conosce / legge la pubblicazione trimestrale dell’ITF dedicata al Coaching.
    Nel comitato d’onore ci sono una trentina di esperti..NESSUN ITALIANO !!!!!!!!
    Ci sono tunisini egiziani insomma esperti di tutto il mondo, ma non italiani:
    Ho trovato un articolo scritto da un italiano (per la precisione la FIT Scuola Lombardi)
    dopo aver letto almeno 30 numeri cioè sei sette anni. E di cosa trascendentale si occupa
    la Fit Scuola Lombardi…del minitennis, Racchetta azzurra / delfino. .
    Nel tennis non dico che siamo NESSUNO siamo nella media tendente al basso.
    Abbiamo vinto la Davis nel 76 ed ora dopo 40 anni abbiamo un exploit di pari grandezza.
    Nel frattempo gli USA hanno avuto quasi 10 numeri uno (tra uomini e donne)
    il coach più famoso al mondo è USA ( italiano ma ha dovuto trasferirsi in USA per essere
    quel che è, tale Bollettieri) .
    Ieri scrivevo che le nostre trentenni hanno ancora davanti due tre anni di successi.
    Sbagliavo, per la Pennetta game is over..stando alle sue parole.
    E con la rimpiazziamo? ah già la Giorgi…ma per favore

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