Caruso e Viola in semifinale a Sondrio

di - 17 marzo 2017
Salvatore Caruso (foto Panunzio)

Italia-Germania nella parte alta del tabellone, Italia-Repubblica Ceca nella parte bassa. I quarti di finale del Trofeo Città di Sondrio hanno detto che la strada verso un titolo tricolore in Valtellina è ancora lunga e complicata, ma intanto Salvatore Caruso e Matteo Viola hanno compiuto un altro passo avanti, conquistando la semifinale. Il primo, siciliano classe 1992 e grande favorito della vigilia, è riuscito ad arrivare fra i migliori quattro senza cedere un set, superando in due parziali anche il massese Walter Trusendi, primo ostacolo di spessore sul suo cammino. Il punteggio finale dice 7-6 6-3 in favore della prima testa di serie, ma cela la battaglia serrata di un primo set durato la bellezza di un’ora e 37 minuti, fra game combattutissimi e continui capovolgimenti di fronte, capaci di tenere incollati alla sedia gli spettatori del Campo 5. Trusendi non ha saputo confermare per due volte un break di vantaggio (prima 2-0 e poi 3-1), mentre Caruso ha servito invano per il set sul 5-4, cedendo la battuta ai vantaggi. E allora non poteva esserci conclusione migliore del tie-break: un game decisivo che l’equilibrio l’ha spezzato per davvero. Perché Caruso è partito fortissimo, volando sul 4-0 e chiudendo per 7-3, e sulle ali dell’entusiasmo ha iniziato alla grande il secondo set. Gli è bastata una palla-break, nel secondo game, per salire 3-0 e poi tenere a distanza Trusendi fino alla conclusione, complice anche un fastidio al piede che ha obbligato il toscano a richiedere l’intervento del fisioterapista. Per Caruso semifinale contro il tedesco Cedrik-Marcel Stebe, ex top-100 Atp, che nell’ultimo match del giorno ha battuto con il punteggio di 6-3 6-3 il qualificato bolognese Luca Pancaldi, unico giocatore non compreso fra le teste di serie a essersi arrampicato gradino dopo gradino fino ai quarti di finale.

Se Caruso ha avuto bisogno di 2 ore e 21 minuti per battere Trusendi, a Matteo Viola sono serviti addirittura 26 minuti in più per superare Alessandro Bega, domato per 2-6 7-6 7-6. Quella del 29enne mestrino è stata una continua rimonta: prima dallo svantaggio di 6-2 3-1, poi da 1-4 al terzo, dopo che un tie-break giocato meglio nelle fasi calde gli aveva permesso di allungare il match al set decisivo. Sul 4-1 in favore di Bega sembrava finita, invece Viola si è costruito un’altra chance recuperando fino al 4-4, poi ha salvato alla grande un match-point quando è andato a servire per rimanere nel match sul 4-5, e nel finale la differenza l’ha fatta la condizione fisica dei due contendenti. Viola era ancora fresco, mentre Bega ha iniziato ad accusare qualche attacco di crampi, pagandolo a caro prezzo. Nel tie-break decisivo è finito sotto per 3-0 e poi per 6-1, con ben cinque match-point da fronteggiare. Ha cancellato i primi due provando il tutto per tutto col diritto, ma ormai faticava a muoversi e Viola l’ha punito al terzo, conquistando il decimo successo consecutivo dopo i sette che due settimane fa gli hanno permesso di vincere a Trento (25 mila dollari), partendo dalle qualificazioni. Per l’azzurro semifinale contro il bombardiere ceco Petr Michnev, seconda testa di serie, che in serata ha sconfitto per 6-4 6-3 il lecchese Lorenzo Frigerio, senza mai cedere il servizio. Sabato le semifinali, alle 14.30 Caruso-Stebe, a seguire Viola-Michnev (ingresso gratuito).

RISULTATI

Singolare. Quarti di finale: Viola (Ita) b. Bega (Ita) 2-6 7-6 7-6, Caruso (Ita) b. Trusendi (Ita) 7-6 6-3, Michnev (Cze) b. Frigerio (Ita) 6-4 6-3, Stebe (Ger) b. Pancaldi (Ita) 6-3 6-3.

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