Claudio Fortuna: “La mia seconda chance”

di - 6 febbraio 2017
Claudio Fortuna

Scrivere questo pezzo per me è davvero una… fortuna ed è anche a suo modo un onore. Se qualcuno mi avesse chiesto di parlare della mia “preparazione invernale” negli anni passati, penso che avrei dovuto fidarmi tantissimo della mia fantasia, imbottire questo testo di banalità e non sarei nemmeno riuscito a scrivere qualcosa di vagamente interessante. Tuttavia scriverlo non è facile. Rendersi conto di aver vissuto soltanto alla soglia dei 27 anni per la prima volta l’esperienza di una pre-season “vera”, da professionista, lascia in bocca e anche nel cervello, una punta (o forse qualcosa in più) di amaro per tutte le scelte sbagliate di una carriera nata per caso e tardi ma diventata col tempo, malgrado tutto, la ragione della mia vita.

La fortuna, quella vera, è che la vita a volte ti apre delle porte inaspettate, regala occasioni che sono in grado di sorprenderti e concede davvero a tutti, prima o poi, una possibilità che sta a noi decidere di sfruttare o meno. La mia seconda possibilità si chiama Tennis Training School, ha sede a Foligno e da qualche mese rappresenta la mia “seconda famiglia”. Grazie a Fabio Gorietti, Federico Torresi, Gianfranco Palini, Diego Silva e soprattutto a Mara Bellerba (la mia Mental Coach, la prima a consigliarmi la TTS come possibilità di crescita e riscatto) sono riuscito prima a rimettere in piedi una stagione nata malissimo e in seguito a darmi l’opportunità di ripartire e vivere l’esperienza del professionismo, quello vero.

Non posso negare che sia stata, e sia ancora ovviamente, molto dura. Mi sono trovato ogni giorno a scontrami con limiti e paure e a dover trovare dentro di me la forza e la volontà per superarli, per andare oltre, per smettere di pensare ad un passato di scelte ormai non più modificabili, un passato da studente prima e da “tennista improvvisato” poi, ed iniziare a guardare in avanti, gioire anche solo per quel centimetro guadagnato, per quei 10 metri di corsa in più, per quel circuito completato, per una palla, due palle in più giocate nel modo “giusto”, per quel servizio un po’ più spinto o semplicemente per una discesa a rete corretta.
Ricordo il giorno dei test fisici, alla vigilia dell’inizio della mia preparazione, ricordo lo sguardo dei miei preparatori atletici, sbigottiti di fronte ai miei risultati ma anche a dir poco stuzzicati da questa nuova sfida, ho ancora dentro di me il sapore della mia rabbia nel constatare le mie mancanze e nell’essere messo davanti a tutte le mie carenze, la stessa rabbia che ogni giorno, per 7 settimane, ho portato trasformandola in motivazione in ogni allenamento in palestra, in ogni seduta di forza, in ogni circuito a tempo, in ogni seduta di corsa o di stretching o più semplicemente di prevenzione. Si è lavorato tanto, tantissimo, 2 sedute di atletica al giorno unite alla doppia seduta anche in campo a ritmi che mai avrei creduto di poter sostenere. Ho superato limiti che credevo fossero per me invalicabili, saltato ostacoli che mi ero sempre rifiutato di saltare, rivoluzionato completamente la visione di me stesso, ho trovato energie che non pensavo di avere, motivazioni che per troppo tempo erano rimaste nascoste dentro di me e che solo, soltanto grazie al mio team di lavoro, ho riscoperto, utilizzato e vissuto, giorno dopo giorno.
Ad una parte iniziale in cui ho lavorato soltanto fisicamente senza mai scendere in campo sono seguite settimane in cui al probante allenamento fisico si sono aggiunte esercitazioni sulla tecnica lunghe, a volte anche parecchio noiose, che lasciavano poi spazio a sedute altrettanto intense sulla tattica, esercizi di ogni tipo richiedenti uno sforzo di concentrazione altissimo, migliaia di palle colpite e soprattutto mai niente di banale, mai nulla che permettesse di “abbassare la guardia” o “spegnarsi” anche solo per un momento.

Il detto che recita “chi si ferma è perduto” risulta quanto mai appropriato in questo caso. Sono state settimane intense, all’inseguimento della migliore versione di me, una versione completamente nuova, non si è trattato semplicemente di un potenziamento o di una “ricarica” ma di un assoluto rinnovamento di me stesso, un rinnovamento passato attraverso ore ore di allenamenti, centinaia di esercizi, di tentativi non andati a buon fine ma anche di tantissime piccole “vittorie”, passi avanti che per tutti, anche per i più forti, rappresentano la benzina necessaria per andare avanti, un giorno in più, un match in più, un torneo in più, dieci, cento, posizioni in più in classifica.

Ho avuto e ho l’opportunità di vivere questa esperienza insieme al mio migliore amico Laurynas Grigelis e all’interno di un gruppo speciale, composto da giovani con tanta voglia di emergere ma anche da esempi come Luca Vanni e Thomas Fabbiano che rappresentano per me un ulteriore traino e una grandissima ispirazione. Vivere al fianco di due professionisti esemplari come loro e poterli osservare da vicino per capire e soprattutto imparare anche da loro è una grandissima possibilità non soltanto per me ma anche per tutto il resto del gruppo e le settimane di pre-season sono sicuramente quelle in cui, stando giornalmente tutti a stretto contatto, si può apprendere maggiormente, apprezzare ad ammirare la cura del dettaglio, anche del più apparentemente insignificante, che può però nell’economia di una stagione, fare la differenza.

Insomma sono settimane tostissime quelle della preparazione; per me lo sono state in maniera particolare ma mi hanno permesso, per la prima volta nella mia carriera, di capire quanto sia realmente dura e sacrificante la strada che ho scelto se la si vuole percorrere nel modo migliore. Penso che il segreto sia vivere ogni giorno di questo periodo così importante, base per una nuova stagione, al massimo, aprendo occhi, orecchie e cuore, per faticare come forse mai si fa durante l’anno per un periodo così lungo, ma anche per imparare e lasciarsi ogni giorno sorprendere dalla professionalità e dalla “conoscenza” delle persone alle quali ci affidiamo come guide per il raggiungimento dei nostri obiettivi. Io credo, nel mio caso, di essere stato e di essere molto fortunato in ogni ambito, avendo trovato in tutti i membri staff della Tennis Training interlocutori capaci sempre di regalare spunti di grande crescita e riflessione.

In ultimo vorrei parlare della preparazione mentale, che è secondo me la chiave affinché tutti i tasselli di una stagione sportiva si mettano insieme nel modo migliore. La mia mental coach Mara Bellerba, con la quale lavoro dal 2016 e già legata da qualche anno professionalmente a Laurynas Grigelis al quale devo la fortuna di averla incontrata, è diventata negli ultimi due anni la figura più importante per me all’interno della mia sfera professionale, a lei devo non soltanto l’acquisizione di tutte le consapevolezze che mi hanno spinto a compiere questa “rivoluzione” ma anche la maggior parte dei risultati che ho ottenuto nei 12 mesi passati, in qualsiasi ambito. Grazie a lei e al lavoro che svolgiamo giornalmente (o quasi) ho migliorato tantissimo le mie capacità in tutti i campi, ho imparato che attraverso il cervello si può migliorare qualsiasi cosa, dal fisico, alla tecnica, alla concentrazione, all’atteggiamento e non posso negare che l’inizio di questo percorso di lavoro mi abbia letteralmente cambiato la vita. Per questo penso che la preparazione mentale non possa essere circoscritta soltanto alle 4-7 settimane di pre-season (malgrado sia ovviamente più facile logisticamente lavorare su quell’aspetto in un periodo di pausa dalle competizioni), ma che rappresenti un percorso che ogni atleta compie ogni giorno insieme alla persona a cui ha deciso di affidarsi per riuscire a trovare dentro di sé e nelle proprie capacità e qualità la forza di riuscire ad essere la versione migliore possibile di se stesso e che tutto questo sia possibile solo attraverso la collaborazione fra tutte le parti che compongono un team.

Perché un team di lavoro funzioni ci vuole grande umiltà, grande professionalità e soprattutto grande voglia di mettersi in gioco… qualità che ho potuto vedere chiaramente in ognuna delle persone con cui ho condiviso la mia preparazione invernale e con le quali continuerò a condividere ogni esperienza di questo 2017 appena iniziato! Un grande abbraccio a tutti!

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