All’assalto delle pampas

di - 30 Gennaio 2014

di Sergio Pastena

Vigilia di Davis carica di speranze e interrogativi, non solo per il tennis azzurro. Andiamo a vedere le sfide del primo turno del World Group.

Argentina-Italia

Il fattore campo è argentino, la superficie è neutrale e il ranking è azzurro. Quella con l’Argentina al Patinodromo Municipal di Mar de la Plata è la classica sfida da 1X2. A pesare sull’equilibrio è soprattutto l’assenza preannunciata di Juan Martin del Potro che, unita a una squadra che negli ultimi anni ha perso pezzi importanti come Nalbandian e Chela, fa sì che gli albiceleste si presentino in campo non certo a ranghi compatti. Discorso differente per l’Italia, che coi moschettieri Fognini, Seppi, Volandri e Bolelli si ritrova a potersela giocare su un campo che, all’apparenza al limite dell’inespugnabile (solo 2 sconfitte negli ultimi 20 incontri, con Repubblica Ceca e Spagna).

La differenza, oltre che come al solito il doppio, la farà molto l’aria di casa: posto per scontato il valore tecnico al momento superiore dei nostri singolaristi e la loro buona adattabilità ad una superficie che di certo non ci è estranea, la variabile impazzita è proprio quanto la torcida argentina riuscirà a potenziare Berlocq e a riportare Monaco ai tempi migliori. La speranza nostra, ovviamente, è che non ci sia tifo che tenga…

Repubblica Ceca-Olanda

In linea teorica c’è ben poco da vedere: i cechi, come sempre, annunciano Berdych e Stepanek in formazione e questo già basterebbe a spaventare team molto forti, figuriamoci gli olandesi che non rappresentano una potenza in Davis. Un piano, però, c’è sempre tutti e le poche speranze orange passano per il doppio Haase-Rojer, fin qui imbattuto e con scalpi di primo piano come quelli di Wawrinka e Federer. Riuscisse anche il miracolo, però, portare a casa due singolari resta un’impresa.

Giappone-Canada

Nishikori ha le spalle solide, ma per reggere questo confronto servirebbero quelle di Stallone in Cliffhanger. Dall’altra parte, infatti, l’alfiere giapponese si troverà Raonic e Pospisil e i suoi due punti in singolare saranno indispensabili per dare una speranza alla squadra nipponica. I padroni di casa, infatti, hanno nel doppio un punto debole mica da poco, mentre i nordamericani hanno sempre in squadra quel vecchio marpione di Nestor, tra i migliori specialisti della storia.

Germania-Spagna

La Davis, si sa, non sempre ha grande importanza per i Top Ten. Quando poi i big hanno postumi di vario genere non c’è da meravigliarsi se la Spagna schiera le seconde linee: peraltro è da notare il ritorno di Feliciano Lopez, che l’ultima volta aveva giocato nel 2011. I tedeschi, ad ogni modo, partono favoriti sia per la presenza di Haas e Kohlschreiber sia per il fatto di giocare su una superficie congeniale al team come il rebound ace di Francoforte. Mai dire mai, però…

Francia-Australia

Australia dimezzata, priva di Tomic e Matosevic e con Hewitt reduce dalle fatiche di inizio stagione. Già in Francia i canguri avrebbero avuto bisogno di tutta la loro potenza da fuoco per potersela giocare, quando poi gli avversari infieriscono schierando Gasquet, Tsonga e Monfils sembra davvero esserci poco da fare. E allora largo ai giovani, con Kyrgios che potrebbe giocare il suo primo singolare “serio” in Davis e il baby Kokkinakis che, a partita risolta, potrebbe esordire nel Day 3.

Usa-Gran Bretagna

E che guerra sia. I britannici, dopo essersi guadagnati il World Group sul campo battendo senza Murray un’atavica tendenza a perdere contro chiunque, provano col supporto del big a mettere in difficoltà la squadra americana. Gli Usa sono a ranghi completi, ma se una frase del genere fino a dieci anni fa avrebbe tremato il mondo, ora è diverso: Isner e Querrey non sono pane morbido da addentare, ma qualche chance agli ospiti potrebbe tranquillamente essere concessa.

Kazakistan-Belgio

L’accoppiata più debole, senza ombra di dubbio. Il tennis kazako sembra essere un po’ uscito dal tunnel anche se si regge sempre sul duo Golubev-Kukushkin, capace di tutto e del contrario di tutto. I belgi, però, soffrono e non poco: perso Malisse, con Rochus in affanno e Goffin scivolato fuori dai cento, tutto diventa più difficile. Bemelmans vale più della sua classifica, Gigounon è migliorato tanto, ma davvero può bastare a sovvertire un pronostico dettato da ranking e fattore campo?

Serbia-Svizzera

Troppa grazia, Sankt Anton. Ci sarà anche Federer in Serbia, nell’inusuale ruolo di secondo dell’uomo del momento, Stanislas Wawrinka. Con Djokovic e il Tipsarevic versione 2011 sarebbe stata una sfida epica, ma i serbi schiereranno Lajovic e Krajinovic per quella che potrebbe essere una disfatta per niente sorprendente. Se King Roger c’è, è ragionevole supporre che ci sarà anche più avanti: sta a vedere che gli elvetici quest’anno finiscano col puntare seriamente al titolo che a FedEx manca…

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