Tutto sul Torneo Avvenire 2013

di - 16 Giugno 2013

di Andrea Villa

Quando l’ultimo giocatore abbandona il circolo, la tristezza prende il posto della gioia per avere contribuito ad organizzare uno dei tornei junior più prestigiosi al mondo. Come ad un concerto rock appena concluso, parte quasi immediatamente l’opera di smontaggio del “palco”, in modo da far tornate tutto alla normalità. L’aria che si è respirata per un’intera settimana svanisce all’improvviso, soffiata via dalla consuetudine, da volti conosciuti, da uno scenario desideroso di riappropriarsi di sé stesso.

Ho sempre considerato il Torneo Avvenire come un importante aggiornamento professionale, un momento in cui osservare con grande interesse culture e comportamenti diversi, come cambiano nel tempo dentro e fuori da campo. Tuttavia gli aspetti puramente tecnici colpiscono la mia attenzione in maniera meno forte, privilegiando il contatto umano, per tentare di conoscere la storia personale di giocatori, coach e famiglie.

La fredda cronaca dice che per il secondo anno consecutivo il singolare maschile è stato vinto da un ragazzo italiano, Andrea Pellegrino; in finale ha battuto in due set il tenace argentino Franco Capalbo, che in semifinale aveva eliminato forse il giocatore più interessante del torneo, l’americano di origine norvegese Henrik Wiersholm. La gara femminile è stata invece conquistata dalla russa Sofya Zhuk, nata l’1 dicembre 1999, che ha sconfitto la simpatica tedesca Anna Gabric, di genitori provenienti dalla Croazia, con il punteggio di 75 76.

Quasi metà dei tabelloni di singolare era composti da giocatori italiani, un dato su cui sarebbe opportuno fare una riflessione, soprattutto rispetto a qualche decennio fa, dove erano presenti in numero nettamente inferiore. Questo non significa un conseguente abbassamento della qualità della manifestazione, per altro buona, ma un punto da tenere presente in vista dall’edizione del 2014, la numero 50.

Pellegrino ha meritato il successo, giocando con ottima continuità, e facendo anche vedere spesso un tennis più vario rispetto alla maggior parte dei suoi coetanei. Ragazzo umile e disponibile, era visibilmente teso ed emozionato prima della finale, forse non ancora avvezzo a partite così importanti. In semifinale ha superato lo spagnolo Alvaro Lopez San Martin, che visto giocare in settimana sembrava favorito, ed invece dopo un primo set molto lottato, ha perso il secondo senza vincere nemmeno un game.

Lo spagnolo al terzo turno aveva sconfitto facilmente Gian Marco Moroni, un risultato che non deve sorprendere, viste le qualità dell’iberico. Nessun italiano, oltre Pellegrino, ha raggiunto i quarti, per un bilancio maschile non troppo positivo. Ottimo il comportamento dei quattro ragazzi Usa, con Jake Devine capace di raggiungere i quarti partendo dalle qualificazioni, e Nathan Ponwith abile nello sconfiggere al primo turno la testa di serie numero uno, Daniel Orlita.

Henrik Wiersholm è senza dubbio un giocatore notevole, vincitore tra l’altro a Montecatini la settimana precedente; quando colpisce sembra pervaso da una scossa elettrica, con una capacità di anticipazione già di ottimo livello. Conversando un po’ con lui dopo la semifinale persa con Capalbo, mi ha confessato di essere molto stanco, deluso per non aver vinto un match da favorito, visto il successo sull’argentino proprio a Montecatini.

Anna Gabric pensava invece di perdere al secondo turno, sorpresa quindi di essere arrivata in finale, dove non ha giocato il suo miglior tennis. Tedesca di origine croata, si allena vicino a Zurigo, e cosa abbastanza curiosa gioca con gli occhiali, non potendo mettere ancora le lenti a contatto a causa di una eccessiva lacrimazione.

Ho seguito con attenzione il suo match con Bianca Turati nei quarti, partita equilibrata solo nel secondo set, finito al tie break. L’italiana ha un rovescio ad una mano di livello assoluto, ma contro la tedesca è stata troppo remissiva, distante dalla linea di fondo e quasi sempre in difesa. Anna Gabric gioca in continua pressione, nonostante una tecnica all’apparenza poco ortodossa; parlando con lei durante la premiazione, era insoddisfatta della sua prestazione in finale, consapevole di dover migliorare in fase difensiva, e nel servizio, di cui talvolta perde il ritmo.

Sofya Zhuk è molto giovane, non ha ancora compiuto 14 anni, e fisicamente è quasi una bambina. Sarà interessante vederla quando avrà completato lo sviluppo fisico, per ora è molto rapida e dotata di un gran tempo, e per tutta la settimana ha combattuto con ragazze di maggiore prestanza: se il tennis fosse come la boxe, avrebbe potuto gareggiare con pochissime altre.

Verena Hofer ha perso in semifinale proprio dalla Zhuk, pur essendo la prima testa di serie; l’italiana non ha brillato particolarmente durante l’Avvenire, all’apparenza un po’ stanca e con qualche piccolo problema fisico. Mi ha confessato che ad Ortisei, dove vive e si allena, fino a tre settimane fa nevicava ancora, e non era possibile giocare all’aperto perché i campi non erano stati preparati. Questa sua precisazione mi ha fatto capire che prima di giudicare un atleta, soprattutto giovane, sarebbe sempre meglio conoscere il suo quotidiano, la sua vita, la sua storia di uomo o donna.

Ecco perché ho trascorso otto giorni cercando di sapere come vivono questi ragazzi, cosa pensano, e cosa si aspettano dalla attività tennistica che così tanto li tiene occupati. Un’occasione d’oro da sfruttare ogni anno, per rendere più ricco il mio bagaglio, non soltanto di insegnante. Non è stato un caso se chi ha inventato l’Avvenire gli ha dato quel nome, perché gli unici che possono costruire il futuro sono solamente i giovani: guardarli edizione dopo edizione riesce almeno per una settimana a farmi sentire un po’ meno vecchio.

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95 commenti

  1. Luciano

    Articolo interessante, anche se non ho capito molto di Pellegrino. Si potrebbe sapere qualche aspetto in più del gioco e della personalità del vincitore dell’Avvenire 2013? Grazie.

  2. bogar67

    Grazie Andrea, ultimamente ho letto, riletto e fatto leggere la tua intervista a Giovanni Catizzone almeno una decina di volte per cui mi fa piacere rileggerti qui!
    Ho seguito la finale femminile, mi è piaciuta di più la Gabric ,aògrado la sconfitta ma altra bimba aveva 13 anni per cui…

  3. guidoyouth

    anche a me piacerebbe sapere qualcosa di più su pellegrino.
    ho visto la replica della finale su sky e mi ha impressionato per la pulizia di gioco. molto bravo anche quando scende a rete.

  4. bogar67

    Help67 a chi ti riferisci?
    io sto scrivendo sul sito con il contagocce.

    Giorgio
    la Sofya Zhuk è una ragazzina di 13 anni! Mentre le altre erano quasi tutte più grandi!

  5. bogar67

    Help67
    Se ho ben capito Davide ha preso spunto dal mio intervento e ha pubblicato sul suo sito intervista a Catizzone per cui……:)
    Tu cambia canale, 🙂 io cmq vado a lavoro la mattina e rientro a sera tardi, tempo di stare qui a discutere con anonimi non ne ho più.

  6. Salvateilsoldatoryan67

    Primo commento ore 6.13 del mattino!!! aiutooooo!!! Dovresti scrivere col contascatti non col contagocce e le faccine pagare il doppio!!!

  7. Giorgio il mitico

    x Bogar

    per cui in conclusione se una tredicenne le sbaraglia tutte o la tredicenne è un fenomeno oppure….

  8. Giorgio il mitico

    ….forse doveva venire qualche straniera in più ? Forse doveva partecipare qualche italiana forte in più ?

  9. Giorgio il mitico

    ….certo giocare contro una bambinotta che, già si sa, te le può suonare di santa ragione e farti fare una figuraccia potrebbe essere leggermente imbarazzante, comunque onore a chi ha affrontato questa bambinotta terribile !

  10. Giorgio il mitico

    X tutti, specialmente per i “federali”

    perchè non legare i finanziamenti economici FIT alle giovani speranze alla partecipazione OBBLIGATORIA a tornei di alto livello, come ad esempio nel caso attuale, al Torneo dell’Avvenire ?

    La meritocrazia deve essere un concetto applicato in concreto e non solo una pura enunciazione verbale !

    Non partecipi ? Hai meno soldini !

  11. I giocatori che hanno perso contro la Capriati quando aveva quattordici anni di cosa avrebbero dovuto ravvedersi? O che per questo avessero dovuto pensare che non stavano facendo le cose giuste per loro? E quelli che hanno tante volte perso contro una giovanissima Seles, o la Hingis, o Nadal o Quinzi?. Nel tennis c’è stato e ci sarà chi è più precoce rispetto agli altri ma questo non è indice di niente ed assolutamente non è indicatore delle caratteristiche di chi precoce non è. Citare la precocità di alcuni atleti per addurre che gli altri stanno sbagliando o che sono in ritardo è un discorso pretestuoso e senza fondamento.

  12. Alessandro Nizegorodcew

    Ragazzi a me sembra una discussione abbastanza sterile. Non vedo il motivo di mettere tutti questi esclamativi, e soprattutto non vedo perché ve lo dobbiate prendere con bogar67. Ognuno esprime la propria opinione. Punto.

    Io sposo in pieno quanto scritto da Federico Di Carlo. Se uno si mette a fare la corsa sui ragazzi iper precoci, sia nella sfida diretta che a livello di classifica, allora può anche smettere. Pensate a tutti i 96 del mondo, che dovrebbero fare smettere solo perché non hanno vinto quanto Quinzi? Dai, siamo seri, il tennis è un’altra cosa…

  13. deldomaninonvecertezza

    Quoto Federico!

    poi guardatevi l’albo d’oro, a parte le due ultime vincitrici, andate a ritroso:

    dentoni classe 1989 202 al mondo
    Hercog classe 1991 100 al mondo
    Silva classe 1992 450 al mondo
    DINU classe 1993 226 al mondo
    BUKTA classe 1993 431 al mondo
    Deheza classe 1994 dal 2011 ha smesso

    Per non parlare del trofeo BONFIGLIO…..

    ovviamente le statistiche non contano e sulla CARTA tutti TOP50.

    Quando l’ITF inserirà la CARTA come nuova superficie di gioco?

  14. atti

    Off topic dai discorsi sui massimi sistemi in corso….

    Ottima impressio,ne fatta, la settimna scorsa al 15.000 di Padova, da Salvatore Caruso classe 1992 (21 anni ancora da compiere), che oltre a vincere il torneo ha messo in fila buoni scalpi, Ehrat (303) , Galovic (342), Trusendi (383) e Burzi in finale (che a sua volta ha battuto Bellotti, Travaglia e Molteni).

    Caruso mi sembra abbia buoni fondamentali, correttissimo e quasi tutti i match lottati e vinti al terzo nonostante il caldo improvviso degli ultimi giorni.
    Se migliora in generale il peso di palla e magari la prima di servizio piu’ “cattiva”, potrebbe togliersi ulteriori soddisfazioni.

    Non lo conoscevo, chiedo ad Ale….orbitava in ambito federale e/o proviene da percorsi alternativi ?

  15. guidoyouth

    @andrea villa
    ci puoi scrivere qualche informazione su pellegrino, visto che lo hai seguito nei giorni del torneo? grazie

  16. rikys

    Mi sembra ineccepibile l’intervento di Federici di Carlo. Giorgio il mitico….. Mi sembra che le migliori 97 e 98 italiane c’erano praticamente tutte! Chi non ha partecipato molto probabilmente non poteva.

  17. Faccio qualche aggiunta al mio articolo. Pellegrino ha meritato il successo, forse non si aspettava di vincere, anche se era tra i favoriti. E’ un ragazzo umile e modesto, consapevole di dover lavorare ancora molto per raggiungere traguardi più importanti. Nei giorni del torneo è sempre stato disponibile e gentile, e spesso abbiamo scherzato insieme al suo compagno di doppio Mosciatti. In campo è un giocatore non comune, che non si limita a impostare la partita sul ritmo da fondo, ma gli piace trovare altre soluzioni, come la smorzata o la discesa a rete. Il suo coach lo rimprovera di voler talvolta chiudere troppo in fretta, penso sia solamente un problema legato all’esperienza.

    Tuttavia è molto difficile dare un giudizio su giocatori ancora in crescita e spesso non del tutto formati fisicamente. All’Avvenire Federer ha perso al primo turno da Coria, nell’indifferenza generale. Per queste ragioni cerco ogni anno di conoscere più da vicino la storia personale di questi ragazzi, per capire meglio il loro percorso, e quali sono gli obiettivi fissati.

    Wiersholm è sicuramente quello che più mi ha impressionato, ma cosa accadrà in futuro rimane sempre un punto di domanda. E se Pellegrino avesse perso prima? Cosa avremmo detto? Il giudizio sul suo torneo sarebbe stato lo stesso?

  18. bogar67

    Giorgio
    si si max mi ha parlato benissimo di te, sapevo che non eri tu che l’avevi con me, però non capisco questo attacco di quel nick anonimo, è il secondo, il primo è stato censurato da Alessandro.
    Certo capita che io dia un’opinione da ignorante che sono in materia e che questa può essere sterile ma da qui ad attaccarmi direttamente vuol dire che ci sta qualche risentimento personale e non ne capisco il motivo visto che tra l’altro non sto scrivendo più come una volta.

    @alessandro
    il giudice di un tribunale ha condannato a sei mesi di carcere e a risarcimento una persona perchè su internet ha scritto di un altro interlocutore, non ci fate caso, è inaffidabile perchè è siciliano!!!!! Nella motivazione si evidenziavano i 5 punti esclamativi a giustificare il razzismo! Bah

  19. Giorgio il mitico

    Ascolta Bogar,

    senza farla troppo lunga, penso che se uno-a ci vuol provare sul serio deve sudare tanto, ma proprio tanto, se poi a farti sudare è un tecnico e PA bravo è meglio ancora !

    Per il resto sono solo un appassionato che non rinuncia a pensare e ragionare.

    Spero di conoscerti personalmente, magari da Max. Ciao.

  20. Andrea

    @ deldomaninonvecertezza : i numeri bisogna però scriverli esatti, seguo la Hercog ed allora cosa vuol dire 100 , come scrivere Pennetta 161….. La Hercog due anni fa era 35 , negli ultimi 4 anni sempre nelle 100 (sulla sua classifica oggi la storia è troppo lunga…), è una TOP 50 !

  21. bogar67

    Giorgio il mitico

    si si ne sono convinto pure io! ma uno che ci vuole provare è coscienzioso a 14/15 anni prima trattasi sempre di bambini che con il tennis si vogliono solo divertire.

  22. Andrea,
    Ci sarà un momento nella carriera di Federer (a 40 anni?) in cui sarà 160 ATP!!! Muster è stato numero uno ed al suo rientro che classifica ha dimostrato di valere? Questo toglie qualche cosa al loro potenziale valore o alle carriere di questi giocatori? Ammesso e non concesso che il valore di un giocatore lo si dovrebbe prendere in considerazione valutando la parabola di rendimento che per comodità viene riassunta in 3 fasi (formazione o apprendistato, massimo rendimento e declino) ci sono moltissime altre variabili da prendere in considerazione. La Safina o la Wosniacki che sono state numero uno senza mai vincere uno slam, valevano veramente le numero uno? Come giudichiamo il valore di giocatori affetti da numerosi infortuni come Haas o Becker che ne hanno pregiudicato la continuità di rendimento?
    I se ed i ma sono innumerevoli (ne ho citati solo alcuni) ed è per questo che, per semplicistico che voglia essere, forse è meglio rimanere con il concetto che il valore di un giocatore in quel momento, è quello che gli assegna la classifica in quel momento.

  23. guidoyouth

    grazie andrea villa.
    ho seguito la finale in replica su sky ed era la prima volta che lo vedevo giocare.
    al di là del punteggio e del risultato finale mi è piaciuto tantissimo per la pulizia di gioco e per la fantasia in alcune soluzioni di tocco.
    fisicamente sembra avere le basi per diventare un grande atleta.
    se avesse perso, rispondo alla tua domanda, mi avrebbe entusiasmato allo stesso modo. 😉

  24. Alessandro Nizegorodcew

    @Atti
    Ho visto Caruso la prima volta lo scorso anno al Ct Eur. Il team siciliano, da Aldi, Rizzo, ecc, me ne parlavano benissimo, dicendomi che sarebbe potuto diventare forte perché a tennis gioca davvero bene. Se non vado errato si allena a Siracusa. Confermo quanto hai scritto, penso che potrebbe arrivare a livello challenger il prossimo anno… Aspetto però di rivederlo per un giudizio più accurato

  25. @Federico Di Carlo
    La mia era ovviamente una provocazione, per stimolare un po’ il dibattito. Sono sempre d’accordo con quello che scrivi, per questo cerco ogni anno di capire di più il percorso fatto dai ragazzi, ma anche dove desiderano arrivare. E’ molto difficile dare un valore ad un atleta visto per una sola settimana, perché anche per il talento cristallino le variabili sono moltissime, come tu hai ricordato.

    Ricordiamoci che stiamo comunque discutendo di persone, forse a volte presi da discordi troppo tecnici, lo dimentichiamo.

  26. Ciao Andrea,
    sarebbe interessante verificare come vengono identificati e personalizzati i percorsi dei ragazzi in base alle loro caratteristiche. Spesso infatti l’oggetto del discutere verte sui percorsi, come se potessero essere applicati a prescindere……

  27. Federico come sempre sono completamente daccordo con il tuo pensiero,infatti per poter valutare bisognerebbe conoscere la dichiarazione dell’obbiettivo di verifica di quella partita o di quel torneo inserirlo nel contesto conoscere la base di partenza e molto altro,questo in quello che io penso sia un giusto percorso personalizzato ma si continua sempre a valutare solo i risultati,chi vivrà vedrà.

  28. Faccio un esempio poi risparisco,quando tre anni fa l’obbiettivo delle partita e del torneo per Alexia era non gurdare fuori ma mantenere la concentrazione ampia interna,il suo gioco era di tre quattro categorie sotto perchè la gran parte delle energie andavano in quella direzione e da quello che mi raccontava non era per niente semplice,però le sconfitte apparentemente da giocatrice scarsa venivano vissute in maniera positiva perchè piano piano gli obbiettivi venivano raggiunti.
    Quando adesso dopo ogni partita mi dicono che ha un bel carattere perchè non si arrabbia mai ed è sempre concentrata sorrido.

  29. carmelo

    @carlone
    assolutamente in disaccordo con te. Il carattere, l’arrabbiatura e la concentrazione sono cose che contano zero, conta solo vincere. I campi sono pieni di giocatori educati che perdono e giocatori maleducati che vincono. Chiaramente se parliamo di circolo allora il tuo ragionamento è giusto ma se parliamo di tennis pro allora sei fuori strada.

  30. cataflic

    carmelo, penso che carlone abbia indicato la luna e tu stia guardando il dito!
    I campi sono pieni di giocatori che hanno trovato una quadratura caratteriale e motivazionale positiva per il loro tennis in campo e fuori…e vincono!….poi ci sono gli altri!

  31. Carmelo,
    mi sapresti indicare tra i primi 10 giocatori della classifica ATP, quali sono i giocatori “maleducati” che vincono e perchè sarebbero “maleducati”?
    Sostenere che le abilità mentali non servono per raggiungere la vittoria è come sostenere che puoi vincere i 100 metri senza l’abilità di saper sprintare. Più si alza il livello del gioco e più il possesso di abilità diventa un vantaggio competitivo.

  32. stefano grazia

    FdC, in realta’ chi arriva nei top 20 “smette” ,tranne le eccezioni alla Johnny Mac che per questo da alcuni e’ ritenuto piu’ onesto e puro di tanti altri, di essere maleducato o pure stronzo perche’ “e’ arrivato”. Vedi lo stesso Roger ma anche Nadal quando perde , quelle due o tre volte che ha perso quando non doveva, non e’ piu’ cosi’ sporivo come quando vince ( e per carita’, e’ normale…). In realta’ bisognerebbe andare a vedere i giocatori quando cominciano, quando ‘ they struggle’ per farsi largo, quando i risultati non arrivano e arriva invece l’ansia….La tua statistica andrebbe fatta coi giocatori dopo i 50-100… non dico che Carmelo abbia ragione al 100% ma non ha neanche completamente torto, purtroppo, e l’ideale buonista di nicoxia, pur encomiabile, e’ piuttosto naif. E ripeto, a scanso di equivoci: purtroppo.
    Poi certo, non stiamo a confondere maleducazione e carattere, stronzisia e personalita’, cattiveria o grinta… Bisognerebbe definire Maleducazione… Io direi che l’importante e’ Non Fregare, Non Barare, poi ci sta tutto, anche la racchetta sbattuta o perfino il Mind Game ( o perfino il Trash Talking di cui, in altro sport, Michael Jordan era maestro e celebrato anche per quello…in quanto Michael Jordan!)

    Vi scrivo dal South Rim del Grand Canyon dopo il mio ennesimo Rim To Rim e approffittando di un ritorno di network che in queste aree remote e’ spesso assente…Per cui non saro’ in grado di ribattere alla moltitudine di disagreement che come al solito avro’ suscitato con questo mio intervento 🙂

  33. Alessandro Nizegorodcew

    La maleducazione e la solidità mentale credo siano due cose molto molto diverse e assolutamente non collegate…

  34. Agatone

    Da spettatore quando mi è capitato di seguire dal vivo alcuni incontri devo dire che ho trovato divertenti i giocatori che mostrano le loro emozioni, che parlano tra loro o con l’arbitro o con i raccattapalle (Almagro in questo è un maestro, continua a guidare i raccattapalle dicendogli cosa fare….), piuttosto che quelli troppo silenziosi che paiono un po’ robot.
    Secondo me l’atp dovrebbe agevolare i comportamenti così e non ammonire per una racchetta buttata o che so io. Invece dovrebbe essere più severa sul tempo tra un servizio e l’altro.

    A parer mio adesso sono spesso più divertenti le partite delle donne perché gli uomini giocano quasi tutti allo stesso modo, sono tutti solidi, mentalmente e tecnicamente, ci sono poche situazioni strane. Invece tra le donne c’è un’emotività molto più accentuata che si percepisce.

    Insomma vorrei un po’ di colore in più. Un po’ più genio e sregolatezza e meno operai specializzati alla catena di montaggio

  35. pibla

    Come sempre d’accordissimo con Agatone….

    …e questo tra l’altro è il motivo per cui per me un Fognini ad es. (al di là del fatto che è italiano e che lo tifo), varrebbe comunque sempre il prezzo del biglietto; intanto perché gioca bene, e poi perché s’incazza, sbraita, tira le racchette, sorride, parla col pubblico…etc…etc…per gli altri è maleducazione, per me in realtà quando fa così il pubblico si diverte e l’unico a rimetterci al limite è lui; maleducazione per me è metterci mezz’ora a servire, facendo snervare l’avversario e non rispettando il regolamento che dice un’altra cosa.

  36. pibla

    Questo se si parla di maleducazione.

    Poi è chiaro che spesso l’atteggiamento di Fabio è poco produttivo per vincere le partite, ma questo è tutto un altro discorso che al limite riguarda il tifo, ma dal punto di vista dello spettatore è spettacolo in ogni caso.

    A Roma quest’anno ad es. ho visto una ventina di minuti di Cilic-Anderson, non esattamente pizza e fichi, ma una partita tra due top trenta e nemmeno pallettari e, sia per come giocavano, sia per la postura, per il comportamento, l’atteggiamento e tutto il resto era una cosa da sparo, roba da scappare a gambe levate senza nemmeno aspettare la fine di un set, come in effetti ho fatto…

  37. pibla

    Sul campo si respirava lo stesso pathos di quando da piccolo vedevo la nonna che faceva la calza…. 🙂

  38. I miei figli sono educati in campo ,come nella vita, nella maniera in cui io genitore reputo migliore,la ricerca del flow è più facile in una persona con una certa disciplina mentale,questo è quello che penso.
    Quello che faccio non è per buonismo, come dice Stefano, ma perchè penso sia il metodo migliore per ottenere i propi obbiettivi, Stefano se ti trovassi a giocare con mio figlio non avrebbe nessuna pietà ti metterebbe in un tombino con il gioco e nel culmine delle tue difficoltà ti chiuderebbe sopra il coperchio,senza perdere la concentrazione.Se devono vincere 6 0 6 0 loro vincono 6 0 6 0 ,l’energia e la grinta la devono esprimere nel gioco non nel rompere le racchette o lamentarsi per qualsiasi cosa,poi tu continua a pensare quello che reputi più giusto coe dice qualcuno alla fine sono i risultati che contano ma solamente quando contano veramente.

  39. Monet

    carlonicoxia dice:I miei figli sono educati in campo ,come nella vita, nella maniera in cui io genitore reputo migliore………….
    beato tu che ci sei riuscito,io ,e non so il perchè dopo i 20 anni in campo,perchè fuori è davvero un ragazzo esemplare,non ci sono riuscito e non so domandarmi il perchè..!!!

  40. Monet

    ps: e cmq dire o far capire che il merito è del genitore,per me è una grande fesseria……nella vita a volte bisogna avere anche …culo e specialemnte con i figli…..ho conosciuto genitori che per un vaffa o un 5 preso a ascuola,punivano i figli in maniera ossessiva…risultato: ne hanno fatto dei cocainomani e degli alcolisti in età piu avanzata…..

  41. pibla

    Vabbè Monet, nella prossima vita ti becchi Cilic o Anderson…….e sai che palle!!!

    …o sennò la Seppia cosmica 😉

  42. pibla

    Ecco appunto!!!

    Ripeto, da tifoso ti fa anche disperare, ma da spettatore neutrale divertimento quasi sempre assicurato….e nel tennis di oggi, hai detto poco….

    ….io nove volte su dieci, quando vedo il tennis in TV, mi faccio dù palle…

  43. Monet,
    la ragione per cui una persona può essere calma e tranquilla fuori e nervosa dentro al campo è molto semplice: le due situazioni propongono livelli, tempistiche e modalità di stress diversi. Una partita di tennis a livello professionistico (e non solo)è talmente stressante che tira fuori il peggio da una persona. Quello che succede nella vita, a confronto, per certe persone è zuppa e pan bagnato! Mentre riescono ad essere tranquille fuori, poi in campo non riescono a controllare lo stress.

  44. Agatone

    Grande Pibla. Un cilic anderson lo vedrei solo a pagamento. Ma nel senso che dovrebbero pagare me!

  45. Monet,ti sei risposto da solo non sai e non sapevi come fare.
    I figli sono un nostro prodotto,dobbiamo prenderci le nostre responsabilità,di solito quello che fanno bene è merito nostro per quello che non sanno fare non abbiamo avuto culo.
    Non c’è un metodo d’insegnamento comune a tutti i ragazzi,l’abilità è saper individuare l’approccio giusto per ognuno di essi esattamene come si dovrebbe fare nel tennis,ma è faticoso e spesso si delga per fare meno fatica.

  46. Stefano

    Ho visto la finale in TV.

    Pellegrino gioca bene, è naturalmente dotato di una buona potenza e si è costruito un gioco completo, fatto anche di qualche variazione.
    Mi è sembrato molto lento negli spostamenti, soprattutto quando doveva difendere la parte destra del campo. Speriamo non diventi una sua caratteristica negativa come è già capitato a tanti altri nostri giocatori.

    L’avversario a mio parere era veramente scarso, ed il primo set è stato vinto da Pellegrino quasi per caso, quindi non credo che questo successo possa dirci molto sul futuro di Andrea.

  47. cataflic

    FDC, io credo però che ci sia anche altro oltre il livello di stress “maggiore” in campo.
    D’altro canto anche quando si vince un match, poco meno della metà dei punti si sono persi, riproponendo ogni 20 secondi un confronto con noi stessi e con l’altro…
    Infatti solitamente anche i tennisti più indisciplinati, con il passare degli anni imparano che un punto…è solo un punto e ce ne sono tanti altri in cui giocarsi la partita, riportando il momento del giudizio sempre più avanti fino a fine match, a fine torneo o a fine stagione…. accettando così solo di giocare il punto al meglio che possono, vada come vada senza troppi patemi.
    È la stessa differenza che c’è tra un impiegato di primo pelo che deve fare una telefonata scottante con la sudarella ed un manager di lungo corso che si traguarda ad un risultato di 2 anni di sviluppo senza neanche ricordarsi dell’ennesima discussione di 10 giorni prima!
    Diciamo pure che i grandi campioni hanno ben poco di umano….ahahahah

  48. carmelo

    @ Post 35
    I primi 10 giocatori della classifica ATP non fanno testo, non hanno più bisogno di essere maleducati. Lo stesso Federer da ragazzino era tutto un imprecare e rompere racchette, mi risulta che sia stato addirittura allontanato dalle rappresentative nazionali per comportamento scorretto.
    Ma i genitori tendono sempre ad adattare la realtà ai loro sogni, allora: i risultati giovanili non contano, il comportamento conta più dei risultati, va bene perdere se serve a crescere, è indietro nello sviluppo, è stato male allenato, è stato trascurato dalla federazione, adesso non vince perché ha gli esami, adesso non vince perché è infortunato, inizierà a vincere quando servirà davvero…Sono tutti alibi. La realtà è una sola, molto dura: bisogna vincere. Stop.

  49. Monet

    PURTROPPO QUELLO CHE DICE CARMELO è…VERO!!! ALLA FINE CONTA SOLO VINCERE IN QUESTO SPORT

  50. Carmelo hai le stesse idee e la stessa chiusura mentale del tuo maestro Nikolik,anche tu come lui sicuramente non hai mai provato a fare niente e sostieni le tue certezze interpretando male.
    Ma è inutile cercare di spiegare le propie posizioni senza lamentarsi,è tempo perso per chi non è in grado di vedere al di là del propio naso.

  51. Carmelo, Monet,
    c’è qualche sport in cui vincere non conta? Ma le vittorie, i risultati positivi sono un prodotto. Per avere un prodotto, alla base ci deve essere un processo. Se non c’è un processo dietro le vittorie, queste sono occasionali e sono l’eccezione pitttosto che la regola. In un primo turno di un torneo metà dei giocatori vince e l’altra metà perde. E nel torneo susseguente quelli che avevano vinto possono perdere se non hanno Solidità e Continuità di Rendimento. Dipende dalle percentuali di vittoria e sconfitta che hai: se vinci il 60% delle partite sei intorno al 300 al mondo; se vinci il 67-68% sei intorno al 150 e così via. Le vittorie occasionali sono solo vittorie di Pirro. E’ imparare a vincere e dare continuità alle vittorie che è importante. Vincere le battaglie ti può far sopravvivere, ma se non vinci la guerra hai risolto molto poco!!!!

  52. cataflic

    cavolo Monet, e ci mancherebbe che vincere non contasse!!!!
    io penso che i tempi di Mc e Jimbo siano però andati! oggi è troppo dispendioso giocare e si fanno scambi troppo lunghi per sprecare energie in “altro”, per quanto l’attesa per il cipiglio di Mc che si girava verso l’arbitro con lo sguardo fiammeggiante dopo una palla vicina alla riga regalasse ben altre emozioni che l’ennesimo rovescio incrociato vincente di Djoko…
    …ma tanto tu sei in buone mani! ahahaha

  53. bogar67

    Vi rompo con le SOLITE paranoie su mia figlia! 🙂

    Quando ho cominciato a leggere prima genitori e figli su ubitennis e poi su spaziotennis, non pensavo di arrivare così presto ad un titolo nazionale.

    FASE NAZIONALE PIA CUP
    A CASTEL DI SANGRO
    PIA CAGLIARI CAMPIONE D’ ITALIA!!
    BATTE IN FINALE IL PIA PERUGIA E SI AGGIUDICA IL TITOLO 2013.

    Grazieeeeeeeeeeeeeee A TUTTI!

  54. stefano grazia

    si, ma quel che volevo dire io e’ che e’ comodo fare i virtuosi quando sei un top 20 oppure giochi per la Coppa del Nonno … People doesn’t get it, diceva Jimbo, it’s a jungle out there…
    E comunque alcuni credono sia per via dell’Educazione impartita che uno e’ cosi’ o cosa’, mentre io da anni sostengo che quelli che pensano cosi’ sono degli illusi e che un Genitore alla fine , a parte i cai estremi e di solito in negativo, ha una influenza molto marginale …Lo dico da sempre, molti di voi non concordano, io rimango della mia idea e dico che non tutti ma l’80% o sono ipocriti o sono illusi.
    Per quanto riguarda lo spetta colo sono d’accordo con agatone e pibla e infatti ci fu un periodo che il tennis femminile con ju ju vs the big babe brigade era molto meglio, con tutto quel pathos e quell’epos…trovatemi un’altra partita ome Capriati-Henin o anche Cpriati-Dementieva sempre agli UsOpen, sempre semifinale mi pare… Certo, non adesso, con Serenona che gioca un altro sport e che e’ simpatica come una merda a letto pur essendo indubbiamente la piu’ dominante di sempre, e fra le tre eleggibili di GOAT insieme con Navratilova e Steffi …

  55. Stefano,
    secondo te, un giocatore tra i primi 20 nella classifica ATP in mezzo al campo, si comporta in un determinato modo perché: 1) non può permettersi di comportarsi altrimenti, perché c’è una certa etiquette da rispettare o 2) Perché è il suo modo di essere e perciò ritiene che è il modo migliore per avere una prestazione ottimale?

  56. stefano grazia

    Secondo me, e lo scrivo dal Bryce Canyon dopo un’altra giornata di trekking fra i canyons, un giocatore che arriva fra i top 20 si sente in un certo qual modo non dico appagato ma senz’altro abbastanza soddisfatto di quel che ha fatto, di quel che e’, di quello che ha guadagnato e guadagnera’ e quindi magari abbastanza sollevato, meno oppresso dalle Great Expectations, dalla Pressure e blah blah blah… Secondo me lo stesso Fognini, una volta arrivato jei Top 20, sara’ in grado di controllarsi molto di piu’… poi, e’ chiaro, il Lupo non e’ Agnello… ma io sono convinto che Federer non e’ diventato numeo uno perche’ ha smesso di fare l’asino ma piuttosto ha smesso di fare l’asino perche’ ha prima battuto Sampras e poi l’anno dopo ha vinto a Wimbledon

  57. Stefano,
    dal mio punto di vista, se essendo lupo non raggiungi i risultati a cui aspiri, a forza di lavoro devi cercare di diventare un lupo più simile ad un agnello che esista. Allo stesso modo, se da agnello non riesci a raggiungere il tuo massimo potenziale devi lavorare per diventare l’agnello più simile ad un lupo che si possa immaginare. In fondo non è altro che il principio dell’adattamento.
    E’ assai probabile che facendo le stesse cose, allo stesso modo, ottieni gli stessi risultati. E quando i risultati non ti soddisfano, l’unica cosa che puoi fare è cambiare.
    Uno dei maggiori problemi che incontro nel lavorare con i giocatori del circuito è proprio questo: razionalmente, a parole, ti dicono che vogliono fare qualcosa per ottenere risultati diversi ma inconsciamente sono soddisfatti di loro stessi (anche perchè è un tratto della fiducia in se stessi), continuano a perpetrare gli stessi comportamenti, e non sono disposti a mettersi in discussione per arrivare al cambiamento. Ed in questa situazione il cambiamento non avverrà mai!!!!! In questo modo sono chiamato ad operare tra l’incudine ed il martello; ti chiamano per ottenere risultati diversi ma effettivamente non hanno la predisposizione d’animo e la volontà di lavoro per cambiare i processi per riuscirci. Siccome non mi piace perder tempo, quando capisco come ragionano e sono fatti certi giocatori, rifiuto di lavorarci.

  58. atti

    Post 65, in sintesi…
    Cioè i coach del mental sono fortemente motivati, ma SOLO con chi è fortemente motivato ….? troppo facile se è così….

    Il punto è che di solito il 99% dei ragazzi, non vuole cambiare ergo non ci riesce perchè è troppo faticoso, ergo anche se cambia…non vince….

    Quindi come sempre detto e pensato…il mental è utile, utilissimo…ai campioni, che ne hanno a bizzeffe di voglia di lottare, di capacità di vincere, di concentrarsi etc… !!!!

    Nei giovani piu’ che del mental, mi sembra piu’ corretto parlare di educazione sportiva, di metodo e di regole, e non di allenamento mentale….!!!
    Quello viene dopo ed è eventualmente una conseguenza, qualora i risultati e le prospettive meritassero di usare tali metodi.

    Per tutti gli altri, ai coach, si chiede solo carisma, passione e buon esempio!

  59. No Atti,
    quello che scrivi non risponde ai fatti. Un giocatore che avendone modo lavora male sulla parte mentale, è indisciplinato pure sulla parte tecnica, atletica e tattica. Il fare qualcosa non è solo questione di motivazione ma è soprattutto capacità di passare dalla teoria all’azione, è Attitudine al Lavoro ed al Sacrificio. I ragazzi pensano che mettendo in pratica qualche trucchetto ottengano subito dei risultati. Partono dal punto di vista erroneo che volere qualcosa significa già stare facendo qualcosa per raggiungerlo. Quando si cambia abitudine i primi risultati sono spesso negativi ed al primo ostacolo la maggior parte ritorna alle vecchie, comode abitudini invece di mettersi in discussione.
    La parte mentale DEVE essere allenata. Non puoi dire ad un ragazzo che deve fare un colpo in un certo modo e pensare che per quello che gli hai detto lo sappia eseguire. Prima che ci riesca lo deve ripetere migliaia di volte in molti contesti e situazioni. L’apprendimento è basato sul principio della ripetizione (overlearning) in modo esatto e ripetitivo. Se pensate che la parte mentale sia una bacchetta magica, e che sia solo mera questione di educazione sportiva generale o di talento genetico siete completamente fuori strada!!! L’educazione porta a dei comportamenti generici di principio. Ma per avere determinati comportamenti su un campo in situazione agonistica stressante occore un CONDIZIONAMENTO ACQUISITO del comportamento estremamente potente che soltanto la ripetizione dell’allenamento può creare. Un talento del tennis come McEnroe, secondo voi non ha avuto un maestro di tennis e non si è dovuto allenare? Il talento è un vantaggio, ma se non lo educhi e non lo alleni debitamente non ti porta da solo da nessuna parte!!!!!

  60. cataflic

    Certo Atti ha sollevato una questione mica male….però anche un coach che vuole insegnare un colpo all’allievo non può far nulla se l’allievo non esegue gli step consigliati per eseguirlo!
    Federico, tra i tanti dubbi sulla questione mental in generale, come fa un bambino/ragazzetto con già consolidati meccanismi di comportamento a cambiarli solo nell’attività sportiva e non trascinarseli in campo?
    A parte i “trucchetti” di cui sopra trovo estremamente assimilabili la figura del mental coach e del maestro/coach con carisma e personalità.
    Un po’ come diceva il buon Max….pedalare e sudare son la culla del mentale!

  61. Atti,con Stefano Federico sprecherebbe tempo tanto per fare un esempio che conosciamo,è a queste persone che si riferisce Federico per cui non ha tempo da perdere,in primis bisogna volerlo e crederci,ma non basta bisogna sapere anche cosa fare ed è quì che FEderico può esprimersi.
    Se bastasse la predisposizione dell’allievo chiunqe potrebbe fare il mental,quello che è necessario sono le competenze.

  62. Perfetto Cataflic,bisogna creare la predisposizione educativa,tutto poi sarà più facile ,naturalmente se si faranno le cose giuste con le giuste competenze.

  63. Monet

    io riassumerei in una frase: ì” IL MENTAL SERVE A QUELLI CHE DA SEMPRE….PERDONO”!!!!!

  64. Cataflic,
    quando da maestro ti trovi un ragazzo della sat che gioca già da un bel po di tempo e non ha ricevuto i fondamenti della tecnica o è autodidatta, che fai?
    Hai due soluzioni: 1) ottimizzi quello che sa già fare; 2) lo reimposti da capo.
    Riuscirai nel tuo intento? Dipende da chi hai di fronte e se riesci a proporgli una strategia di insegnamento compatibile.
    Se vai per la prima possibilità, è necessario che tu abbia di fronte almeno un ragazzino che ti stia a sentire e che abbia la voglia di sperimentare, provare e mettere in pratica qualche aggiustamento che ottimizzi quello che sa fare.
    Nel secondo caso devi trovarti di fronte ad un ragazzo disposto a mettersi in discussione, ricominciare tutto da capo e lavorare il doppio degli altri con pazienza e continuità per recuperare il gap.
    La cosa bella dei ragazzini fino ai 12 anni è che portano sul campo un’altalena di emozioni naturali, non filtrate dalla razionalità. Un momento sono in estasi per qualcosa di bello che succede e l’attimo dopo sono in disperazione per qualche cosa di negativo. Il problema inizia dopo i 12 anni quando con lo sviluppo naturale della neocorteccia l’essere umano inizia a fare metacognizione, a razionalizzare i comportamenti ed a crearsi una realtà parallela e concettuale che spesso impantana in pessimismo, limitazioni e negatività. Quando i ragazzini hanno già interiorizzato queste “tare ambientali” spesso il lavoro del maestro al circolo, come ho scritto nella pubblicazione, diventa più pedagogico in senso lato che tennistico, strictu sensu.
    Poi se vogliamo riportare il discorso dell’educazione alla questione della fortuna, beh…… quella ci vuole pure tutti i giorni quando uno esce di casa e spera che non gli cada un mattone in testa o qualcuno gli salti addosso con la macchina. Che facciamo, ci stiamo tutti a casa sperando che non caschi pure quella addosso?

  65. atti

    Nico,
    Penso che da quel punto di vista anch’io non sarei allenabile…. 🙂

    Ma cmq, il discorso va sempre a parare su casi estremi…
    mentre sui concetti per un tennista, mi sembra che si dica tutti la stessa cosa….
    Il problema è tramutarli…in fatti !!!!

    Per me il bravo coach assolve al 99% del problema mental…
    Sicuramente al 100% fino ai 17-18 anni….
    Poi se sei anche un campione…interviene l’allenatore mentale…

    ma ripeto, è un opinione….e attenzione anche a dare per scontati e assimilati comportamenti e situazioni su ragazzini di 14-15 anni…è ancora presto….

  66. Monet,
    il dentista non serve solo a curare i denti. Il dentista ed il medico servono anche a fare prevenzione. Serve a poco chiudere il recinto dopo che i cavalli sono scappati dallo steccato.
    Conosco tantissimi giocatori che talvolta pur uscendo dal campo vittoriosi sono profondamente insoddisfatti della propria prestazione e di riflesso di se stessi. Un giocatore vuole vincere, ma ancora di più vuole “sentirsi bene” dentro al campo. Sentirsi bene non come senso di divertimento ma come “sentirsi a proprio agio”, “avere buone sensazioni”.
    Che io sappia non esiste una categoria di “tennisti che perdono da sempre” che si avvale di mental coaching. Anche perchè se così fosse 1) non avrebbe senso spendere ulteriori soldi; 2)non si spiegherebbe come molti top players si siano avvalsi e si avvalgano di mental coaching.

  67. Monet

    ” Un giocatore vuole vincere, ma ancora di più vuole “sentirsi bene” dentro al campo……

    il sentirsi bene dentro il campo te lo da il timing o il feeling che hai sulla palla in quella partita,le sensazioni,il sentirla e poterne disporre come tu credi e credimi che se alla fine vinci TI SENTI SEMPRE BENE,mentre se perdi hai sempre sensazioni negative

  68. Monet

    per categoria di tennisti che perdono da sempre io intendo quei fanulloni che a 24 25 anni in su sono ancora 500 o roba del genere e che continuano a giocare solo perchè mantenuti…..

  69. Paolo Benelli

    Ho poco tempo x scrivere per cui riassumerei con due emblematiche frasi

    J. Velasco: Chi vince… festeggia, chi perde… spiega!

    A. Einstein: …E’ inutile sperare che le cose cambino se si continuano a fare sempre le stesse cose….

    @ Monet
    Nel mondo scientifico ci sono cose nuove e valide; basta volerle provare

    @ Doc
    (Stefano aspetto il tuo commento…)

  70. Alessandro Nizegorodcew

    @Atti e tutti
    Come da voi richiesto oggi ho realizzato l’intervista a Salvatore Caruso. Andrà in onda domani alle 17.05 circa durante la consueta puntata di Spazio Tennis su Radio Manà Manà Sport

  71. diabolik

    x bogar
    ma qui nessuno ti sta dando proprio soddisfazione.
    complimenti alla figliola…che sia il primo di una lunga serie di successi
    raccontaci qualcosa di questa esperienza ….

  72. Monet

    @ paolo bonelli….forse è per questo che ti ho risposto cosi…..chiussà che qualcuna di queste non le abbia già provate…..

  73. bogar67

    @diabolik
    i frequentatori si sono rotti di leggere le solite cose da 5 anni a questa parte per cui non ne possono più di me e di mia figlia 🙂 cmq…
    è stata una bella esperienza, per la Sardegna è stato a quanto pare il primo successo federale, di solito nelle competizioni a squadre arriviamo ultimi o penultimi. Io non ci stavo, la trasferta era pagata da mamma FIT, non vedo il motivo per cui sarei dovuto andare anche io, mia figlia sa sbrigarsela da sola, è il suo sport non il mio per cui non ti posso raccontare nulla se non che mi alzavo ogni mattina alle 5,30 per l’ansia! 🙁
    In regione abbiamo una decina di bimbi tra 2002/2003/2004 molto competitivi e predisposti però ad essere sincero vedo per chi di loro non ha genitori informati non grandi risultati.
    Nei circoli in generale, si pensa che i bimbi debbano solo socializzare che è anche un fattore importante ma non si inculca la cultura del sacrificio…..ci si nega una eventuale possibilità di scelta arrivati a 14 anni. Mi è capitato di vedere gente anche in finale di torneo che dava le qualificazioni agli assoluti nazionali di categoria presentarsi con il gelato in mano 5 minuti prima di iniziare. Una mamma di una bambina nei primi del mese mi ha detto che non mandava più sua figlia al circolo perchè alle 15 faceva troppo caldo. Così non si va da nessuna parte!!!!!

  74. bogar67

    Volevo aggiungere una cosa a chi in questi anni ha sempre scritto che vincere non conta nulla, adesso che ho vinto seppur con bimba di anni 8 un titolo nazionale, godo altro che!! 🙂

  75. cataflic

    Bravo bogar67!!! Ricordati che equivale al primo tema in classe, quelli in stile “descrivi il tuo papà” 🙂 🙂 🙂

  76. Monet,
    hai presente il modo di dire “accecato dalla rabbia” ? I nostri stati mentali e le nostre emozioni hanno degli effetti diretti sugli organi di percezione e sull’apparato vestibolare. Una persona che reagisce emotivamente in modo molto forte ad uno stimolo, vede diminuite le capacita visive, uditive e coordinative. Gli stati mentali e “la capacità di sentire la palla” sono in relazione di causa ed effetto. E non ti sto dicendo niente di nuovo perché i latini queste cose le avevano intuite più di 2000 anni. I nostri moderni apparati tecnologici hanno solo confermato la pertinenza di quelle teorie.

  77. Bogar,
    il fatto che tu goda, vuol dire solamente che metterai ancora più enfasi nell’educazione tennistica di tua figlia, che ne sarai sempre più coinvolto, che in futuro trascorrerai altre notti insonni e che dovrai fare ancora più attenzione a non esserle di danno piuttosto che di aiuto. Il fatto che vincere ad 8 anni non è predittivo di alcun che, rimane una sacrosanta verità!

  78. Alessandro Nizegorodcew

    Certo Max che mi potevi pure scrivere che venivi con Alessia al Tevere Remo!

  79. Ahahaha..

    No Ale veramente io non sono venuto…

    Alessia è entrata all’ultimo nelle quali e nonostante non fosse pronta l’ho mandata di corsa con la mamma decidendo il giorno prima..

    Quello che posso dirti è che a parte loro due che non fa testo 🙂 mi hanno detto che soprattutto il secondo giorno quando ha perso ha giocato benissimo spingendo sempre e obbligando l’altra solo a difendersi.. fino a che ha retto fisicamente e mentalmente..

    Il primo set era sopra 52 poi chiuso 64 e nel secondo era avanti 31 con palla del 41…

    Sul 3 pari ha sbagliato una palla semplice per il 43 ha recuperato sul 4 pari e poi mi ha detto che non riusciva più a muoversi e il terzo praticamente non l’ha giocato…

    Tra l’altro era la prima volta che giocava a questi livelli ma mi ha detto che le è piaciuto molto e non vede l’ora di riprovarci..

    Io penso che nel giro di un mesetto o poco più sarà nella forma migliore e quindi vedremo di che pasta è fatta..

    Prometto che la prossima volta verrò io e allora ti avviso.. 😉

    Anzi probabilmente ti dico già che nel mese di luglio verremo un paio di settimane ad allenarci da Floriano e magari le farò giocare un open lì se ce ne sarà uno.. 🙂

  80. Alessandro Nizegorodcew

    @Max
    E dai si avvertimi con almeno vengo a vedere un match… Comunque la Bertoia sicuramente ha dalla sua una resistenza fisica che Alessia non poteva avere (lo intuisco dalle tue parole) e probabilmente anche mentale (giocare a quei livelli per una che non è abituata può essere più faticoso a livelli di nervi per le prime 2-3 volte, poi andrà più tranquilla e sicura). Comunque lei e la Simonelli mi sembra se la siano giocata bene con ragazze di discreto livello

  81. Ti avverto sicuro..

    Si ma infatti per ora sono contento anche perchè da quello che mi ha detto questi match le hanno dato sicurezza e stimoli, nel senso che mi ha detto che pensava fossero più forti a questo livello, certo è che appunto questo tipo di avversarie entro la fine dell’anno le deve battere in 50 minuti…

  82. Alessandro Nizegorodcew

    @Max
    Sono d’accordo o comunque puoi andarci in lotta se tu giochi male e loro bene, ma devi comunque vincere

  83. cataflic

    peccato Max, nonostante tutto era lìlì…anche se era una 2.4 eh…..d’accordo per l’asfaltatura a breve termine!

  84. Si certo peccato, ma non so come avrebbe potuto giocare lunedì… hahaha

    E’ tornata a casa ieri e non si è allenata, oggi ha fatto un paio d’ore di tennis e il 50% di PF e per la prima volta nella sua vita non è riuscita a finirla, non sentiva più le gambe mi ha detto… 🙂

    Immagina che tensione e che disabitudine al match che aveva…

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