Fifteen-Love – I numeri di Luca Fiorino (Puntata 4)

di - 15 Aprile 2019
Amanda Anisimova - foto Ray Giubilo

15 i mesi di inattività di Cedrik-Marcel Stebe prima del rientro di settimana scorsa. Il tedesco, costretto a ben tre interventi chirurgici al polso nel giro di un solo anno, è finalmente tornato a calcare i campi di gioco nel tabellone di Marrakech grazie al ranking protetto. Malgrado non sia riuscito a centrare il successo al debutto, il tennista di Muehlacker pare abbia finalmente ritrovato il sorriso. L’ultima partita prima del torneo marocchino per Stebe risaliva al primo turno degli Australian Open della passata stagione, mentre l’ultima vittoria nel circuito maggiore è datata 15 settembre 2017, giorno nel quale liquidò Joao Sousa nella sfida di Coppa Davis tra Germania e Portogallo.

14 punti in più totalizzati da Dennis Novak nella finale di Taipei contro Sergiy Stakhovsky (59 contro 45). Il numero 2 d’Austria, che prima della settimana d’oro a Taiwan aveva perso le precedenti quattro semifinali giocate nel circuito Challenger, ha festeggiato il suo primo titolo Challenger della carriera. In virtù di questo successo guadagna 34 posizioni in classifica e ritocca il proprio best ranking al numero 122.

13 le partite vinte consecutivamente da Pablo Andujar prima di incrociare nuovamente sul proprio cammino Benoit Paire. All’atto conclusivo di Marrakech, il francese si è vendicato della sconfitta subita due settimane fa contro lo spagnolo nella finale del Challenger di Marbella (con tanto di matchpoint non trasformato nel secondo set) assicurandosi il secondo titolo ATP della carriera. Il trofeo marocchino va ad aggiungersi quindi al titolo colto nel 2015 sulla terra di Bastad. Per Andujar, invece, si tratta della prima sconfitta a Marrakech, la terza complessiva al Grand Prix Hassan II su 21 partite giocate.

12 i tornei Futures vinti dal 2016 ad oggi da Dmitry Popko di cui 5 già nel 2019. Il tennista kazako, nato a San Pietroburgo, ha vinto lo scorso weekend il M15 di Sunrise in Florida prevalendo all’atto conclusivo ancora una volta su Sebastian Korda. Lo statunitense, figlio del grande Petr, sembra esser ormai la vittima preferita di Popko: quest’anno, infatti, il kazako lo ha già battuto per ben tre volte in finale (due ad Antalya, una a Sunrise) spuntandola sempre a fatica nel deciding set.

11 come gli statunitensi presenti a Houston settimana scorsa sui 28 tennisti totali ai nastri di partenza (39% del campo partecipanti). L’unico a spingersi un po’ più avanti nel torneo è stato Sam Querrey, una delle cinque teste di serie a stelle e strisce, arrestatosi al penultimo atto della manifestazione su terra marrone texana. Sono 11 anche i tornei marchiati USA nel calendario del circuito maggiore, così suddivisi per categoria e superficie: Us Open (Slam, cemento), Indian Wells, Miami e Cincinnati (Masters 1000, cemento), Washington (ATP 500, cemento), più i restanti 6 ATP 250 di New York (cemento indoor), Delray Beach (cemento), Houston (terra), Newport (erba), Atlanta (cemento) e Winston-Salem (cemento).

10 anni dopo il Cile vanta un nuovo vincitore di un torneo ATP. Sulla terra marrone di Houston, Christian Garin ha portato a casa il primo alloro della sua giovane carriera anticipando il connazionale Nicolas Jarry, finalista a San Paolo lo scorso anno. L’ultimo cileno, prima dell’exploit del tennista di Santiago, ad aver iscritto il proprio nome sull’albo d’oro di una manifestazione del circuito maggiore era stato Fernando Gonzalez, campione a Vina Del Mar nel 2009. Christian, capace di regolare tre ex top 25 del calibro di Cuevas, Chardy e Querrey in una sola settimana, è l’ottavo giocatore in stagione a vincere il primo ATP della carriera.

9 vittorie nelle ultime 10 partite giocate per Mariam Bolkvadze. La mancina georgiana, dopo la battuta d’arresto di settimana scorsa in finale contro Maryna Zanevska, questa volta non ha mancato l’appuntamento con il suo quinto torneo ITF della carriera. A distanza di due anni dall’ultimo acuto in singolare, la 21enne caucasica ha sbaragliato la concorrenza sul carpet di Obidos superando tutte le dirette avversarie senza concedere neanche un set.

8 le sconfitte dal 2018 ad oggi fatte registrare da Belinda Bencic contro giocatrici al di fuori della top 100. L’ultima battuta d’arresto per la svizzera è arrivata settimana scorsa a Lugano, torneo nel quale figurava ai blocchi di partenza con lo status di testa di serie numero uno. Ad eliminarla nella manifestazione di casa, in maniera del tutto inattesa, ci ha pensato la qualificata Antonia Lottner, numero 182 della classifica mondiale nel ranking stilato lunedì scorso. Per di più, prendendo nuovamente in esame gli ultimi 15 mesi, va sottolineato come Bencic abbia incassato il 28,6% delle sconfitte totali opposta proprio a tenniste non comprese in tale fascia di ranking.

7 anni di duro lavoro, tanti sacrifici e qualche infortunio di troppo prima di riassaporare la gioia di alzare al cielo un trofeo WTA. A Lugano, Polona Hercog è tornata infatti a sorridere grazie al successo ottenuto in finale sulla giovanissima Iga Swiatek. Per la 28enne di Maribor si tratta del terzo titolo complessivo vinto in carriera dopo i due consecutivi conquistati sulla terra svedese di Bastad nel 2011 e nel 2012. In virtù di questo prezioso risultato, la slovena guadagna 25 posizioni in classifica e si piazza alla posizione numero 64 del ranking WTA.

6 come i titoli Challenger conquistati tutti sulla terra da Roberto Carballes Baena. Per il tennista di Tenerife, neo campione del torneo di Murcia, si tratta della terza finale consecutiva a questo livello vinta in tre parziali negli ultimi tre anni (Manerbio 2017, Barcellona 2018, Murcia 2019). A seguito del trionfo su Mikael Ymer all’atto conclusivo, lo spagnolo si porta a ridosso della top 100 a soli 22 punti di distanza dall’agognato traguardo.

5 le lucky loser subentrate nell’imprevedibile main draw di Bogotà: Francesca Di Lorenzo, Hiroko Kuwata, Elitsa Kostova, Kristie Ahn e Sara Errani. Fra le ripescate, Sara è riuscita a fare più strada di tutte nel torneo colombiano sopravanzando sino ai quarti di finale salvo poi cedere il passo ad una bravissima Astra Sharma. Le altre lucky loser, invece, hanno perso malamente all’esordio, eccezion fatta per Kristie Ahn. La tennista statunitense di origini asiatiche, infatti, battendo al primo turno Jelena Ostapenko ha ottenuto la miglior vittoria di sempre in termini di ranking.

4 come le posizioni perse in classifica questa settimana da Richard Gasquet. Il francese, fermo ai box a causa di un infortunio all’inguine, continua a scendere nel ranking e a cancellarsi a tutti i tornei ai quali era iscritto. Nonostante avesse fatto sapere di recente che sarebbe tornato a giocare in concomitanza della stagione sul rosso, del tennista di Beziers ancora non vi è traccia. L’ultima partita giocata da Gasquet è stata ad ottobre dello scorso anno nel Masters 1000 di Parigi Bercy.

3 i ritiri a match in corso che hanno agevolato la vita a Gianluca Mager nel corso di questa stagione. L’ultimo ritiro a suo favore, nella tiratissima finale di Barletta contro Nikola Milojevic, ha permesso ieri al tennista sanremese di cogliere il primo titolo Challenger in Italia e sulla terra. L’italiano, laureatosi campione nel mese di gennaio sul veloce di Coblenza, si ritrova oggi alla posizione numero 82 della race mondiale ed è il quinto giocatore azzurro ad aver accumulato più punti nell’anno solare.

2 le tenniste nate nel 2001 ad aver già messo in bacheca un titolo WTA. A far compagnia da ieri ad Olga Danilovic, vincitrice lo scorso anno alla prima edizione della River Cup di Mosca a 17 anni 6 mesi e 10 giorni, si aggiunge Amanda Anisimova. A Bogotà, la tennista del New Jersey ha difatti coronato una settimana da sogno superando in finale la rivelazione del torneo Astra Sharma. Alla luce di questo risultato, Anisimova diventa la più giovane statunitense ad aggiudicarsi un titolo WTA dal torneo di Indian Wells vinto da Serena Williams nel 1999. Presi in considerazione i soli eventi WTA sulla terra, la neo vincitrice di Bogotà è la più giovane tennista a stelle e strisce a laurearsi campionessa dal 1993, anno in cui Lindsay Davenport trionfò a Lucerna a 16 anni e 349 giorni.

1 matchpoint fallito da Jessika Ponchet avanti 6-0 5-0 30-40 sul servizio della propria avversaria e uno successivo nell’ottavo gioco del secondo set. Un incontro all’apparenza come tanti che, per via del suo incredibile epilogo, si è trasformato invece nel match più chiacchierato della settimana. A Sunderland, luogo in cui si è consumata l’epica rimonta, la britannica Tara Moore è stata infatti capace poi di prevalere col punteggio di 0-6 7-6(6) 6-3 sulla prima menzionata tennista francese annullando, fra l’altro, uno dei due matchpoint con tanto di deviazione del nastro. Un andamento tanto insolito quanto bizzarro che non poteva non trovare spazio sulle principali testate del web sportive.

0 le vittorie quest’anno nel circuito maggiore per Bradley Klahn. Lo statunitense, che sinora ha preso parte a cinque tornei ATP, non è infatti ancora stato in grado di far sua una sola partita. Con la recente sconfitta ad opera di Santiago Giraldo sulla terra di Houston, salgono a quattro le sconfitte in stagione del tennista a stelle e strisce senza metter le mani su neanche un set. L’unico avversario contro cui Klahn è riuscito a strappare almeno un parziale è Hyeon Chung; in quel di Melbourne, Bradley si era ritrovato avanti di due set salvo poi cedere di schianto nei successivi tre.

 

 

 

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