Diario di bordo dal ChiassOpen – venerdì: cognomi pazzi, scommettitori e perfino geometria

di - 21 Aprile 2017
Curiosi ombrelli

La giornata di venerdì, che per il ChiassOpen ha significato giornata di quarti di finale, fornisce per il diario di bordo, solitamente un dietro le quinte di quanto possa succedere tennisticamente (almeno per i miei diari), tanti spunti divertenti o interessanti. Vi giuro che per una volta non parlerò di treni e la faccio subito breve: ritardo di 8 minuti, la coincidenza ne aveva 10 di agio, piccola corsetta ma tutto sotto controllo.

Capitolo “Compra una vocale”

Di solito, lo dico da immodesto, sono abbastanza forte con i nomi delle giocatrici, sia per quanto riguarda la loro scrittura che per quanto riguarda la loro pronuncia. Eppure a Chiasso (ed è anche un po’ simpaticamente colpa del direttore del torneo, Matteo, e della presidentessa del circolo, Anna), mi sento un po’ come un concorrente della Ruota della Fortuna, che deve sprecare quel prezioso milione di lire per comprare una vocale, evitando mal interpretazioni storiche sulle Amazzoni. Naydenova, Van Der Hoek, la coppia Von Teichmann e Deichmann che però sono Von Deichmann e Teichmann (almeno io evito di chiamare la Kathinka, come ha fatto uno sugli spalti, Von Siebenthal, fondista svizzera), Gjorcheska, Georges che ogni due per tre diventa Goerges. Insomma è un pastrocchio allucinante.

Ben venga che, per fortuna, se la componente spelling delle giocatrici rimaste ci mette un po’ in difficoltà, il loro tennis ci dà grandi soddisfazioni. Oggi si sono giocati i quarti di finale del torneo e tutte coloro che hanno portato a casa la partita sono state protagoniste di match di livello molto alto, molto divertenti e ben giocati. Anche Lina Gjorcheska (che ha perso dalla Von Deichmann) e Lenka Jurikova (che ha ceduto alla Georges) si sono rese protagoniste di belle cose. Insomma, sul tennis di oggi non ci si può lamentare nemmeno un pochino, soprattutto per quanto riguarda il match tra Von Deichmann e Gjorcheska: colpi inaspettati, palle corte a profusione, lob, volée, vincenti puliti da fondo, il rovescio della giocatrice del Liechtenstein… soddisfazioni!

Capitolo “Interviste”, sottocapitolo “Non sempre ho un titolo divertente per il capitolo”

I motivi che mi hanno portato a scegliere Kathinka Von Deichmann e Lina Gjorcheska, per le interviste di oggi, sono vari. Innanzitutto, sono entrambe giocatrici che provengono da paesi, geograficamente e/o tennisticamente, minuscoli e sono le uniche (eccezione fatta per Magdalena Stoilkovska della Macedonia, proprio perché dicevamo prima di comprare una vocale) a rappresentarli nel ranking WTA. Poi e di conseguenza ero incuriosito di sapere come vivessero questa particolare situazione di solitudine e di possibile dipendenza da federazioni con pochi mezzi. Quindi perché entrambe sono parse molto brillanti non solo col loro tennis, ma anche con la loro personalità. Ed infine perché la Bouzkova mi è sfuggita e la Teichmann l’abbiamo in parte già sentita ieri.

Potete trovare a questo link l’intervista con la Von Deichmann, mentre quella con la Gjorcheska uscirà a breve.

Capitolo “Scommettiamo che!”

Ed ecco che dopo mezzo palinsesto di Rai3, tornano i programmi della TV di stato, sebbene questo format anni ’90 non fosse su Rai3 ed ormai sia chiuso da tempo (come la citata compianta Ruota della Fortuna). Sebbene prenda questo capitolo con ironia, il problema sottostante è serio e non da sottovalutare: ormai è noto che uno dei principali problemi che affliggono il tennis è quello delle scommesse, dei match truccati e degli scommettitori. E purtroppo questo fenomeno si ingigantisce nei tornei più piccoli, dove i brogli e gli scommettitori pensano di poterla fare franca poiché meno controllati. INVECE NO! A Chiasso vieni controllato eccome, e nel giro di due giorni di scommettitori che scommettevano live dagli spalti e comunicavano i risultati ne sono stati buttati fuori 11, undici, u-n-d-i-c-i! E peraltro di diverse e sparute nazionalità. Ma non avete niente di meglio da fare dico io?

La parte divertente è però stata la caccia all’imbroglione. Direttore del torneo, incordatore, staff men, supervisor, transportation… era caccia grossa sugli spalti del TC Chiasso, dove i nostri eroi in incognito e con tecniche di depistaggio da Premio Spia dell’Anno (tipo “Lo vuole un biglietto della lotteria del torneo?” e sbirciamenti di nascosto da ogni angolazione) hanno colto in doppio fallo i malandrini dalla scommessa facile. Ma poi mi chiedo: stai commettendo qualcosa contro le regole, non vuoi e non devi farti scoprire, devi passare inosservato… e ti vesti nei modi più inappropriati ed anti-sgamo dai tempi del soprabito stile Sherlock Holmes abbinato a cappello ed occhialoni scuri? Allora ditelo: Scommettiamo che…quella è la porta? #ciaone

Capitolo “Non è la Rai”

Ormai ci ho preso gusto coi palinsesti, abbiate pietà. Nella giornata di sabato, oltre alle due semifinali del torneo di singolare, è in programma la finale del doppio che vede di fronte le coppie formate da Gjorcheska/Naydenova e Kramperova/Van der Hoek. Di conseguenza, post finale ci sarà una premiazione e per fare le cose con ordine ed efficienza (come sono sempre usi fare in questo torneo, per fortuna) sono necessarie le prove. Non trovo onestamente parole adatte per potervi descrivere le risate che mi sono fatto, ma tra microfoni che non andavano, archetti stile Maria de Filippi e/o Ambra Angiolini, strani gesti che potevano sembrare delle coreografie fuori campo, premiazioni a giocatrici fantasma e previsioni stellari sulla posizione del sole l’indomani. Insomma, in sto torneo ci si diverte seriamente oltre a fare un ottimo lavoro.

Capitolo “Io speriamo che me la cavo”

A chiusura, c’è tempo per dire che al TC Chiasso lo staff si occupa anche di cultura ed educazione, dalle elementari all’università. Al mattino, pre partite, c’era chi studiava argomenti di medicina/chimica per esami universitari, all’ora di pranzo un piccolo addetto ai campi pensava invece ai compiti di matematica e geometria… ed io non ho resistito ad una richiesta d’aiuto: poter spiegare il perché l’area del trapezio la si calcoli in “base maggiore più base minore per altezza diviso 2” mi mette di buon umore come la geometria tutta.

P.s. A fine giornata ho cenato in un luogo dove l’acqua era in bottiglie da 40 centilitri, una Margherita costa €11 e c’erano degli ombrelli appesi al soffitto (vedi sopra). Meglio che vada a letto, credo di non capirci più niente.

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