Ripartiamo da Umago

di - 21 Luglio 2014

Fabio Fognini

di Sergio Pastena

Partiamo da Umago, anche se verrebbe da dire “Ripartiamo da Umago”.

Atp Umago

Il ripartiamo è riferito a Fabio Fognini, l’anno scorso finalista nel torneo croato al termine del periodo più roseo della sua carriera e quest’anno ai nastri di partenza al termine di uno dei periodi peggiori della sua esperienza tennistica. Il primo turno è passato per via di un bye, ma di sicuro il secondo non sarà semplice, che a vincere sia il cagnaccio Montanes o il golden boy Alexander Zverev.

Altri rivali: Robredo e Cilic occupano sicuramente la prima fila, ma non va sottovalutato il nostro Andreas Seppi, abbastanza brillante ad Amburgo e atteso da un tabellone teorico non proprio insormontabile (un qualificato, Delic e Sousa). Inoltre arrivano buone notizie dalle qualificazioni con Cecchinato che ha guadagnato il main draw dopo aver superato in tre set Gombos. Dentro anche Cuevas, che è dovuto partire dalle qualificazioni.

Sfizzero? No, spagnolo

Meno italiani in giro a Gstaad, anzi per la verità uno soltanto.

Atp Gstaad

Si tratta di Filippo Volandri, che non è incappato in un tabellone particolarmente benevolo: il livornese, infatti, se anche dovesse passare lo scoglio De Schepper dovrà comunque vedersela con la prima testa di serie, Mikhail Youzhny. Il russo, a sua volta, dovrà fronteggiare la solita truppa di spagnoli, che si schierà al gran completo con Granollers, Garcia-Lopez e Verdasco.

Più trippa di quanta si pensi, tuttavia, per gli outsider: non c’è nessun dominatore e i vari Delbonis, Simon e Troicki potrebbero farsi strada lungo un tabellone che non assomiglia certo a un percorso ad ostacoli, per quanto vanti nomi rispettabili.

La tocco piano?

La corsa verso gli Us Open parte da qui.

Atp Atlanta

Il “qui” è Atlanta, Atp 250 che schiera al via una nutrita truppa di mazzolatori di razza, capitanata da Isner e Anderson. Come ogni torneo americano sul cemento, non c’è ovviamente traccia di terraioli e le alternative si chiamano Pospisil, Istomin e Querrey.

Outsider? Non vengono in mente molti nomi, anche se qualche mina vagante fatta in casa c’è di sicuro: Johnson, Sock, Harrison, Young e chi più ne ha più ne metta. E a rappresentare il vecchio continente il sempre pericoloso Gael Monfils…

© riproduzione riservata

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *