Il tabellone principale di Wimbledon 2026 accoglie per la prima volta una delle storie più intense e resilienti del tennis sudamericano: quella di Nicolás Mejía. Nato l’11 febbraio 2000 a Bogotà in Colombia, Mejía corona a Londra il sogno di una vita sportiva, conquistando il suo primo storico accesso al main draw di un torneo del Grande Slam. Una qualificazione arrivata con le unghie e con i denti, che pulsa di dedizione e di quel carattere forgiato dalle sfide, dentro e fuori dal rettangolo di gioco.
La storia e il legame speciale con Wimbledon
Nonostante sia un esordiente assoluto a livello Slam nel circuito maggiore, i prati di Church Road evocano in realtà dolci ricordi d’infanzia per il 26enne colombiano. Nel 2018, infatti, Mejía si era rivelato al mondo proprio su questa superficie, raggiungendo una straordinaria semifinale nel torneo di Wimbledon Junior, dovendosi arrendere a un certo Jack Draper − che nel turno precedente aveva superato in tre set l’azzurro Lorenzo Musetti − con il punteggio di 7-6(5) 6-7(6) 19-17 in favore del londinese.
Tuttavia, il passaggio tra i professionisti non è stato semplice per il nativo di Bogotà. Nicolàs ha dovuto affrontare momenti complessi e ricostruire la sua classifica mattone dopo mattone nei tornei ITF e nei Challenger. Cresciuto lontano da casa fin da giovanissimo e segnato profondamente dalla prematura scomparsa del padre all’età di 17 anni, Mejía ha sviluppato un temperamento agonistico straordinario che lo ha portato, nel corso della sua carriera, ad alzare 3 titoli ITF e ben 4 Challenger 75: San Luis Potosi nel 2024 e 2026, Savannah nel 2025 e nello stesso anno l’emozionante trionfo nella sua Bogotà.
Il cammino nelle qualificazioni
Da numero 168 del mondo, ma entrato lo scorso aprile per la prima volta nella Top 150 mondiale, Mejía ha affrontato la settimana più importante della sua carriera con la grinta dei giorni migliori. Il suo percorso sui prati di Roehampton è stato un crescendo di solidità: al primo turno ha eliminato in tre set la nona testa di serie del tabellone cadetto, il portoghese Henrique Rocha per 6-4 6-7(6) 6-2; al secondo ha superato con autorevolezza il brasiliano Gustavo Heide per 6-4 6-3. Il capolavoro definitivo si è consumato nell’ultimo e decisivo turno al meglio dei cinque set, dove ha liquidato l’australiano Tristan Schoolkate con un netto triplo 6-4. Otto set giocati, una determinazione feroce nei momenti chiave e il pass per il main draw finalmente in tasca. “Wimbledon è il torneo dei miei sogni“, ha confessato alla stampa durante le qualificazioni, coronando un percorso di pura resilienza.
Stile di gioco e l’esordio con Vallejo
Mejía è un giocatore destrimano, solido, dotato di un ottimo rovescio a due mani e di una spiccata attitudine alla lotta fisica. Nonostante la scuola di provenienza lo veda a perfetto agio sui campi in terra, il suo baricentro basso, la rapidità nei micro-spostamenti e il grande tempismo sulla palla − affinato negli anni del circuito Junior sull’erba − lo rendono un avversario estremamente insidioso sui campi veloci.
Nel primo turno di Wimbledon affronterà una sfida inedita ed affascinante contro il paraguaiano Adolfo Daniel Vallejo, talento classe 2004. Entrerà in campo senza alcuna pressione psicologica, forte del ritmo partita accumulato nelle qualificazioni e sorretto dall’entusiasmo travolgente di chi ha finalmente agguantato la grande occasione della vita.