Chi è Max Basing, il britannico all’esordio Slam cresciuto in America

Marco della Calce
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Campo Centrale Wimbledon - Foto Thomas Lovelock:AELTC Pool

Che Wimbledon sia il torneo più spettacolare e prestigioso della stagione è noto anche ai meno appassionati. Ogni anno, sui campi dei Championship, nascono fantastiche storie di sport e una di queste, a Wimbledon 2026, porta la firma di Max Basing. Nato a Oxshott, in Inghilterra, il 2 ottobre 2002, Basing è una delle favole di questa edizione: un esordiente assoluto a livello Major che è riuscito a varcare i cancelli dell’All England Club partendo letteralmente dal gradino più basso possibile.

Dalle pre-qualificazioni al sogno del main draw: un’impresa da record

L’impresa di Max assume ancora più valore se pensiamo a come è arrivata. Il 23enne britannico, attuale numero 331 del mondo, con un best ranking di 311 raggiunto lo scorso marzo, non era nemmeno entrato di diritto nel tabellone di qualificazioni. La sua avventura nel Major londinese, infatti, è cominciata dalle pre-qualificazioni in cui si è arreso solo in semifinale. Grazie ad una serie di rinunce, però, Basing ha ricevuto una wildcard per partecipare alle qualificazioni.

A Roehampton, il nativo di Oxshott ha giocato il miglior tennis della sua vita, battendo al primo turno in rimonta l’azzurro e decima testa di serie Francesco Maestrelli e nel round successivo il il tedesco Tom Gentzsch. Nel turno decisivo, Max si è portato a casa il primo main draw Slam superando al quinto set lo svizzero Remy Bertola con il punteggio di 2-6 6-4 3-6 7-5 6-2 in una vera e propria maratona, la prima della sua carriera al meglio dei cinque. Qualificandosi al tabellone principale, Basing ha raggiunto altri due britannici come Oliver Tarvet (n.349 ATP) e Billy Harris (n.140 ATP) in un terzetto di qualificati che a Londra mancava da Wimbledon 1999.

Il background: dagli anni in America al circuito ITF

Come molti talenti moderni, Basing ha scelto la via del tennis universitario americano, giocando per la prestigiosa Stanford University. Negli Stati Uniti, Max si è costruito un record straordinario in singolare di 71 vittorie e 26 sconfitte a livello NCAA, formandosi sia tecnicamente che mentalmente in un ambiente iper competitivo, prima di tuffarsi a tempo pieno nel circuito ITF dal 2020. I primi veri risultati arrivano tra il 2024 e il 2025: 6 finali e 5 titoli conquistati, di cui 3 M25 e 2 M15. Nel 2026, il britannico si è regalato altri due tornei ITF nel M15 di Manacor a gennaio e nel M25 di Vila Real de Santo Antonio a febbraio, prima di raggiungere il traguardo più importante della sua vita a Wimbledon.

Caratteristiche tecniche e cosa aspettarsi dal suo debutto

Basing è un destro naturale con rovescio a due mani. Nonostante la classifica lo penalizzi, la sua formazione sui campi veloci dei college americani lo rende un giocatore molto aggressivo, dotato di ottimi fondamentali e, soprattutto, di un’eccellente efficacia in risposta. Sull’erba di casa, spinto dal pubblico britannico, sarà l’outsider totale. Non ha nulla da perdere, una condizione psicologica che nei primi turni degli Slam trasforma spesso questi giocatori in mine vaganti pericolosissime per chiunque si trovi dall’altra parte della rete. Il britannico se la vedrà all’esordio con il giapponese e numero 150 del mondo Shintaro Mochizuki, anch’egli passato dalle qualificazioni, che a livello Slam vanta già 6 partecipazioni nel main draw, 2 proprio a Wimbledon (2023 e 2025).

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