Potito Starace, Giacomo Miccini, la preparazione atletica in Italia e nel Mondo, nuove metodologie di allenato, il confronto con i colleghi.. Questi, e tanti altri, sono stati gli argomenti di una interessantissima chiacchierata con Stefano Baraldo, preparatore atletico, in questo momento al lavoro in Cile al seguito di Potito Starace.

baraldo

di Alessandro Nizegorodcew

Allora Stefano, iniziamo da Potito Starace. Mi dicono si sia allenato come mai prima d’ora in questo inverno. Cosa puoi dirci a riguardo? Lo scorso anno si è trovato più volta avanti di un set contro grandi giocatori, salvo poi calare alla distanza. In più volevo chiederti se avete risolto i problemi fisici che si accentuano in Poto quando gioca sul cemento..
Nel 2008 avevamo subito una ingiusta squalifica, poi un’altra botta pazzesca il 25 ottobre 2008 (la morte di Federico Luzzi; ndr)……e quella ci ha devastato! Questa preparazione è stata semplicemente svolta in condizioni normali, quindi lavorando con serenità il risultato è stato decisamente buono. In aggiunta, il livello di fine stagione di Potito ha agevolato il lavoro e questo grazie ad un ciclo di allenamento che si sviluppa durante tutta al stagione da anni. Comunque le 5 settimane di preparazione invernale sono solo una parte del lavoro. Sono sicuramente importanti perché cosi vicine tra loro e lontane dalle gare, ma la gran parte del lavoro si svolge durante la stagione. Per farti un esempio, qui in Cile Poto è in grossa difficoltà fisica poiché gli adattamenti indotti nella prestagionale stanno via via svanendo; quindi ci aspettano almeno 8 giorni di preparazione per ritirare su l’organismo e permettere a Poto di potersi espimere… certo non è così semplice! Ma io trovo tutto questo entusiasmante!!! Per quanto concerne gli acciacchi sul cemento non abbiamo risolto il problema… si ripresenteranno i sintomi e lì si puo fare ben poco. Sono cose complicate. Il rendimento in partita contro tanti giocatori fortissimi: io penso che in quel tipo di partite si vadano a scontrare due gicatori di livello oggettivamente differente… può capitare spesso che il giocatore teoricamente meno forte faccia una buona partenza, ma ci sono dei giocatori che nei momenti importanti esprimono un livello veramente diverso e poi li vedi che pian piano durante il match impongono un ritmo ed un intensità crescenti. Se poi a questo si aggiunge una minor dispersione di punti per errori vari, allora c’è in campo un Top player.

Veniamo al capitolo Giacomo Miccini. Che lavoro stai svolgendo con Jack, che di certo, per usare un eufemismo, non è un fulmine di guerra? Su cosa state incentrando i vostri sforzi?
Miccini è un lavoro complicatissimo e mi intriga molto l’idea di un progetto a lungo termine partendo da un giovane! Io vedo in lui un grande potenziale perché è un grandissimo lavoratore! Mi piace davvero molto come persona!!! Sul resto ci si lavorerà con calma insieme ad Umberto Rianna. Sulla flessibilità è gia migliorato, migliorerà ancora, ma di sicuro non sarà mai un elastico alla Nole… A lui serve per non avere troppi infortuni in futuro, anche se è logico che ogni tanto sarà costretto a piccoli stop… credo sia inevitabile ma controllabile. Poi un po più di ordine con i piedi che non sono eccezionali è indispensabile, ma sul piano della forza fisica allora lì ci sarà da divertirsi! La cosa che poi mi fa star tranquillo è che non ci sono problemi di tempo e scadenze, cosa che con i professionisti invece accade… per Miccini: no stress..

Giacomo Miccini
(Giacomo Miccini – Foto Nizegorodcew – Challenger Orbetello 2009)

Su Spazio Tennis è nata la “Querelle Stretching”.. C’è chi sostiene che oggi si tende a limitarlo prima di una gara, come c’è chi sostiene che si invece fondamentale nell’allenamento e anche prima delle competizioni.. Insomma, qual è il tuo pensiero a riguardo? In generale, ci sono novità nella preparazione atletica nel tennis o metodi di allenamento prima ritenuti fondamentali e oggi in disuso?
Con qualche secolo di ritardo rispetto alle discipline orientali e alla danza in generale, ormai credo che si possa affermare che sia più indicato introdurre il concetto di flessibilità anche nel tennis. Questo, a parer mio, è il presupposto di base per strutturare un training a qualsiasi livello. Lo ha dimostrato bene il Doc. Pilates (per citarne uno) e le varie metodiche fisioterapiche più in voga come la PNF ed il metodo dei Newyorchesi Wartons’ o anche il metodo girotonico e tanti altri. A me piaciono molto i metodi usati nelle arti marziali come il Jojitzu in grande sviluppo in Brasile, la stessa Capoeira, ma poi come dimenticare lo Yoga o il taoista ThaiChi Chuan. Vi sono troppi davvero troppi metodi interessantissimi dai quali prendere spunto. Fatto sta che la flessibilità è comprensiva dell’elasticità tissutale e della mobilità articolare ed è sicuramente un approccio piu’ complesso e quindi anche piu’ efficace al fine di migliorare la funzionalità a qualsiasi livello. Personalmente ho anche provato a non fare stretching in un gruppo che ho allenato per un anno nel 2002, e non ho visto poi grandi disastri, di conseguenza penso che la flessibilità sia da considerarsi un aspetto coordinativo piu’ che meccanico. Di sicuro io sono contrario allo stretching “parlato” della serie che è un momento dove chiaccherare del più e del meno nelle pause della seduta di training. Lo stretching va fatto al caldo, attivo o passivo che sia. Se ci si trova outdoor in un clima freddo io consiglio di farlo al caldo e se possibile addiritura dopo la doccia. Poi non bisogna assolutamente improvvisare… Prima del match va bene, ma io preferisco i movimenti preparatori ed ondulatori alle classiche posizioni statiche. Attenzione allo stretching dinamico e brusco, che in realtà provoca un aumento del tono muscolare piuttosto che una vera e propria spremitura profonda e omogeneizzazione delle fibre. La flessibilità va programmata a tavolino con delle progressioni estremamente personalizzate proprio come l’allenamento delle altre variabili dell’allenamento. Attualmente è forse l’aspetto che curo di piu’ sia nei training di potenziamento sia nei recuperi. E’ biomeccanica applicata allo stato puro. Mi appassiona.

Quanto conta la predisposizione al lavoro dei tennisti? Quanto è importante la voglia di sacrificarsi di un atleta? Un preparatore deve essere anche un motivatore? In alcuni casi c’è davvero poco da fare?
Io non faccio distinzione tra preparazione atletica e tecnico-tattica. Per me le due cose vanno di pari passo. Io credo che il compito del Fitness Trainer sia quello di favorire ciò che il Coach ed il giocatore decidono di sviluppare. Non c’è gerarchia, ma i ruoli in un team non si devono mai scavalcare. Il Tennis non e’ uno sport di prestazione. Il Tennis e’ un gioco sportivo e ci sono molte componenti in più. Tante volte si ottengono più risultati curando dei dettagli riconducibili alla Tecnica e/o Tattica, piuttosto che rendere un giocatore un Atleta nel vero senso della parola! Io di tennisti ne conosco tanti e di nessuno protrei dire che, allenato per fare uno sport di prestazione, otterrebbe dei risultati di alto livello (ad esempio nell’Atletica Leggera). Detto questo è evidente che il preparatore fisico è anche motivatore. Il tennista vive di sensazioni! Quando si sente bene ha un rendimento migliore! Certe volte servono mesi, altre volte bastano due settimane. Tornando alla Preparazione Invernale, io credo sia utile per creare la mentalità giusta e la fiducia in se stessi che poi sono presupposti per la vittoria e di conseguenza la Confidenza. Ovviamente l’aspetto fisiologico e lo stimolo all’adattamento li sto dando per scontati, in pratica per fare un bel lavoro fisico bisogna far leva sulla testa, sulla motivazione, sull’energia! Lavorando con una buona predisposizione si ottengono risultati più duraturi rispetto agli adattamenti strutturali che dopo 3 o 4 settimane vanno via via calando progressivamente. Se mi venisse chiesto di dare un cosiglio generale, direi che per un Tennista è importante l’equilibrio in generale (parlo di mente e corpo), quindi direi di non far mancare mai la positività e l’incitamento! BIsogna porre obiettivi raggiungibili e far visualizzare il risultato che si vuol ottenere: che si tratti di forza o resistenza, flessibilità o perdere peso. Costruire un’immagine giusta per poi fargliela trasferire in tutto anche dopo la seduta atletica. Il risultato sarà che sia in campo che fuori il tennista lavorerà continuamente per raggiungere l’obiettivo. Usiamo i canali sensoriali prima dei pesi ecc. Altro consiglio, mai confrontare la valutazione oggettiva (parlo di test) con altri Tennisti o atleti di vertice di altri sport, ma attenersi a quello che è il progetto di crescita individuale ed il monitoraggio. Io credo che se si desidera veramente una cosa e che se essa è oggettivamente realizzabile, non ci sia forza più grande della motivazione! Sarà la motivazione a farti incontrare le persone giuste ed in alcuni casi più che un preparatore fisico c’è piu bisogno di altre figure fondamentali come lo Psicologo o in linea piu generale una guida, che sia un partner, che sia un genitore, che sia uno sciamano ecc… ma una guida ci vuole. In definitiva mi piace ricordare che le risposte ci sono sempre, basta farsi la domanda giusta.

Per concludere questa interessantissima intervista Stefano, ti chiedo.. A livello alto di circuito Atp, vi scambiate impressioni tra preparatori? Che tipo di rapporto c’è? Ci si scambia qualche consiglio? E’ importante poter accrescere la propria esperienza confrontandosi con il lavoro degli altri colleghi?
Il bello di questo lavoro è che ti da la possibilità di osservare. Se si ha un buon senso critico e se si è un minimo creativi e quindi si ha anche una cultura sportiva di base, si impara ogni giorno una cosa in più. Sono 10 anni che faccio questo mestiere, da 4 lo faccio “on tour”. Grazie a mio Padre in primis e poi a tanti altri ho avuto la possibilità di imparare attraverso le esperienze altrui. Ascoltando, sperimentando su di me e sugli altri, studiando tanto. E poi quando ho un dubbio ho un grande vantaggio in mio padre Luciano e Bruno Anzile (storico preparatore degli sport invernali plurimedagliato) per quello che è la preparazione e l’allenamento in generale. Con i colleghi di tutto il mondo sia in ATP che in WTA siamo amici. Ci accomunano tante cose e tante difficoltà inerenti al lavoro e allo stile di vita. Anche i Coaches sono una fonte incredibilmente grande di esperienze e metodologie. Ci conosciamo praticamente tutti. Con i colleghi Italiani c’è un rapporto che in altri sport è difficile creare. Sembra che tutti abbiano capito che se tra due persone ci si scambia un euro, entrambi rimaniamo con un euro. Se invece ci scambiamo un’idea, alla fine entrambi abbiamo due idee sulle quali lavorare. Nei tornei hai la possibilità di stare a contatto con tutti! E’ bellissimo! Nelle palestre o nei campi c’è sempre qualcuno che si sta allenando, basta mettersi li e osservare in silenzio senza interrompere mai quella magia che si viene a creare in quei momenti perfetti di collaborazione tra le peresone! La discrezione è alla base del rispetto del lavoro degli altri. Magari alla sera c’è più occasione di far due chiacchere. Una cosa ho notato, quando ero in America con Flavia ed ero a stretto contatto con gli spagnoli: non finivano mai di parlare di Tennis. Noi in questo siamo più chiusi, ma credo sinceramente che siamo sulla strada giusta… anche se certamente più lunga.

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75 Commenti to “Intervista a Stefano Baraldo: “In questo lavoro si impara qualcosa ogni giorno””

  • 1.

    Senza entrare nel merito (non lo farò più anche perchè non essendo il mio campo specifico dovrei sempre scrivere qualcosa di riportato e quel che invece so l’ho già scritto più volte), la cosa che mi lascia esterefatto è la differenza che si incontra parlando con PA differenti..

    Dall’altra parte abbiamo letto di gente che consiglia solo stretching dinamico, un altro addirittura diceva che lo stretching peggiora la prestazione e qui si legge invece che è ok prima della prestazione e addirittura di stare attenti a quello dinamico..

    Devo dire anche che in questa intervista Baraldo è stato molto sul vago e non ha preso posizioni precise, addirittura ha detto che sono altre le cose importanti per un tennista.. Mi verrebbe quasi da chiedergli cosa lo fa a fare questo mestiere nel tennis visto che basterebbe non far danni e poi quello che conta è tutt’ altro..

    Io penso che l’unica cosa che si evince chiaramente da quest’ultima settimana di post è che di veri professionisti nel tennis italiano non ce ne siano e soprattutto che ancora non si ha ben chiaro cosa sia importante e cosa lo sia meno..

    Qui ognuno vede qualcosa che gli sembra poter essere valido e lo porta nel tennis (ed è vero come ho sempre detto che ogni tanto dovremmo guardare al di fuori da questo sport ma per portare nel tennis valori come la cultura del lavoro, la capacità di scelta gli obbiettivi, la capacità di capire cosa è veramente essenziale e cosa lo sia meno etc etc), mentre le cose dovrebbero essere ormai (almeno quelle basilari) certe… Se ancora ci si sveglia la mattina dovendo inventare significa essere lontani anni luce dalla verità.. Al massimo quello che giustamente sarebbe da fare è la ricerca costante per raggiungere meglio gli obbiettivi che però devono essere sempre gli stessi cosa che tra l’altro non dovrebbe essere difficle visto che in Italia si è ancora al punto zero..

    Voglio dire.. Penso a quando leggo che basta guardare gli altri… Ma uno se guarda gli altri senza conoscere il perchè quello fa una certa cosa, riportandola si rischia di perseguire un obbiettivo diverso da quello che si era prefisso quell’altro.. Mentre se io so esattamente come raggiungere certi obbiettivi una volta che so cosa devo ricercare diventa una cosa molto semplice…

    A questa stregua allora ha raggione il Dott. Grazia quando di la ad un certo punto dice: “Io so che lo stretching peggiora la prestazione anche del 30% senza sapere cosa accade succede dentro”.. E poi fa il paragone con la lavatrice..

    Cioè dette un non addetto uno si fa due risate e vabbè sono affari suoi,lo dice invece un PA è allucinante, perciò sinceramente non riesco a capire cosa significhi guardare gli altri se poi però non si sanno realmente le cose o se almeno non gli si va a chiedere il perchè lo fa a quello da cui si è copiato..

  • 2.

    volevo dire per portare nel tennis valori ASSOLUTI come..

  • 3.

    Condivido i concetti espressi nell’intervista, si può discutere tanto ma alla fine io non vedo grandi divergenze nei pareri di chi lavora sul campo, qualche sfumatura espressa in maniera più o meno diversa ma alla fine siamo sempre lì è chiaro secondo me che i concetti possono cambiare a secondo del tipo di atleta o se si lavora su bambini o adulti ma è normale…
    Ho scritto senza voler fare polemica perchè l’ultima cosa che mi interessa è ricomciare l’nutile diatriba di prima, se Madmax vuole continuare con gli insulti, disponibilissimo ma scrivesse su la mia email personale così gli posso rispondere a tono! :) :)

  • 4.

    Max,e lo stesso discorso fatto tempo fa,il cosa può essere alla portata di tutti basta osservare,ma sul come e il perchè uno ci deve lavorare molto nel profondo,per questo noi genitori dobbiamo affidarci a persone competenti.

  • 5.

    La nostra abilità sta proprio nell’individuarli.

  • 6.

    Nell’intervista Stefano Baraldo parla di osservare e poi confrontarsi la sera, quando il tempo lo permette, insieme agli altri preparatori.. Quindi non esiste il concetto di guardare e copiare.. leggete con attenzione prima di attaccare qualcuno..

    Sullo stretching non entro nel merito..

  • 7.

    Max ha scritto:

    “Devo dire anche che in questa intervista Baraldo è stato molto sul vago e non ha preso posizioni precise, addirittura ha detto che sono altre le cose importanti per un tennista…”

    Ho pensato esattamente la stessa cosa e francamente rimango un pò così….

    Alla fine nessun addetto ai lavori si farà più intervistare da Ale perché poi gli si fa le pulci a tutto…..ahahahahahahaha!!!!

    A parte gli scherzi e senza nessunissimo riferimento a Baraldo che anzi mi risulta essere bravo; però davvero a livello di preparazione atletica nel tennis in Italia siamo davvero indietrissimo e questo perché c’abbiamo messo una vita a capire l’enorme importanza di questo aspetto in uno sport come il tennis.

    Che poi tutto questo è davvero paradossale in un paese in cui negli altri sport (dal calcio in giù……) a livello di preparazione atletica siamo all’avanguardia….comunque ho un mio carissimo amico fisioterapista e preparatore atletico (con esperienze in serie A nel calcio e contatti anche nel ciclismo ed in Formula 1, non si ha idea di quanto sia fondamentale la fisoterapia di collo, schiena etc..etc..per i piloti di Formula 1) che si sta affacciando anche nel tennis e mesi fa partecipò ad un importantissimo convegno sulla preparazione atletica in questo sport e rimase scioccato del livello medio così basso e di come tutto fosse davvero all’acqua di rose…..

    C’abbiamo da mangiarne ancora di pastasciutta…..

  • 8.

    Ale, visto che puntualizzi, almeno comprendi bene fino in fondo…

    Baraldo dice: …”Magari la sera c’è occasione di fare due chiacchere…”, quindi come dici tu quando il tempo lo permette (visti i risultati il tempo non avrà mai permesso!!). Appunto magari quando capita, per cui significa non sempre e che non è nemmeno necessario e comunque servirebbe lo stesso per prendere spunto..

    Peccato che lo spunto si dovrebbe prendere soprattutto dal proprio sapere se uno ce l’ha, poi ovvio che in alternativa ci si ingegna ma visti i risultati direi che si sono ingengnati piuttosto male..

    E proprio dalla vostra difesa a oltranza dell’indifendibile si capisce chiaramente come tutto si prende dall’esterno tranne che i valori assoluti (gli unici imprescindibili qualsiasi cosa si faccia).

    Infatti in qualsiasi altro settore o sport, dopo trent’anni di insuccessi qualche dubbio sarebbe venuto, dopo trent’anni di insuccessi tutte le persone facenti parte di questo scempio sarebbero state nemmeno troppo educatamente messe alla porta.. Noi no ancora li facciamo lavorare e ancora li ascoltiamo come se fossero il Messia…

    @Pibla

    E come mai nessuno ha fatto le pulci a Giovanni dopo la sua risposta? :)

    E da dove arriverebbero le tue risultanze? :)

    Perciò non c’è da stupirsi per nulla di quello che avrebbe detto il tuo amico, anzi conferma solo quello che dico da tre anni..

    @Nico..

    Tutto giusto, peccato che qui è come cercare l’ago nel pagliaio!! :)

  • 9.

    Ma cosa volete che vi facesse, una noiosissima lectio magistralis sui meccanismi di contrazione del muscolo? Ma andate a leggervela su un libro di fisiologia …e’ proprio la parte che ho saltato nell’intervento di Buzzelli: ai comuni mortali, agli utenti, servono le conclusioni…Questo intendevo con l’esempio del telefono o della lavatrice e chi non ci e’ arrivato…mi dispiace …Certamente non mi aspettavo che in una intervista telefonica Baraldo si mettesse a descrivere vantaggi e svantaggi dello stretching…
    Sul fatto che sembra esserci poco accordo sullo Stretching invece concordo con Mad Max anche se alla fine mi sembra che le differenze siano dovute a non conoscenza dei termini … Io, che comunque una laurea in medicina ce l’ho e un po’; di fisiologia l’ho dovuta studiare, mi sono affidato all’opinione di un Preparatore Atletico e poi ho letto sull’Argomento e poi ho preso le mie decisioni.
    A parte questo, io avevo iniziato l’argomento in un’altra area SOLAMENTE per capire se c’era qualcuno che riteneva ancora utile fare due ore di stretching al giorno e magari mezzora, un’ora prima di un match…Il dibattito che sio e’ scatenato mi ha costretto ad andarmi a rileggere alcune cose e ho scoperto con sollievo che :
    1)lo stretching statico NON va bene prima del match perche’ riduce la prestazione anche del 30%
    2)bene invece lo stretching dinamico o anche ballistico ma solo dopo un po’ di riscaldamento e comunque non per piu’ di 10-15′ nello Junior
    3) bene un po’ di flessibilita’ dopo l’allenamento (e bene anche lo yoga)
    Ho citato le fonti.
    Poi se Max non e’ d’accordo padronissimo, ma chissenefrega poi, ognuno decidera’ chi seguire ce cosa fare…Tra l’altro su Tennis Italiano che mi e’ arrivato ora che cosa c’e'?Un bell’articolo di Casalke niente di meno che sullo stretching…E anche li’ dicono cose diverse (diverse poi…alla fine continuo a credere che dicano tutti le stesse cose: suppongo che Max ripeta cio’ che gli ha detto Catizone e quindi …suggerisco che Catizone e Buizzelli si parlino e poi Catyiozone spieghio a Max che forse stanno dicendo la stessa cosa altrimenti qui non se ne esce piu’…Poi se volete, vi racconto anch’io di come la miosina, l’actina, l’Atp etc etc…30 con il Professor Lubic, nel 1980…Esame preparato in 3 giorni. E si vede, direte voi…Ma infatti, non sono mica qua a raccontarvi storie…Sono due maroni pazzeschi… Per questo vi risparmiavo la fisiologia: l’importante e’ capire le conclusioni. Pare, sembra, che numerosi studi abbiano PROVATO che non esiste un aumento della performance negli atleti che usano lo stretching statico prima del match, ANZI: lo stretching statico ridurrebbe l’efficacia del muscolo…BASTA! Cosa devo sapere di piu’…Che cosa c’e’ da sapere di piu’? Voglio rischiare lo stesso e per far rabbia a tutto il blog e a Buzzelli faccio solo Stretching Statico prima del Match? Benissimo…Io pero’ ho citato Tennis Training…E comunque eccovi altra bibliografia, divertitevi a fare gli scienziati, io la laurea l’ho gia’ presa e continuo ad usare telefono e lavatrice senza sapere come sono fatti…
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    Wydra G. Stretching ein berblick über den aktuellen Stand der Forschung. Sportwissenschaft. 4:409-427, 1997.

  • 10.

    Stefano Grazia sei inkorreggibile……mi hai ucciso mad max…..

  • 11.

    Mi scusi Dott. Grazia lo chiedo a lei perchè magari a me è sfuggito..

    E chi avrebbe detto e scritto che fa bene fare mezz’ora di stretching prima del match?

    Io ho solo letto che c’è qualcuno che dice che prima del match non fa bene proprio farlo (Lei, Freddo e forse Buzzelli), chi al contrario dice che è ok (Baraldo anzi lui dice di stare attenti al dinamico) e poi c’è chi come Giovanni che dice che se fatto a caldo e seguito assolutamente da quello dinamico, qualche minuto di stretching statico fa solo che bene per due motivi, primo perchè rilassa i muscoli (che dopo vengono riattivati dallo stretching dinamico) e poi perchè se non in rarissimi casi (tipo come spiegato nelle corse veloci in discesa) le contro indicazioni qui riportate non si verificano..

    Altre posizioni non he ho trovate..

    Immaginando che tutti i top PA del mondo abbiamo letto le pubblicazioni da Lei riportate immagino (visto che molti di loro chi direttamente chi indirettamente so per certo che lo praticano e guarda caso nelle modalità riportate da Giovanni) che le abbiamo interpretate in modo differente…

  • 12.

    @Anto

    E’ un po’ difficile…

    Ripeto che certe pubblicazioni (e questo anche a livello medico) le conoscono tutti e poi ognuno le interpreta a modo su e secondo il proprio sapere, non a caso per un tumore ti può operare il primo che passa per strada, Veronesi o puoi andare negli Stati Uniti spendendo svariate centinaia di migliaia di euro… A volte il secondo e i terzi ti salvavano la vita, i primi mai..

    Quelli con cui avevo a che fare io direttamente o meno non erano sicuramente i primi

  • 13.

    Madmax
    Condivido molte cose di quello che dici ma pensare che solo tu e tua figlia facciate le cose giuste mi sembra veramente troppo.
    la preparazione atletica e’ senza dubbio molto importante iniziata fin da piccoli ma come giustamente Baraldo evidenzia (se lo fa lui che e’ PA) e’ una delle tante componenti come le motivazioni la tecnica la tattica per diventare un tennista.
    Poi lui allena tennisti professionisti gira per il circuito e qualcosa ne sapra’ penso piu’ di molti che questo non l’hanno mai fatto.

  • 14.

    Stefano, tu citi ad esempio questo articolo…

    “Knudson D., Bennet K., Corn R., Leick D., Smith C. Acute effects of stretching are not evident in the kinematics of vertical jump. Journal Strength Conditioning Research. 15(1): 98-101, 2001″

    che ha queste conclusioni…

    “Stretching prior to stretch-shortening cycle activities like the vertical jump results in small decreases in performance in some subjects, but the nonsignificant biomechanical changes suggest that neuromuscular inhibition may be the mechanism rather than changes in muscle stiffness.

    Sottolineo due cose: small decreases – neuromuscular inhibition…

    Una cosa é l’effetto immediato e temporaneo dello stretching sul muscolo… ed altra é l’effetto generale dello stretching a caldo sulla performance, che non è solo un mera ed immediata misura di “vertical jump”…
    La forza muscolare esplosiva, foss’anche leggermente depressa dallo stretching, non é il fattore essenziale della performance dinamica d’una gara o partita… l’effetto dello stretching va ben oltre quel piccolo effetto collaterale…

    A mio modesto parere

  • 15.

    Ringrazio Stefano per aver confermato con citazioni quello che anche io avevo letto, così da non farmi passare per visionario.
    Sono daccordo su tutto anche se poi proprio perchè la flessibilità è più un principio coordinativo come ha giustamente detto Baraldo e di difficile interpretazione l’efficenza dello stretching per aumentrne i valori, con tuttò ciò penso che possa essere positivo purchè non se ne voglia accentturare o sopravalutare l’importanza. Chiaramente penso anche che ci sono altre metodologie che effettivamente possano aumentare la flessibilità anche se su questo tema ho conoscenza relative, in generale ho la convinzione che altri elementi come reattività o esplosività sono in assoluto più importanti. E’ evidente che si riesce ad avere reattività, esplosività e flessibilità si ha il giocatore perfetto ma in mancanza di ciò se si hanno alti livelli di reattività ed esplosività si è cq molto forti mentre se si è solo flesssibili non si và lontano…opinione personale chiaramente smentibile….

  • 16.

    Freddo,infatti noi parliamo di giocatore perfetto.

  • 17.

    Se vogliamo vedere la cosa terra-terra sappiamo che qualsiasi saltatore che in palestra si metta a far balzi con un giubbotto / cintura di pesi sa anche bene che, una volta scarico, avrà la sensazione (e la capacità) di saltare i suoi massimi… diciamo che è una “reazione (pliometrica) di stiffness”…
    Com’è allora che in pedana a nessun altista verrebbe in mente, prima d’una gara, di fare i salti di riscaldamento con il medesimo giubbotto / cintura? Com’è che viceversa li vedi mantenersi caldi anche con brevi protocolli di stretching leggero?
    La risposta è sempre la stessa… non devono fare un mero vertical jump da fermi, un test di mera forza esplosiva… ma piuttosto un certo numero di salti che implicano velocità d’entrata, angoli di stacco, decontrazione, articolarità e tempi di valicamento…

  • 18.

    @ Archi
    Era una battuta sai la vità non è mai bianco e nero però ci fà piacere crederlo

  • 19.

    Francesco,
    anche a me fa piacere crederlo… :-)

  • 20.

    @Max

    ma infatti io non mi sono assolutamente stupito della risposta del mio amico, ma mi sono invece parecchio intristito perché essendo persona di cui conosco la competenza, mi ha confermato tutto quello che già pensavo, ma questo non mi mette certo allegria….

    E’ ovvio che quello che tu vai dicendo da anni è vero, anche perché è quello che anche io, ed ovviamente non solo io, nel mio piccolo ho sempre scritto e pensato, quindi su quello nessun dubbio, è che uno, sopratutto un tifoso come me, spera sempre che la realtà non sia così brutta come viene dipinta ed ogni volta che invece scopre che invece è proprio così brutta e pure peggio un pò si sconforta….

    ….per il resto che dire, sei sempre il solito farabutto che mette il dito nella piaga eh, eh, eh, che poi è quello di te che mi è sempre molto piaciuto, a dispetto dei tuoi modi a volte, ma solo a volte, poco urbani….

    Un saluto.

  • 21.

    Nicoxia ma se tu lavori su un’atleta dipende da che basi parti e che obbiettivi hai, Sampras non era un giocatore particolarmente flessibile ma era sicuramente esplosivo ed anche discretamente reattivo….se prendi Federer è estremamente reattivo e flessibile, ad alti livelli anche come esplosività ma non come Sampras….ci sono stati giocatori fortissimi come Courier esplosivi, discretamente reattivi ma non molto flessibili….non è che se uno nasce con un fisico normale può diventare tutto insieme forte in tutto allora anche nella preparazione fai delle scelte che sono più adatte al tipo di attività e allo sport che fai…

  • 22.

    @MADMAX:

    E INFATTI STIAMO DICENDO LE STESSE COSE DA UNA SETTIMANA!!! Solo che se le diciamo noi non va bene, se le dici tu sono il Vangelo… Ne’ io ne’ Freddo abbiamo mai detto di non fare stretching: io ho detto CHE A ME NON PIACE FARE STRETCHING intendendo con questo passarte mezzora a stretcharmi prima dell’allenamento…Con mia grande gioia ho scoperto che potevo risparmiarmelo e ho citato l’intervento di buzzrlli che lui stesso mi aveva inviato un paio d’anni fa …Tu,Max, hai subito precisato che anche tu facevi fare 10-15’ a tua figlia e che un po’ di piu’ la faceva poi sotto controllo di catizone nell’ora o due di Atletica…PERFETTO. Tutti d’accordo. Tranne te. Misteri incommensurabili della comunicazione.

    Quindi ero io quello con cui ce l’avevi di la’? Be’, a mia moglie almeno lo potevi dire …

    @Archie, la bibliografia e’ per voi, io di certo non l’ho letta tutta,non sono mica pazzo, ho ascoltato/letto Buzzelli, ho sentito anche il parere di Catizone attraverso Mad Max e Mad Max e anche degli altri, preparator e non, e Freddo mi e’ sembrato talmente ragionevole da non capire assolutamente l’acredine di Max nei suoi confronti (mica gli voleva imporre di NON fare stretching, anzi…) poi sono andato a rileggermi una delkle mie bibbie: Tennis Training (libro citato fra I testi sacri) di Kovacs e Chandler, e ho deciso di fidarmi.Per convenienza, magari per pigrizia. Ma anche Max fa cosi’ e non capisco perche’ ce l’ha con me: lui si fida di Catizone e fa benissimo, Period.Mica si e’ andato a studiare il Gannong e poi far la fatica di capire e arrivare alle conclusioni… Io non ne ho voglia e magari non ne ho l’intelligenza… io posso dire solo una cosa e magari sembra una bestialita’ ma la scienza non puoi regalarla alla gente (De andre’): troppo sapere e’ controproducente nel senso che devi riuscire a filtrare altrimenti hai come una Sindrome di Stendhal e non sai piu’ cosa fare..…se devi leggere tutti quei testi alla fine ti troverai con tante informazioni e con tanti che dicono una cosa e tanti che ne dicono un’altra…NON ME NE FREGA UN GIGETTO , LEGGO LE CONCLUSIONI DI PREPARATORI CHE PER LAVORO E INTERESSE HANNO AFFRONTATO IL PROBLEMA: RISPARMIO TEMPO E FACCIO FARE STRETCHING DINAMICO PRIMA DELL’ALLENAMENTO DOPO UN PO’ DI RISCALDAMENTO (corsetta, lanci con la palla ovale,agility ladder)…Io poi per Stretching Dinamico intendo tante cose, incluso magari e perfino 5’ di slalom fra I coni con il RipSkate…). Nel Training Atletico vero e proprio abbiamo sempre fatto resistenza, esplosivita’ e rapidita’… Tra l’altro abbiam fatto vedere I nostril video e ci hanno detto all’IPI che abbiamo fatto un ottimo lavoro e che se Nicholas lavorasse cosi’, con quella determinazione, anche con loro, lo avrebbero spostato subito…Cosa che poi hanno fatto.Dove ho sempre peccato, lo ho ammesso, e’ nella Flexibility POST TRAINING: per poca voglia e per poco tempo. Mirate al petto, risparmiate il volto.Queste cose adesso probabilmente le sta facendo. Io ci ho aggiunto lo Yoga. Pero’ vivendo in Africa e avendo la piscine condominiale, ci facevamo, almeno a dicembre gennaio, sempre un 10-20 vasche …(Mary Pierce si faceva col fratello una mezzoretta di aquagym, correndo in acqua, tirando dritti e rovesci sott’acqua, e cose cosi’…Era l’anno che fece due finali agli slam…)

  • 23.

    …..Te credo che poi gli addetti ai lavori scappano a gambe levate…

    Continuiamo a disquisire sul sesso degli angeli… mentre il 99,99 % dei ragazzi fa atletica generica, spesso copiata dal calcio, basket etc. … a ore perse e senza nessuna personalizzazione/programmazione in ottica professionale.
    Casistica, se andiamo a leggerla, ce ne sarà un infinità pro e contro…
    Devo dire, stando un po’ dalla parte di MadMAx, che qui non si tratta di usare una lavatrice… ma di costruirne una…che lava piu’ delle altre…ed attualmente ai ragazzini insegnano solo l’uso di un paio di programmi di lavaggio.. altro che costruirne una…

    In generale credo ci manchi piu’ la cultura del lavoro, del sacrificio in ottica medio-lungo termine, della programmazione basata su reali esigenze ….perché ? semplice perché Maestro e PA non vanno di pari passo…ed il primo, avendo piu’ potere decisionale, datogli dal circolo (che lo utilizza a 360 gradi), tenderà sempre ad avere un occhio di riguardo solo per la tecnica… quando invece se al centro ci fosse un associazione sportiva (per esempio)… riuscirebbe a creare un team dove entrambi sarebbero costretti a viaggiare in abbinata…. E sono convinto si creerebbero molti PA specifici per il tennis.

  • 24.

    Beh, come vedi Stefano… sto agli argomenti… quindi almeno non dire che non mi metto in discussione, con le mie idee, nell’ottica del bene comune: ti ringrazio per la bibliografia, perché ho già intravisto qualche articolo assolutamente da leggersi… :-)

  • 25.

    Max parla di fallimenti trentennali del tennis italiano, e sul piano storico ha perfettamente ragione, inutile nascondersi dietro ad un dito.

    Tuttavia, qua cerchiamo anche di non confondere i piani. Un conto è l’approccio del tutto insufficiente del sistema Italia alla preparazione atletica finalizzata al tennis, (che è conclamata) e un conto sono le qualità professionali e i risultati ottenuti da Stefano Baraldo.

    Il quale, facendo solo parlare i risultati, ha portato un tennista con grossi problemi fisici pregressi come Starace al n. 27 del mondo giocando solo sulla terra, e ha portato Flavia Pennetta tra le prime 10, assistendola per tutta la fenomenale estate americana dello scorso anno.
    La prossima settimana esordirà, nelle qualificazioni del challenger di Bergamo, anche Giacomo Miccini. io lo vidi giocare la scorsa estate a Orbetello, quando probabilmente non aveva ancora smaltito i postumi dell’infortunio all’anca. Mi piacque molto sul piano tecnico, ma edvo dire che i piedi erano praticamente fermi.
    Ma ho molta fiducia in Stefano Baraldo, e sono convinto che se c’è qualcuno in Italia, in grado di portare Miccini nei pro, quello è lui.

    Poi tutti i raqgionamenti teorici restano validi, però cerchiamo anche di dare a Cesare quel che è di Cesare, quando ce ne sono i presupposti.

  • 26.

    MAH.. INSOMMA POTITO A PERSO CON LUCZAK PERCHE LA PRESTAGIONALE STA SVANENDO………MAH LA COLPA DI CHI è..MIA……….

  • 27.

    sarà perché mi ha mandato a curarmi la testa quando l’ho invitato a venire sui campi pubblici (che lui stesso propugnava), sarà il ghigno della foto, sarà l’uso bamboccesco del linguaggio….. ma a me questo ragazzino non mi ispira…

  • 28.

    Andrew…
    é due anni che te lo volevo dire…
    ma vaff… !!!!!!!!

    (antennis) :-)

  • 29.

    vaffanatletica!!!

  • 30.

    @Diego

    Io non ho mai detto di essere l’unico a fare le cose giuste questa è una conclusione a cui ci arriva chiunque facendo un semplicissimo ragionamento. I migliori PA guadagnano tanti soldi, nel tennis italiano non guadagnano un euro, perciò visto che 2+2 ha sempre fatto 4 la risposta è lì solo da leggere per chiunque voglia farlo….

    @Roberto

    A parte il fatto che la capacità di un preparatore si vede soprattutto in fase di costruzione ma se per te Pennetta e Starace sono l’esempio di due atleti eccezionali, beh che dire significa che abbiamo una concezione dell’atleta ben diversa… Se ricordi il match con la Wickmaier ti renderai conto di cosa significhi essere un atleta..

    Comuque e dopo chiudo perchè come ha detto qualcuno è inutile spiegare a chi non può capire, volevo finire il post che oggi non ho potuto terminare..

    Esistono tre tipi di PA:

    Il primo è quello che ha fatto un corso di pochi giorni o mesi e che non si è nemmeno mai aggiornato, insomma un mestierante della peggior specie, quelli da cui bisogna stare assolutamente alla larga perchè possono causare danni irreversibili uno insomma che ha letto (o gli hanno riferito) che lo stretching (ma ahimè anche i pesi o altro) fanno bene e allora se 10 minuti o 10 chili fanno bene, un’ora e 100 chili fanno meglio… Fortunatamente qui non mi sembra di averne mai incontrati..

    Poi ci sono i secondi, quelli di media fascia e cioè la stragrande maggioranza, quelli cioè che non sanno ne come funziona il corpo umano ne tanto meno il perchè accadono le cose, però ha letto e continua a leggere, per cui poichè prima ha letto che lo stretching faceva bene e poi ha letto anche che faceva per non sbagliarsi ne fa fare pohissimo o addirittura per niente… Questi no sono nocivi, effettivamente non fanno danni ma non creano nemmeno un campione..

    Infine ecco i terzi quelli cioè che sanno tutto e cioè il come il perchè etc etc quelli insomma che sono in grado prima di costruire la “macchina” e poi di portarla al suo limite senza mai però superarlo. In buona sostanza questi sanno come quando e quanto stretching (in questo caso) possono far fare in modo da sfruttarne i benefici senza avere controindicazioni..

    Questi ultimi sono appunto quelli che fanno la differenza e sono quelli di cui non se ne può fare assolutamente a meno, sono quelli che creano i campioni..

    Degli altri effettivamente come giustamente diceva Baraldo se ne piuò fare benissimo a meno (li possono sostituire i genitori o possono farlo gli stessi giocatori leggendo qualche libro e copiando daglialtri) e ci sono altre figure ben più importanti… Ma solo degli altri però..

  • 31.

    Max, tu o anche Cat che ne pensate o ne sapete di Paganini, il preparatore di Federer?

    E’ uno fortunato perché ha un’atleta eccezionale per le mani (che poi attenzione, Roger è un atleta eccezionale per il tennis ma non è un atleta eccezionale in assoluto, il fatto è che il tennis in questo è uno sport alquanto atipico), o ha un atleta eccezionale per le mani perché in effetti essendo uno dei meglio su piazza è stato cercato e trovato dal migliore??

  • 32.

    @Pibla

    Personalmente non lo so, domani proverò a chiedere a Giovanni..
    E anche il solo fatto di avere un’opinione è difficile perchè dipende da molte cose come ad esempio da quando l’ha preso in mano, com’era e cosa ha fatto prima etc etc

    Però stiamo attenti prima di definire il tennis uno sport atipico, ne riparleremo tra un po’ di anni quando molti degli atleti che giocheranno avranno cominciato fin da subito a fare le cose corrette… Si perchè non tutti, ma molti sopratutto all’estero le cose corrette le fanno e allora si vedrà se essere un vero atleta conti o meno..

  • 33.

    @ Max

    Giusto, giusto, l’atipicità rispetto ad altri sport (quali ad es. il nuoto, dove se non sei un grande atleta a tutto tondo più di tanto non vai) con il tempo ed il progresso nelle metodologie di allenamento è destinato a diminuire, resta il fatto che però Federer ha grandissime capacità coordinative, di agilità, elasticità e velocità, ma non è che nella parte del tronco sia esattamente un modello di atleta, le immagini quando si leva la maglietta a tal proposito sono eloquenti, lui come del resto anche parecchi altri tennisti.

    E’ comunque vero che i giovani più forti tipo Djokovic o Murray cominciano anche ad essere dei begli atleti sotto tutti i punti di vista e con questo compensano parecchio rispetto ad alcuni loro coetanei, magari più dotati tecnicamente ma decisamente old style fisicamente, tanto per non fare nomi vedi Gasquet, a cui manca sia il tronco che le gambe e poi forse pure la testa, ma questo diventa poi tutto un altro discorso…..

  • 34.

    …sempre in linea con questo discorso, esemplificativo anche il caso di Roddick, preso in cura da Stefanki e uno chissà che modifiche si aspettava che il nuovo coach avrebbe subito apportato nel gioco e nei colpi dell’americano e invece, pronti via, nuova dieta e nuova preparazione fisica…..risultato – 8 Kg!!! senza praticamente perdere potenza e direi che con 8 chili meno addosso a quel livello le partite diventano……decisamente più leggere!!!

  • 35.

    ….difficile poi, sull’onda di queste riflessioni, sentirsi dire che però quelle cose contanto fino ad un certo punto e che ce ne sono di più importanti……bah, in parte capisco cosa si volesse dire, ma in parte proprio no….

  • 36.

    Pibla se va bene lo stesso su Paganini ti posso dare un parere che è quello che mi diede Claudio Mezzadri quando venne a Bucarest per la davis, Federer vinceva allora il suo secondo slam in australia quindi una vita fà e Paganini non l’avevo mai sentito che me ne parlasse Mezzadri, mi disse testuale Federer è un fenomeno sotto tanti punti di vista ma solo incontrando Paganini e seguendo i suoi consigli è potuto diventare veramente forte. Ripeto me lo disse quando Federer non era quello che era ora e Paganini non lo conosceva nessuno. Io vedendo all’epoca Federer dal vivo rimasi impressionato dal suo dritto che era un vero smash e dalla reattività dai suoi piedi, il talento che ha non sarebbe niente se i suoi piedi non andassero amille. Ho poi visto un filmato di Federer che si allenava con Paganini e gli faceva ripetute su un campo da tennis muovendo i piedi esattamente come quando gioca ma nello stesso tempo lo faceva lavorare con una palla medica per la forza e la coordinazione, in sostanza gli esercizi di preparazioni richiamavano in buona i movimenti sul campo.

  • 37.

    Su la preparazione che fà fare Stefanki so che per migliorare la condizione dei suoi giocatori li fà giocare spesso due contro uno, cioè faceva giocare Gonzales da solo contro due che giocavano praticamente il doppio quella che si chiama l’americana. Non so se avete mai provato si fa una fatica bestia.

  • 38.

    Bella l’intervista a Baraldo, ma,mi sembra che contenga una grossa dose di ‘buonismo’, cito “gli adattamenti indotti nella prestagionale….” mi sembra quasi un Forlani d’epoca. Anche i commenti su Miccini sembra vogliano nascondere una realtà modesta… Capisco che non si puo’ denigrare il piatto dove si mangia, ma nel tennis purtroppo contano solo le vittorie il resto é aria fritta…

  • 39.

    Riguardo lo stretching ….
    @ madmax
    “Io ho solo letto che c’è qualcuno che dice che prima del match non fa bene proprio farlo (Lei, Freddo e forse Buzzelli)”
    Allora vorrei fugarle i dubbi a proposito del “forse Buzzelli”, quindi tralasciando la fisiologia del muscolo e lasciando perdere la nutrita fonte bibliografica a cui si fa riferimento (a proposito Stefano, mi hai stupito con effetti speciali!), forse è il caso di analizzare quello che è scritto nel mio articolo riportato da Stefano Grazia e nello specifico i “Consigli pratici per gli atleti”:

    1) Per quanto riguarda il riscaldamento, (visto che qualcuno esegue il riscaldamento facendo solo stretching):
    “Lo stretching NON È consigliato come METODICA DI RISCALDAMENTO perché è in antitesi con la necessità muscolare di elevare la propria temperatura interna a causa delle resistenze alla circolazione sanguinea indotte dall’attivazione eccentrica passiva, propria delle sue tecniche applicative. “ (tra gli altri, Alter (1996), ha dimostrato che lo stretching provoca nel muscolo un forte aumento di tensione che causa l’interruzione del flusso sanguigno.)
    QUINDI
    ”Si sottolinea (nel senso di “si consiglia”) l’inserimento delle esercitazioni di stretching, solo per alcuni secondi (non più di 7-8”) per distretto muscolare, comunque dopo AVER FATTO ELEVARE LA TEMPERATURA CORPOREA a seguito di una corsetta o esercitazione similare.”

    2) Per quanto riguarda le competizioni in cui prevale l’applicazione di forza:
    “LIMITARE ( non vuol dire “non fare”) la dose e l’intensità dello stretching durante il riscaldamento pre-gara per evitare un possibile scadimento della prestazione. (faccio riferimento un articolo scientifico di Gilles Cometti del 2003 in cui viene confermata la negatività dei processi di stiramento ed in cui vengono evidenziati i seguenti elementi:
    -Significativo calo della forza prodotta sia con esercizi di allungamento passivo che di allungamento attivo.
    -Viene vivamente sconsigliato l’allungamento prima di competizioni che necessitano di molta forza muscolare.
    -La diminuzione della forza totale è ancora più significativa se si effettuano stiramenti di tipo balistico.)

    E aggiungo per quanto riguarda la mobilità articolare, sempre dal medesimo articolo di Cometti:
    - Per chi vuole migliorare la propria mobilità articolare, i metodi Contract – Relax (CR) e Agoniste – Contraction (AC), SONO PIÙ EFFICACI dello stretching statico (SS) di Anderson.

    3) Per quanto riguarda l’uso dello stretching dopo le sedute di pesi (i danni alle miofibre e al tessuto connettivo non sono derivati solo da attivazioni eccentriche (tipo le corse in discesa) ma anche da attivazioni concentriche massimali):
    -Mai eseguire esercitazioni di stretching dopo una seduta di muscolazione, per non aumentare la possibilità di traumi dell’ UMT già sufficientemente “stressata” dall’uso di sovraccarichi.

    4) Per quanto riguarda l’inserimento dello stretching nel microciclo settimanale di allenamento:
    -Dedicare una seduta settimanale allo stretching (30 minuti in totale) durante la/le seduta/e di scarico.
    -Integrare lo stretching con esercitazioni di slancio o mobilità attiva, ricalcando il dinamismo motorio tipico della esecuzione pratica delle tecniche sportive.

    5) Per quanto riguarda la prevenzione degli infortuni:
    -Alla luce di quanto esposto (nell’intero articolo e da tutta la bibliografia scientifica di cui Stefano Grazia ha fornito un eloquente elenco) non è razionale pensare che l’utilizzo, anche se costante, dello stretching sia sufficiente per prevenire in modo sistematico gli incidenti muscolo-tendinei, ricordando che il fattore principale di limitazione ai traumatismi è determinato dal raggiungimento di un BUONO STATO DI RISCALDAMENTO muscolare pre-allenamento e/o pre-gara .

    Come si può desumere, NON NEGO la possibilità di fare stretching nella fase pregara o pre allenamento, l’importante e farlo quando serve, nei modi e nei tempi giusti, e non credere che il farlo metta al riparo da tutte le possibili cause di traumatismo muscolare o sia la panacea per la prestazione fisica.

    Spero di aver chiarito la mia posizione a riguardo.

    N.B. Per tutte le altre osservazioni in merito gradirei solo riferimenti scientifici e bibliografici .

    @ Stefano Baraldo
    L’entusiasmo che traspare dalla tua intervista e la tua innata curiosità, oltre alle conoscenze scientifiche e pratiche di cui sono al corrente, sicuramente fanno di te un Grande Preparatore. Ad majora!

  • 40.

    Ora siamo contenti tutti! :-)
    Soprattutto mio figlio, che si farà (non v’erano dubbi in merito…) lo stretching prima dell’allenamento (e delle gare, quando le farà), ed anche dopo l’allenamento e le gare. Sempre con la muscolatura ben calda… insomma… “nihil sub sole novi…”

    p.s. Altrimenti adesso, chi glielo andava a dire…?! :-)

  • 41.

    Io però non ho capito completamente, quale è lo stretching consigliato e quale la sua utilità a livello di pre gara?? Quale la giusta quantità ed eventualmente quali le alternative allo stretching (nell’intervista a Baraldo si parla di movimenti circolatori)? Anche perchè sotto il nome di stretching sembrano ricadere tanti esercizi anche molti diversi tra di loro… Approfitto che c’è Buzzelli per chiedere come và la schiena del mio Enrico Burzi che ho sentito in chat un pò di tempo fà e non riusciva a risolvere il problema…

  • 42.

    a me più che altro di questa intervista di Baraldo mi è rimasto impresso il fatto che siccome non è un professionista affermato può lavorare con calma..niente stress…

    boh a me questo atteggiamento non piace…sembra quasi lo facciano apposta…

    MICCINI SERVE CON UNA CERTA URGENZA…altro che niente stress..

    tra le differenze con gli spagnoli c’è pure questa…i nostri preparatori atletici evidentemente inculcano pure questo tipo di mentalità…

    tranquillo facciamo tutto con calmo..e passa un anno…ne passano due…iniziano a fare sul serio solo quando sono un pò più grandicelli…

    Miccini ha 18 anni…mica 16 anni…ed è uno che può esplodere giovanissimo…da quanto dice Baraldo il ragazzo fisicamente dovrebbe esserci…e allora che si lavori fin da subito per farlo emergere …

    credetemi già da una cosa di questo tipo si può notare la mentalità sbagliata dei nostri preparatori atletici rispetto a quelli spagnoli..

    quelli parlono sempre di tennis..e non vedono l’ora di portare i loro ragazzi ai vertici del tennis mondiale…

    per i nostri invece è uno stress…ogni tanto …se capita…parlano tra di loro…e già immagino Baraldo dire “ma si è inutile scervellarsi ragazzi..tanto con Miccini c’è ancora tempo”

    qualcuno spieghi a Baraldo che arrivando prima i ragazzi possono vincere di più in carriera e che quindi si dia una mossa fin da subito…

  • 43.

    @ king of swing concordo in tutto, io forse ero stato troppo buono, il problema é che qui non vince più nessuno e sono tutti contenti….

  • 44.

    @king
    quando fai un confronto tra PA italiani e spagnoli significa che ha conosciuto molti personaggi di entrambi i paesi? E quindi sei in grado di affermare che i PA spagnoli nello specifico sono migliori dei nostri, o è una convinzione soltanto legata ai risultati che tutti vediamo tra i pro?

  • 45.

    @king of swing
    Il discorso sul “no stress” non l’avete inteso bene.
    Quello Baraldo cerca di spiegare è che non c’è bisogno di affrettare i tempi per farlo giocare in un determinato torneo. Non bisogna “forzare la mano” perché c’è una manifestazione alle porte per la quale deve essere al top.. E non sta giocando tutte le settimane come invece Potito. E’ molto più difficile “preparare” un tennista che fa tornei ogni settiman, no? Ricordiamoci anche che questo ragazzo ha 18 anni, è vero, ma ha già subito un intervento all’anca, rimanendo fermo 6 mesi.. Io capisco il parlare dei disastri dell’Italtennis e dei risultati che non arrivano da anni.. Ma bisogna anche distinguere caso per caso.. Su Miccini, per favore, stiamo calmi.. ci vuole pazienza..

  • 46.

    Con una scorsa agli articoli segnalati che si trovano in rete, o perlomeno ai relativi abstract, bisogna ammettere che la tesi prevalente è quella di Stefano… legata ad una (leggera) perdita di forza muscolare esplosiva dopo lo stretching. Le motivazioni di chi, come me, ritiene tale effetto poco significativo le ho già espresse.

    Ciò che vorrei aggiungere è che questa discussione, a mio parere mal impostata, vi dovrebbe apparire FONDAMENTALE… nel senso che si sarebbe dovuta sviluppare sul rapporto tra FORZA e VELOCITA’ quali componenti della potenza, che è poi l’energia scambiata / prodotta nell’unità di tempo. Mi stupisce, questo si, che nel mondo del tennis pochi sembrino intuire quanto sia utile impostare la preparazione atletica dei giovani nella consapevolezza che, a seconda dei relativi parametri biologici, è necessario decidere se puntare, anche ai fini del gioco reale, sulle espressioni di forza esplosiva (io la chiamo potenza) o su quelle di forza rapida (per me potenza veloce). Eppure Federer e Nadal non sono giocatori simili… com’è che la loro pallina viaggia comunque?

    L’errore storico, che dall’atletica ha poi condizionato la preparazione atletica in molti altri sport, è stato quello di pensare che la velocità fosse mera espressione del bagaglio genetico: dall’adolescenza in poi, per portare gli atleti ai limiti, si doveva quindi, e necessariamente, agire sulla forza esplosiva elastica, tentando di lavorare con carichi anche assurdi allo scopo di incrementare la stiffness senza ipertrofizzare le fibre veloci (ed aumentare – troppo – il peso dell’atleta stesso). Per cui si sono visti i delicati tendini di giovani saltatori / pallavolisti / cestisti, ragazzi reattivi e filiformi, spaccarsi sotto il peso di bilancieri caricati es. al 250% del peso corporeo…

    Quanti allenatori, quanti scienziati, quanti tecnici si sono viceversa concentrati negli anni, anche recenti, sull’idea che notevoli adattamenti rapido impulsivi possono essere perseguiti in giovanissima età, nelle fasi sensibili plasmabili, a favore delle componenti bio-meccaniche veloci, onde appunto evitare d’andare tardivamente a ricercare performance sul fronte della forza?

    Mettetevi da parte non il mio post ma almeno questo suggerimento: andate a fondo alla questione di cui sopra…

  • 47.

    Ragazzi,però si può anche contraddire senza farlo sembrare per forza un attacco personale,ripeto ognuno ha il suo linguaggio sforziamoci ad interpretarlo bene senza malizia.Swing,uno dei problemi che ha avuto Piatti con Fognini è che non riusciva a svolgere completamente il suo lavoro per gli impegni ripetuti nei tornei che per forza di cose si reputano più importanti degli allenamenti.SE tu sei libero si lavora più serenamente e completamente che non vuol dire a bassi regimi,mi sembra talmente ovvio che non capisco la tua reazione o meglio interpretando il tuo linguaggio secondo me ti sei fatto prendere dal lassismo che hai riscontrato tu in generale ma lo hai inserito in un contesto sbagliato.

  • 48.

    Freddo,il limite non è un termine di paragone l’importante è lavorare bene per raggiungere il proprio.

  • 49.

    ?????

  • 50.

    Freddo,post 21.

  • 51.

    Si ma non ho parlato di limiti nel post 21 ma di caratteristiche per questo non ho capito. Io dico che ci sono alcune caratteristiche più importanti nel tennis , tu mi rispondi che cercate l’atleto perfetto e ti rispondo in soldoni che la perfezione è quasi impossibile ma che si può vincere ed essere molto forti a tennis pur avendo solo alcune caratteristiche veramente sviluppate, alla fine tu mi parli di limiti ed io sinceramente mi perdo :) :)

  • 52.

    Guarda caso questo mese c’è un articolo sullo stretching anche su Tennis Italiano. La conclusione del pezzo, firmato da Luigi Casale, è la seguente:

    Quando:
    Lo stretching e le auto-posture consigliate possono essere assunte in qualsiasi momento della giornata, ma è stata dimostrata la loro maggiore efficacia se effettuate nelle ore pomeridiane e, comunque, sempre DOPO l’allenamento o la partita di tennis.

    Chi:
    Tutti i tennisti, di ogni età e livello di gioco, dovrebbero inserire 20 MINUTI di esercizi di stretching posturale in ogni routine di allenamento. E’ bene ricordare che i giovani o giovanissimi devono soprattutto apprendere correttamente le tecniche, perché i reali benefici dello stretching si avvertono soprattutto in età più avanzata.

    E su questo, forse possiamo concordare un pò tutti. Dico forse, eh… :)

  • 53.

    E io che ho detto? L’ho anche citato per primo, l’articolo di Casale, ma bravo Roberto a riportare le conclusioni per intero.Ma la parola fine secondo me l’aveva gia’ messa il Prof Buzzelli facendo un copia e incolla di quello che avevo gia’ inserito io: le conclusioni del suo vecchio articolo Riflessioni sullo Stretching. Della serie: much adoo for nothing. E comunque secondo me qui su questo argomento della flessibilita’ in molti hanno dimostrato di averne poca a livello mentale, ne parlavo appunto con mia moglie al telefono pochi minuti fa prima di scoprire che atunnel si era rimesso a funzionare…Infatti da ieri sono stato tagliato fuori, al massimo riuscivo a leggervi attraverso un proxy che pero’ non mi permetteva di inserire post… Quindi i miei silenzi non erano di fuga o di aventiniano sdegno ma di impossibilita’. E con questo vi saluto e ritorno ai miei lidi.

  • 54.

    Si concordiamo Roberto, io conosco giocatori che la postura la fanno la mattina appena alzata. Però quello che secondo me manca e la definizione degli esercizi consigliati, perchè con il concetto di stretching ormai si mettono insieme cose molto diverse. Io l’avrei chiamata ginnastica posturale per esempio che si fa utilizzando la respirazione mentre per lo stretching il concetto di respirazione è meno presente…insomma senza dire esattamente quali sono gli esercizi e cosa si intende per stretching (e che tipo di stretching), autopostura o altro per me si fà un pò troppa confusione, magari anche i motivi circolari di cui parlava Baraldo è considerato stretching…insomma così si capisce ben poco secondo me…

  • 55.

    @ nicoxia

    beh non mi sembra di aver mandato a quel paese nessuno…

    poi Baraldo mi sta pure simpatico…però la sensazione che ho…è che faccia parte di quella fascia di preparatori atletici buoni ma non all’avanguardia…magari mi sbaglio eh…però preferirei che fosse uno veramente esperto come Catizzone o un Panichi ad occuparsi di Miccini…ripeto con il massimo rispetto per Baraldo…

    Potito e Pennetta non ritengo siano sufficienti per poterlo definire un grande preparatore atletico.. perdonatemi la schiettezza ma sono fatto così…non ci posso fare niente…

    tra le altre cose qualche problemino con i piedi ci sarà…ma se Baraldo avesse avuto a che fare con Bolelli a 20 anni..non a 18…si sarebbe messo le mani tra i capelli probabilmente…

    il fatto che Miccini sia stato operato all’anca poi mi fa propendere per l’ipotesi di qualcuno un pò più esperto appunto…

    ragazzi Jack se c’è fisicamente è un potenziale top ten…ma appunto serve qualcuno davvero bravo per portarlo al vertice nel minor tempo possibile…

    è l’unico dei nostri cresciuto veramente bene da ragazzino…ha un dritto importante…serve bene prima e seconda palla…predisposizione al gioco di rete molto buona….

    qualche problemino coi piedi ma è normale …è stato fermo pure per un pò di tempo a causa dell’infortunio..e ha nel rovescio il suo punto debole..

    Rianna mi sta bene come coach…almeno per il momento…ma per Jack vorrei un grande preparatore atletico…da subito…

    non si può rischiare di perdere pure questo…ricordatevi che la differenza la fanno le persone…la fa lo staff con cui collabori…

    Jack è stato abituato bene fin da piccolo…se il fisico c’è ripeto…con un preparatore atletico di grande spessore entro 3 anni lo vedremo nei top 30 probabilmente..e se entro 3 anni è nei top 30…ci sono davvero molte speranze di vederlo pure tra i top ten…

    solo un grande preparatore atletico può toglierci questo dubbio…

  • 56.

    King, giuro che questo è l’ultimo post che ti scrivo.

    Ma tu lo hai mai visto giocare, a Miccini, o parli solo per sentito dire?

    Che cavolo ne sai come gioca e come si muove, e che caratteristiche ha? Come fai a dire che è un potenziale top 10? Solo perché lo hai letto su internet?

    Su quali basi, dici Baraldo è buono, ma non è all’avanguardia? Come cavolo ti permetti di dire una cosa del genere? Sei un preparatore fisico? Conosci le sue metodologie? Lo hai mai visto allenare?

    Ma lo sai che Starace, oltre ad avere pochissima voglia di faticare in allenamento, ha dei problemi fisici congeniti molto gravi ed è solo grazie alla bravura di Baraldo che resta nei primi 100?

    La Pennetta questa estate ha fatto 15 vittorie consecutive nel tour, record all time per le tenniste italiane, proprio grazie al lavoro fatto con Baraldo.

    Ed è ben più difficile estrarre il massimo, in poco tempo, da un atleta già formato, che non costruirne uno ex novo, con un paziente e certosino lavoro, come fa Catizzone con la figlia di Max e come sta facendo Baraldo con Miccini.

    Alla fine come sempre tu king hai due obiettivi:

    Il primo ovviamente è quello di contraddirmi, così, tanto per farmi dispetto.

    Il secondo è quello di dire: ecco,avevamo un potenziale top 10 (Miccini) e ce lo siamo giocato perché lo ha seguito Baraldo anziché un guru della preparazione atletica.

    Tra l’altro, il papà di Miccini è un ricco imprenditore (è il proprietario del mobilificio Giessegì) e non avrebbe alcun problema a prendere il tuo famoso guru della preparazione atletica, che nessuno qui ha capito chi diavolo sia.

    Ah, no aspetta, tra i tuoi guru c’è pure Panichi.
    Ora, nella tua mente fantasiosa, Panichi che non è riuscito a far migliorare di un briciolo Bolelli, in 3 anni di lavoro è un guru,mentre Baraldo, che ha portato la Pennetta nelle prime 10 e Starace, uno con problemi ben più gravi di quelli di Bolelli, al n.27 Atp, non è all’avanguardia.

    Grazie a Dio per ora Rianna come coach ti sta bene…

    Troppa Grazia, Sua Supponenza King of Swing…

    Ma perché non provi a scendere da quel dannato piedistallo e non ci dici per una volta chi diavolo sei e come ti permetti di sputare le tue Sentenze Inappellabili?

    Quanto alla pregressa esperienza di Miccini da Bollettieri, non mi pare che siano riusciti a fare questo gran lavoro di prevenzione, visto che a 16 anni è stato operato all’anca per problemi posturali.

    Forse allora nemmeno da Bollettieri hanno il tuo guru…

  • 57.

    mi permetto solo per precisare…Giacomo e’ stato operato per problemi congeniti (e lo dice il padre), problemi che hanno riscontrato anche nel padre il quale pero’ non avendo mai sollecitato l’anca ai livelli di Giacomo ha potuto tranquillamente conviverci. Sempre secondo quanto detto a suo tempo dal papa’ di Giacomo, il problema si sarebbe sicuramente manifestato prima o poi dovunque si fosse allenato. La struttura di Bollettieri alias IMG lo ha messo nelle migliori mani per risolvere il problema come in effetti e’ accaduto.

  • 58.

    preciso ancora perche’ rileggendo non e’ chiaro, intendevo problemi congeniti che hanno favorito la lesione che e’ avvenuta nella cartlagine…

  • 59.

    Giusto Gabri, hai ragione.Papà Gabriele disse anche a me le stesse cose. Da altre parti peraltro ho sentito dire, da un addetto ai lavori, cose del tipo:

    “Mah, in America lo hanno spremuto troppo per farlo stare fra i primi del mondo della sua età e alla fine si è rotto… Si capiva che sarebbe successo solo vedendo come camminava Giacomo…”.

    Questo solo per dire che ragionando,comefa certa gente, con la cultura del sospetto, si riesce solo a distruggere tutto.

  • 60.

    Roberto complimenti come al solito per la tua saggezza, leggo pero’ un fondo d’amertume nei tuoi post, certo non si vince una partita che conta ( i ragazzi ovviamente) da mesi, ma come dice Confucio dal male puo’ venire il bene.

  • 61.

    Non capisco perchè chi lascia un commento non possa firmare indicando nome e cognome. Qualcosa da nascondere, o di cui vergognarsi?
    @king
    vai a rivedere il commento numero 44, grazie.

  • 62.

    @ Andrea Villa

    gli spagnoli direi oggi come oggi vanno di moda visti i risultati dei loro boys..ma in generale noi siamo indietro rispetto a molte altre realtà…

    il commento 59 di Commentucci è molto significativo…

    in effetti è stato detto che in America abbiano rovinato Miccini…ma qualcuno mi risponda a questo…

    quanti campioni sono cresciuti da Bollettieri e quanti invece ne ha sfornati ad esempio la Florence school accademy?

    basta rifletterci un pò ed è facile capire chi è in torto in questa storia…e già da questo si dovrebbe comprendere che siamo messi male per quanto riguarda la preparazione atletica…

    @ Commentucci

    eh no mio caro…ricorda che tra me e te c’è una bella differenza…

    io sono un appassionato che esprime una sua opinione…quello che deve stare attento a quello che scrive sei tu…

    tu che spari sentenze su Panichi e il lavoro svolto con Bolelli…su Pistolesi…su Fognini che ha bisogno di un mental trainer..

    si perchè tu sei un giornalista…che si presenta sotto false spoglie di appassionato…e che fai disinformazione spesso e volentieri…scuola Scannagatta..

    sei tu che devi stare attento a quello che scrivi…non io..

    io dico quello che penso…e non lo dico certo per farti un dispetto…altrimenti non andremmo d’accordo su niente e sai che invece non è così…

  • 63.

    Su Baraldo voglio dare il mio parere, per una serie di motivi diciamo extra tennistici non ho un buon rapporto con il Blue Team, mi saluto con tutti per carità ma ci sono state situazioni che ci hanno visto su sponde differenti, quindi non ho particolari motivi per parlare bene di Stefano. La mia impressione onesta anche in base a giudizi di altri tecnici e da quello che ho visto che sia bravo, è appassionato del suo lavoro, si informa magari è un pò troppo sensibile e reagisce male se qualcuno non dico critica il suo operato ma se vagamente ha questa impressione ma credo sia giusto così se uno tiene al proprio lavoro.
    Il mio giudizio poi come ha giustamente detto Roberto è legato anche al materiale e al contesto in cui lavori, non è facile lavorare nel Blue Team per una serie di situazioni contigenti come non è facile lavorare con Potito se sei il suo preparatore atletico. In sostanza Stefano ha ormai una certa esperienza, mi sembra appassionato, informato ed un buon motivatore, siccome io personalmente non credo che ci siano poi grossi segreti ormai tra le metodiche di preparazione dei giocatori che quindi non si differenziano in maniera sostanziale tra spagnoli, italiani etc, mi sembrà che quello che fa la differenza sia la capacità di motivare, l’entusiasmo e la serietà. Per tutti questi aspetti Baraldo mi sembra un’ottimo preparatore poi si può discutere su altre cose ma ci sono suoi diversi meriti se uno come Potito è fisicamente competitivo a questi livelli.

  • 64.

    @ Freddo

    se volessi addestrare un ragazzino di 10 anni …preferirei senza dubbio un preparatore atletico spagnolo ad uno italiano…hanno decisamente più esperienza con i ragazzini di quell’età…anche perchè la scuola agonistica spagnola è di maggiore qualità della nostra…

    per me è normale ci siano delle differenze tra preparatori spagnoli e italiani al momento…anche perchè sono i risultati che parlano…Ferrer già a 21 anni è diventato un campioncino..Fabio è ancora in costruzione purtroppo per noi a livello fisico…

    a 20 anni noi abbiamo giocatori grezzi atleticamente parlando…mentre quelli spagnoli sono belli e pronti per vincere da subito…

    è ovvio che lavorandoci prima ..li motivano pure prima…e i ragazzini crescono nel modo migliore possibile…

    non dico che Baraldo non sia all’altezza dell’incarico…dico che ce ne se sono di migliori in giro a mio parere.. magari il lavoro che Baraldo considera complicatissimo…per uno con l’esperienza di Panichi o Catizone diventa un pò più semplice e si può velocizzare l’ingresso nel grande tennis per questo ragazzo…

    ribadisco che Baraldo mi sta pure simpatico…quindi niente di personale…solo che vorrei il meglio per Jack…e in giro credo ce ne siano di migliori…tutto qui

  • 65.

    @King
    Anch’io non capisco come fai a sparare tutte quelle sentenze e certezze su giocatori che non penso conosci benissimo.
    In questo sport nessuno puo’ avere certezze anche se lavorando bene con i ragazzi/e giusti si possono ottenere buoni risultati ma non si puo’ prevedere fino a quale livello.
    Poi scusa ma paragonare la Bollettieri (che ha come bacino di utenza il mondo) e la Florence Tennis School (che ha come bacino di utenza il centro nord Italia) mi sembra un veramente troppo.

  • 66.

    @King of swing…..si perchè tu sei un giornalista…che si presenta sotto false spoglie di appassionato…e che fai disinformazione spesso e volentieri…scuola Scannagatta..——-mi dispiace ma sei stato molto scorretto nei confronti di Rob Commentucci………..ce ne vorrebbero di persone che sanno di tennis come Commentucci….poi naturalmente uno può essere o non essere d’accordo, ma accusare questo personaggio di fare disinformazione è follia pura! Scuola Scannagatta? Non mi sembra che scriva ancora su quel portale, infatti il sito ah perso molto in termini di qualità……….Baraldo? Forse l’unica cosa che non giova a questo preparatore atletico è la faccia e il fisico da animatore di villaggi turisti valtur, ma a detta di molti, è tra i primi tre tecnici in Italia a livello di preparazione atletica………i risultati della Pennetta parlano da soli……….e poi Rob ha ragione….non puoi uccidere una persona dialetticamente parlando, celandoti dietro un nick name…………è una cosa che non si fa……….naturalmente questo te lo dice una persona che usa si un diminutivo del proprio nome, ma che qua molti conoscono per nome e cognome…….senza rancore e riflettici sopra…..king of zizzaniamen……

  • 67.

    King, io non riesco a fare paragoni tra i vari preparatori non sono assolutamente in grado però secondo me si mettono insieme figure molte diverse, nel senso che io non ho mai visto Panichi girare per i tornei con i giocatori (magari lo fà ma salturialmente), l’ho visto invece fare la preparazione invernale con diversi giocatori. Ho visto invece Baraldo accompagnare i giocatori già nei tornei, la differenza tra questi e che Panichi, o Carnovale ti manda la scheda e se il giocatore la fà bene se no non può fare niente, mentre Baraldo sta lì e scusate il termine ti rompe le palle finche non la fai… In questo senso il ruolo di preparatore e motivatore può essere molto importante, in alcuni casi funziona in altri no e in questo senso per me Baraldo è bravo.
    Io se avesse un figlio forte certamente lo manderei in spagna (potrei dire anche in america però anche se io preferisco gli spagnoli) ma non perchè penso che i preparatori spagnoli siano più bravi dei nostri, come detto tutti conoscono i metodi di preparazione nel tennis e sono più o meno uguali con qualche variazione, ma perchè c’è un’ambiente diverso a livello sportivo, fondamentale in uno sport mentalmente impegnativo come il tennis.
    A me la discussione sul preparatore nettamente più bravo degli altri o dello scienzato fenomeno della preparazione mi fà un pò ridere, perchè bene o male tutti sanno come si allena un Federer, un Murray o si allenava un Agassi, quello che conta e il buon senso e la capacità di utilizzare certi metodi e di stimolare il proprio atleta.

  • 68.

    @King of Swing
    Io ho parlato con tanti ragazzi italiani che si sono trasferiti in Spagna dall’Italia o che comunque hanno potuto “testare” entrambe le situazioni (es. Dentoni, Burnett, Stucchi, Giustino, ecc..). Ti assicuro che tutti mi hanno detto che non sono tanto le metodologie (come giustamente dice Freddo) a cambiare quanto invece la cultura del lavoro. L’importanza data alla preparazione è differente anche a livello mentale e i ragazzi, grazie ad una cultura sportiva differente (e qui do di nuovo ragione a Freddo), hanno un approccio diversa alla questione. La nostra cultura sportiva e del lavoro deve cambiare, i preparatori atletici bravi, a mio avviso, ci sono.. e Baraldo ne è un esempio.

    In più sinceramente, non mi piace che si dia un giudizio su una persona, senza averla vista lavorare. Perché bisogna ovviamente rapportare il tutto anche al valore umano, tecnico e fisico delle persone che si seguono. Se un preparatore o un allenatore, si dovessero giudicare SOLO dai risultati ottenuti, non andremmo da nessuna parte..

  • 69.

    Scusate ma in questo blog si parla un gran bene di Catizzone ed io non ho motivo di dubitarne ma quanti ragazzi/e ha portato al professionismo o quanti professionisti ha seguito girando nel circuito ?
    Si continua a parlare di accademie Bollettieri o spagnole dove saranno certamente bravi ma se pensiamo che due dei primi tre giocatori italiani cioe’ Seppi e Fognini (che sono intorno a 50 ATP) si sono allenati uno a Caldaro e l’altro ad Arma di Taggia circoli con 4 o 5 campi forse quello che piu’ conta e’ avere ottime capacita’ altetiche e tecniche ed un buon Coach che sappia anche scegliere un buon PA.

  • 70.

    Mah, King, mi sa che con gli ultimi post ti sei squalificato da solo dimostrando una superficialità da Bar Sport disarmante…

    @Ale:
    “Se un preparatore o un allenatore, si dovessero giudicare SOLO dai risultati ottenuti, non andremmo da nessuna parte..”
    aggiungerei anche: E DA QUANTO GUADAGNA…
    Se un preparatore o un allenatore, si dovessero giudicare SOLO dai risultati ottenuti,E DA QUANTO GUADAGNA, non andremmo da nessuna parte..
    (Battutaccia! Dai, che scherzo!!!!)

  • 71.

    @ Freddo
    Enry è ok, se vuol sapere nel dettaglio mi contattami via mail (che può trovare sul mio sito)

  • 72.

    @ Diego

    io non ho nessuna certezza…io dico che per sfornare il campione ci vuole pure uno staff adeguato…

    dobbiamo mettere Miccini nelle migliori mani possibili…perchè sono le persone a fare la differenza in questo sport…

    Baraldo ha davvero tutta questa esperienza necessaria?…io me lo chiedo perchè da come parla…sembra che sia la prima volta che si occupa di un giovane…

    si dice entusiasta di questo progetto a lungo termine…Potito e Pennetta sono tennisti navigati… ha fatto bene con loro…

    ma con Jack è un lavoro di gran lunga più complicato…avere a che fare con un giocatore esperto nel circuito è già un vantaggio importante per un preparatore atletico…

    per questo dico che ancora Baraldo non posso considerarlo un grande preparatore atletico…e preferirei uno con più esperienza per Miccini…

    capisco l’entusiasmo di Baraldo per il primo progetto a lungo termine…ma proprio Miccini deve fare da cavia diciamo?

    poi ripeto magari Baraldo farà un grande lavoro con Jack… io me lo auguro…ce lo auguriamo tutti…però onestamente sarei andato sul sicuro…perchè ripeto per formare il campione bisogna tenere conto di tutti questi particolari…non bisogna lasciare niente al caso…

    per quanto riguarda la Bollettieri..ho fatto quel paragone volutamente…perchè se hai letto il post 59 di Commentucci…ci sono stati degli addetti ai lavori nostrani che hanno criticato il lavoro svolto da Miccini alla Bollettieri…nono so se mi spiego…

    a me non risulta che alla Bollettieri rovinino i tennisti…a meno che non ci sia un complotto contro gli italiani…direi che con Jack hanno fatto il lavvoro che hanno fatto con altri chepoi sono diventati dei campioni…

    a me risulta che purtroppo siamo noi a rovinare i tennisti…perchè se Bolelli Fognini e pure Volandri ci metto..avessero avuto la fortuna di lavorare in America…probabilmente oggi avremmo già qualche campione…

    @ Stefano Grazia

    diciamo che non ho saputo spiegare al meglio le mie ragioni forse…però prima di scrivere quel che ho scritto su baraldo…ho riflettuto abbastanza…

    non credo che dire che tutti i preparatori atletici sono uguali… aiuti la crescita del nostro movimento…poi ripeto Baraldo ha dimostrato di essere un preparatore valido però l’eccellenza nel campo ancora se la deve guadagnare a mio parere…

  • 73.

    @king of swing
    Se vogliamo dirla tutta, Rianna, che ha lavorato e si è anche formato come coach (in parte) negli States, credo sia tra le scelte migliori che si potessero fare a livello di coach per Miccini. Il fatto che Baraldo dica che è un lavoro molto stimolante quello con Giacomo, non vuol dire che non sappia cosa fare. Io credo che tra 6 mesi potremo giudicare se il lavoro fisico ed atletico fatto con Stefano abbia provocato risultati importanti ed evidenti.

  • 74.

    @ Alessandro Nizegorodcew

    io non credo Baraldo non sappia cosa fare…però essendo il suo primo lavoro a lungo termine…partendo da un giovane…che appunto ancora non ha l’esperienza nel circuito come uno Starace o una Pennetta…beh credo troverà maggiori difficoltà…di un preparatore atletico più esperto..che già invece si è trovato ad affrontare questo genere di situazioni con successo…

    quello che temo insomma è che la fase di studio diciamo per un Baraldo…sia un pò più lunga che per uno più esperto…

    e nel tennis di oggi è importantissimo arrivare il più presto possibile…nel miglior modo possibile…

    su Rianna credo pure io sia una buonissima scelta…ma ricordiamoci pure che Miccini non è Starace con tutto il rispetto per Poto ovviamente…

    le pressioni saranno sicuramente diverse…per questo dovrebbe riflettere sui compagni di avventura….perchè il lavoro di un tecnico è reso più agevole proprio dal preparatore atletico…

    considerando tutti questi aspetti…spero appunto Rianna sappia giudicare nel migliore dei modi il lavoro di baraldo con Jack …e se sarà il caso quindi pure di intervenire…

    ripeto ho i miei dubbi su Baraldo per il nostro Jack …ma spero mi smentisca al più presto…

    @ anto

    io non voglio certo portare zizzania…certo lo so che esprimendo il mio giudizio schietto su Commentucci posso attirarmi le antipatie di chi magari lo apprezza…

    forse ti sembrerà paradossale ma quella che faccio a Commentucci è una critica costruttiva…ammetto che possa sembrare pure brusca ma pure quello è calcolato…

    eviterò di ripetere la stessa critica in futuro a Commentucci…perchè non mi va di alimentare polemiche…anche perchè ritengo sia troppo facile fraintendere via web…

    mi dispiace per queste polemiche…anche perchè in genere sono un tipo tranquillo…la passione per il tennis mi gioca dei brutti scherzi diciamo

  • 75.

    Stefano Baraldo: complimenti, sei veramente quel grande fitness trainer che molti tennisti e tenniste professionisti vorrebbero avere!
    So delle richieste pressanti per averti (da Liubicic a spagnoli e argentini) e da molte atlete top di grande livello.
    La stima dei tuoi colleghi ( vedi Foro Italico 2010 con il PA di Nadal) è un ulteriore attestato che sei veramente all’avanguardia: forse sono veramente pochi intimi che sanno che il grande Rafa quando ha l’occasione si fa valutare lo stato della sua muscolatura tramite i tuoi “massaggi”!!!! Io non ci credevo, ma una settimana fa a Roma l’ho visto con i miei occhi durante il riscaldamento, mentre scambiava due palle proprio con Miccini!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
    Con grande passione ed intelligenza Ti stai affermando e conquistando la stima sul campo: bravo, ormai sai a chi, quando, quanto, come “prescrivere l’aspirina” (leggi mezzi d’allenamento e di recupero psicofisico).
    Se avessi un figlio o un nipote dedito al tennis Ti pregherei di seguirlo…a prescindere dalle richieste economiche!

    Se fossi Furlan o Barazzutti (so che Ti conosce e ti stima moltissimo) farei di tutto per averti nel loro team federale.

    Buon lavoro e..com dice Buzzalli : ad meljora!

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