Sinner, contro Gombos è una vittoria di muscoli

Da Bratislava

Da numero uno non mi sento più importante degli altri, penso solo ad ottenere punti per la squadra”. Jannik Sinner tiene fede alla sua parola e regala all’Italia la prima vittoria della trasferta di Coppa Davis alla NTC Arena di Bratislava. L’altoatesino supera Norbert Gombos con lo score di 6-4 4-6 6-4 e ottiene il quarto successo in altrettante uscite in singolare di Coppa Davis; le uniche sconfitte all’attivo nella rassegna sono quelle in doppio con Fabio Fognini nelle sfide dello scorso anno contro Colombia e Croazia. 

Inutile attendere troppe novità al secondo evento della gestione Vagnozzi e nelle battute iniziali la pratica da svolgere neanche le richiede. La prestazione del primo parziale è alla stregua di tante altre, ma ottima. Nei giorni che hanno preceduto la sfida Jannik ha dedicato molta attenzione alla velocità d’ingresso in risposta. In condizioni e con un avversario che non facilita la cosa, Jannik ha avuto in avvio il merito di alzare la qualità del colpo quando necessario e di farlo soprattutto nel rush di 2-3 punti che fa la differenza. Giocando indoor, dopo aver saltato gli appuntamenti di Rotterdam e Marsiglia, Sinner mette in archivio anche una prova soddisfacente al servizio, seppur andando a calare nella sfida. Senza vento, sole, pollini ed altri agenti esterni ad influenzare lancio di palla ed esecuzione, l’azzurro ha di norma vita più facile e c’è spazio anche per il gioco perfetto.

Anche nello scambio da fondo il confronto sembrerebbe ricalcare il precedente di Marsiglia. La palla potente e diretta di Gombos invoglia Sinner allo status quo, che solitamente contro avversari di questo stampo tende a premiare l’azzurro sulla lunga distanza. Il primo set racconta questo, ma una volta subito un break in avvio di seconda frazione, Gombos cambia approccio. Il vantaggio di avere in panchina Tibor Toth, capitano e soprattutto suo coach nel tour, aiuta e non poco. Gombos con grande intelligenza si ricompone, lavora di più la palla ed è più paziente in costruzione. Questa pazienza rende i suoi cambi sul lungolinea più incisivi rispetto ad inizio match, quando nonostante l’ottima intensità non riusciva ad impensierire il numero due d’Italia. Jannik perde gradualmente i riferimenti e cede il break di vantaggio concedendo attacchi a rete e soprattutto gratuiti (saranno 56 a fine match). Nel decimo gioco Gombos riesce poi a concretizzare il primo set point utile sul 30-40. 

Una volta nel terzo set sarebbe necessario un cambio di rotta, almeno in determinate situazioni. Nei giorni che hanno preceduto la sfida con la Slovacchia, Sinner ha lavorato parecchio su situazioni che lo portavano a costruire l’attacco a rete in 3-4 colpi. L’altoatesino però non mette particolarmente in pratica la cosa e ne esce fuori con i muscoli, come sa di poter fare e come tante volte ha fatto. Molcan come due anni fa a Marsiglia si ferma sul più bello, a contare i pochi punti che hanno fatto la differenza nell’esito finale. 

 

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