Camila Giorgi: Il Check-Up

di - 13 Ottobre 2014

Camila Giorgi

di Alessandro Nizegorodcew

Camila Giorgi ha sfiorato il primo titolo Wta in carriera in quel di Linz, sconfitta con match point a favore dalla forte ceca Karolina Pliskova. L’azzurra ha palesato una evidente crescita nei dettagli su cui da tempo sta lavorando, ma le migliorie da apportare, per un ulteriore salto di qualità, sono ancora numerose.

Cosa Va.

Il servizio. A Linz Camila è stata praticamente perfetta con il servizio a disposizione, grazie a un lancio di palla finalmente convincente. I problemi alla battuta della Giorgi nascono dal lancio, che negli ultimi 6 mesi è di gran lunga migliorato. Certamente il fatto di giocare indoor, senza sole e vento, ha dato una grossa mano. Bene la prima, con cui ha tenuto percentuali di realizzazione molto elevate, ma anche la seconda, che rimane tre le migliori del circuito in termini di velocità.

Il diritto. La rotazione in top spin sta divenendo sempre più sicura. Alcune giocatrici hanno impiegato anni per mettere a punto un diritto solido e sicuro (Pennetta docet), mentre Camila, a 23 anni ancora da compiere, pare aver compiuto il definitivo salto di qualità (già palesato negli ultimi mesi). Il diritto in top spin non è assolutamente una novità nel gioco della Giorgi, bensì va sottolineata la sempre maggior solidità di questo colpo.

Il rovescio. Come si dice in gergo… “se lo porta da casa”. Nel match contro la Knapp si è visto anche un recupero con il back, anche se i lavori in corso da questo punto di vista sembrano ancora agli albori.

La verticalizzazione del gioco. La ricerca della rete è una delle novità più importanti della Giorgi versione 2014. Sin da aprile, grazie al bel lavoro svolto da Sergio Giorgi, si è notata una maggiore predisposizione alla verticalizzazione del gioco. Da 2/3 discese a rete a partita, si è passati a 18/20, a prescindere dalla superficie (ma, certo, il cemento indoor aiuta). Camila è sempre stat discretamente brava a giocare la volée ma è la posizione a rete che, seppur migliorata, non è ancora perfetta.

La tattica. Camila non cerca più il vincente diretto al primo colpo, a meno che non sia nella condizione perfetta per tirarlo. Con il diritto manovra maggiormente, sempre in spinta, grazie al top spin. Non cambia immediatamente uscendo dallo scambio con il lungolinea, consapevole del fatto che, nella maggior parte dei casi, le basta insistere sulla diagonale (meglio di rovescio, ma anche di diritto) per ottenere il punto.

Cosa Non Va.

La posizione a rete. Se è vero che Camila ha migliorato sensibilmente la protezione della rete, è pur vero che che sono giunti alcuni errori banali tra volé e (soprattutto smash). Sul 6-5 al terzo set contro la Pliskova, 15-30, la Giorgi non ha coperto particolarmente bene la rete, rimanendo un passo indietro e non riuscendo dunque a chiudere la volé di diritto con la ceca ferma fuori dal campo. Sul match point Pliskova un rovescio al volo ha consegnato il trofeo nelle mani della brava ceca, l’Ivo Karlovic del tennis femminile.

I vuoti mentali. In finale la Giorgi si è ritrovata sotto nel punteggio 0-4 nel secondo set e 1-5 nel terzo. I passaggi a vuoto sono una costante (invariabile) nel tennis, ma un conto è andare sotto di un break dopo aver vinto un parziale, un altro regalare 4 giochi consecutivi (quasi) senza prendere il campo. Camila dovrà capire che, giocando contro tenniste tra le top-30, cali del genere non sono accettabili se si vuole chiudere il match in proprio favore. In quei casi bisogna fermarsi a riflettere, capire di dover cambiare qualcosa, prendersi il proprio tempo e ripartite. In alcuni casi invece (come le fasi salienti dei match) sembra pensare troppo, bloccando in parte il proprio tennis istintivo. Deve trovare un equilibrio mentale per il quale, però, c’è bisogno di assimilare i cambiamenti tecnico-tattici.

Il Coach.

Importante precisazione. Sin dal torneo di Madrid Sergio Giorgi è affiancato dal tecnico federale Daniele Silvestre, che come sparring partner è stato positivo per l’azzurra. Il coach di Camila però rimane ovviamente Sergio Giorgi e questo è importantissimo da sottolineare.

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5 commenti

  1. francescocoachgemelli

    Il servizio , ha capito finalmente di adottare la tecnica del processing solving , non astruse teorie sulla tecnica perfetta , non esistono due servizi uguali ogni giocatore ha il suo modo di servire , ma cercare il modo di fare entrare la palla nel rettangolo di battuta
    Cosà ha fatto , ha semplificato il movimento della battuta con il braccio destro che sale direttamente in alto , senza scendere prima dietro poi sfruttando la sa naturale accellerazione chiusura con frustata finale velocissima
    Non un servizio perfetto ma maggior controllo e sicurezza fine dei doppi falli
    Mi domando perchò si sono persi anni importanti prima di attuare questa modifica , forse perché molti non hanno ancora capito le dinamiche psicologiche del tennis ?

  2. Alessandro Nizegorodcew
    Autore

    @francescocoachgemelli
    Il servizio da una parte è facile da cambiare tecnicamente, essendo colpo di inizio gioco, ma come accenni anche tu molto complicato mentalmente. Qui c’è un po’ la risposta alla tua domanda… 🙂

  3. Fava74

    I miglioramenti sono netti.
    La differenza sostanziale sta nel non vederla più fare tanti doppi falli e nel non vederla più tirare ogni palla.

    Speriamo che il prossimo anno sia quello della consacrazione!!!

  4. pulsatilla

    Se per capire Camila bisogna osservare il non verbale del padre non c’è da stare allegri.

  5. pibla

    Beh, tra le cose da migliorare citerei quella più evidente, la lettura tattica del match; già prima del presunto infortunio la Pliskova si muoveva malissimo e Camila, invece di farla muovere da una parte all’altra del campo, si intestardiva a fare a pallate, o sulle diagonali o dritto per dritto in mezzo al campo, senza invece variare maggiormente gli angoli.

    Insomma, grandissima tecnica, ma una giocatrice, Camila, se non più del tutto cieca come fino a poco tempo fa, quantomeno ancora parecchio miope.

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