Fresco finalista al Challenger 75 di Barletta, Michele Ribecai si racconta in esclusiva a Spazio Tennis dopo la miglior settimana della sua carriera. Un percorso costruito giorno dopo giorno, tra fiducia crescente e consapevolezze nuove, che certifica la crescita di un giocatore capace di ritagliarsi spazio con pazienza e lavoro.
Il tennista toscano, originario di Lucca, arriva da un percorso particolare: per anni nel circuito nazionale, tra tornei Open, poi la scelta – tutt’altro che scontata – di mettersi in gioco nel professionismo. Una decisione inizialmente vista come una sfida, quasi una scommessa, ma che alla luce dei risultati ottenuti in questo avvio di 2026 sembra sempre più quella giusta.
LA SETTIMANA DI BARLETTA
La sua settimana a Barletta, in realtà, parte già da lontano. Dal Challenger di Napoli, dove Ribecai raggiunge i quarti di finale dopo aver superato le qualificazioni e ottenuto vittorie importanti. Poi il rapido trasferimento in Puglia, le qualificazioni e la sconfitta all’ultimo turno contro l’indiano Dhamne. Sembra finita lì, ma il torneo ha in serbo un’altra occasione: il ripescaggio come lucky loser.
Al primo turno supera nettamente Jacopo Berrettini, poi Andrea Guerrieri, Mili Poljicak e Vitaliy Sachko, fino alla finale persa in tre set contro Lucas Neumayer. Una cavalcata che lui stesso ha raccontato così: “Barletta è stata una bella settimana, sicuramente impegnativa sotto tanti punti di vista. Arrivavo da Napoli dove avevo fatto un buon quarto di finale vincendo belle partite, quindi mentalmente ero sereno, tranquillo, pronto ad affrontare un altro torneo”.
La consapevolezza che pian piano cresceva nel corso della settimana: “Nonostante la sconfitta nelle qualificazioni, ho avuto la fortuna di rientrare come lucky loser e da lì probabilmente qualcosa mi è cambiato a livello mentale. Ho giocato contro Jacopo Berrettini e ho vinto un grandissimo match indoor per 6-1, 6-2 e da quel momento ho preso molta fiducia nel mio gioco, anche più consapevolezza delle mie scelte. Poi è stato un susseguirsi di vittorie”.
IL SUPPORTO DEL SUO MAESTRO
Nel suo percorso non manca un riferimento importante al lavoro quotidiano e al legame con il suo team, rimasto a casa ma sempre presente: “Devo dire grazie al mio maestro che mi segue sempre: a Barletta non era con me, però guarda tutte le partite. Senza di lui non riuscirei a raggiungere questi obiettivi, perché anche quando non c’è sa darmi il supporto di cui ho bisogno”.
NUOVI OBIETTIVI
I risultati, inevitabilmente, cambiano anche prospettive e obiettivi. Se a inizio stagione Ribecai gravitava intorno alla posizione numero 423 del ranking ATP, oggi la situazione è diversa e apre scenari nuovi: “Adesso sono intorno alla posizione 280 e l’obiettivo è riuscire a entrare nelle qualificazioni Slam. Vedremo nei prossimi tornei se riuscirò a fare altri risultati, lo spero. Voglio alzare il livello e continuare a fare bene”.
L’IMPORTANZA DI CREDERCI
Ma è soprattutto sul piano mentale che si percepisce la crescita: “Sicuramente, dopo queste settimane, sto iniziando a crederci ancora di più. Se prima ci credevo, adesso ancora di più. Anche oggi, nonostante la sconfitta contro Billy Harris, che è un giocatore intorno alla 150, ho capito che posso giocarmela e che ho le potenzialità per stare a questo livello. Questo mi sta dando tanta fiducia e autostima. Una cosa è sicura: ce la metterò tutta per fare bene”.