Gioia Barbieri, sognando il Foro Italico

di - 24 Novembre 2014

Gioia Barbieri
(Gioia Barbieri – Foto Nizegorodcew – Foro Italico 2014)

di Giulio Gasparin

Gioia Barbieri è stata una delle più belle storie a prendere forma nel panorama italiano la scorsa stagione. Data da molti per spacciata a causa di problemi fisici ed un’involuzione tecnica dettata dalla schiena che non le dava pace, lei ha saputo reagire e, grazie ad un ambizioso cambio di allenatore e preparazione, ha vinto il primo $25k in carriera e risalito  la classifica.

Con Giorgio (Galimberti) ho fatto un buonissimo lavoro, siamo partiti che ero scesa a 480 e in pochi mesi sono arrivata a 180,” mi racconta nell’attesa di iniziare una lunga sessione di preparazione atletica. Siamo in piena “off-season,” ma di off c’è ben poco, questo è il momento per prepararsi al nuovo anno e ad un nuovo salto di qualità.

Claudio PistolesiA differenza dell’anno passato però, a fianco della romagnola c’è un nuovo coach, un volto noto del panorama nazionale ed internazionale: Claudio Pistolesi.

Ad un certo punto non ho più sentito quella fiducia ed empatia che sul campo reputo fondamentale per lavorare al massimo e abbiamo deciso di interrompere,” mi rivela spiegando le ragioni del cambio. “Con Claudio effettivamente in campo abbiamo lavorato meno di due mesi, ma gli input sono stati moltissimi.

Stiamo lavorando molto sui colpi di inizio gioco, servizio e risposta, e sul cercare un buon compromesso tra giocare aggressivo e la solidità. Parte fondamentale la sta avendo la preparazione atletica: ho ampi margini di crescita dal punto di vista fisico.

Gioia BarbieriDando uno sguardo a quello che è stato senza dubbio il miglior anno della sua giovane carriera, la Barbieri ha collezionato molte “prime volte”: il debutto tra le top 200, con un best ranking al 170, il primo tabellone principale di un WTA Premier, il debutto alle quali di uno slam; insomma, molto di cui andare fiera, ma la sua cartolina preferita di questo anno che volge al termine è indubbiamente una. “Sicuramente il primo turno di main draw a Stoccarda,” mi rivela. “Vedere Barbieri – Kuznetzova sullo schermo…ho pensato: ‘wow di solito la vedo in tv, oggi invece ci sono io di la dalla rete!

In quella partita, tra l’altro, la vincitrice di due slam ha giocato ai livelli di cui è capace, ma l’azzurra ha tutt’altro che sfigurato. “Sono partita 4-0 sotto,” mi racconta Gioia. “Però ho cercato di non abbattermi e sfruttare l’occasione di confrontarmi a quel livello e alla fine ho un ottimo ricordo anche tennistico.

Nonostante la grande crescita, la rincorsa al debutto slam è sembrata arrestarsi proprio sul più bello: sia al Roland Garros, che a Wimbledon la tennista di Forlimpopoli è rimasta fuori dalle qualificazioni per pochissimi posti e, soprattutto, con un ranking che negli scorsi anni aveva sempre dato accesso ai due slam. “Lì per lì mi è caduto il mondo addosso,” ammette con sincera delusione. “Adesso posso dire che mi ha aiutata, in un certo senso ho imparato a superare velocemente la delusione e andare avanti sempre con determinazione!

Determinazione che poi alla fine ha portato finalmente al tanto agognato primo slam in quel di Flushing Meadows, New York. “Era il primo slam, la tensione sicuramente c’era ma ho cercato di concentrarmi solo sul match e non sul contesto,” afferma, memore di una trasferta che in luogo avrebbero definito ‘bittersweet’, agrodolce. “Ci sono riuscita il primo turno e parte del secondo (poi perso in tre set da Veronica Cepede Royg). È stata una bellissima esperienza, lavoro ogni giorno per far si che quello sia il mio livello standard.

Parlando di slam, ovviamente il prossimo anno si dovrebbe aprire con una trasferta in Australia, ma lei rimane cauta, forse per le delusioni dei due slam europei dello scorso anno, dice di voler aspettare l’uscita delle entry list, ma è chiara l’idea di base per la prossima stagione: “L’obiettivo è quello di giocare a livello WTA il più possibile. Ovviamente la classifica lo deve permettere quindi se non entro in Australia a inizio anno giocherò dei $25k in Florida.

Le chiedo dunque se tornerà a concentrarsi sul cemento, superficie preferita e da cui è partita la sua crescita due anni fa, o se, come quest’anno, giocherà spesso sul rosso. “Da aprile fino a luglio molti WTA sono sulla terra: Oeiras, Stoccarda, Roma, Strasburgo… Diciamo che con la mia classifica e giocando in Europa qualche scelta è quasi obbligata,” poi aggiunge un dettaglio nuovo per lei. “A Claudio piace molto la parte di stagione sull’erba, dice che posso giocarci bene…Sono curiosa non ci ho mai giocato!

Purtroppo però i tornei in tutta Europa, ma soprattutto in Italia sembrano una specie in via d’estinzione, con solamente quattro $25k rimasti per il circuito femminile (Grado, Beinasco, Padova e Brescia). “Penso che in un momento di grande crisi economica sia molto difficile in Italia e in Europa in generale organizzare tornei da $25k e più, poiché al circolo ospitante vengono a costare quasi il doppio,” mi spiega. “Infatti molti tornei hanno diminuito il montepremi o addirittura sono stati cancellati. Non so la situazione del calendario maschile ma quest’anno i tornei femminili europei da 50-75-100 mila sono stati pochissimi.

La WTA è in cerca di due località in Europa per ospitare altrettanti tornei in preparazione al Roland Garros, certamente per il tennis azzurro sarebbe una boccata d’aria un nuovo evento, ma Gioia è conscia dei problemi. “In Italia già abbiamo il Foro Italico, che è uno dei tornei più rinomati del circuito. Qualche anno fa ho giocato Palermo, un torneo bellissimo in una location super, che purtroppo ha ceduto la propria data. Ribadisco, organizzare un torneo ha un costo elevatissimo. Speriamo in futuro si riesca ad avere più tornei, perché giocare in Italia dà sempre un’emozione in più!

Gioia Barbieri

Prima di salutarci, le porgo un’ultima domanda, quasi off-topic potrei dire, visto la poca rilevanza tennistica. “Il posto più bello di quest’anno? Direi gli Us Open,” comincia, ma poi cambia idea e si corregge. “Ma sono innamorata di Roma, quindi in pole position rimane sempre il Foro. Giocare sul pallacorda con le statue in marmo bianco intorno…Il campo più bello del mondo!!

Allora non c’è che da augurarsi di rivedersi l’anno prossimo, proprio tra i marmi bianchi del Foro Italico, magari col sole che tramonta dietro i pini di Roma, mentre sarà la stella Barbieri ad illuminare la sera imminente con il suo tennis.

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