ITF Chiasso, Anne Schaefer: “In questo 2016 fantastico, mi diverto senza pensare ai numeri”

di - 26 Aprile 2016

Anne Schaefer 2

dall’inviato a Chiasso, Michele Galoppini (@MikGaloppini)

Anne Schaefer, classe 1987, sta vivendo la migliore stagione della carriera, che la sta riportando al best ranking alla 161esima posizione ormai vecchio di 7 anni. La tedesca, che da anni vive in Italia, ha concesso a SpazioTennis un’intervista in esclusiva dopo il suo esordio al ChiassOpen, il torneo da $25.000 in corso sui campi del TC Chiasso, dove ha battuto Karolina Muchova per 6-2 6-4. In un italiano davvero impeccabile e sempre col sorriso, ecco le sue parole ricche di esperienza ed intelligenza della 29enne di Apolda (ed anche di Chieti di adozione)

Ciao Anne, possiamo dire che sei l’unica portacolori azzurra del tabellone, che dici?
Beh diciamo di sì, ormai è tanti anni che sono in Italia… e vedo che hai portato anche i cioccolatini in questo angolo interviste, ottimo (risata)!”

Son lì apposta per attirarvi! Cominciamo a parlare del match di oggi, che si stava per complicare parecchio ma che sei riuscita a chiudere in due set.
“Lei è una buona giocatrice, in più è giovane e non aveva niente da perdere. È dotata di buoni colpi, è aggressiva, scende a rete, quindi è un po’ diversa dalle altre, usa anche i colpi in back. Ci sa fare con la racchetta, questo la rende pericolosa. Io arrivavo da una settimana di stop, quindi dovevo ritrovare un attimo il mio ritmo ed il mio gioco e questo match è stato perfetto. Nel primo set è andato tutto abbastanza liscio diciamo, anche se tanti game che ho vinto sono stati lunghi e terminati dopo il deuce. Quando ha cominciato a sparacchiare di meno, nel secondo set, si è fatta più pericolosa, è passata avanti ma poi sono riuscita a recuperare. L’ho vinta anche di esperienza, sono stata concentrata nei momenti chiave, l’ho obbligata a prendere più rischi e questo l’ha messa sotto pressione ed ha funzionato.”

Hai detto che ti sei presa una settimana di pausa, ma questo è un anno in cui stai giocando tanto ed in cui hai però vinto tanto. Sei soddisfatta di come procede la stagione?
“Assolutamente sì, questa stagione è meravigliosa, sta andando benissimo! Ho vinto tre tornei di fila in Turchia, ad Antalya, ho giocato altre finali, sono andata in America dove ho fatto bene su terra verde e poi ho anche vinto un match a livello WTA.”

Era la prima vittoria in un WTA, giusto?
“Esatto, era il primo tabellone principale WTA a cui partecipavo ed è arrivata subito la prima vittoria. Sono proprio soddisfatta.”

Il tuo best ranking, attorno alla 160esima posizione, è datato addirittura 2009! Immagino che il tuo primo obiettivo, visto che ci sei vicina, sia quello di migliorarlo.
“Certo, ma vorrei anche fare di più (risata)!”

Fare di più ma quanto di più?
“I numeri non li dico, ma proprio perché i miei obiettivi non sono rappresentati da numeri. Il primissimo obiettivo è divertirmi in campo, perché quando mi diverto produco anche il mio miglior tennis. Non penso ai punti in palio o alla classifica. Penso a stare bene ed a migliorarmi sempre di più… e poi in teoria i punti dovrebbero arrivare da soli… (risata)”

Questo ragionamento che fai è forse figlio anche dell’esperienza? Di maggiore consapevolezza?
“Esattamente, ci ho messo un paio di anni per capirlo ma ora ci sono arrivata. Al 90% direi che ora riesco a divertirmi in campo.”

Ultimamente sono più le giovanissime a salire improvvisamente nel ranking ed a sfondare, ma tu stai dimostrando che anche l’età è solo un numero, non solo la classifica.
“Certo, prendi ad esempio Laura Siegemund! Io peraltro la conosco molto bene, è una brava ragazza e gioca in maniera molto intelligente. Non ha colpi necessariamente molto potenti e probabilmente nemmeno la tecnica più bella, eppure è molto furba, molto intelligente, sa sempre dove mettere la pallina, mischia le carte in tavola. Mi piace tanto, vorrei anche io seguire un po’ il suo insegnamento.”

Pensi che questa versione molto intelligente del tennis sia una delle chiavi, al giorno d’oggi, per sfondare in un mondo di tenniste picchiatrici?
“Assolutamente sì, ne sono convinta.”

Torniamo a parlare dell’Italia. Tu ci vivi da tanto tempo mi dicevi…
“Sì, da cinque anni e mezzo abito a Chieti e prima ancora ero in Sicilia, dove mi allenavo con un’altra ragazza tedesca. Ecco, in Sicilia non ho parlato tanto italiano ma più tedesco (risata). Ma dove mi alleno ora a Chieti, con Paolo Galli, ho potuto migliorare il mio italiano. Sono sulla buona strada direi, ma voglio ancora migliorare (risata).”

E cosa ti ha portato a spostarti in Italia?
“Proprio questa ragazza tedesca. Mi ha invitata a provare il suo metodo di allenamento in Sicilia e da lì è partita la mia avventura italiana. Essendo in Italia ho cominciato a giocare anche più tornei in Italia ed ho conosciuto Paolo, mi è piaciuto da subito come costruiva gli allenamenti, come organizzava il lavoro, quindi sono andata da lui e ci sono rimasta.”

Giochi anche la Serie A1 qui in Italia immagino.
“Gioco la Serie A1 con il TC Ceriano, molto vicino a Chiasso peraltro ed infatti questo fine settimana ero là a vedere un po’ il circolo ed è meraviglioso.”

Avendo la tessera FIT hai provato anche tu ad entrare nelle prequalificazioni degli Internazionali BNL d’Italia?
“No, perché ho la Bundesliga in Germania nello stesso momento ed ho preferito giocare là.”

E di questo torneo di Chiasso che mi dici?
“Questo torneo è bellissimo, mi trovo molto molto bene. Prima ho parlato con Anna [Ceracchini], la direttrice, che mi ricordava che è il sesto anno di fila che vengo qui. Mi trovo molto bene, la gente è molto aperta e molto carina, il circolo è bello ed il torneo è organizzato bene e ci troviamo tutte bene. Torno sempre molto volentieri.”

Mentre le condizioni meteo di questa settimana, che sembrano un po’ ballerine, non sembrano altrettanto belle…
“Almeno non c’è la neve come a Monaco di Baviera, o come nell’ITF di Wiesebaden, su al nord della Germania. Un altro buon motivo per dire che ho fatto la scelta giusta questa settimana!”

Grazie mille per questa chiacchierata, se non ti dispiace posso farti una foto da utilizzare per l’intervista?
“Oh certamente, ma poi voglio controllare se esco bene (risata)!”

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