I genitori e i sette atteggiamenti da evitare con i bambini

di - 2 Ottobre 2014

Genitori paralizzanti

di Salvatore Petrillo

I sette atteggiamenti paralizzanti dei genitori che impediscono ai figli di diventare dei leader

Crescere un figlio è, a detta di tutti e, molto probabilmente, giustamente, definito come il mestiere più difficile del mondo. E’ un lavoro a tempo pieno, incredibilmente complesso e sicuramente pieno di responsabilità. Il modo in cui viene cresciuto un ragazzo, infatti, determina in grande misura la persona che sarà in età adulta, al netto ovviamente delle varie caratteristiche e peculiarità personali. Ovviamente l’approccio con i propri figli varia da un genitore all’altro, ma c’è un modo giusto per crescere i propri ragazzi? Se si, qual è? E cosa bisogna evitare durante lo sviluppo, soprattutto psicologico, di un bambino?

La dottoressa Kathy Caprino, esperta in coaching e leadership, ha riportato per la celebre rivista Forbes alcuni passi del Dr. Tim Elmore, da sempre interessato alle tecniche di “Parenting”, che individua alcuni atteggiamenti dannosi, che evitano ai ragazzi di diventare dei leader in futuro. Eccoli di seguito elencati:

Non lasciare che corrano dei rischi
Viviamo in un mondo che ci mette in guardia dai pericoli in ogni occasione. Il nostro istinto di protezione rafforza la paura di perdere i nostri ragazzo, cosicché facciamo di tutto per proteggerli. Si tratta dopotutto del nostro lavoro, ma in questo modo li isoliamo da comportamenti che portino a prendersi dei rischi, e questo può avere l’effetto opposto. “Psycologist in Europe” ha scoperto che se un bambino non gioca all’aperto e non vive l’esperienza dello sbucciarsi le ginocchia, sarà più propenso ad avere delle fobie da adulto. I bambini hanno bisogno di cadere più volte per imparare che è normale, gli adolescenti allo stesso modo necessitano di rompere con un fidanzato o una fidanzata per raggiungere quella maturità emotiva richiesta da una relazione durevole. Se i genitori rimuovono i rischi dalla vita di un bambino, probabilmente noteremo una grande arroganza e una bassa autostima nei nostri leader in crescita.

Salvarli troppo velocemente
I giovani di oggi non hanno sviluppato alcune abilità nella vita come i ragazzi di 30 anni fa perché i genitori piombano a prendersi cura dei loro problemi. Quando salviamo troppo in fretta i nostri ragazzi e gli diamo il nostro aiuto troppo a lungo, gli togliamo il bisogno di vivere delle difficoltà e di risolvere i propri problemi da soli. Si istruiscono i figli a breve scadenza, e questo fa mancare in loro l’attitudine alla leadership. Presto o tardi, i bambini si abituano a qualcuno che li salvi: “Se fallisco o cado, un adulto arriverà e rimuoverà le conseguenze del mio errore!” Quando in realtà, questo non è neanche lontanamente vicino a come il mondo funziona, e quindi disabilita i nostri figli di diventare adulti competenti.

Esaltarli troppo facilmente
L’inculcare autostima è in voga da quando i Baby Boomers erano bambini, ma ha messo radici nel nostro sistema scolastico negli anni ’80. Partecipate a qualunque piccola lega di baseball e vedrete che tutti sono vincitori. Questa mentalità da “ognuno merita un trofeo” potrebbe far sentire speciali i nostri ragazzi, ma una ricerca rivela che ciò ha conseguenze inaspettate. I bambini poi noteranno che solo i genitori saranno impressionati da loro, mentre nessun altro lo mette in evidenza. Cominciano a dubitare dell’obiettività dei loro genitori, ci si sente bene in quel momento, ma non è lo specchio della realtà. Quando li esaltiamo troppo facilmente e trascuriamo i comportamenti meno “esaltanti”, i bambini imparano ad imbrogliare, a mentire, per evitare la difficile realtà. Peché non sono stati condizionati ad affrontarla.

Sentirsi in colpa se non li si ricompensa
Il vostro bambino non ha bisogno di amarvi in ogni momento. Potrà superare una piccola delusione, ma non gli effetti dell’essere viziato. Quindi bisogna dire anche “No!”, “Non ora!”, e farlo combattere per ciò che è davvero necessario. Come genitori, tendiamo a premiare i nostri figli e dare loro quello che vogliono, soprattutto con i più piccoli. Quando qualcuno fa bene in qualcosa, sentiamo che è ingiusto premiare e lodare uno e non l’altro. Ciò non è realistico, e si perde l’occasione per far capire ai nostri figli il punto, e cioè che il successo dipende dalle nostre buone azioni. Fate attenzione a non insegnargli che un bel voto viene premiato con un viaggio al centro commerciale. Se il rapporto è basato su ricompense materiali, non impareranno né la motivazione intrinseca, né l’amore incondizionato.

Non condividere i propri errori passati
Ragazzi in salute hanno bisogno di vivere le esperienze per conto proprio. Come adulti bisogna lasciarglielo fare, ma questo non significa che non possiamo dargli una mano. Condividere con loro gli errori fatti quando avevi la loro età è qualcosa che aiuta nelle loro scelte (evitare le lezioni negative imparate su fumo, alcool, droghe). Inoltre, i bambini devono imparare a commettere degli errori e ad affrontarne le conseguenze. bisogna condividere il modo in cui ti sei sentito quando hai affrontato una simile esperienza,cosa ti ha spinto a comportanti così, e le lezioni che hai imparato. Perché noi non siamo l’unica influenza sui nostri figli, ma dobbiamo essere la migliore.

Confondere l’intelligenza e il talento con la maturità
Solitamente l’intelligenza è usata come misura della maturità di un bambino, e come risultato i genitori pensano che i bambini intelligenti siano pronti per il mondo. Non è così. Alcuni atleti professionisti e stelline di Hollywood possiedono un talento inimmaginabile, ma vengono facilmente beccati in uno scandalo pubblico. Solo perché c’è del talento in un aspetto della vita di un ragazzo, non date per scontato che questo valga in ogni settore. Non c’è una magica “età dalla responsabilità” o un preciso parametro che mostri quando a un bambino vanno date specifiche responsabilità, ma è buona regola osservare gli altri bambini della stessa età. Se si nota che più bambini hanno gli stessi comportamenti, probabilmente l’indipendenza va procrastinata.

Non praticare ciò che viene predicato
Come genitori, è nostra responsabilità modellare la vita che vorremmo per i nostri figli, per aiutarli a condurre una vita di carattere e aiutarli a diventare responsabili delle proprie parole e azioni. Come leader della casa, possiamo iniziare a parlare onestamente, le piccole bugie verranno fuori pian piano e lentamente eroderanno il carattere. Guardate voi stessi nelle piccole scelte etiche che gli altri potrebbero notare, perché i vostri figli le noteranno di più. Mostrate ai vostri figli cosa significhi dare disinteressatamente e con gioia da volontario per un progetto della comunità. Frequentate luoghi e persone migliori, i vostri bambini ne prenderanno atto e faranno lo stesso.

Tim, perché i genitori si comportano così? Questi comportamenti provengono dalla paura o dal non comprendere cosa significhi essere genitori?
Penso che sia la paura che la mancanza di comprensione giochino un ruolo qui, ma c’è anche il fatto che ogni generazione di genitori di solito compensa qualcosa che la generazione precedente ha fatto. Gli adulti di oggi si sono concentrati su ora piuttosto che su dopo. Si tratta di cercare la loro felicità non oggi, domani. Molti adulti di oggi hanno avuto genitori che cercavano di preparare il domani: il risparmio di denaro, non spenderli, e si prepara per la pensione. In risposta, molti di noi hanno acquisito il messaggio di abbracciare il momento. Te lo meriti. Goditi oggi. E lo abbiamo fatto. Per molti, si è tradotto in debiti sulla carta di credito e l’incapacità di ritardare la gratificazione. Questo può essere il punto cruciale della nostra sfida. La verità è che i genitori che sono in grado di concentrarsi su domani, non solo oggi, producono risultati migliori

Come i genitori possono allontanarsi da questi comportamenti negativi (senza dover assumere un terapeuta della famiglia)?

E ‘importante che i genitori diventino estremamente consapevoli delle proprie parole e azioni durante l’interazione con i loro figli, o con gli altri quando i loro figli si trovano nelle vicinanze. Curate abbastanza la loro formazione, non soltanto la preparazione per una nuova vita. Siate dei veri e propri coach.

Cominciate da qui:
1. Comunicate i problemi riguardo l’età adulta.
2. Consentite loro cose che li facciano anche fallire.
3. Discutete le conseguenze future se non si riescono a padroneggiare alcuni ambiti.
4. Rafforzate i loro punti di forza per prepararli ai problemi del mondo reale.
5. Coinvolgeteli in progetti che richiedano pazienza, per ritardare la gratificazione.
6. Insegnategli che la vita è una questione di scelte e compromessi, non si può ottenere tutto.
7. Avviateli ad attività per adulti, come pagare bollette o fare affari.
8. Introduceteli da potenziale guida nella vostra rete.
9. Aiutateli ad immaginare un futuro appagante, poi spiegategli i passi per arrivarci.
10,Celebrate progressi che vanno verso l’autonomia e la responsabilità.

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62 commenti

  1. Interessante… non solo l’articolo (sono 25 anni che le diciamo!), ma soprattutto il fatto che ancora non ci siano commenti dei genitori…
    Meditate, genitori, meditate….

  2. Alessandro Nizegorodcew

    @paolo benelli
    E’ la stessa domanda che mi ponevo. Anche perché io ho altri metri di giudizio… Ovvero articolo più letto da giugno a oggi su Spazio Tennis ma zero commenti… 🙂

  3. bogar67

    paolo benelli
    Ci sta poco da meditare, sono sei anni che medito in questo in blog. 🙂 🙂

    1. Comunicate i problemi riguardo l’età adulta.
    Bisogna trovarsi un lavoro per vivere, con il tennis puoi fare tante cose, anche il telecronista la notte su supertennis! 🙂

    2. Consentite loro cose che li facciano anche fallire.
    a volte la capriola o la ruota non si riesce a fare per cui insistere 🙂

    3. Discutete le conseguenze future se non si riescono a padroneggiare alcuni ambiti
    una volta ti avrebbero arruolato nei carabinieri, adesso ci sta la spending review, neanche quello! 🙂

    4. Rafforzate i loro punti di forza per prepararli ai problemi del mondo reale!
    Curare manicure e pedicure per il grande fratello 22 o Miss Italia 2020 🙂

    5. Coinvolgeteli in progetti che richiedano pazienza, per ritardare la gratificazione.
    Gioco al totocalcio da 35 anni, non sono stato ancora gratificato 🙂 il progetto iniziale era buono, coinvolgo facendo mettere quattordici segni 🙂

    6. Insegnategli che la vita è una questione di scelte e compromessi, non si può ottenere tutto.
    Basta far vedere ogni volta il mio portafoglio, è sempre vuoto 🙂

    7. Avviateli ad attività per adulti, come pagare bollette o fare affari.
    Certo cominciamo a fare pagare le tasse pure ai bambini con f24 🙂

    8. Introduceteli da potenziale guida nella vostra rete.
    certo, potrebbe vendere prodotti Herbalife! 🙂

    9. Aiutateli ad immaginare un futuro appagante, poi spiegategli i passi per arrivarci.
    Cominciare a farsi mettere in regola subito dai datori di lavoro, se no pensione nulla 🙂

    10,Celebrate progressi che vanno verso l’autonomia e la responsabilità.
    Aprire da soli la porta di casa è classico, uscirne ci si augura presto 🙂

  4. L’articolo si intitola ” i 7 atteggiamenti paralizzanti dei genitori che impediscono ai figli diventare dei leader”. Domanda: se tutti i bambini diventano dei leader su chi esercitano la loro leadership? Siete sicuri che la peculiarità caratteriale dominante di un giocatore di tennis di successo sia quella della leadership? Io nutro molti dubbi a proposito. Il leader è colui che lead someone to….. ovvero che motiva e guida gli altri. Non mi sembra questa la caratteristica peculiare per il successo in uno sport individuale come il tennis.

  5. Alessandro Nizegorodcew

    @Federico Di Carlo
    Credo che spostare l’attenzione sulla parola “leader” sia sbagliato. Il testo in questione parla d’altro.

  6. 2. Consentite loro cose che li facciano anche fallire….bella questa, ci vuole intelligenza e buon senso, verso gli altri ragazzi lo siamo tutti, con i nostri figli è più duretta….bell’articolo.

  7. cataflic

    FDC sono d’accordo con te!
    Non sono così sicuro che le qualità di specialità tannistica coincidano con la leadership più ampiamente definita.

  8. Maurizio

    Sono sempre stato scettico sulle “ricette” per educare i figli, non tengono conto di un dato fondamentale, ognuno è un individuo unico, e come tale va trattato. Non si spiega altrimenti come in alcune famiglie figli trattati ed educati nello stesso modo abbiano avuto risultati estremamente differenti.
    A mio avviso serve solo una cosa, sviluppare empatia, stare a guardare, osservare, cercando sempre e comunque di creare un dialogo. Il resto viene da se.

  9. Salvatore Petrillo

    Onestamente non credo si parli di leadership nel senso stretto, ma piuttosto al fatto che i ragazzi da adulti possano avere degli atteggiamenti carismatici, che possano permettergli anche di affrontare e superare i vari problemi, tennistici e non, con una certa sicurezza e consapevolezza nei propri mezzi…

  10. nicoxia

    Maurizio ,sono daccordo con te,ciò non toglie il dover seguire delle linee guida corrette,la differenza la fa nel creare empatia e nel far rispettare le linee in base al contesto in cui si svilupperà la propia vita.
    Partendo dal presupposto del percorso insieme consapevoli di poter sbagliare entrambi.
    Consapevoli che nel bronx o a casa reale queste linee hanno bisogno di adattamenti,anche quì come nel tennis la personalizzazione è fondamentale.

  11. bogar67

    Maurizio ha scritto cosa intendevo al post 3!!!!

    Sono sempre stato scettico sulle “ricette” per educare i figli, non tengono conto di un dato fondamentale, ognuno è un individuo unico, e come tale va trattato. Non si spiega altrimenti come in alcune famiglie figli trattati ed educati nello stesso modo abbiano avuto risultati estremamente differenti.

  12. Alessandro Nizegorodcew

    @bogar67
    Qui infatti il discorso non è sulle ricette per educare i figli, ma su cosa NON bisogna fare. Il concetto è diametralmente opposto

  13. bogar67

    Alessandro Nizegorodcew
    io leggo comunicate, rafforzate, insegnateli. Bimbi non sono tutti uguali neanche se fratelli!!

  14. Alessandro Nizegorodcew

    @bogar67
    Si certo bogar67 queste sono linee guida, non regole. Non sentitevi per forza giudicati e attaccati da un articolo del genere. Detto ciò, il 90% dei punti inizia con “non…” quindi ritorniamo al discorso di prima. Ma se vi sentite perfetti, non aggiungo altro… 😉

  15. Diego

    Tutti i genitori, me compreso, pensano di fare le cose giuste per i propri figli, nello sport nella scuola nelle scelte di vita in genere.Quindi non hanno bisogno di consigli, suggerimenti o altro.Tanto sappiamo tutto.

    Nicoxia
    Tutte le volte che fai un post da qualunque parte metti sempre la parola “percorso”
    La maggior parte delle volte faccio fatica a capire cosa vuoi dire.
    Colpa mia sicuramente.

  16. Nikolik

    Ben detto, Alessandro, ben detto, non capisco nemmeno io il perché questi Genitori dovrebbero sentirsi attaccati da un articolo come questo!
    Anzi!

    Devi sapere, Alessandro, che l’ultima volta che ho giocato a tennis in Francia è stato nell’estate di 3 anni fa in quella bellissima città che si chiama Saint Malo, che comunque tu dovresti conoscere bene, visto che ricordo che ci sei stato anche tu.
    Oh, Genitori, non fateli giocare solo a tennis questi figlioli, fate loro vedere un po’ di mondo, che Saint Malo è un posto fantastico.

    Tornando a quello che dicevo, insomma, dopo aver giocato vado al bar del circolo e che vi trovo su un bancone? Niente meno che un mazzo di pieghevoli, insomma, dei depliants, significativamente titolati “Guide des parents”, una cosa che non ha certo bisogno di traduzioni.
    Figuriamoci se, dopo tutti questi anni di discussioni, io non ne ho subito preso uno per leggerlo!
    Insomma, Alessandro, era una sorta di decalogo per genitori tennistici, cosa si deve fare e cosa non si deve fare, una cosa come questa di questi americani di Forbes, ma, consentirai, fatta meglio di questi americani (tanto chi se ne frega di Forbes), cosa che non sorprende visto che i francesi sono meglio in tutto.

    Va beh, non divaghiamo.
    Dicevo un decalogo e, mentre leggevo, mi dicevo: ma guarda un po’ questi francesi, si prendono la briga di fare un depliant per i genitori, e se si sono presi la briga di farla, un motivo ci sarà, no? E mi dicevo: vedi, Nikolik, ti hanno sempre dato addosso tutti quando parli di certi comportamenti dei certi genitori tennistici e ti hanno sempre detto che si tratta di casi isolati, ma, guarda un po’, i francesi, dominanti nel tennis, ritengono invece che sia un fenomeno tale da meritare un depliant in tutti i circoli. E allora mi son detto: oh Nikolik, mi sa che invece questo di questi genitori è un fenomeno generalizzato e che hai sempre avuto ragione tu a denunciarlo!

    Va beh, non divaghiamo.
    Dicevo, Alessandro, un bel decalogo francese, fatto bene, per genitori tennistici, che chiaramente mi è tornato in mente leggendo questo bell’articolo.
    E allora mi sono detto (eh sì, parlo spesso da solo e devo dire che mi trovo benissimo, dico sempre cose molto giuste ed interessanti): vuoi vedere che questi francesi hanno messo questo depliant anche sul sito della FFT? Ed era proprio così, subito nella pagina principale!

    Ciascuno può leggerselo, io mi ricordavo di un precetto soltanto, che aveva colpito la mia attenzione, perché mi riguardava: non utilizzate l’ironia ed il sarcasmo per motivare il vostro bambino. Questo non va bene per me, mi son detto(e veramente quante cose giuste dico sempre quando mi parlo).

    Ma mi permetto di segnalare alcuni precetti francesi che vanno benissimo per questi Genitori:
    Non accettate i cattivi comportamenti
    Non fissate obbiettivi troppo elevati
    Non mettete a confronto le performances del vostro bambino con quelle dei suoi compagni
    Non colpevolizzate il vostro bambino per i sacrifici economici che fate per lui.

    Ed infine, oppure, meglio, en enfin:
    Aiutate il maestro ma non sostituitevi a lui.

    Allez, parents!

  17. Pier

    Siamo molto “protettivi”,é vero.In senso stretto al ruolo genitoriale compete anche questo,oltre a preparare alla maturità i figli e questa si raggiunge con l’esperienza in cui errori e fallimenti assumono un aspetto fondamentale.Ma quanti di noi avevano i genitori a seguirli nelle loro attività?Ed a quanti di noi faceva piacere?Io seguo le mie figlie non per difenderle,non per proteggerle ma per l’emozione che mi danno nella vittoria come nella sconfitta.E se perdono sono realista,non indoro la pillola ma nessuna croce addosso.Nei circoli,alcuni mi pare lo facciano,andrebbero fatti dei corsi per i genitori-accompagnatori che alle volte,magari inconsciamente,vanificano gli sforzi del figlio con certi atteggiamenti.

  18. nicoxia

    NO Diego sicuramente è colpa mia,a me sembra di esprimere concetti semplici e comprensibili ma purtroppo il mio modo di esprimerli per la maggior parte non è comprensibile quindi per evitare fraintendimenti forse è meglio che stia in disparte, tanto utile esprimendomi così non lo sarei per nessuno,vi leggerò tutti volentieri grazie a tutti.

  19. Maurizio

    No Lino, proprio ora che avevo acquistato il dizionario nicoxia-italiano italiano nicoxia. Scherzo ovviamente, non trovo motivo per il quale tu non debba più scrivere, se uno non capisce peggio per lui.

  20. pulsatilla

    Standing ovation per il post di Nikolik!!!
    Letto d’un fiato, leggero, soave, divertente.

  21. Alessandro Nizegorodcew

    @Nicoxia
    Ma no Nico, finalmente ero d’accordo con quasi tutto quello che scrivevi e ora smetti?! 🙂

  22. bogar67

    Nikolik scrive
    Non colpevolizzate il vostro bambino per i sacrifici economici che fate per lui.

    Questo è da vedere, un conto si colpevolizza perchè ha perso una partita, un conto è colpevolizzarlo perchè mentre si sta allenando con il maestro pagato facendo rate 🙂 non ci si impegna abbastanza o addirittura si cazzeggia. In questo secondo caso sarebbe auspicabile che si smettesse fare questo sport fino al momento di avere uno stipendio tutto suo, vi ricordo che un pacco di palline costa 8 euro e un campo affittato anche 15 euro ora. 15 più 8 uguale 23, quasi mezza giornata di lavoro di un impiegato. Tennis roba per l’appunto da figli da avvocati, ingegneri, direttori di banca commercialisti etc che se il figlio cazzeggia poco importa, tanto lo studio professionale è ben avviato!!!

  23. cataflic

    Nicoxia
    Madddddaiiii! 😉

    Bogar67
    è un dato di fatto che ci vogliano montagne di € e d’altro canto se oltre a tutto il resto non riesci a “nascondere” questo aspetto alla pargoletta ti parte dritto come un razzo il concetto di fare tennis per qualcun altro e il risultato è un burnout assicurato al 100%.

  24. nicoxia

    Vedi Alessandro,a me piace il confronto a prescindere se si è daccordo o no anzi se uno non è daccordo,e argomentando smonta le mie valutazioni io sono più contento e ringrazio,il problema è che non tutti hanno il vocabolario nicoxia italiano come Maurizio e ho paura di essere frainteso o non compreso di conseguenza non essere di nessuna utilità al blog,ti garantisco che di persona è diverso e gli argomenti evolvono potendo chiarirsi in tempo reale.
    Per esempio nell’utimo post di bogar la mia idea è che colpevolizzare è sbagliato a prescindere nell’educazione,mentre rendere consapevole il figlio dei sacrifici che insieme, tutti facciamo, per il raggiungimento di un obbiettivo,lo obbliga al massimo impegno perchè l’alternativa è la diminuizione dei sacrifici con abbassamento degli obbiettivi,la scelta deve essere sua, il controllo e la stimolazione continua,è il compito dei genitori,se il ragazzo cazzeggia o non rispetta le regole la diminuizione non deve essere presa come una punizione,ma come una naturale conseguenza ,così gli si insegna a prendersi le responsabilità e a pagare le eventuali conseguenze,sempre disposti a ripartire se il figlio dimostra di aver capito.
    Alessandro però mi rendo conto che senza vocabolario non so quanti riescano ad interpretare il mio pensiero.

  25. stefano grazia

    A me francamente sembra La Fiera del Banale …come quasi tutti i manuali del genere, da Leo Buscaglia a Come diventare un Genitore Perfetto facendo la dieta Dukan e vivere felici guadagnando anche un milione di dollari stando a casa lavorando con Internet ( con inserto: le dieci cose che dovete sapere per avere i six packs in 4 settimane)

    Inoltre, tutto cio’ ha molto a che vedere con il Processo Educativo e pochissimo a che vedere con il fatto che vostro figlio/a diventi un campione o continui a praticare sport. Poi io personalmente mi ritrovo innocente e colpevole al 50% in tutte le sette regole d’oro tranne una, l’ultima, quella di non praticare cio’ che predicate,che mi pare l’unica meritevole di analisi: ha senso richiedere sacrifici ai vostri figli/e se poi magari voi stessi non avete mai fatto sport o non lo praticate piu’ da secoli, siete sovrappeso, mangiate schifezze, vi svegliate a mezzogiorno, fumate e bevete alcolici in eccesso e quando andate al cinema andate a vedervi un cinepanettone o non siete ancora riusciti a farvi piacere The Wire?😎😎😎….quella secondo me e’ l’unica regola da seguire: non fare e far fare agli altri quello che non vuoi venga fatto a te e che tu non vuoi fare …
    Un po’ come i medici che con la sigaretta in bocca dicono al paziente che deve smettere di fumare, che il fumo fa male…che credibilita’ possono avere? e che credibilita’ puo’ avere un coach che fuma, e’ grasso e beve e fa tardi alla notte e si sveglia a mezzogiorno ( a meno che ovviamente non faccia il taxista di notte per poter aiutare i figli, chiaro)?
    Tutto il resto sono canzonette, anzi..chiacchere da bar😎

  26. nicoxia

    Stefano,hai ragione sono banalità,solo che poi Nikolik una parte di ragione ce l’ha perchè tutte queste banalità il genitore non le sa interpretare ed applicare correttamente,allora uno si chiede non è che tutte queste banalità comportino un lavoro che non tutti sono disposti a fare,o meglio come hai rimarcato bene tu cercare di farlo fare solo dicendolo e senza dare il buon esempio?

  27. atti

    Ho sempre pensato che i manuali del buon genitore li vendano solo ai genitori che molto probabilmente sono già nella media…

    Media che non vuol dire eccellenza, anzi spesso si sbaglia uguale….ma sempre nella consapevolezza di sapersi mettere in discussione e di fare scelte x il bene del figlio.

    Ma qui parliamo di voler creare campioni…ecco per quella ristretta categoria non ci sono manuali….

    Un po come chi va a scalare l’everest…puoi prendere tutte le precauzioni ma stai cmq mettendo a repentaglio la tua vita…e nel caso del tennis…ti giochi tutto solo su quello.

    non saprei quale manuale possa aiutare in questi casi.

  28. bogar67

    Cataflic
    il bornout è una cosa che aspetto dal 13 agosto 2013 in giorno in cui ho deciso di passare da tennis ludico del circolo a quello agonistico del genitore patologico. Purtroppo ancora di smettere non se ne parla. Ieri dopo tre ore intense è arrivato un adulto gli ha chiesto di voler giocare una partita e dalle 15,45 abbiamo finito alle 20.15 non ti dico incazzatura di mia moglie quando siamo arrivati a casa. Sto cercando in tutti i modi di farla smettere, se avete qualche altra soluzione, le mie e cioè allenamenti massacranti non funzionano.

  29. bogar67

    Cataflic
    quando il padre del mio ex maestro ad agosto mi ha visto entrare al circolo con wobble board, ostacolini, materassino, cronometro alla mano, reacton ball etc etc mi ha detto dall’alto della sua esperienza: tua figlia smette entro natale. Ci speravo tanto a fare un buon Natale e invece sono qui a ottobre anno successivo a rincorrere una fine che non arriva. 🙁 le sto provando tutte!

  30. Nikolik

    Ma certo, certo, Stefano, Atti, certo che sono banalità, sono d’accordo!

    Però due cose.
    Nella mia città non c’è la raccolta differenziata dei rifiuti porta a porta, ci sono ancora i vecchi cassonetti per l’immondizia.
    Ebbene, sopra ogni cassonetto c’è scritto: vietato entrare nel cassonetto.
    Ora, mi dico io (e vi ho già spiegato che io parlo spesso con me stesso e devo dire che sono sempre molto d’accordo con quello che dico): ma possibile che ci sia bisogno di scrivere sul cassonetto che è vietato entrarci, è evidente a tutti che non si può fare.
    Eppure, se è scritto, un motivo ci sarà, ed è che, purtroppo, c’è gente che nei cassonetti entra.

    E poi una seconda cosa.
    Per anni mi avete scassato che i francesi sono meglio di noi, che loro sì che sono organizzati sul tennis, loro sono i migliori.
    Ebbene, loro hanno sentito l’esigenza di stampare e distribuire in ogni circolo la Guida ai Genitori.
    Ci sarà un motivo.

    Due cose su cui meditare, Genitori miei.
    Anzi, mes parents!

  31. cataflic

    Bogar67
    Azz…è vero…mi ero dimenticato dei tuoi veri propositi!
    Comunque è un bordello….prima che si ribelli ci vogliono ormoni in circolo per cui ti tocca massacrarla di allenamenti almeno altri 2/3 anni….sta a vedere che alla fine ci salta fuori pure una giocatrice e dopo ti tocca viaggiare pure all’estero!

  32. pulsatilla

    Ormai si può leggere solo Nikolik.
    Complimenti per il post 33.
    Confermo anch’io: c’è tanta gente che entra dentro i cassonetti, soprattutto nei circoli di tennis.

  33. Nikolik post 18,
    tutto molto bello ed interessante, non fosse altro per il fatto che le raccomandazioni dei francesi non sono altro che una traduzione di un testo americano del 1989 …………..

  34. topics

    Stefano Grazia – 27

    Per la prima volta non mi trovo d’accordo su un suo commento: il genitore deve dare l’esempio su tante cose, ma bisogna capire cosa si intende per esempio.
    Onestà, sacrificio, volontà, ricerca dell’obiettivo da perseguire attraverso il lavoro duro, il non fermarsi davanti alle difficoltà, il lavorare con impegno per mantenere viva una seconda possibilità di un futuro che non sia solo tennis giocato (quindi istruzione), il rapportarsi in modo corretto e coerente con l’ambiente che si frequenta e con chiunque si venga in contatto … ecc ecc. Tutto ok.
    Ma il genitore non è uguale al figlio-tennista, ha una sua personalità, un suo percorso, una quotidianità che è organizzata tante volte completamente in funzione dei figli e della loro crescita.
    Magari la sua giornata inizia alle 5.30 e quando va bene finisce alle 22 … ma anche a mezzanotte o all’una di notte … orari di lavoro, spesa, accompagnamento dei figli alle loro attività sportive e non, aiuto nel fare i compiti di scuola, preparazione della cena, lavaggio e stiratura del vestiario (avete idea di quanta roba usano solo per le attività sportive o delegate tutto alle mamme?) ecc ecc
    Permettete che non rimanga grande tempo per mantenersi in forma? Se a cena o a pranzo ho voglia di bere un bel bicchiere di Cannonau … non è detto che lo debba bere anche mio figlio; o se a tavola gli alimenti non sono proprio dietetici non è detto che lui possa fare altrettanto. L’atleta è lui non io e l’obiettivo da raggiungere è tutto suo, non mio. Mia è la soddisfazione, ma anche la sua. Io gli do le istruzioni per crescere e vivere dignitosamente e a testa alta, se poi io devo scendere a compromessi … per non perdere il lavoro o fare delle rinuncie per permettere a lui di provare a raggiungere i suoi obiettivi senza tarpargli le ali già all’inizio, quelli sono problemi miei. L’esempio che posso dargli è nella moderazione e non nella rinuncia a tutto per non offendere il suo ego sacrificato all’attività sportiva molto impegnativa.
    La convinzione in quello che fa deve essere la sua … la famiglia è solo di supporto.

  35. cataflic

    topics
    mi sembrano ottime considerazioni educative e sicuramente un bambino tirato su in questo contesto avrà dentro di se il motore e gli anticorpi per maturare e saper gestire situazioni di ogni genere.
    Attenzione però che i sacrifici per permettere l’attività sportiva agonistica con ambizioni di vertice sono tantissimi e le possibilità di incastrare mentalmente un ragazzo con queste cose sono altrettanto alte.
    Non so, io ho come l’impressione che per ambire al massimo ci voglia un qualche estremo da contemplare nell’equazione e sperare(o fare in modo) che sia assorbito dai protagonisti e dalla situazione stessa come boost per arrivare là dove solo pochi sono giunti prima.

  36. bogar67

    topics scrive tra l’altro
    “L’esempio che posso dargli è nella moderazione e non nella rinuncia a tutto per non offendere il suo ego sacrificato all’attività sportiva molto impegnativa.
    La convinzione in quello che fa deve essere la sua … la famiglia è solo di supporto””

    Ottime considerazioni, infatti bisogna sempre trovare il giusto equilibrio, poi siccome quasi tutti i bimbi (la mia no 🙂 ) fanno fino a 14 anni quello che istruisce il genitore, arrivati a quella età nel 90% dei casi come scrive cataflic arriva il bornout.
    Ecco perchè non ha senso vedere come capita ogni tanto genitori attaccati alla rete ad incitare il figlio o la figlia che stanno giocando, a fare coachig o rompere i maroni.
    Anno scorso ho sperimentato la lontananza dal campo è sul fatto che “La convinzione in quello che fa deve essere la sua …” ho fatto passi da gigante!

  37. stefano grazia

    Topics, il tuo discorso non fa una piega ed e’ perfettamente articolato e strutturato, ma cosa mi dici dei Cinepanettoni e di the wire?
    No, dai, l’importante e’ non avere la coda di paglia… cioe’ se tu non PUOI fare attivita’ sportiva perche’ lavori 16 ore al giorno nessuno ti accusera’ mai di nulla, se invece il tempo ce l’hai e sei solo pigro magari e’ un’altra cosa.. Io sono fondamentalmente pigro e sapendolo mi autopuinisco costringendomi a fare attivita’ fisica in un contorto meccanismo che credo fosse parte della personalita’ anche di Ivan Lendl che raccontava che quando si accorgeva di non aver voglia di allenarsi si autopuniva costringendosi a fare 10 miglia in piu’ o cose simili (e Pete sampras quando ando’ da ragazzino a lavorare una settimana con lui pensava fosse un pazzo) ….Ma tanto, qualunque cosa fai, pigrone o atleta, magari per spirito di contraddizione, tuo figlio fara’ esattamente l’opposto…
    Poi, e’ vero, in modo stat rebus, pero’ un bambino recepisce quel che puo’ recepire un bambino …Ed e’ sottile la linea di divisione fra il messaggio che vuoi passare e quello che poi invece passa per davvero … Chiaramente non sto dicendo che tu non puoi bere vino a tavola o farti una birretta al circolo, il mio era un discorso sul fatto che non esistono semmai modelli e regole e formule …PER ESEMPIO, INFATTI: che mi dite deklla wozniacki che si e’ allenata in sti mesi anche per la maratona di NY e guarda un po’, e’ ritornata anche a vincere delle partite anche se il Vostro Guru della PA mi ha sempre lanciato contumelie quando io dicevo che tutto sommato secondo me a farsi anche un po’ di corsa lunga tanto male non doveva fare … Mi ricordo che Gaudenzi e Muster si facevano 8-10 miglia per tornare a casa o per andare all’allenamento (cioe’ mettevano la borsa in macchina con Ronnie e loro via di corsa…Roy Emerson se le faceva correndo all’indietro… Si, anche il buzz mi diceva che lui non faceva mai correre i suoi allievi e poi c’era Archie con le fibre bianche e le fibre rosse, e certo, meglio il fartlek,e le ripetute, ma questa va a correre 42 km e magari li vuol correre in meno di 3-4 ore, e un po’ si sara’ pure allenata … E voi mi dite che se non si allenava, magari a NY invece vinceva?
    Questi sono mostri, noi e il 99% dei nostri figli son solo umani …

  38. topics

    Stefano Grazia – 40

    Non ti si può nascondere nulla! Scherzo, naturalmente. Non leggerei tutti i tuoi interventi se non avessi piacere e se non trovassi spunti interessanti (sviolinata doverosa). In effetti non avrei tempo ma probabilmente sono anche un po’ pigro. Mi spiego: se devo tirar fuori due ore per fare qualcosa per i miei figli, anche se non ho voglia, anche se non ho tempo, anche se so che poi posso dormire solo per quattro o cinque ore, quelle due ore le trovo, eccome! Se devo pensare a fare qualcosa per tenermi in forma e rinunciare al riposo per questo, purtroppo si … vado per il riposo, ma credo sia una questione mentale oltre che “spirito di sopravvivenza”.
    Quello che volevo dire, magari essendo un po’ troppo indulgente con me stesso, è che i figli tante volte del tuo esempio (specialmente man mano che crescono) se ne fregano altamente perchè pensano di essere depositari della scienza. La volontà, l’impegno, il sacrificio lo tirano fuori solo se credono fermamente in ciò che fanno e se vogliono con tutte le loro forze raggiungere l’obiettivo. Per fare un esempio pratico: se mio figlio se si allena con bambini/ragazzi che non lo fanno seriamente si stufa e mi chiede di non farlo più allenare con loro e questo probabilmente perchè ha (finalmente) capito che se non fa le cose seriamente non progredisce di un centimetro. Questo discorso gliel’ho fatto per lungo tempo ed ho smesso di farglielo da più di un anno ed ora, autonomamente e come per miracolo … l’ha capito da solo.
    E’ la vecchia storia de “sbagliando si impara”. Tu glielo puoi dire cento volte ma sinché non sbattono la testa …

  39. Stefano e sempre un problema di conoscenza la corsa rallenta cio non vuol dire che in una programmazione non ci sia l attivita aerobica ma busogna sapere quanto e quando per ottimizzare un allenamento finalizzato al tennis

  40. stefano grazia

    Topics: “Quello che volevo dire, magari essendo un po’ troppo indulgente con me stesso, è che i figli tante volte del tuo esempio (specialmente man mano che crescono) se ne fregano altamente perchè pensano di essere depositari della scienza.”
    PERFETTAMENTE d’accordo con te su questo.

    nicox: “e’ sempre un problema di conoscenza” …
    ah, ecco perche’, e io che credevo invece…

    Nicox, scusami, non ti incazzare o impermalosire, ma secondo me e’ proprio questo che intendo quando parlo di Banalita’ …
    con l’aggravante che magari non di proposito, ma le fai pure cadere dall’alto o perlomeno cosi’ sembra … che poi una banalita’ fatta cadere dall’alto secondo me diventa Pedanteria…. Ma magari sono io che sono prevenuto contro i Taxisti 😎😎😎

  41. stefano grazia

    Un giorno qualcuno scoprira’ perche’ Lupo de Lupis odia accenti, sintassi e punteggiatura … no, non la odia, non la ritiene importante … Fossi uno psicologo spicciolo e banale di quelli che piacciono tanto a lui, direi che in fondo in fondo anche questa e’ una mancanza di rispetto nei confronti altrui dovuta a una infanzia tormentata… Per sua fortuna non lo sono e penso solo sia pigrizia e mancanza di orgoglio ( si, perche’ non si vergogna che gli altri possano pensare che proprio non sappia cosa sono … Comunque, per restare in argomento,Fammi capire: tu, come un tempo il tuo Maestro, pensi ancora che se il Genitore Illuminato e il Coach fanno tutto bene dalla A alla Zeta il Risultato e’ Automatico … Io invece penso che sia che tu faccia tutto bene o che faccia tutto male, tu possa influire sul Risultato Finale solo al al 10-15% … Chi ha mai parlato di Sfortuna? La sfortuna non c’entra, come non c’entra azzeccare tutte le mosse… io sostengo che prima di tutto per poter vincere un Gran Prix uno debba avere per le mani un purosangue e non un mulo, e questo nonostante la mia simpatia vada ai muli ( io nei miei vari sports sono sempre stato il mulo fuoriclasse, ma sempre un mulo…!)
    Poi io gli errori li ho fatti tutti e li ho ammessi, molti di voi ne hanno fatti anche di piu’ ma non se ne sono manco accorti, anche perche’, e’ chiaro, alla fine per loro non era il risultato finale quello che contava ma il Percorso…”ma mi FACCI il piacere”, su, direbbe Toto’ …
    cio’ detto, massima stima a Nicoxia il Taxista che lavora di notte per poter permettere ai suoi figli di continuare a sognare di giorno ( e non lo dico ora, lo dico da sempre)… Mi dicono che in giro per i tornei si atteggia un po’ anche lui, come il suo predecessore, a Portatore del Verbo, ma io ai sentito dire non presto troppa fede, bisognerebbe conoscersi, e magari prima o poi, chissa’, magari vengo in Italia … e gli attacco l’Ebola😎😎😎!

  42. giovanni bianchi

    Buongiorno Prof Di Carlo,mi saprebbe dire se è reperibile su internet il testo a cui fa si fa riferimento nel post numero 18?

    La ringrazio

    Giovanni Bianchi

  43. nicoxia

    Stefano,non essendo ne laureato ne diplomato,faccio il mio massimo ,quando scrivo da iphone hai ragione tu per pigrizia non metto neanche le virgole,non mi vergogno perchè io mostro solo quel che sono non mi interessa apparire,i miei amici mi accettano così,e ci facciamo anche delle grosse risate.
    Se tu avessi lavorato invece di studiare ,pensi che ti saresti laureato?
    Ora se tu sei o non sei un bravo dottore dipenderà dalle tue potenzialità,ma intanto sei dottore e secondo me sei hai studiato bene a qualcosina sarà servito,poi ci sono dottori e dottori, chi ha comprato la laurea chi è uscito col minimo,di variabili ce ne sono molte.
    Per i tornei,è la stessa cosa mostro quello che sono e il nostro percorso,se qualcuno viene a chiedere,do la mia opinione che non è il verbo.
    Ho acquisito conoscenza da chi tu reputavi solo un raccoglitore di olive,e da molti altri i quali tu scimmiottavi sempre,umilmente ho imparato e so di dover imparare molto e se qualcosa non riesce, non do colpa alla sfortuna o al destino come fai tu,dicendo che non ci si può fare nulla,io mi metto in discussione e umilmente cerco aiuto.
    Se dovessi venire in Italia non ti preoccupare se sei infetto di Ebola,se riuscirai ad attaccarmela vorra dire che non mi sono informato bene per come non prenderla,non dirò che è sfortuna.

  44. nicoxia

    Stefano,tu veramente mi vuoi far credere che se io avessi avuto te come padre con le tue conoscenze,o uno zingaro con le sue,veramente avrebbero influito il 10 o 15 percento al massimo sul risultato finale?

  45. Nikolik

    Ora faccio come fa sempre Bogar67!

    Scusate, sapete chi ha vinto l’ultimo torneo femminile di Santa Margherita di Pula?

  46. atti

    secondo me gli errori sono piu’ di 7 ….

    Aggiungerei … l’errore nr. 8 :

    -credere di aver capito tutto del proprio figlio/a…solo perché si ha con lui/lei un dialogo educativo aperto e condiviso.

    Tradotto…
    Con i figli, il dialogo e la costanza educativa sono fondamentali, su questo siamo d’accordo,
    attenzione pero’, un eccesso di dialogo porta ANCHE alla dipendenza dal genitore, e la costanza a volte sfocia in un inutile routine “palliativa”…che fa comodo sia al figlio che al genitore.

    Quindi da giovani meglio essere irrequieti e refrattari ai consigli materni e paterni ?
    dipende, non ci sono ricette assolute,
    ma magari, qualche volta, far inc… i genitori…. decidere con la propria testa, per avere poi da grandi una spirito libero e una mente aperta, tutto sommato non è necessariamente negativo, lo scontro generazionale fa parte della storia evolutiva dell’uomo .
    Non è insomma, una cosa che a priori si puo’ valutare positiva eo negativa a 16-17 anni…
    Tanto meno si puo’ pensare di misurare la capacità educativao solo in base al ranking tennistico, eo perché mio figlio continua a giocare e il tuo no, o peggio, il mio vince e il tuo perde.

    aggiungerei anche un particolare non irrilevante, e cioè che …
    ad esempio, fra portare avanti un percorso sportivo da Accrà eo Lagos, e farlo da Milano eo Roma eo Genova…c’è un enorme difference logistica….e direi anche culturale, che si fa fatica a scrollarsi di dosso.

  47. nicoxia

    Atti hai ragione,il problema è che a volte hanno anche ragione loro,ma se il genitore non ha la mente aperta non lo ammetterà mai,e le chiusure e la mancata crescita sono la naturale conseguenza.

  48. stefano grazia

    “non do colpa alla sfortuna o al destino come fai tu”

    non e’ questo che ho detto … No, ma capisco la confusione: a volte dico che ho fatto tanti errori, altre volte dico che sono convinto che il Percorso da me adottato (Genitore Illuminato che fa l’Assemblatore dai tre ai 12-14 anni e poi fa il Passo Indietro affidando il Figlio alla Grande Academy…) fosse quello giusto …ma gli errori di cui parlo-alcuni inevitabili, altri no-non sono errori di scelta di percorso ma errori NEL percorso…quelle volte che per esempio, esasperato, ho fatto piangere mio figlio portandolo via dal campo dove da due ore mi stava facendo ammattire perche’ non aveva voglia e non s’impegnava…e poi, dopo che lo volevo portar via, ecco che piangeva, prometteva di impegnarsi e magari giocava da dio … avrei dovuto invece farlo giocare a calcio due,tre volte a settimana piuttosto, cosi’ si divertiva di piu’… MA NON E’ QUESTO DI CUI PARLAVO…io vado semplicemente dicendo che se i genitori e gli allenatori di federer o nadal sbagliavano tutto, lui comunque diventava lo stesso un seppi …E SOPRATTUTTO: che se tu fai tutto bene e non sbagli una virgola, il risultato non e’ automatico e soprattutto il mulo rimane mulo …Questo io vado dicendo da secoli, il che non significa che tu non possa sognare o provarci perche’ alla fin fine fallisce solo chi non ci prova, chi ci prova veramente non potra’ essere mai considerato un fallito … Pero’, se mi permettete un consiglio: risparmiatevi e risparmiateci le Banalita’ fatte cadere dall’Alto, tutto qui … Che gia’ probabilmente ne ho dette troppe anch’io, a mio figlio che non ci ha mai provato, quella canaglia … 🙂

  49. stefano grazia

    Ma sono io che non ci riesco piu’ a seguirvi, sono rimasto troppo indietro, non sono piu’ aggiornato, da 4 anni non seguo un torneo, non ho piu’ le conoscenze vere o presunte del Genitore Illuminato e qui vedo che tutti, tranne il buon atti, vi siete trasformati in coach a tempo pieno …Non sono piu’ in grado di farvi da contradditorio, ne uscirei con le ossa rotte … E magari nemmeno prima …io raccontavo solo la mia esperienza, non cercavo di creare un movimento o di scrivere un manuale …Me l’avessero pagato, magari forse…Ma come diceva quel genio di Pazienza, PRIMA pagare, POI disegnare …

  50. nicoxia

    Stefano,io non metto in dubbio la tua buona volontà,io ne facevo una questione di metodo,come ti dissi quattro anni fa mio figlio avrebbe già smesso,suscitando le tue ira con la famosa frase aspetterò sul fiume…tu hai detto che l’hai tirato fuori piangente dopo due ore,l’errore sta propio quì l’aspettare due ore mio figlio sarebbe uscito al secondo avvertimento,e dopo le sue promesse sarebbe successo uguale la partita successiva e quella dopo,ne consegue che se avesse continuato è chiaro che a furia di uscire non avrebbe più giocato,a meno che non si fosse comportato correttamente.il fatto che tuo figlio continuasse a giocare nonostante il suo comportamento per me ne fa un errore di metodo,sia chiaro per me che non sono il verbo ma mi sento, anche se tu non ci crederai,solo un tuo piccolo amico.

  51. nicoxia

    Da piccolo amico,provo sempre piacere a leggere i tuoi commenti,anche quando sono duri con me mi fanno riflettere e come ti ho sempre detto mi hanno fatto crescere non solo dal punto di vista tennistico,e penso di farmi portavoce quando dico che senza i tuoi post qualsiasi essi siano ,mancherebbe un pezzo importante.

  52. atti

    No ma io dicevo solo che il fatto di partire dall’Africa non fosse esattamente come partire da Genova o Milano.

    col doc (che pero’, a onor del vero, era MOOOOLTO piu’ ironico e divertente quando scriveva e faceva il genitore/coach…ora a volte è un po’ noioso anche lui come noi 🙂 ), non mi sono mai sentito “vicino” ai suoi problemi tennistici e logistici…per l’evidente fatto che nella maggior parte dei casi erano e sono situazioni a me quasi completamente estranee…difficili da capire a fondo e tantomeno da dipanare tramite un blog.

    Ecco perché si fa fatica a giudicarle, se non dicendo ovvie banalità.

    Mentre se parliamo in generale, allora ovvio che opto per la tesi di Nicoxia, cioè se da piccoli si lamentano, tirarli SEMPRE fuori dal campo, ed essere noi genitori fermi su questo aspetto, cosa che ho anche fatto quando nella fase 10-11 anni viveva male i match, vedevamo che in partita non si divertiva, ed è stata ferma anche 2 mesi dal giocar tornei, ma pero’ si vedeva che voleva farli ed ha continuato, e continua perché lo vuole lei, mai FATTO fatica perché si allenasse, ne lei ne sua sorella.

    Ma cmq dicevo, non è che mi sento migliore eo peggiore dal punto di vista educativo, solo per perché la mia continua a giocare, questo metro di giudizio lo trovo un po’ meschino.
    e NON credo che abbia smesso per questo.

    Rafa Nadal senza zio Toni, se fosse nato in Italia, e fosse stato figlio mio, di Nicoxia, del doc, di Max etc….. sarebbe cmq diventato minimo un…Di Mauro o un Seppi ?
    Per me si.

    Fognini senza Monet, diventava cmq un Viola o un Lorenzi.
    ovviamente, il rovescio della medaglia, è proprio quello di aver incanalato le cose nella maniera migliore….grazie alla lungimiranza del genitore.

    Ma si parla sempre di cavalli portati per la corsa…non di ronzini.

  53. Atti,
    gira e rigira ritorniamo sempre la: cosa è che fa di un cavallo un cavallo e di un cavallo un ronzino? la genetica, il pedigree, l’altezza al garrese, la lunghezza di gamba, la muscolatura, la scioltezza di corsa, la facilità all’apprendimento, la possibilità di allenarsi, nascere in un ranch piuttosto che in un altro, dai proprietari……….? Sono tutti fattori potenzialmente importanti. Alla fine si cerca di fare il meglio che uno può con i mezzi che ha, ma sicuro è che anche se dai e fai il meglio del meglio il risultato è tutt’altro che garantito.

  54. stefano grazia

    E io che ho detto? 😎😎😎
    Comunque e’ vero, non se ne puo’ piu’, sembriamo 4 vecchi rimbambiti al Bar che stagione dopo stagione ripetono le stesse cose… era meglio morire da piccoli baciato dal sole sulla fronte in un campo di grano prima di diventare noiosi e pedanti …

  55. nicoxia

    Stefano,la differenza la fa che se tu hai tutte le caratteristiche, ma sei figlio di un genitore che vuol farti diventare prete tennista non ci diventerai mai,è qui che secondo me ti sbagli con le tue percentuali del 10 15 percento di influenza che ha un genitore.

  56. Tennisfun

    X nikolik
    Si lo sappiamo ha vinto quella bellissima ragazza della Dentoni ,un risultato prestigioso …….

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