Meglio un avversario di prestigio da ricordare per se o uno meno conosciuto che possa sentire la tua stessa tensione? Parlando con Andrea Guerrieri alla vigilia del suo esordio nelle qualificazioni di Wimbledon, contro David Goffin, non ho nemmeno osato porre la domanda ad alta voce. Perché quando parli con un giocatore, spesso ti rendi conto di quanto siano inutili certi ragionamenti al condizionale. Dall’altra parte avverti invece la calma di un professionista che non perde tempo a controllare ciò che non può, e pensa solo a quello che lo aspetta.
Sul Campo 13 di Roehampton, sede storica del tabellone cadetto, Andrea aprirà il programma alle 12 italiane di lunedì 22 giugno contro il belga ex numero 7 del mondo, due volte ai quarti di finale a Wimbledon (2019 e 2022). Tre giorni di allenamento alle spalle, il primo Slam della carriera davanti, a 27 anni. Come proverà ad affrontare Goffin? Ce lo racconta lui, con la ragionevole certezza che Goffin non si metterà a sbirciare su queste pagine.
Il diario di Andrea Guerrieri: “Ecco come affronterò Goffin” (a cura di Lorenzo Ercoli)
Goffin? Me l’ha detto il mio maestro. Io ero dal fisioterapista e mi ha chiamato per dirmelo, anche perché dovevamo fissare l’orario del warm up. Come ho reagito? L’ho presa tranquillamente. So che affronterò un campione, ho tanto rispetto per lui. L’ho visto tante volte in televisione e qualche volta dal vivo.
Sappiamo che sta molto vicino alla riga di fondo e taglia molto bene il campo. Non è un bombardiere, però mette tanta pressione perché toglie tempo, gioca negli spazi, ti fa muovere. Al servizio non tocca i 230 km/h, però usa bene i tagli ed è preciso. Io cercherò di mettere in campo le mie armi, di comandare quando potrò, sapendo che lui però può aprirsi il campo se fa il gioco. In risposta proverò a stare vicino soprattutto sulla seconda per mettere subito pressione; allo stesso tempo, anche sulla mia seconda cercherò di stare vicino e mettere pressione da subito
Come sono andati questi giorni? È stato molto bello arrivare sui campi di Roehampton, mentre non sono ancora stato all’All England Tennis Club. Venerdì ho sfruttato con Francesco Maestrelli l’unica possibilità che ti danno di provare i campi di gara prima del torneo. Di base poi anche sugli altri campi ti danno 45 minuti per allenamento, ma nonostante ciò abbiamo giocato un buon numero di punti, ci siamo adattati ancora meglio e ho provato a prendere confidenza con una superficie diversa da quella di Dublino. In Irlanda il campo era forse leggermente artificiale e anche pitturato, sicuramente più lento. Questi invece sono più veloci e perfetti, anche sui rimbalzi. Non ci sono rimbalzi anomali. Avere poco tempo per gli allenamenti da una parte ti mette fretta, perché c’è tanta voglia di fare. Però con due sedute al giorno ci siamo concentrati soprattutto sul massimizzare il mio servizio da mancino, con slice e tagli, cercando le varie angolazioni per cogliere il massimo da quello. Poi in risposta sto provando a giocare vicino e mettere subito pressione. Da fondo l’idea è di stare più bassi cercando di prendere campo e seguire la palla quando è possibile. Dopo l’allenamento con Maestrelli ho giocato con Travaglia e nei giorni successivi con Moro Canas, Kym e Pol Tiffon.
Nei giorni prima di arrivare qui, negli ultimi allenamenti a Dublino, c’è stato un po’ di nervosismo in alcuni momenti: la voglia di fare tanto bene ha fatto sì che qualcosa non venisse come volevamo. Ma da quando sono qui, sono contento di come ho lavorato. C’è grande entusiasmo, ma so di dover fare il mio e di dover lottare senza aspettative paralizzanti. In questi giorni ho tenuto la mia solita routine da torneo, sfruttando una struttura così bella. Il cibo nell’area buffet è molto buono e anche i fisioterapisti ovviamente sono molto bravi. Siamo andati due volte fuori a cena. Per quanto riguarda il clima devo dire che ho parlato con i tanti italiani che conosco e li ho visti tutti carichi. Si percepisce la voglia di tutti di far bene e la gisuta tensione legata al torneo.
Per quando riguarda le scarpe da erba, alla fine le ho provate entrambe. Giocherò con le Lotto, ho avuto un buon feeling”.