Wimbledon 2026, Arnaldi: “Tanti demeriti miei, non sono ancora al livello che vorrei”

Luca Innocenti
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Matteo Arnaldi - Foto Pawel Andrachiewicz/ipa-agency.net

Halys è un avversario difficile in queste condizioni, ma io avrei potuto fare di più: tanti demeriti miei e tanti errori che non avrei dovuto fare, ho faticato ad entrare in partita fin da subito. Sicuramente non è stata la mia miglior partita“. Matteo Arnaldi non ha cercato scuse durante la conferenza stampa successiva alla sua sconfitta al primo turno di Wimbledon 2026 contro Quentin Halys. Il semifinalista del Roland Garros 2026 non ha nascosto la delusione per il livello di gioco espresso: “Sento che c’è ancora tanto margine, non sono al livello che vorrei e c’è tanto da fare soprattutto sull’erba”. 

Bilancio e prospettive

Il bilancio dei primi sei mesi del 2026 rimane comunque positivo per il sanremese che ha ritrovato il suo tennis. Lo stesso Arnaldi ha riconosciuto quanto di buono fatto da gennaio a fine giugno: “Fin qui nel 2026 tante cose positive, ma la cosa più importante era uscire dall’infortunio e da tutti i problemi che mi ha causato”. Il classe 2001 ha anche evidenziato come l’avvicinamento a Wimbledon non sia stato lineare per lui: “Purtroppo dopo il Roland Garros ho giocato meno di quanto volevo, gioco sempre poco sull’erba e si vede che mi mancano partite per riuscire ad adattarmi a questa superficie”.

Dopo la prematura uscita di scena dal terzo Slam stagionale, l’azzurro affronterà altri due cambi di superficie nonostante il fatto gli causi ancora qualche noia al piede. Arnaldi ha spiegato: “Quando cambio superficie il piede mi dà ancora un po’ fastidio, l’idea è tornare a giocare su terra ad Umago ed Estoril e poi andare ai Masters 1000 americani”. Il tutto però, rimane subordinato a “come rispondo fisicamente” ed eventualmente è pronto il piano alternativo: “ Se non gioco su terra vado a Washington, ma vediamo come rispondo fisicamente”.

 

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