Dall’Inferno al Paradiso: il 2015 di Benoit Paire

Benoit Paire
di Stefano Berlincioni

Numero 126 del mondo. Cento-venti-sei. Così inizia il 2015 di Benoit Paire.

Il francese, di cui mi innamorai nel 2010 dopo aver letto una delle sue primissime interviste in cui dichiarava: “Le persone pensano che io sia pazzo, ma la mia filosofia di gioco è che se devo giocare un punto, perché non provare a giocarne uno bellissimo?” Una filosofia racchiusa in questa felpa…

Paire piccola

 (Foto di Marco Caldara – Tennisbest -)

Inizia l’anno alla Hopman Cup chiarendo il concetto a chi non l’avesse ancora capito.

Il primo set “ufficiale” del 2015 non fa certo presagire una grande annata: 0-6 contro Elias Ymer (che agli US Open avrebbe poi concluso il personale Grand Slam delle qualifiche, essendo riuscito a passarle nei quattro Slam). Un po’ meglio nel secondo set, comunque un 4-6 che gli nega subito ogni speranza di partecipare al tabellone principale degli Australian Open.

Benoit, dopo l’infortunio al ginocchio ha bisogno di partite ancora prima che di risultati così decide  di mettere da parte l’orgoglio e di chiedere una Wild Card al Futures (!) di Bressuire: 5 match contro 5 giocatori fuori dai primi 400 del mondo, due set persi (uno addirittura per 6-0) ma fiducia in ripresa e soprattutto quello che lui ed il suo allenatore Lionel Zimbler cercavano, qualche match nelle gambe.

Dopo una veloce apparizione a livello ATP (secondo turno a Marsiglia perdendo in 3 set da Janowicz), altra “discesa” di livello al Challenger di Bergamo. Ricordo bene il match di primo turno che vidi dagli spalti: Benoit è ancora lontano dalla forma migliore ma non molla mai di testa e grazie anche ad un overrule molto favorevole sulla palla break che avrebbe mandato a servire Mertl sul 64 54 riesce a girare l’inerzia del match e poi va a vincere il torneo, alternando colpi magnifici ai soliti momenti di rabbia.

A fine torneo dichiarazioni che saranno poi profetiche “La cosa principale sarà la salute al ginocchio. Se non avrò problemi, i top-50 a fine anno sono un obiettivo fattibile”.

Nei mesi successivi Paire continua la risalita in classifica grazie ad un paio di Challenger (finale a Cherbourg, vittoria a Quimper) e torna finalmente competitivo anche a livello ATP  disputando un ottimo Roland Garros dove estromette l’amico Fognini e toglie un set a Berdych.

Quando l’anno sembra incanalarsi verso la direzione giusta arriva l’erba, superficie alla quale potrebbe adattarsi benissimo ma in realtà mai amata dal francese a causa dei problemi al ginocchio: tre brutti tornei (S-Hertogenbosch, Halle e Wimbledon) durante i quali si lascia andare a tweet molto pesanti  definendosi contento di tornare a casa e di “odiare” Wimbledon.

Tweet Paire

Un match vinto in tre tornei, fastidio e nervosismo addosso lo portano di nuovo in Italia al Challenger di San Benedetto dove mette in scena una delle più eclatanti sciolte dell’anno contro Volandri.

Nuvole nere si stanno addensando sulla stagione del francese ma Paire è sempre pronto a stupire e pochi giorni dopo la magra figura di San Benedetto arriva il torneo di Bastad e cosa combina? Vince il torneo mettendo in riga 3 top 25 senza mai perdere un set regalandosi la tripletta (Futures-Challenger-ATP) riuscita prima di lui nel 2007 a Steve Darcis (e solo sfiorata nel 2011 da Brian Baker sconfitto in finale all’ATP di Nizza dopo aver vinto i Futures di Weston e Costa Mesa ed il Challenger di Savannah).

Primo titolo ATP alla terza finale.

Paire instagram 2

Riconquistati i top 50 è arrivato anche un finale di stagione assai positivo, dando del gran filo da torcere a Djokovic a Cincinnati e prendendosi il lusso di battere il finalista uscente Nishikori agli US Open prima di perdere negli ottavi da Tsonga. Quella che poteva essere la classica candelina sulla torta è mancata la scorsa domenica in quel di Tokyo dove un’altra fenomenale corsa è stata stoppata in finale dall’amico Stan Wawrinka.

Top 30 riconquistata e best ranking ad un passo al (quasi) termine di un’annata turbolenta (come non potrebbe essere con un personaggio così) ma sempre in progresso come l’immagine qua sotto spiega più di ogni parola.

Equipe

Cosa aspettarsi dal 2016? Se la salute lo accompagnerà non c’è motivo di non ritenerlo un possibile candidato alla top 10: aldilà degli aspetti tecnici sarà soprattutto la tenuta mentale da migliorare per avere una stagione costantemente su alti livelli. Chissà che la relazione da poco ufficializzata con la cantante Shy’m non regali a Paire la serenità necessaria per mostrare con continuità tutto il suo enorme talento.

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