Djoko il Cannibale trionfa al Foro


di Sergio Pastena
Ad inizio anno, dopo il trionfo di Federer al Master, la domanda che si facevano tutti gli appassionati era: lo svizzero riuscirà a risalire oppure continuerà a dominare Nadal? Djokovic, come Murray, era un’incognita, faceva parte delle “varie ed eventuali”: il serbo, fino a quel momento, pur mantenendo una costanza esemplare non si era mai neanche avvicinato a scalfire il duopolio che dominava il tennis da quasi un decennio. Ora, neanche cinque mesi dopo, tutto è rovesciato: Novak Djokovic domina, col torneo di Roma è arrivato all’allucinante bilancio di 37 vittorie consecutive nel 2011 ed è a un tiro di schioppo dal numero uno. Proprio così, Rafa Nadal non è più padrone del proprio destino, al serbo basterà (si fa per dire) arrivare in finale al Roland Garros per salire in vetta al ranking, il tutto mentre Federer si è “normalizzato” e galleggia al numero tre con ampio distacco sia da chi gli sta avanti che da chi gli sta dietro.
A Roma Djokovic è stato allucinante fino alle semifinali: spazzati via Kubot, Wawrinka e Soderling, che in tre han collezionato undici games appena, il primo scoglio serio è stato Andy Murray in semifinale. Il britannico, apparso in forma smagliante dopo mesi di crisi, è andato a un passo dalla vittoria ma, nel momento decisivo, si è pugnalato da solo con un doppio fallo ed ha ceduto 7-6 al terzo contro un Novak claudicante. In finale anche per Nadal c’è stato poco da fare: 6-4 6-4 e maiorchino a casa. Per il resto la nota lieta del torneo è Gasquet, arrivato in semifinale dopo aver eliminato Federer al termine di un match-maratona. Sorprende anche Florian Mayer, che raggiunge i quarti, rifila un 6-1 nel primo set a Murray ma poi si spegne perdendo con l’incredibile punteggio di 6-1 1-6 1-6.
Capitolo Italia: dopo Vagnozzi e Cipolla un altro giocatore delle nostre “seconde linee” gioca un grandissimo torneo. Si tratta di Paolo Lorenzi, bravo a qualificarsi, bravissimo ad eliminare un Bellucci in gran forma e letteralmente straordinario contro Nadal, portato al terzo set tra l’incredulità del pubblico romano. Il tennista senese si è trovato 7-6 4-4 30-0 e lì ha sbagliato una comoda volèe ed il match è girato, con Nadal che ha incamerato dieci games di fila. Fargliene una colpa, però, sarebbe assurdo: merita solo applausi. Per il resto bene Starace, che elimina Dolgopolov e Troicki ma non può nulla contro Murray, così come Volandri che asfalta De Bakker e costringe al terzo set Wawrinka. Eliminati subito Cipolla da Ljubicic, il rientrante Seppi da Monaco e Fognini, sempre da Wawrinka al termine di un match molto lottato.
Questa settimana si gioca a Nizza sulla strada per Parigi: il tabellone non è di quelli che fanno tremare le vene ai polsi ma è comunque di tutto rispetto, visto che ci sono Ferrer, Berdych, Almagro e Roddick. Lo “showtime”, però, potrebbe arrivare dalle altre quattro teste di serie, ovvero Dolgopolov, Baghdatis, Stakhovsky e Fognini, tutti tennisti che in modalità ON sanno regalare momenti di puro spettacolo. In tabellone, tra gli altri, anche Gulbis e Dimitrov.
Nota finale: a Dusseldorf si gioca anche la World Team Cup, che sembrava destinata a scomparire ed è sopravvissuta grazie ad una sponsorizzazione trovata in extremis. Un torneo ormai storico, ma senza identità: non è mai diventato un vero campionato del mondo a squadre rimanendo una sorta di Davis di serie B. Un evento che si potrebbe descrivere parafrasando un vecchio slogan femminista: il calendario Atp ne ha bisogno come un pesce ha bisogno di una bicicletta, e ci sia perdonato il sarcasmo. Ad ogni modo, se qualcuno proprio volesse vedere l’invicibile “Armada” spagnola composta da Granollers e Gimeno-Traver, non riuscisse a fare a meno delle sopraffine giocate di Chela oppure avesse la curiosità di vedere come è fatto Lindell, può buttare un occhio e guardarsi il torneo.

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