Bentornata Vita

di - 18 Ottobre 2014

Vitalia Diatchenko_4

di Daniele Sforza

Il tennis è complicato. Puoi essere numero 1 del mondo junior e poi ritirarti/prenderti una pausa dal circuito Pro perché non riesci a sfondare (vedi Fernandes o la Barty) così come essere un signor nessuno e poi entrare nell’olimpo del tennis. La cosa che accade più spesso, essendo uno sport, è che un giocatore nel momento in cui debba sfondare si infortuni in modo più o meno grave. In quest’ultimo caso rientra sicuramente la bellissima russa Vitalia Diatchenko, classe 1990’.

Quella della russa è una di quelle storie che non vorresti mai vivere,infortuni, operazioni,rientri e infortuni ancora. Fin da junior è stato un vero e proprio calvario. Due anni di stop che l’hanno costretta a saltare il periodo dai 14 ai 16 anni. Il rientro e il passaggio da junior a Pro. Primi due anni interlocutori e poi il 2009 e il 2010 come anni del salto di qualità in cui è arrivata la prima qualificazione Slam alla prima partecipazione. Nel Roland Garros 2009, battendo la Cabeza Candela, la Halep, la Begu e in un match thriller Mathile Johansson (salvati 8 match point) per poi arrendersi alla allora numero 1 Dinara Safina raccogliendo solo 2 giochi. Finale in un Wta (Copenaghen nel 2010) e poi ancora qualificazione Slam a Wimbledon, nel 2011, con una sconfitta contro Daniela Hantuchova nonostante fosse stata più volte a due punti dal match. Il successo ad Astana(100k) in singolo ed in doppio con Galina Voskoboeva. Sembra tutto andare per il verso giusto ma qualcosa aspetta Vitalia.

Siamo ad ottobre 2011 e per la maggior parte delle tenniste la stagione sta per terminare con il consueto doppio appuntamento con Wta di Mosca e Lussemburgo. Vitalia è nel tabellone di qualificazione di Mosca e si arrende in tre set alla francese Alizè Cornet.La russa però, ottima giocatrice di doppio, si ritrova a giocare questa specialità anche questa settimana e nel momento in cui sembra andare tutto per il meglio è costretta ad abbandonare il campo in sedia a rotelle quando con la compagna e amica Elena Vesnina è avanti 64 42 contro il duo King/Shvedova (tds.2) . Cosa è successo? Semplice: scivolata, caduta e rottura del menisco,del legamento crociato e laterale.

Vitalia Diatchenko

Da quel momento in poi sono due anni di travaglio continuo, Vita è sostenuta da tutti e in particolare da due tenniste, Guskova (ritirata nel 2011) e Pivovarova (una delle poche che forse ne ha passate più di lei e che ora sta provando a rientrare nelle top del ranking Wta). Dopo 6 mesi di stop forzato Vitalia è rientrata per giocare Wimbledon (sconfitta dalla Savchuk in 3 set) e dopo il Wta di Tashkent ha deciso di fermarsi di nuovo. L’intervento effettuato in Russia alla ECSTO, da Afanasiev, non aveva risolto niente, anzi, aveva peggiorato la situazione.

messaggio afanasiev

Vitalia allora decide di provare il tutto per tutto e si sposta definitivamente a Roma per curarsi in una delle cliniche più importanti del nostro paese, Villa Stuart. Qui, con la compagnia della collega Shamayko, è accolta e curata dal professor Mariani che in un anno riesce a rimetterla in piedi e a curare i danni causati dal precedente medico. Lei non molla mai e supera anche periodi negativi (a gennaio 2013 lascia su twitter questo messaggio: Today, while lying on the MRI, a day after a survey of only one knee, I realized that I can not be called tennis player Because it my whole career is only in hospitals). Nel frattempo Vitalia ama la nostra cultura, incontra Totti (uno che è passato spesso da Villa Stuart), tifa per la Roma(per il Cska quando è in Russia), ascolta Tiziano Ferro e impara un po la nostra lingua.

Diatchenko e Totti

Il rientro è prolungato sino alla fine del 2013. Nel frattempo si è spostata in Europa e si è allenata/curata anche in Francia (in precedenza aveva passato anche un periodo alla accademia di Mouratrouglu), a Giugno ha conseguito una laurea a Mosca alla Russian State University di Cultura Fisica,Sport,Giovani e Turismo.Vitalia ritorna finalmente nel torneo di Linz, solo per il doppio. Arriva la sconfitta ma lei non demorde. Un mese di pausa e poi rientro al 75k di Dubai dove insieme ad Olga Savchuk conquista il titolo battendo le sorelle Kichenok. Ancora doppio e poi il successo arriva poco prima del nuovo anno. Nel 50k di Ankara, due settimane prima della fine dell’anno, ottiene il successo battendo la sua connazionale Marta Sirotkina.

Con l’arrivo dell’anno nuovo Vita decide di partire subito con tornei 25k e di livello più alto, per sua fortuna capisce che, ancora una volta deve riniziare tutto da capo e partire da 0. Vince e fa finale a Sharm, nei soliti tornei da 10k, fa semifinale in un 50k e poi gioca il doppio a Roma,perdendo solo al terzo set. Durante l’estate vince il torneo di Astana, vinto anche nel 2011 quando era pronta per entrare nelle top 100 (best ranking al numero 105). Vince un 25k nella sua Mosca, dove, nonostante sia nata a Sochi, ha praticamente sempre vissuto. Ora è di nuovo qui a giocare quel Wta che 3 anni prima le aveva spezzato,distrutto una promettente carriera. Superate le quali senza perdere un set e soffrendo solo nel primo, si è ritrovata contro la Govortsova che si è ritirata a metà secondo set. Poi il capolavoro di ieri con la Cibulkova, con la vittoria in 3 set dopo aver perso il primo, con alcuni punti da vedere e rivedere (il terzo punto, con quell’angolo trovato non si sa come o il pallonetto sul 5-2 0-30 del secondo set). La Cibulkova non è sicuramente la stessa degli Australian Open e sicuramente accusa un po di stanchezza in questo finale di stagione ma lo spettacolo offerto ieri da Vita, è stato semplicemente pauroso. Dominika è stata sommersa di vincenti (33) di cui la maggior parte con quel rovescio bimane di una rara bellezza e che veramente in poche possono permettersi nel circuito Wta. Gioca sempre e comunque d’anticipo cercando di essere sempre aggressiva e per farlo si è affidata al russo Nikolai Marichenko.

A Mosca, Vitalia si è arresa in 3 set alla Pavlyuchenkova, lottando su ogni punto e pagando un po di stanchezza nel terzo set, dove sembrava essere più in palla dell’avversaria ma senza più energie. Con questo risultato Vitalia torna dove era arrivata 2 anni prima, anzi, un posto più avanti. Dalla prossima settimana sarà numero 104 a solo 6 punti da quella top 100 tanto agognata. Speriamo che il sogno non si infranga ancora perché sarebbe davvero un dispiacere per tutti gli appassionati visto che il suo livello di gioco merita ben altre posizioni.

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