I ’92 azzurri: una giornata di gloria

di - 27 Luglio 2011

Di Roberto Commentucci

Ok, va bene, lo so che in Italia non abbiamo un Ryan Harrison, un Bernard Tomic, un Grigor Dimitrov o un Milos Raonic. Uno come Harryson, americano, 19 anni appena compiuti, già 92 Atp e una completezza tecnica vertiginosa unita ad una grinta belluina. Né abbiamo un Tomic, australiano, che 19 anni li compirà solo ad ottobre ma che dopo una luminosa carriera giovanile guarda tutti dall’alto in basso dal suo 68 Atp, costruito su un incredibile quarto di finale sull’erba di Wimbledon. Per non parlare dei Dimitrov o dei Raonic, appena un pò più stagionati (20 anni il primo, 21 il secondo), ma che già da tempo bussano alle porte del grande giro, provvisti come sono di un arsenale tecnico e fisico di prim’ordine. Predestinati, sicuri top 10, gente che probabilmente potremo solo  invidiare e guardare da lontano.

Però qualcosa inizia a muoversi anche in quella palude stagnante che è stata negli ultimi 3 anni il nostro tennis giovanile. A distanza di quasi 4 anni dall’ingresso nei primi 100 di Fabio Fognini e di Sara Errani, classe ’87, qualcosa pare che si stia finalmente muovendo anche per le nostre giovani promesse. Segnali ce n’erano stati. I buoni risultati di Alessandro Giannessi, mancino spezzino classe ’90, la crescita di Stefano Travaglia, potente marchigiano del ’91, (quasi ’92, è di dicembre), l’ascesa tumultuosa della talentuosa italo argentina Camila Giorgi, anche lei nata nel dicembre ’91 e che ormai si  sta affacciando alle soglie del circuito Wta.

In questo quadro generale di cauto ottimismo, ecco che arriva la giornata di ieri, dove contemporaneamente ben 3 azzurri, tutti nati in quel 1992 così prodigo di giovani promesse, hanno fatto registrare exploit davvero inaspettati, e perciò particolarmente piacevoli. Per tutti e tre, infatti, si tratta del miglior risultato della loro carriera. Ma vediamo cosa è successo, iniziando dalle donne.

Nel torneo ITF da 50.000 dollari di Olomuc, Repubblica Ceka, in uno dei tanti challenger femminili che si disputano in questo periodo in Europa, la romana Nastassija Burnett, la Sharapova dei Parioli, dopo aver superato le qualificazioni sorprende la testa di serie n. 1 della manifestazione, la ceka Sandra Zahlavova, n. 126 Wta ma ben dentro le top 100 fino a pochi mesi fa.

Nastassija, 1.80 di tecnica e potenza, un po’ monocorde negli schemi e un filo macchinosa negli spostamenti, una mamma forse un po’ ingombrante e con fama di “mangia-coach”, ha vinto 75 46 64, dopo una durissima battaglia. La speranza è che la romana, ora seguita dall’ex pro Vincenzo Santopadre, con questo exploit si lasci alle spalle due anni molto difficili, in cui ha cambiato un numero esagerato di guide tecniche e in cui, complice anche qualche infortunio, non ha compiuto i progressi che si attendevano da lei, dopo le grandi speranze suscitate dalle prime apparizioni nel circuito ITF.

Qualche ora dopo, nel bel torneo challenger di Recanati, un 30.000 dollari molto ben frequentato, la wild card Federico Gaio, 400 e rotti Atp, si impone alla distanza su Paolino Lorenzi, ex top 100, testa di serie n. 3 e tipo tostissimo a questi livelli. Vittoria vera, di spessore, 64 al terzo recuperando un break nel set decisivo. Nel caso di Gaio per la verità il grosso risultato era nell’aria. Il faentino, già finalista al Bonfiglio un paio di anni fa, ha talento da vendere, nell’ultimo anno è cresciuto tantissimo sul piano fisico, ha vinto un paio di futures e sta piano piano iniziando a mettere insieme i tanti pezzi del suo variegato repertorio tecnico.

La sorpresa più grossa della giornata, tuttavia, è quella che va in scena qualche minuto dopo, sempre a Recanati, su un campo secondario. Giacomo Miccini, lo yankee delle marche, l’ex pupillo di Nick Bollettieri, fino a tre anni fa il gemello italiano di Bernard Tomic, che dopo un tremendo infortunio all’anca sembrava perduto per il tennis professionistico, e che lo scorso anno aveva preso la via del college USA, ormai senza ranking Atp, accetta la wild card del circolo di casa sua e trova il modo di fare fuori, tra lo stupore generale, l’australiano Brydan Klein, 300 e rotti Atp, per giunta mettendo in mostra un ottimo tennis d’attacco.

La doppia vittoria di Miccini e Gaio è affascinante. Coetanei, entrambi di talento, già campioni del mondo a squadre under 14, hanno seguito percorsi diversi (centro federale di Tirrenia per Gaio, Bollettieri Academy e poi il team di Umberto Rianna per Miccini), ma hanno parecchi punti in comune: la predilezione per le superfici veloci, un gioco aggressivo e potente nonché – cosa rara al giorno d’oggi –una notevole propensione per la rete, dove se la cavano benissimo. I due, tra l’altro, si sfideranno nel secondo turno in un suggestivo derby.

Gaio e Miccini (ma anche l’ascolano Travaglia) sono insomma giocatori da veloce. Tennisti un po’ anomali, in questo paese a cultura di terra rossa, e forse a volte, solo per questo, guardati e valutati nell’ambiente con una certa diffidenza…

Ma non sono certo i primi casi. Tennisti da campi rapidi ne abbiamo avuti tanti: Pescosolido, Caratti, Camporese, Pozzi, Nargiso, Sanguinetti, Navarra, Martelli, e via elencando. Purtroppo, in molti casi questi giocatori non sono riusciti a veder valorizzate in pieno le loro caratteristiche, soprattutto a causa di una programmazione troppo conservatrice e terracentrica. Insomma, anziché andare a giocare sul veloce, molti di loro restavano impantanati sul rosso, dove le loro qualità offensive venivano puntualmente mortificate da peones e pedalatori spagnoli e argentini. Gli Arrese, i Carbonell, i Gumy, i De La Pena, e via elencando.

In chiusura, quindi, consentiteci una piccola provocazione. Il challenger di Recanati si gioca su un sintetico piuttosto veloce, che sicuramente ha dato una grossa mano a Gaio e a Miccini. Senza dubbio, si fosse giocato sulla sempiterna terra rossa del nostro circuito challenger (sono su terra 20 tornei italiani su 24) queste affermazioni, che danno punti e morale ai nostri giovani, non ci sarebbero state.

Non sarà che uno dei problemi storici del nostro tennis è la preferenza per una superficie, come la terra battuta, che richiede ai giovani abnegazione, disciplina, costanza e sacrificio, che mortifica magari un po’ il talento puro, e che in conclusione poco si attaglia alle caratteristiche – anche caratteriali – della nostra attuale gioventù?

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55 commenti

  1. andrew

    Si, il problema sta tutto lì…

    i nostri giovani devono fare uno sport che si attagli al loro carattere: il circol-tennis!!!

  2. Roby

    Hanno vinto godiamoci insieme a loro queste belle vittorie nella speranza che ce ne siano altre… ma lasciamo stare la questione dei campi e del carattere degli italiani perche poi ci sono sport molto più faticosi in cui primeggiamo!

  3. E adesso tutti di nuovo da Bollettieri!!!
    no, scherzo ,ma siccome l’ho conosciuto e l’ho sempre visto a Brademton, sempre educato con noi, nonostante la fama sul campo,e sempre carino con Nicholas, e poi mi era piaciuta molto la sua decisione, da persona matura, di prendersi una pausa ( relativa) andando al College ….lasciatemi dire Grandissimo Giacomo! Sono proprio contento per lui …

  4. napalmdeath

    ..mi ricordo che si scrisse di bolelli dopo la vittoria su Wawrinka a wimbledon quest’anno…poi che ha fatto ad umago con marcan!!!
    chiedo per il bene del tennis italiano di lasciar in pace i ragazzi che ci provano a diventare dei tennisti…
    il calcio c’ha contagiato….è malato anche il nostro tennis!!!

  5. Luca

    Io ritengo Federico Gaio il nostro Harrison o il nostro Tomic, anche se per il momento ha un ranking molto inferiore rispetto a questi due suoi coetanei del 1992.
    Per quanto riguarda la vittoria di Giacomo Miccini, mi permetto di osservare che da diversi mesi Brydan Klein é in caduta libera e ha fatto delle figure barbine anche nei futures perdendo da chiunque, per cui alla luce di quanto appena detto la vittoria di Miccini va di molto ridimenzionata.
    Pronostico: Gaio Miccini 62 62.

  6. cataflic

    Secondo me la vittoria contro un giocatore quotato o la sconfitta di misura
    “fissano” come in una fotografia la capacità tecnica di un ragazzino in quel momento.
    È una specie di termometro che ti fa capire quanto puó valere il tennista
    se è tirato a lucido.
    Rimane un sintomo ….speriamo che diventi una malattia!

  7. Roberto Commentucci

    Per la cronaca, come era prevedibile è stato Gaio ad aggiudicarsi il derby su Miccini, battuto con un netto 63 63.

    Continua anche la corsa di Nastassija Burnett a Olomuc. La romana, che è fuori dalle prime 500 del mondo, ha sconfitto nel secondo turno l’emergente ungherese Jani, ventenne n. 220 Wta, per 36 64 61.

    Nastassija sfiderà la solida bulgara Kostova per un posto in semifinale. E’ un match duro, ma non impossibile.

  8. Comunque Roberto e’ tutto relativo: in America, sia alla USTA che alla Bollettieri, Pat McEnroe e Chip Brooks giungevano alla stessa conclusione: che il predominio attuale dei giocatori europei era dovuto al fatto di essere nati sul rosso e aver imparato quindi la consistency evla pazienza e la strategia fin da piccoli…Ricordo gia’ due anni fa Chip Brooks che si affannava a spiegare a me e a Nicholas che non sta scritto da nessuna parte che un punto vinto con la difesa valga meno di un punto vinto in attacfo ( era giugno 2009, Nadal era appena entrato in corsia di sorpasso…) E quindi il loro programma prevede la costruzione di nuovi campi in terra rossa, in smerica e dentro l’academy a bradenton!
    Intendiamoci, i due programmi, terra rossa in us e campi veloci in Italy, per quanto opposti hanno entrambi la loro giustificazione e sono entrambi corretti viste le differenti situazioni … pero’ in fondo all’Alieno che si trovasse all’improvviso a passare dal puaneta terra questa cosa potrebbe apparire un tantino strana, ironica, divertente, paraossale, surreale e anche felliniana … Poi, in realta’, all’Insider appare logica e perfettamente spiegabile con il famoso detto che in fondo in fondo, la virtu’ sta nel mezzo … come siamo banali, alla fin fine …

  9. Luca

    Gaio può tranquillamente arrivare almeno in semifinale, magari vince addirittura il challenger di Recanati. Forza Federico!!!.

  10. Roberto Commentucci

    Doc, quel che dici è giusto in assoluto, ma il contesto è sbagliato. Tu Gaio probabilmente non lo hai mai visto giocare, ma lui ama il veloce come e più di Miccini. E’ talentuoso, ha un magnifico rovescio a una mano, sente bene la palla e sa fare bene un pò di tutto. Ma manca tragicamente di pazienza e spesso gioca sull’uno-due, finendo spesso per forzare le scelte e alternare grandi winner a serie infinite di unforced. C’è ovviamente un motivo tecnico: a Faenza prima e Tirrenia poi, si è allenato moltissimo sul veloce, negli ultimi 6-7 anni. E sulla terra la prendeva poco.

    Poi lo scorso marzo Infantino e Furlan hanno deciso di mandarlo a fare una tourneè di tornei future sul veloce in kazakhstan, accompagnato dal tecnico federale Gabrio Castrichella, e lui ha fatto finale-vittoria-vittoria, prendendo punti e fiducia.

    Sul veloce è già parecchio competitivo, mentre sulla terra deve imparare ad essere più paziente. E lo stesso capita ad un altro nostro giovane, l’ascolano Stefano Travaglia classe ’91, anche lui nato sul veloce nel circolo del dopolavoro ferrovieri, dove insegnavano mamma e papà maestri, ad Ascoli Piceno; più fisicato e potente di Gaio, forse meno morbido nel tocco, ma anche lui un picchiatore da uno-due, che dopo un anno e tre mesi nelle paludi sudamericane è diventato una specie di piccolo Canas ed è anche lui ormai vicino al livello di gioco del circuito challenger.

    Chi ha visto il match di oggi fra Miccini e Gaio riferisce che entrambi le cose migliori le hanno fatte con i colpi di volo…

    Ripeto, secondo me noi dobbiamo piantarla di imitare gli spagnoli. Anche perché – tragicamente – imitiamo gli spagnoli di 20 anni fa, non quelli di oggi, e cerchiamo di tramutare i nostri giovani in piccoli Arrese, o al massimo in piccoli Mantilla, mentre loro ormai fanno i Verdasco e i Feliciano Lopez.

    Noi dobbiamo fare gli italiani. E gli italiani, per indole, amano creare, attaccare, improvvisare. Non stare lì a soffrire e remare.

    E quindi se giocheremo di più sul veloce asseconderemo meglio la vera natura del nostro popolo.

    Poi, certo, ci vuole anche la preparazione atletica e la consistency. Ma iniziamo a far fare ai nostri un bel passo verso il campo, e dovranno correre meno. 🙂

  11. Maurizio

    Concordo in tutto con Roberto, ho visto Gaio a Caldaro allenarsi con Seppi e fare match pari sul veloce.
    Concordo ancora di più nel non imitare la scuola spagnola ma insistere su quella italiana, però bisogna essere coerenti, vengono oggi presi in considerazione nelle varie convocazioni tanti giovani tennisti che non sanno fare una volee, è questa la scuola italiana che vogliamo fare?
    Ho letto al foro itallico una frase che mi pare dicesse così:
    gli inglesi hanno inventato il tennis ma gli italiani lo hanno reso divertente.
    Facciamolo tornare cosi!!!

  12. Be’, ma la frase del foro italico si riferiva forse alle telecronache di Clerici Tommasi o al nostro blog perche’ a parte Panatta… chi sarebbe stato il tennista italiano divertente da vedere? Pietrangeli era fortissimo ma mi ricordo ancora una parodia di jacques tati che si addormentava durante un interminabile scambio…Non certo Gardini … I giocatori spettacolari nel mondo sono stati altri, quelli vincenti e no, direi che ne ha avuti molto di piu’ la Francia da Noah a Leconte, da Gasquet a Llodra… O il cile! Rios soprattutto ma anche Ernesto Sparalesto Fernando Gonzalez … Comunque per essere divertenti bisogna anche essere vincenti se no sai che risate, si divertono sempre molto di piu’ i tifosi avversari … oppure fate come me, e fate il tifoso global, eh eh eh, al di sopra dei confini…
    Comunque, ho apito il concetto ma quel che io intendevo dire con la mia osservazione e’ che l’eccesso di specializzazione alla lunga ( molto lunga nel caso degli us) non paga …

  13. cataflic

    @Stefano Grazia

    sai pure che noi come timing siamo l’America + 30 anni…

    siamo solo indietro di un ciclo…..meglio tardi che mai…..

    d’altro canto se consideriamo gli ultimi 20 anni di giocatori degni di questo nome italiani(best ranking):
    18: Omar Camporese(10/2/’92) e Andrea Gaudenzi(27/2/’95)
    19: Renzo Furlan(15/4/’96)
    25: Filippo Volandri (23/7/’07)*
    26: Cristiano Caratti(22/7/’91)
    27: Potito Starace(15/10/’07)* e Andreas Seppi(7/7/’08)*
    32: Fabio Fognini (18/6/’11)*
    40: Gianluca Pozzi(29/1/’01)
    42: Stefano Pescosolido(2/3/’92),Davide Sanguinetti(31/10/’05) e Simone Bolelli (20/10(’08)*
    49: Daniele Bracciali(8/5/’06)*,

    ….di consistency ne trovo davvero poca (Gaudenzi,Furlan,…Starace?)

  14. Roberto Commentucci

    A me la Di Sarra piace molto, sono 4 anni che la seguo e ne parlo, anche perché lei è da 4 anni – da quando ne aveva 16 – che ha un llivello di gioco da top 200. Il problema è che dopo il brutto infortunio alla caviglia e la forzata interruzione del rapporto con il gruppo di lavoro Palpacelli Cinà, sembra essere lei per prima a non crederci più.

    Ed è un gran peccato, perché giooca un bellissimo tennis.

    L’ho vista gioocare pochi mesi al Circolo Antico Tiro a Volo, dove nell’ultimo turno di qualificazione ha dominato un tie break contro Christina McHale, che è una emergente top 100 americana, giocando 7 vincenti di fila con tutti i colpi: ace, rovescio lungolinea vincente, servizio e diritto, servizio sulla riga e palla corta vincente, back stretto di rovescio e attacco in controtempo con volèe vicente… insomma, tutto il repertorio.

    Peccato però che l’altra è una ’92, due anni più piccola, ed è ben dentro le prime 100, e tra le due era Federica, che è del ’90, a sembrare la junior.

    Io spero che prima o poi trovi un coach con cui instaurare un rapporto di fiducia profonda, perché ripeto, secondo me ha grandi qualità, finora vanificate da tanta sfortuna e da un carattere difficile e insicuro.

  15. Madmax

    Scusa Roberto, che significa forzata interruzione..

    No perchè già è difficile trovarsi bene con qualcuno se poi ci sono anche le forzate interruzioni siamo fritti..

  16. Roberto Commentucci

    E’ semplicemente successo che l’accademia palermitana gestita da Francesco Palpacelli e Francesco Cinà si è sciolta, per attriti di natura personale fra i due. E Federica, che si era allenata un inverno intero con Roberta Vinci e Tax Garbin, con i due Francesco e con il preparatore fisico Piero Intile, si è trovata di punto in bianco senza coach. E’ tornata a casa, dove la segue part time il fratello, che è un ex seconda categoria, ma che non la può seguire nei tornei… è una soluzione di ripiego.
    Non ha ancora trovato un coach di sua fiducia.
    E poi ci ha messo un sacco di tempo a venire fuori da un grave infortunio, una rottura dei legamenti della caviglia.

    Insomma, di tutto un pò.

  17. Madmax

    Ma scusa si sono divisi, ma mica saranno morti o hanno cambiato lavoro..

    Forse bastava scegliere quello con cui si trovava meglio e seguirlo, da qualche parte lavoreranno…

    Cmq sempre di più salta fuori (lo dico da anni) che le difficoltà da noi sono già quelle di trovare dei campi con un maestro e un PA e riuscire a dare un po’ di continuità al lavoro..

    Cioè proprio l’abc..

    E’ un po’ come se un pilota di F1 non avesse ne la macchina nel circuito dove allenarsi.. ma poi potesse gareggiare nel mondiale con la sua Golf..

  18. Nicola

    Assistito alla partita Miccini Gaio. Finita 63 63 x Gaio. Non vedo sinceramente tutta questa mano in Gaio. Mi riferiscono che con Lorenzi ha giocato molto meglio. Forse è stata la tensione per la grande occasione. Su Gaio però mi sento di fare i complimenti a chi lo segue e al ragazzo: si vede tutto il grande lavoro svolto. Il ragazzo ha un fisico mostruoso e anche l’atteggiamento mi pare umile e determinato. Intelligenza tattica e personalità un pò difettano (ripeto ho visto una sola partita, pochino per giudicare), ha insistito molto sul dritto di Miccini e a volte si è fatto male…
    Credo che su Gaio ci si possa contare…
    Miccini: beh non saprei se commentare che è un disastro o che è un fenomeno! Di sicuro il ragazzo mi sembra un pò perso, avvilito e …. rinunciatario. Servizio ottimo, dritto pesante, arrotato e “nascosto”, rovescio so so (scuola americana…), davvero bravo a rete. Il gioco spesso lo comandava lui! Solo che la condizione atletica è troppo differente da quella di Gaio. I limiti caratteriali sono evidenti, come è evidente una non capacità di concentrazione di starci sopra. Attenzione non sto dicendo che è tutto sbagliato, anzi… ha personalità (a tratti sembrava che Gaio la subisse!). A mio avviso è stato un pò abbandonato e se si riuscisse a convogliare tutte le sue energie negative in positivo… forse non è troppo tardi.
    Oggi vediamo Gaio ancora e vi racconterò di nuovo!!!
    Ciaoooo

  19. Roberto Commentucci

    Nicola, grazie per il resoconto. Quello di ieri è stato un match comunque particolare, perché i due ragazzi sono coetanei e da ragazzini si sono allenati e incontrati moltissime volte.
    Posso credere che Gaio fosse più teso (era consapevole di avere tutto da perdere) e subisse la personalità di Miccini, visto che da ragazzino ci perdeva sempre, anche in allenamento.

    Credo anch’io che in partite di questo tipo nessuno riesce ad esprimere il suo miglior tennis. Gaio, come pure il mancino Giannessi, classe ’90, sul piano atletico è cresciuto moltissimo questo inverno in Argentina, assieme ad Infantino e al preparatore fisico Horacio Anselmi (che segue anche Stefano Travaglia).

    Aspetto il tuo resoconto su Gaio, che oggi peraltro avrà questo francese Martin, un giocatore poco noto ma a mio avviso molto temibile per Federico. E’ un tennista d’attacco vecchio stampo, che serve benissimo, va spesso a rete e ti fa tirare tantissimi passanti. Su una superficie rapida come quella di Recanati è un avversario duro, anche perché non credo che a Federico piaccia molto difendersi.
    Partita dura, e con tanti punti in palio.

  20. Nicola

    Guarda Roberto ho visto Martin battere Sijsling (si scrive così?) “di carattere”. Tira in battuta delle legnate mostruose ed è un giant… per cui Gaio lo deve muovere il più possibile e non aver paura di fargli tirare la volee dove non è un drago. Pallonetti vietati! Decisiva la risposta… Sijsling (pare il fratello di Gasquet) per un set e mezzo gli ha risposto sempre col dritto tagliato in anticipo, e il lungagnone è andato in difficoltà, poi ha perso un pò di smalto, si è fatto controbrekkare e ha finito col perdere al terzo. Sfortuna vuole che l’incontro dovrebbe essere sul campo 3, che (lo so perchè ci ho giocato spesso) è più veloce del centrale…
    Ho visto invece benissimo l’altro francese De Skepper e mi domando dove sia stato fino ad oggi dato che è un 87! Batte benissimo, mancino e la tocca anche benissimo. Ha battuto il fratello di Granollers, apperentemente con un primo set tirato, ma in realtà in totale controllo.
    Ciaoooo

  21. Roberto Commentucci

    Secondo me Giacomo deve ancora maturare parecchio come persona, deve imparare a gestire meglio le emozioni in campo. L’università USA può essere una buona soluzione in questo momento. Le qualità le ha sempre avute, se riuscirà costruirsi fisicamente in modo adeguato (lui di suo è potente, ma lento) potrebbe anche entrare nel circuito dopo il college, seguendo le orme di gente come Isner o Devvarman.

  22. bogar67

    sulla Di Sarra: ma vedete quanto è importante una scelta? una va a Palermo convinta che ci sia l’ambiente giusto, i coach giusti, gli sparring giusti, il pa giusto, poi i due promotori ambedue molto validi di quell’ambiente litigano per motivi che non ci riguardano, tutto va in malora e si rimane con il culo per terra!!! uno, due anni o addirittura una carriera buttata al vento. Ne avevo già scritto a proposito delle difficoltà di Antonio Campo nel trovare un ambiente nuovo e ideale per le sue aspirazioni, anche lui si allenava al Tc Palermo 2.

    In piccolo funziona così nei territori dove di maestri e di progetti validi ve ne sono pochi, uno o più ragazzini talentuosi crescono dai 5/6 anni con lo stesso maestro, poi magari dopo 2/3 questo maestro litiga con il gestore del circolo o non rientra nei piani oppure ancora riceve un’offerta in un luogo lontano e si rimane senza guida, addio talento e programma che pazientamente si stava portando avanti.

  23. Madmax

    hai capito Bogar perchè Alessia l’alleno io??

    O ci sarà un programma a lunga scadenza dove verrà pagato un tecnico con le palle oppure andrà avanti con me con i vantaggi e gli svantaggi del caso..

  24. Flavio

    Oltre a Federica Di Sarra a Palermo c’era un folto numero di ragazzi che avevano investito in quel progetto e che si sono trovati senza guida… succede molto spesso purtroppo che per motivi diversi si “bruci” la possibilità di far venire fuori un bel giocatore ! Occorre anche quel pizzico di fortuna che incanali nel senso giusto la carriera di un futuro tennista !

  25. bogar67

    @Flavio
    scrivi poco ma quando scrivi si capisce che sei di Palermo 🙂 Cinà è stato ospite a spaziotennis, è stato vago ma a quanto pare rivuole costruire DA SOLO quanto è andato in fumo, ma credo he tu ne sei a conosceza meglio di noi visto che tempo fa mi pare ci parlavi di nuovi campi in play!!
    Hai cmq ragione ci vuole fortuna, trovarsi al posto giusto e al momento giusto.

    @Mad max
    su quesTo hai ragione ma anche catizzone poteva prendere altre strade, la differenza è che tu al nuovo scelto potevi spiegarE lavoro fatto, un genitore normale che lascia il figlio o la figlia al circolo e che subito dopo va via NO.

  26. nunziovobis il fondamentalista

    post 26 e 27 Ecco perchè come genitore bisogna sempre seguire pazientemente tutto ciò che circonda il proprio figliolo, senza tralasciare nessun particolare.

  27. Madmax

    Bogar..

    Qualsiasi strada avesse preso Giovanni nulla sarebbe cambiato, per il semplice fatto che lui la vede una volta al mese ed il lavoro giornaliero lo fa con me, per cui anche fosse andato in campo al mondo quella volta ci si vedeva lo stesso..

    Perchè il punto è proprio questo e cioè che i guru li devi avere come supervisori dato che un giorno o due al mese possono concedertelo, di più è impossibile..

    E quello che conta sono si le cose giuste ma se le fai fare all’allievo tutti i giorni.. 🙂

  28. bogar67

    @mad max
    io ho il mio maestro e mi fido, tuttavia non disdegno delle verifiche-stage anche per far provare nuove sensazioni e constatare delle nuove metodologie di allenamento, ho iniziato con Bertino ed intendo continuare con lui almeno altri 3 anni.
    Nello stesso tempo ho il mio mentore tecnico, uno che vale 10 coach messi insieme che non percependo da me un euro per cui se torno o non torno da lui è uguale acquista maggiore significato in obiettività.

  29. bogar67

    siamo andati un pò off topic rispetto all’articolo, il discorso era cmq sul fatto di avere una guida tecnica e trovarsi senza da un momento all’altro come è successo per i promettenti ragazzi tra cui dei 92 e 93 che si allenavano al TC Palermo 2.

  30. ivano

    Cari amici il problema è quasi risolto………massimo un anno e mezzo o due il progetto lo faccio io………………
    Questa è la bomba del giorno…….
    Ma non è una caxxata……..

  31. ivano

    maurizio
    Progetto di livello assoluto…………
    Per ora pero’ per scaramanzia non dico niente………

  32. Roberto Commentucci

    Vi aggiorno sui due tornei citati nel pezzo.

    A Recanati come temevo Gaio non è riuscito a battere il francese Martin, gran battitore. L’azzurro ha perso 63 76 con parecchi rimpianti, perché nel primo set sul 35 ha avuto 3 palle break consecutive per tornare nel set, mentre nel tie break del secondo set era avanti 40, quindi con due minibreak di vantaggio, e sul 42 ha sbagliato un diritto molto facile, consegnandosi al suo avversario.

    Comunque ottimo torneo, i segnali di crescita ci sono.

    Invece lieto fine per la Burnett che ha vinto il 50.000 dollari ceko di Olomuc, uno degli ITF meglio organizzati del circuito (ospitalità, fisio, massaggi, bagno turco jacuzzi, tutto gratis per le giocatrici). La Burnett ha vinto 8 match (5 di tabellone e 3 di qualificazioni) e per strada ha battuto ben 3 ex top 100 (Zahlavova, Bichkova e Birnerova), oltre ad una buona giovane emergente come la Jani. Arriverà intorno al 350 Wta, con un salto di oltre 150 posti.

    Ho visto qualche punto della finale, in streaming, e la Burnett ha sempre dominato gli scambi, grazie ad un servizio molto solido e ad una risposta aggressiva, specie di rovescio, davvero letale.

    La speranza è che la potente tennista romana, che finalmente ha messo a posto alcuni problemi fisici, possa trovare continuità a questo livello.

  33. bogar67

    Brava la Burnett, con un 50000 dollari cominciano i ritorni in price money? a parte i problemi fisici a piedi come sta? adesso è più veloce? dove e con chi si allena? mi pare avesse cambiato spesso guida negli ultimi due anni!

  34. Roberto Commentucci

    Bogar, l’ho scritto nell’articolo… Si allena con Vincenzo Santopadre e con Sandrine Testud, l’ax top 10 francese ed ex moglie di Vittorio Magnelli, al Circolo Canottieri Aniene.

    La Testud le ha anche messo a disposizione il suo vecchio preparatore fisico, e stanno lavorando bene.

    E’ un pò più veloce, certo non sarà mai un fulmine di guerra negli spostamenti, però ha evidentemente preso fiducia e i colpi li ha sempre avuti.

    In più, pare aver finalmente risolto i problemi ai muscoli addominali che le stavano compromettendo la stagione.

    Speriamo, lei ha mezzi importanti: già 3 anni fa riusciva a far vedere sprazzi di tennis da top 100.

  35. bogar67

    Hai ragione Roberto, non ho approfondito articolo, avevi scritto anche delle diverse guide tecniche negli ultimi anni di cui però sapevo sempre grazie alla lettura di altri tuoi articoli.
    In bocca al lupo alla ragazza, mi pare una delle poche papabili dietro le “vecchie” glorie ancora tra le top 100.

  36. bogar67

    @Ivano e Maurizio
    Vediamo se indovino:
    tempo fa scrissi di un percorso di uno Junior fatto come una gara ciclistica, bisogna superare tre gran premi della montagna.
    Ivano ne ha superato uno intorno agli 8/9 anni, adesso crede di averne superato un altro intorno ai 14 (la figlia è del 97) e si accinge ad arrivare a quello dei 17/19 per arrivare al professionismo.
    Per superare i primi due gran premi le risorse interne possono bastare ma per l’ultimo tappone, prima di partire bisogna sedersi in un tavolo con qualcuno(FIT,SPONSOR,ETC) che crede in te e trovare le risorse necessarie per poterlo affrontare.
    Ovviamente se ho indovinato, fin quando Ivano non mette nero su bianco i termini anche per scaramanzia fa bene a non farci sapere nulla da qui un grande in bocca al lupo.

  37. Madmax

    Ivano, ti auguro che vada tutto bene..

    Guarda Bogar il punto è che se cominci subito a far le cose giuste i risultati arrivano e di conseguenza anche trovare i soldi è una passeggiata..

    Il problema è che all’estero sanno che bisogna fare qui purtroppo no..

    Se io ripartissi ora con le conoscenze acquisite mia figlia non perderebbe mai..

    E’ chiaro che se ci si sbriga si può benissimo recuperare, ma lo devi fare con le tue forze.. che se sei milionario è uguale ma se non lo sei…

  38. ivano

    Bogar
    Crepi il lupo !!!!!!!!
    Continua a lavorar bene con tua figlia e falla diventar molto forte………. vedrai che potrai beneficiarne anche te…………e qui mi fermo………

  39. ivano

    max
    Mi son gia’ sbilanciato……………
    E’ ancora prematuro farlo……..
    Ho lanciato stamani la bomba,ma è ancora presto……….
    Ci vuole come con i bambini la capacita’ di saper aspettare………
    E devo dirti che con il passare degli anni la sto’ un po perdendo………..

  40. bogar67

    @Ivano
    è quello che vado dicendo al mio maestro, alla tecnica e al programma è lui che ci deve pensare, ne ha le capacità, io posso sbattermi in giro per l’isola e la penisola e sacrificare le mie ferie per farla conoscere e fargli fare i tornei, anzi sarei disposto a delegare anche quello, avrei anche un’altra idea:
    al circolo ci sta una ragazza di 22 anni, un’ottima terza, (seconda se fosse nella penisola) seria, senza fronzoli e vizi, iscritta al’università, farà il corso di istruttore, sarebbe bello farla diventare una sorella maggiore di mia figlia, una di famiglia e sotto la supervisione del mio maestro fargli da coach personale, abita pure a due passi da casa per cui disponbilità per allenarsi anche nel circoletto sottocasa in qualsiasi momento. Ne ho già accennato al mio maestro e già li ha fatti giocare insieme, ne riparlo a settembre, vediamo la disponibilità per questo inverno. Di questo far diventare di famiglia qualcuno ne aveva già preso spunto dal connubbio Giordano-Albano e ribadito dal consiglio della Signora Bertino prendendo ad esempio Marchegiani-Donati.
    Ivano devo in qualche maniera togliere il gap di differenza tra figlia di un genitore normale e figlia di un maestro, non ho ascendente su mia figlia tale da colmarlo personalemente.

  41. ivano

    bogar
    Potrebbe essere un idea………..
    Il consiglio unico che posso darti è quello di non farti prendere dall’ansia da prestazione………..
    Anche perchè non si sa quello che potra’ succedere nel tempo……..
    Proprio ieri sera con tutta la famiglia riguardavamo i video su tornei indietro…….e proprio in Croazia(Pula U.10) presi la mia prima legnata in testa…….c’era una certa signorina tale Pena Virginia(Spagnola) che rispetto a mia figlia alla quale avevo dato tutto fino a quel momento sembrava una marziana……….ma proprio di un’altro pianeta e poi via via anche le altre……..bene questa ragazzina ha gia’ smesso di giocare dicesi’ che faccia canottaggio………
    Quindi come puoi vedere l’evoluzione di una futura professionista non è di facile previsione soprattutto a quell’eta’………

  42. bogar67

    @Ivano
    il tuo discorso sull’ansia da prestazione non fa una grinza, figli di genitori pressanti smettono alla fine del secondo tappone della montagna o anche prima. Io sono si pressante ma con il mio maestro 🙂 che mi dare qualità, quantità e intensità alla stessa stregua della figlia di un maestro e a costi ragionevoli!!

  43. nicola

    Roberto, arrivo con il report da Recanati. In ritardo… il lavoro…
    Beh Gaio ha perso, come hai detto, da Martin… che ha vinto il torneo in finale su De Schepper (derby Francese)in una bella partita 61 67 76 (Martin ha vinto dopo che si è visto annullare 5 match point al secondo tie). Martin proveniva dalle quali e combattendo veramente con l’ascia tra i denti (credo che abbia anche annullato un match point a Sjisling) e disputando parecchi Tie Break, ha meritato alla grande il torneo. De Schepper gioca meglio, ma Martin ha lottato di più. Impressionante al servizio (ha anche letteralmente abbattuto una giudice di linea, che poverella, dopo avere ricevuto il servizio di Martin in fronte è stata consegnata alle cure dei medici…) ha sfoderato un tennis tutto d’attacco, che ha reso bene, anche se a rete ha dimostrato di non essere Edberg, anzi…
    Tornando a Gaio… ho visto la partita con Martin. Buona prestazione, macchiata da alcuni dettagli: la fine del primo set e la fine del secondo. Il ragazzo probabilmente capisce che il momento è importante per il suo salto di qualità e tende a vivere (mia sensazione) le fasi importanti del match, troppo passionalmente, come se sia la sua ultima chance. Sul finale del secondo era anche 0-40 (sarebbe andato a servire per il set), ma dopo due bombe al servizio di Martin, mi sembra abbia commesso un grave errore. Tie Break pessimo, vantaggio iniziale di 4-0 e poi errori su errori. Ce da dire che Martin è uno abituato a giocarne di tie break!
    Comunque bene Gaio… non si può che migliorare.
    Capitolo Francia: IMPRESSIONANTI! Questi producono giocatori su giocatori…. eppoi ognuno con il suo stile. L’anno scorso hanno piazzato in finale Mannarino (talentuoso mancino, ma “leggerino”), quest’anno due marcantoni di due metri, di cui uno, De Schepper, per niente male come tocco e sensibilità, mancino (ha battuto Cipolla controbattendo bene al gioco tagliato e preciso del romano). Insomma i Francesi sono un decimo del ranking atp… e mi pare di poter dire che se trovano uno capace di vincere slam… beh potrebbero considerarsi il movimento leader al mondo.
    Capitolo Italia: sinceramente non capisco cosa diamine ci facciano i nostri 3 migliori giocatori ad Umago… per carità sono tornei (questi in terra di questo periodo) che danno molto in €, e la concorrenza non è che sia spietatissima… ma adesso la stagione è quella del cemento Usa e credo che soprattutto Fognini e Seppi bene farebbero a prepararla come si deve, con tornei in cemento… ma queste sono solo mie considerazioni personali…
    Ciaooooooo

  44. Roberto Commentucci

    Grazie Nicola, molto interessante.

    Sulla preparazione terracentrica dei nostri, con me non sfondi una porta, ma un portone.

    Io spero che prima o poi anche noi riusciremo ad avere un giocatore che a metà luglio pianta tutto, prende, parte per l’America e si fa tutta la US Open Series, fino a Flushing Meadows, sfidando senza paura l’inferno della Long Hot Summer statunitense.

    Chissà, forse lo farà Quinzi…

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