Il Ginocchio d’Achille (ritornerò, in ginocchio da te… da voi)

di - 28 Luglio 2010

Voglio tornare bambina perché le ginocchia sbucciate fanno meno male dei cuori infranti… (Jim Morrison)

Preferisco morire in piedi piuttosto che vivere in ginocchio (Ernesto Che Guevara)

Il futuro sta tutto nelle ginocchia degli dèi (Omero)

Archipedro

di Piero Blanchini (Archipedro)

Solo, di fronte al computer, mi sono inginocchiato sui ceci e, da eretico addolorato, penitentiagisco: devo assolutamente liberarmi il capo da questo drappo autarchico che m’impedisce di cogliere la grazia del Creato tutto, o anche tutto ciò che Grazia ha creato. Che fa lo stesso. Devo necessariamente uscire dall’isolamento gobbo, per alzare la testa fino a poter scorgere l’orizzonte dell’avvenire: è talmente inutile, la misantropia, da sembrare la bestemmia d’un palombaro nello scafandro, dell’alpinista sulla via solitaria. Inutile e controproducente, per chi crede nell’Inferno…

A) LE GINOCCHIA IN BREVE…

Allora, caro papà ideale di bambino portatore di talento tennistico, cerca per un attimo di immaginarti le sue ginocchia dall’interno…provo ad aiutarti.

Quattro fondamentali LEGAMENTI (gli inter-connettori delle ossa) stabilizzano il ginocchio: due legamenti crociati (anteriore LCA e posteriore LCP), molto corti e posti in asse tra le ossa, si “avvitano” tra di loro e collegano tibia e femore: evitano il reciproco spostamento delle due teste (effetto cassetto avanti e dietro). Due legamenti collaterali (ben più lunghi), mediale LCM (tibiale) ed esterno LCE (tra perone e femore), stabilizzano il ginocchio lateralmente. Il menisco mediale e quello laterale esterno sono due cuscinetti fibro-cartilaginosi a C che evitano lo sfregamento di tibia e femore.
Anteriormente la rotula, tesa assialmente tra i TENDINI del quadricipite e rotuleo (i tendini connettono i muscoli tra loro o alle ossa), è tenuta al suo posto dai tendini del vasto mediale e del vasto laterale, le due fasce muscolari laterali del quadricipite stesso (la quarta è il vasto intermedio, sotto il retto femorale). Nella parte posteriore del ginocchio i muscoli ischio-crurali (bicipite femorale, semi-membranoso e semi-tendinoso proteggono il legamento crociato anteriore dalle lesioni.

E così abbiamo chiarito quale sofisticata macchina la lavandaia usi da secoli e secoli in modo poco ortodosso…

Tale conformazione impedisce naturalmente al ginocchio di ruotare: esso è IDONEO SOLO ALLA FLESSO-ESTENSIONE. Tra l’altro i legamenti NON AMMETTONO sollecitazioni RAPIDE ma solo lunghe, e non variano di lunghezza durante i movimenti del ginocchio: è come se fossero sempre attivi. La loro elasticità è piuttosto limitata (ad esempio il LCM resiste ad una tensione di quasi 300 kg/cmq ma ha una deformabilità massima pari al 15-20%.

B) OSSERVARE I FIGLI IN CRESCITA

In considerazione delle elevatissime pressioni che la gamba può scaricare al suolo nelle azioni sportive più intense è fondamentale che l’atleta presenti un perfetto allineamento di caviglie, ginocchia e teste del femore. Ecco alcuni parametri di controllo utili alla coscienza del genitore premuroso:

1) sull’asse trasversale del corpo la pronazione (inclinazione interna del piede) o supinazione impediscono alla caviglia ed poi al ginocchio una bio-meccanica efficiente (ruotano la tibia): il corretto allineamento della caviglia avviene quando il tendine d’Achille segue l’asse della gamba. All’iper-pronazione sulla massima pressione all’appoggio del piede in corsa sono associati la maggioranza degli infortuni

2) Sull’asse sagittale il femore dev’essere antiverso (in posizione eretta il suo asse sopravanza quella del corpo); trasversalmente non deve intra-ruotare, perché valgizza il ginocchio (forma ad X) e destabilizza la rotula, ed extra-ruotare, come avviene per il varismo dei calciatori: le rotule devono mantenere un “parallelismo estetico”.

3) Da un punto di vista posturale una accreditata teoria associa al valgismo e varismo del piede la dominanza delle catene muscolari rispettivamente di chiusura ed apertura. La prima (chiusura) è quella che fa intra-ruotare il femore, accentua il valgo del ginocchio (forma ad X) e tutte le lordosi fisiologiche (curve della schiena); viceversa la seconda provoca la rotazione esterna della coscia e della gamba, il varo del ginocchio e la perdita delle curve naturali nella schiena, con le vertebre sacrali in posizione verticale. A piedi paralleli, come dovrebbero essere sempre tenuti, il corpo sano allineato al muro, con i talloni quasi attaccati allo stesso, tocca la parete sul sedere, all’altezza delle spalle e con la testa.

4) Anche l’iper-estensione (ginocchio ricurvo) ed ipoestensione (flesso) sono un problema: infatti i legamenti del ginocchio si stabilizzano con il carico, e quest’ultimo deve scaricarsi assialmente quanto più possibile (ecco perché ritrovare la massima estensione della gamba dopo un intervento al ginocchio è fondamentale).

5) Per valutare condizioni patologiche d’instabilità articolare si può fare il test di Harrington: se l’ìndice della mano appoggiata su un piano supera l’angolo di 90° nella sua flessione forzata all’indietro si può ipotizzare una lassità legamentosa costituzionale. Quest’ultima va controbilanciata da una particolare attenzione nello sviluppo armonico ed ipertrofico dei distretti muscolari che proteggono i legamenti.

6) Nella simmetria dei quadricipiti e delle ginocchia, che non devono essere gonfie ma neppure piccole, la tonicità del vasto mediale indica che il ginocchio è in salute e ben protetto: è il muscolo che, nell’estensione completa dell’arto da seduti, presenta un rigonfiamento fino alla parte interna della rotula. Quest’ultimo lavora solo negli ultimi 30° della massima estensione, e quindi spesso non viene allenato come il vasto laterale, che lavora assieme al quadricipite : il conseguente scompenso è piuttosto pericoloso. Il ciclismo lo attiva molto bene.

C) LE GINOCCHIA… PENSANO

Detto questo vi isolo il CONCETTO FONDAMENTALE, attorno al quale ruota tutto l’articolo: in presenza d’un punto debole, d’un GINOCCHIO D’ACHILLE che troppo spesso si rompe per le violente sollecitazioni esterne tipiche degli sport di contatto, non si può che utilizzare la gamba intera per proteggerlo il più possibile.

Per spiegare questo concetto possiamo richiamare due casi.

Quello dello sciatore, con piedi incastrati negli scarponi e velocità tali da produrre, in caso d’una repentina perdita di controllo dello sci, forze torsionali d’un ordine di grandezza superiore rispetto alla capacità di sopportazione del ginocchio. Che ovviamente si rompe. Ma lo sci esiste ancora… ed alcuni lo praticano con i legamenti crociati danneggiati… com’è possibile? Perché il cervello s’abitua a far lavorare la gamba in modo tale da non reagire a impulsi torsionali… in presenza dei quali, è banale, cede immediatamente.

Più o meno lo stesso discorso vale nelle arti marziali, con i calci laterali subiti dalle ginocchia della gamba in parata: se nel momento dell’impatto il piede fosse bloccato a terra e la gamba rigida i danni sarebbero immediati ed importanti. Ma il combattente controlla tale fattispecie mantenendo il peso sulla gamba posteriore, affinché sull’arto che subisce la maggior parte dei calci o delle spazzate si scarichi solo una minima parte dell’energia.

Insomma: la dove non c’è DEFORMABILITA’ ci dev’essere CEDEVOLEZZA…

Ora noi sappiamo che il controllo neuro-muscolare dei segmenti corporei è assicurato da tre tipi di propriocettori:

• fusi neuromuscolari (contraggono il muscolo in difficoltà)
• organi tendinei del Golgi – OTG (rilasciano i muscoli se sono i tendini in pericolo)
• ed altri ricettori articolari che, in analogia agli OTG, scaricano il sovraccarico dalle articolazioni (efficienza nervosa dell’articolazione).

Se tali propriocettori sono sensibilizzati, se è alta la soglia della loro attivazione (il muscolo ha più possibilità d’arrivare al limite), se l’atleta è ben allenato a sentire il proprio corpo, la velocità con cui egli potrà reagire ad ogni sollecitazione pericolosa è elevatissima: quindi il cervello salva il ginocchio, ma lo può fare se la gamba ed il corpo sono bio-meccanicamente impostate e possibilmente integre (i calciatori si “spaccano” solo quando non vendono l’entrata dell’avversario…). Infatti le lesioni, i postumi degli infortuni in generale, diminuiscono la sensibilità di questi organi. E quando un tendine viene es. ricostruito, perde i suoi preziosi OTG… e diventa “mentalmente” più fragile.

D) LE GINOCCHIA DEL TENNISTA

S’è detto in passato che mancando nel tennis la corsa veloce, i salti in estensione, gli stacchi verso l’alto… l’allenamento della forza speciale (quella del gesto tecnico, del corpo in funzione del colpi), è una condizione bio-meccanica sufficiente. Ed anche la preparazione atletica degli agonisti era storicamente basata sull’affinità tra condizioni di gioco e sovraccarichi d’allenamento. Chi mai penserebbe di portare un tennista a fare velocità sugli ostacoli o a fare lancio del disco? Ma soprattutto… chi mai farebbe fare queste cose ai giovanissimi, che già hanno difficoltà a tenere una racchetta in mano correttamente?

Ribadirò ora una cosa che TUTTI sanno: noi usiamo solo i muscoli che abbiamo. Ed i bambini, in particolare, si organizzano rispetto alle fasi sensibili del proprio corpo. Man mano che esso si dimostra plasmabile in una direzione, loro la percorrono… Se si sentono di correre, o sono irrefrenabilmente attratti dall’idea di salire su un muretto e poi di saltare giù, e più alto è il muro più sono contenti, un motivo ci sarà. Ed anche con la racchetta da tennis in mano tenderanno in principio a giocare a baseball: perché al controllo del colpo non saranno minimamente interessati… il divertimento è sparare la pallina in cielo. E’ tirare il sasso il più forte possibile. E’ contrastale le forze gravitazionali che li opprimono…

Le ginocchia dei ragazzi sono, in tal senso, l’anello debole in una catena di relazioni fondamentali che potranno trovare completa espressione con l’adolescenza: solo allora saranno degne d’un rovescio ad una mano, o d’un servizio teso e competitivo. Quando sarà il momento di produrre tali colpi ogni deficit coordinativo o condizionale scaricherà energie (e quindi lavoro) dai distretti idonei agli sforzi speciali a quelli inidonei… dai piedi alle caviglie, dalle caviglie alle ginocchia… dalle spalle alla schiena e dalla schiena alle anche… Ed allora il tennista moderno, che è molto alto e vorrebbe rispondere ai colpi in back ed anche attaccare la rete, avrà il problema che per giocare alla Edberg si dovrà (finalmente) piegare sulle ginocchia… e farà amicizia con quelle due amiche troppo tardi… E sarà triste di non averle allenate, nella loro rigidità, a scaricare correttamente la potenza impulsiva delle proprie azioni e contemporaneamente ad essere cedevoli quando un cambio di direzione le costringe a qualsivoglia rotazione innaturale. Alla fine non potrà fare a meno di rimpiangere la propria infanzia crudele… sigh! ☹

– – –

Per gli aspetti di preparazione atletica dedicati agli arti inferiori aprirei eventualmente un capitolo a parte…

© riproduzione riservata

84 commenti

  1. Roberto Commentucci

    Grazie di cuore Archi, molto interessante e utile.

    Apprezzo tantissimo il tuo sforzo (secondo me ce l’hai messa tutta) per rendere più digeribile e leggibile la materia.

    A questo punto, sarebbe molto utile indicare qualche esercizio concreto per aiutare la salute delle ginocchia.

  2. Alessandro Nizegorodcew
    Autore

    E infatti la cosa che mi preme sottolineare è che un ginocchio non sano, come Archipedro e anche Stefano possono spiegare molto meglio di me (Stefano tra l’altro si è rotto i crociati come me e quindi ha la doppia esperienza di medico e paziente), può comportare una serie di problematiche ben peggiori di un ginocchio leggermente instabile o dolorante.. Gli scompensi (per esempio derivati da posture sbagliate a causa di dolori o instabilità) fisici possono essere devastanti..

  3. Mauro g&f

    Sicuramente molto interessante. Vorrei porre all’attenzione una patologia che riguarda sempre più spesso i nostri giovani agonisti, e cioè la sindrome di Osgood Schattler, qualcuno la derubrica a dolori della crescita ma è invece una vera e propria malattia che se trascurata può portare anche dal chirurgo. Mi dicono che una ragazzina del 98 seguita a livello nazionale, ha un bozzo stoo il ginocchiocome una grossa noce e continuano a farla giocare come se niente fosse.
    Volevo sapere da Piero ma anche dagli altri qualcosa in più su questa patologia che ha iniziato a colpire anche mia figlia anche se in maniera molto lieve.

  4. Grazie Roberto ed Alessandro dell’incoraggiamento 🙂

    Vorrei precisare ad un amico una cosa sullo sci e l’effetto “ad incastro”. Senza qui dare a nessuno insegnamenti di scienze delle costruzioni vi invito a chiedere a qualche ingegnere quale differenza c’è tra torcere o colpire trasversalmente il ginocchio d’una gamba (dritta e caricata assialmente) nei seguenti casi: 1) con il piede ancorato per terra ad incastro (es. scarpone da sci); 2) oppure incernierata al suolo (tipo tacchetti da calcio); ovvero 3) libera negli spostamenti sull’appoggio (es. in piedi suo ghiaccio). Il modello della libera inflessione dell’asta che l’arto rappresenta cambia completamente: in particolare la presenza dello sci e dello scarpone lo rendono estremamente rigido (incastro sotto ed semi-incastro sulla testa del femore)… allora lo sciatore non ha l’effetto elastico della caviglia che può deformarsi e neppure può scaricare tensioni svincolando gli appoggi: tutta l’energia va immediatamente su crociati e collaterali…

    Allo stesso amico dico che un articolo come questo mio non cerca grandi commenti, non essendo aneddotico, ma auspica d’essere significativo, e magari un confronto su inesattezze o approfondimenti… 🙂

  5. Mauro g&f, io ovviamente so di non essere un medico… 🙂

    dell’osteocondrosi l’articolo parla quando cita le cartilagini dell’accrescimento dei bambini (che permettono all’osso d’essere assecondato nella crescita da muscoli e tendini) e la loro cattiva resistenza meccanica agli sforzi taglio-torsionali: e ciò nuovamente conferma che i sovraccarichi statici e dinamici sopportati dai bambini devono scaricarsi assialmente lungo le ossa… Perché ciò avvenga vale quanto v’ho proposto…

  6. Incredible

    Mauro in realtà hanno ragione quelli che la derubricano in dolori della crescita a parte rarissimi casi (ma ti saresti accorto perche tua figlia non sarebbe nemmeno in grado di camminare) in cui si presenta in forma molto acuta… Per il resto è una “malattia” senza cura in quanto va e viene e quando viene non ti permette di allenarti costantemente.. L’unica cosa da fare quando si presenta il dolore e quella di non allenarsi e usare molto ghiaccio oltre ovviamente diminuire i carichi di lavoro dal momento che il dolore scompare..

    Ovviamente so anch’io di non essere un medico ma la fonte è certissima! 🙂

    Max

  7. Ehi, dr. Max! 🙂

    Ti volevo fare una domanda… t’è mai capitato di sentire un maestro o allenatore o altro dire ad un genitore: “Vorrei tanto allenare il/la vostro figlio/a ma i deficit posturali e muscolari sono evidenti… prima è necessario che pratichino altri sport… che sarebbero… tornate quando saranno in grado di…” ?!

    Non voglio far partire una nuova polemica ma dai, ragazzi, pensateci… tutta questa logica degli orticelli, degli interessi associativi o federali, non andrebbe superata?

    Possono i genitori continuare a credere che gli addetti ai lavori istituzionalizzati siano effettivamente attenti a questi DETTAGLI??!! 🙂

  8. Incredible

    Beh Archi non è necessario arrivare a tanto, basterebbe organizzare un programma di lavoro fisico atto a metterlo/a in “moto” senza poi esagerare in campo.. Ma mentre questo è la normalità purtroppo per quanto riguarda la parte atletica sappiamo che è tutto lasciato al caso.. Le ultime esperienze che ho avuto sono di ragazzine che arrivavano da tre ore al giorno di lavoro ma che guarda caso con me dopo mezz’ora di seduta fisica crollavano al suolo oppure di ragazzine che dicevano di fare preparazione atletica per il tennis e l’attività a loro proposta era mezz’ora di corsa, cyclette e beach volley, al che sono crollato io!! 🙂

  9. Discorso tutori e bendaggi… avevo del materiale ma non sono entrato nell’argomento perché, soprattutto nel caso del ginocchio, non ho dati coerenti. E poi già questo mio articolo è noioso… 🙂

    Qui esprimo una opinione. Posto che dopo un’operazione un tutore non serve (…) ci sono molti frangenti (lassità, stati infiammatori…) in cui si usa in quanto l’articolazione è soggetta ad un maggior pericolo, anche transitorio… Posso solo consigliare di distinguere, nel caso generale di “fasciatura preventiva”, le fasi dell’allenamento da quelle della partita: NO in allenamento, perché crea dipendenza ed altera lo sviluppo, l’attivazione e la bio-meccanica dei distretti muscolari… SI in partita, dove capita che si producano picchi di performance decisamente superiori, soprattutto in termini di rapidità dei movimenti…

    Dal salto in alto avevo imparato ad incerottarmi il piede in gara attorno alla scarpa (sotto l’arco), per evitare che l’azione bloccante dei chiodi non fosse compensata dalla tenuta della calzatura… oggi magari le scarpe sono fatte meglio… Dalla pallavolo l’esigenza, sempre in partita, di fasciarmi le caviglie, soprattutto a fronte dei rischi di slogatura da ricaduta a muro. Ma le fasce elastiche alle ginocchia (tipo dei tutori, mai ortesi) le avevo adottate dopo che a diciassette anni, in una notturna partita di basket estiva all’aperto, in cui saltavo come non mai, avevo effettuato un mega balzo per schiacciare ed un menisco mi si era rotto di netto nella rapidità di estensione della gamba post stacco. In quel frangente ho capito cos’è quel 30% di risorsa di extra-performance che si può utilizzare… ad esempio quando una bella ragazza ti guarda mentre giochi. E rispetto alla quale il tuo corpo può risultare impreparato… rispetto allo stacco, non alla ragazza! 🙂

  10. Two King Me Make Sun There Yes (do-re-mi-fa-sol-la-si)

    Posto che dopo un’operazione un tutore non serve (…)

    EL TUTOR NO SERVI?! ARE YOU OUT LIKE A BALCONY? (TE SON FORA COME UN PERGOLO?) S.B (SCOLTA BEN): LO GO SAI DOPRA’ … I ME GA CIAVA’?! DIO NO XE FURLAN!!!! 🙂

  11. Triestin patoco! Cossa te ga, la Donjoy? Io la chiamavo Don Johnson… 🙂 Mai usata: ginocchia resistenti le mie per via dello sci da piccolissimo e poi del calcio. Voi muloni, noi muli! Comunque l’ortesi serve, da quanto ho letto, per chi ha i legamenti rotti o lassi, non per chi se li è fatti ricucire e deve ricondizionare l’articolazione… poi è vero anche che ti vendono i tutori post-operatori… in giro ti vendono un sacco di cose… ci sono parecchie persone che hanno hobbies costosi… 🙂

    Discorso allenamento delle ginocchia dei nostri bambini:

    sul mio mini blog avevo proposto due pezzi su i due protocolli che mi sembrano più interessanti, ovvero la corsa ad OSTACOLI ed balzi in discesa dai gradoni con leggera azione pliometrica (attivazioni ECCENTRICHE). Ovviamente c’è anche il discorso dell’isometria, ottima in caso di deficit, di riabilitazioni ed anche per le discipline di potenza elastica non riflessa.

    Se doveste essere interessati ad un altro articolo noioso … i miei sono gratis! 🙂

  12. Mi faccio un ultimo auto-commento, anche in rapporto a quelle sollecitazioni che (purtroppo) non m’arrivano mai via blog (né in questo post né nel mio mini-blog…): continuare a trascrivere mail mi sembra poco ortodosso ma soprattutto sterile…

    Non ho capito esattamente quale rischio possa correre un libero genitore nell’apparire cortese o accondiscendente nei miei confronti. O rispetto ad un dr.Max, o ad un Ted Meekma f.P. … Prendo atto che, IN GENERALE, le persone non vogliono esporsi perché la stimmate di rompiscatole è un tatuaggio indelebile, e poi te lo tieni… Italia, popolo di democristiani opportunisti, o no?! 🙂

    Datemi atto solo d’una cosa: io lo sforzo l’ho fatto.

    Di proporre un pezzo su ST per non sentirmi dire ancora che il mio mini-blog è auto-referenziale…
    D’unire dei contenuti tecnici ad un tema che può essere concretamente utile per i tennisti.
    E di non sembrare più il genitore di cui ha parlato Roberto…

    Ora ho la coscienza a posto, e spero veramente che Archipedro venga evocato su Spazio Tennis come un tipo che se ne sta in Friuli, fa del suo meglio con il figlio, e se riceve una visita sa essere ospitale e stappa sempre una buona bottiglia…

    E’ tempo… di vacanze! 🙂

  13. Certo che tornerò… anche perché, come noto, io addirittura pago per scrivere… e quindi non ho i cumquibus con cui acquistarmi una claque di ammiratori a comando… cosa che non mi dispiacerebbe: ho provato a supplicare parentame ed amicastri di sostenermi surrettiziamente, giusto per lanciarmi un attimino e farmi sembrare più bello, ma nulla… anche loro mi remano contro. Sono noioso, non faccio notizia e neppure scandalo… Cavoli, che vita piatta la mia! 🙂

    Ecco perché alleno mio figlio ogni giorno, e non si scappa: lui non mi può proprio ignorare…! 🙂

    Bene, senza rancore per nessuno, ed anzi, questa volta con un ringraziamento a Roberto ed Alessandro, che hanno reagito con intelligenza al mio… scivolone.

    🙂

  14. Gus

    Ciao Archi,
    Posso aggiungermi alla lista di quelli che hanno avuto problemi alle ginocchia.
    A 22 anni ho rotto il crociato anteriore del ginocchio sx e menisco esterno giocando a calcio, operato a 27.
    A 45 ho rotto il menisco interno del ginocchio dx giocando a tennis, operato subito dopo.

    Ho conosciuto la ginnastica propriocettiva 25 anni fa, quando sotto la guida dell’allora direttore del centro di medicina dello Sport di Torino. Ne ho fatta per anni e anni prima dell’intervento.
    Oggi in molti ne parlano, ma a distanza di 25 anni, non tutti la utilizzano come si dovrebbe inserendola nei programmi di allenamento per i ragazzi. Un vero peccato, oltre che un occasione persa per prevenire e limitare gli infortuni oltre che per migliorare la qualità complessiva della prestazione.

    Ben venga quindi il tuo contributo.
    Potresti indicarmi dove trovare i riferimenti originali.

    Grazie
    Gus.

  15. Gus

    Avendo subito diversi interventi riporto quanto vissuto sulla mia pelle, tenendo conto che per mia fortuna ho avuto la possibilità di operarmi dai migliori specialisti italiani, sia a 27 anni che a 45.
    (1) Il tutore dopo l’intervento al crociato io già non l’ho usato 25 anni fa
    (2) Quando si vuole continuare l’attività sportiva pur avendo i legamenti rotti o si ha il sospetto di una lesione (oggi la risonanza e la TAC te la fanno subito, 25 anni fa col cavolo), il tutore aiuta moltissimo perché praticamente riesci a giocare o a sciare anche con i legamenti rotti, soprattutto se nel frattempo si lavora molto sul resto della catena con propriocezione e rendendo il più stabile possibile l’articolazione (Archi mi perdonerà, vero?)

  16. Ciao Gus!
    Sulla tua ginnastica propriocettiva non ho mai detto nulla di diverso, salvo il fatto che per me determinati protocolli (…) servono sopratutto quando i bambini sono piccoli e quindi neuro-muscolarmente plasmabili… oppure in fase di riabilitazione post-traumatica, quando l’atleta dovrebbe ripartire dalle fasi sensibili infantili (articolarità, equilibrio, coordinazione, rapidità semplice…).
    Per i riferimenti… sai dove trovarmi 🙂

  17. STEF

    archipedro, anche a me hanno detto che il tutore si usa se proprio non ne puoi fare a meno e se decidi di tirare avanti senza farti operare, e che anzi nel caso del ginocchio può essere molto pericoloso quando non e’ accompagnato dalla riabilitazione per via dei rischi di trombosi venosa profonda: mio cugino l’ha usato a riposo senza eparina ed è finito in osservazione in ospedale
    facendo una ricerca su internet con le parole antonioammendolia e tutori si apre un documento che mi e’ sembrato interessante

  18. Con tutto il rispetto delle ginocchia (e dei tutori) di noi vecchie cariatidi, il mio interesse, ed il senso stesso dell’articolo, era legato alla PREVENZIONE nei BAMBINI. Un tema su cui si riflette TROPPO POCO.

    I qui presenti non-tutti-medici FORSE non sapranno che, la dico semplice, scendendo dal bacino il femore non s’inserisce sul ginocchio in asse con la tibia ma forma un angolo Q (femoro-rotuleo). Esso corrisponde circa con la linea di trazione del quadricipite ed a gamba distesa è compreso tra i 13° ed i 18° (…). L’articolazione del ginocchio compensa funzionalmente, per quanto possibile, tale non-linearità.

    Allora chi ha la figlia che gioca a volley (ma con le tenniste il discorso è altrettanto significativo) forse ha notato che nelle ragazze gli infortuni al GINOCCHIO sembrano essere più frequenti… ecco, quanti tra voi avevano correlato questo arcinoto fenomeno alla loro naturale larghezza del bacino? E quindi con un maggior angolo Q tale da rendere naturalmente instabile l’articolazione, soprattutto in presenza di piedi pronati (con poco arco plantare) e dal valgo di caviglie e ginocchia (ad X)?

    Non sarebbe MEGLIO preparare i piedi e le gambe delle nostre ragazzine agoniste PRIMA che la loro muscolatura di consolidi MALE? 🙂

  19. Two King Me Make Sun There Yes (do-re-mi-fa-sol-la-si)

    GO DATO ‘NA OCIADA E ME XE ‘NDA ‘ EL LATE IN TEI… GINOCI! COS’ TE ME CONSIGLI?! 🙂

  20. gus

    @archi:

    mai detto il contrario e condivido (ma pensavo si capisse datl mio intervento) che sia ancora meglio farlo durante certi periodi della giovinezza, mentre ai “miei” tempi si utilizzava esclusivamente nelle fasi post trauma.

    Ribadisco che a quanto ho potuto vedere io assistendo sia allenamenti di tennis che di volley che di rugby che……si usa pochissimo la ginnastica propriocettiva.

    Non ho capito dove è possibile reperire la documentazione originale, pensavo fosse un link, ma ti contatto privatamente, nessun problema.

    Gus.

  21. Gus,
    non è per scortesia… Solo che mi sono un po’ stancato d’essere sempre talmente “disponibile” da sembrare o stupido o in mala fede (…).

    Probabilmente ti sei perso un pessimo capitolo di piccole malizie da blog (in cui anch’io non ho dato il meglio di me): ora non vorrei che qualcuno nuovamente mi citasse per affermare che copio pari pari articoli medici… io che non sono medico, ed allora che noia e che barba… Quindi se volete le fonti ve le giro personalmente…

    Ribadisco: il senso delle mie ricerche è quello di chiarirmi, da allenatore (principalmente di mio figlio), tutti i punti oscuri che caratterizzano il suo speriamo futuro percorso… siano medici, o tecnici, o spirituali… o epistemologici in senso lato (la scienza dell’essere scientifici…).

    Per me, come direbbe De Niro ne “Il cacciatore”, una cosa è una cosa, non un’altra: ed un ginocchio è un ginocchio… Sarà banale, noioso, ma se si tratta dell’arto d’un futuro agonista, lo ritengo degno di riflessione…

  22. Gus

    @archi:

    nessun problema archi, io sono un ignorante che tenta di saperne un pò di più per curiosità e responsabilità.

    La mia mail è gustavo.gallotti@alice.it quindi se puoi indicarmi in forma privata, come tu hai richiesto, dove reperire il materiale da leggere mi fai una cortesia.

    Grazie

    Gus.

  23. Gus, vi faccio un regalo… si tratta in genere d’articoli immediatamente consultabili… ora i link metteranno l’articolo in attesa…

    Tieni conto che non faccio il ricercatore e pubblicista… e quindi non ho alcun motivo di segnarmi diligentemente ogni citazione, soprattutto quando il materiale è pubblicato su Internet.
    Qui ho preso al volo dal mio archivio generale una manciata di links… ma credimi, se sai usare i browsers trovi materiali aggiornati e specifici… come capita a me, che il giorno dopo già non mi ricordo più la fonte originaria…
    Ma io non devo vendere nulla a nessuno, e neppure sponsorizzare o promuovere reti amicali… 🙂

    p.s. Ti consiglio il primo della lista

    Bibliografia biomeccanica del ginocchio

    http://www.stanford.edu/~besier/Lloyd.%20MSSE.2005.LigamentLoads.pdf

    Biomechanical analysis, B.C.Elliot e R.N. Marshall, in Science and Medicine in Sports, AA.VV.

    http://www.sportmedicina.com/ginocchio_tradizionale.htm

    http://www.nonsolofitness.it/scienza-movimento/patologie-ginocchio

    http://www.riabilitazione-sportiva.it/gin_traumatismi.html

    http://www.orthopedie-genou.com/legamento_crociato_anteriore/riabilitazione_legamento_crociato_anteriore.htm

    http://scienza.coni.it/index.php?id=73&no_cache=1

    http://www.my-personaltrainer.it/riabilitazione-crociato-anteriore.htm

    Il Ginocchio: biomeccanica, traumatologia e riabilitazione, Nicola Biscotti, Calzetti e Mariucci Editori, 2007

    http://www.ilmedicosportivo.it/magaz/n1a9/09.htm

    http://www.sportbrain.it/i-legamenti-del-ginocchio.html

    http://www.noivelocisti.net/tecnica/limportanza-dei-flessori (articolo di Carlo Vittori)

    http://www.sportsciencelab.com/routines/knee-fixation

    http://www.sjss-sportsacademy.edu.rs/archive/details/full/computer-simulation-and-modeling-of-cartilage-deformation-during-athletes-land-training-one-case-study-24.html

    http://www.sportsci.org/encyc/aclpros/aclpros.html

    http://www.sportsinjurybulletin.com/archive/anterior-cruciate-injuries.html

    http://www.itftennis.com/shared/medialibrary/pdf/…/IO_24894_original.PDF

    http://www.playtheclay.com/…/Tennis-Surface-Study-DrNigg-HPL11%20_2_.pdf

    http://www.sportsinjurybulletin.com/…/0281a-acl-knee-injury.htm

  24. Comunque ho riproposto il pezzo delle ginocchia sul mio mini-blog, con annesso un post con gli articoli. Solo che i link non sono attivi… 🙁

  25. STEF

    perché in questa bibliografia ci sono i link e da te no? vuoi costringerci a frequentare questo blog? non mi dire che pagano anche te per fare il p.r.
    scherzo su sta bon! grazie Arch

  26. Ci hanno simpaticamente definito, noi di G&F, dei Puffi… per via delle finte diversità urlate… ammetto d’essere stato un po’ azzurro anch’io… ma ora cercherò di tornare verde fuori e rosso dentro…! 🙂

    Rispondo qui, dalle “mie” parti, alle curiosità del vostro Stefano Grazia, che riempie i suoi pezzi a pagamento di auto-commenti, per rimpinguare la sua celebrità e magari le stesse tasche…

    Sull’apparecchio da voi pubblicizzato su quello che fu G&F, con un proselitismo di maniera, evidentemente interessato, nulla si può dire… e come potremmo… Al limite si può osservare, come ha ben fatto Andrew, che siamo nell’epoca della Wii, che esistono software open source che fanno fare a costo praticamente nullo tutto ciò che vogliamo… ma, lo ripeto, se la celebrazione dev’essere fatta comunque, perché tanto fa gioco… allora chi sono io per dire che mai spenderei quei soldi (quanti soldi?) per un apparecchio simile?!

    Comunque, per non uscire dal “mio” articolo… male alle ginocchia non farà… 🙂

  27. Qui aggiungo, così porto il mio mini-post a 31 commenti (si, lo so, uso la Sua stessa tattica… in proporzione, un perfetto outsider!)…

    … tutti gli espedienti che fanno audience possono essere leciti, nel rispetto dell’educazione, ma qui i soldi seguono una partita di giro… e finiscono direttamente nelle tasche di Nick Bollettieri!! E secondo me sono spesi maluccio. Mi secca arricchirlo ulteriormente…

    Insomma, date dei soldi anche a me, per schernire Stefano Grazia… che almeno li dono al vaffantennis! 🙂

  28. AL

    TROPA ROBA! and then… hunt the battery and stupid fathers (cacia la pila e semo pari)! 🙂

  29. Dialogo a distanza tra due Puffi, di cui uno pentito ed uno (viceversa) già considerato un impavido condottiero….

    Prima che qualcuno del mio risicato “Archi Fan Club” dica qualcosa di cui mi potrei pentire… devo ai miei fedelissimi una precisazione: rispetto a questo (spero) uULTIMO capitolo della mia querelle con Stefano Grazia ammetto che la colpa è TUTTA mia: sono io che ho proposto questo articolo tematico alla redazione….

    Ed in questo modo ho osato sfidare il Suo ruolo di dominatore dei commenti.
    Tant’è che non s’è minimamente sforzato di scrivere qui una riga…
    Come non ha mai fatto in alcun blog che non fosse partorito a propria immagine e somiglianza. Albergando tuttavia stabilmente in casa d’altri…
    Perché proporre un proprio progetto, e mettersi in discussione, e rischiare, non è cosa per tutti… bisogna essere degli sportivi, e saper anche perdere… 🙂

    Alla fine c’è un però un FATTO: io vengo da queste parti nella speranza che alcuni genitori ritornino. E con loro i CONTENUTI che avevano reso G&F un blog interessante…

    Quale scusa ha viceversa Stefano Grazia per continuare a visitare il mio mini-blog?

    ALL THE BEST, STEFANO!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

  30. p.s.

    “io almeno non ci suddivido un articolo …”

    Lo vedi Stefano Grazia, sei in MALAFEDE!!!!

    Vai sul sito di Francesco Coach Gemelli è troverai un mio articolo integralmente copia-incollato… ma questo te l’avevo già detto, e tu lo sai… è che sei fatto così… 🙂

    Comunque, te lo ripeto, come si fa con i bambini poco dotati: ho frazionato i miei articoli per evitare esattamente ciò che è successo in quel caso ed in molti altri… INOLTRE nel mio mini-blog ho un limite massimo di parole per i commenti… ci arrivi, vecchio loro?! 🙂

  31. stefano grazia

    Archipedro, honestly continuo a non capirti…1)manco so chi e’ Francesco Coach Gemelli e che ha un sito (si, so che ogni tanto commenta da noi ma…)
    2)io non frequento MAI siti degli altri nel senso che leggo di sfuggita ma mai ci scrivo perche’ se no disperdo il seme (poi la voglia svanisce il figlio rimane e tanti ne uccide la fame …E’ troppo vasto il mare della rete…con feisbuk non ho resistito 2 giorni…preferisco rimanere concentrato (e appagato) nel mio piccolo orticello…
    3)uniche eccezioni, i due Blog Ribelli, proprio perche’ ci eravamo conosciuti su G&F e quindi un minimo di interesse era nato…Siccome pero’ la mia idea e’ sempre stata quella che era meglio scrivere su un solo blog, ecco il perche’ ho sempre deciso di non scrivere che su G&f… Ho sempre pero’ fatto pubblicita’ positiva al tuo Blog, soprattutto all’inizio (e se ricordo bene fui io a farci finire anche Giorgio Errani, pensa un po’…). L’ho sempre pero’ ritenuto troppo elitario, troppo tecnico, troppo noioso e infatti a un certo punto lo volevi perfino chiudere scocciato che in pochi azzardassero un commento…
    4)E’ vero, non ho mai postato a seguire Il Tuo Ginocchio (di cui ho apprezzato altrove il titolo) ma proprio perche’ volevo dimostrarti, non riuscendoci evidentemente, che io non c’entravo nulla con il tuo successo o meno … Semmai non capivo (e continuo a non capire) la tua impostazione da Rubrica L’esperto risponde…Poi pero’hai pubblicato i link e contenti tutti…Io continuo a vederla in modo diverso e cioe’ ,come io feci con l’articolo della mielina proposto da Angelica Fratini: uno lo legge, lo traduce, cita i pezzi salienti, o commenta, lo critica, lo stronca, da la sua opinione…Tu vuoi fare il Piero Angela della Medicina o delle Scienze Motorie? Vabbe’, siamo in un paese libero … Io mica mi metto in competizione con te … Certo, ribadisco che su SpazioTennis puoi raggiungere piu’ gente, mantenendo il link col tuo Blog
    5)Infine: non e’ la prima volta che te lo dico, non ho mai capito perche’ spezzetti i tuoi pezzi in 10-15 commenti…te lo feci notare all’indomani della tua decisione (prima infastti non facevi cosi’) e sembra quasi che ti vergogni a non avere commenti…Qui Ale, Roberto, Congi e perfino freddo fanno tutti meno commenti di me (anche togliendo i miei) ma sono convinto che il 70% dei contatti vogliano solo leggere le notizie dai challengers e preferiscano di gran lunga i brevi ‘flashes d’agenzia’ di Ale dei miei sproloqui personali…e allora? Spaziotennis e’ un Contenitore: ci sarebbe posto per me, per te, per tutti, anche per un Max Corner ma lui non so mai perche’ ha ritenuto di infilare nel pentolone tutti … Poi magari fa piu’ bella figura lui di me e di te, lui ha detto stop e finora e’ stato fedele ai suoi proponimenti…
    PS Solo adesso ricordo e capisco: ti eri lamentato di aver trovato un tuo articolo copiaincollato senza che venisse citata la fonte…vabbe’, e io che c’entro? Pensa che adesso credevo che citassi Francesco come un tuo seguace e non come uno che ti avesse copiato un articolo senza chiederti il permesso… Per dire che secondo me mentre io non mi ricordo dall’oggi al domani, tu te le covi un po’ troppo : fu nelle notti insonni vegliate al lume del rancore che preparasti gli esami e diventasti …Allenatore?

  32. STEF

    “Il Grande Puffo pero’
    trasformare sa gia’
    un Puffo assai cattivo
    in un Puffo che puffa bonta’ ”

    allenatore? credo che Archi stia preparando l’esame da.. Puffo-esorcista..

  33. Alessandro Nizegorodcew…

    “ @Archipedro, credo tu sia piuttosto intelligente e quindi in grado di saper cogliere ironia e sarcasmo… rileggilo tutto intero quel post di Stefano………”

    Quando ultimamente ho utilizzato la chiave di ricerca dei miei nick per monitorare puntualmente le sparate di Stefano su di me (ormai mi limito a questo) mi sono imbattuto anche in quel post 18 di Colpo di Grazia 2, sufficientemente breve da poter essere letto interamente… sono stato l’unico a cascarci, a credere che lo pagaste (sicuramente non molto) per tirare un po’ su Spazio Tennis?!

    Allora sono proprio un Arch-pollo! Di quei sempliciotti per cui una cosa è una cosa, non un’altra. Un ginocchio è un ginocchio… Uno sportivo è uno sportivo…

    @STEF
    … ed un Puffo è un Puffo.

  34. Avevo pensato anche questo… di cominciare a bombardare i capitoli di G&F delle stesse assurdità inconcludenti che già una volta costrinsero il buon Alessandro ad inserire la moderazione…così almeno avrebbe necessariamente dovuto leggersi le le ironiche perle di saggezza di questo gigante della vacua dialettica…

    Però alla fine prevale la mia indole buona… speriamo semplicemente che si stanchi…

    Mandi par simpri a duc ğhavât a chel om! 🙂

    THE END

  35. Stefano Grazia

    Guarda, in segno di non belligeranza, ti regalo anch’io un commento (alla meta’ di quel che mi pagano per gli altri) non senza aver sottolineato 1)che questo non e’ il
    mio Blog e 2)che quel ‘per tirare un po’ su Spazio Tennis’ non e’ molto elegante: ST esisteva prima di me ed era gia’ ben quotato ed esistera’ benissimo anche dopo … ovviamente non puo’ competere con il BraccoUbaldo Show, e’ un giornale locale mentre Ubitennis e’ (inter)nazionale…Ma se guardiamo gli Addetti ai Lavori e’ forse quasi piu’ frequentato ST…
    Cio’ detto, eccoti il Post:
    A 19 anni gioco contro l’Amatori Milano che sta rivivendo un gran spolvero e ha semiprofessionisti fra cui David Cornwall che 3 anni prima aveva giocato con noi in serie A e anzi voleva farmi esordire a 16 anni e,si dice, mio padre si oppose (troppo presto…e cosi’non ci giocai mai!). Prima del Match mi premiano come Miglior Giovane in Emilia per l’anno precedente, il 74. Durante la partita pero’ci massacrano e perdiamo mi sembra 21 a 3 … A 15′ dalla fine su una palla randagia allungo la zampa per procedere al piede ma proprio Cornwall si butta per ghermirla…la gamba urta contro il suo corpo e si iperestende…urlo, cado a terra, mi rialzo, continuo ma non riesco ad appoggiare…il ginocchio sembra cedermi… Finisco comunque il match r poiche’ non passa in settimana mi mandano da Magnani, un allora giovane ortopedico amico del nostro Massaggiatore…Lui dopo 2-3 manovre sbianca e propone ingessatura ritenendo che sia partito il crociato…I Dirigenti del Bologna Rugby (noto come Scarpazza, dal che si deduce anche l’elevato livello dirigenziale del rugby di quei tempi) non si fida e mi porta da GUI che allora era uno dei tre o quattro piu’ famosi ortopedici e anche lui, come Possati, il noto chirurgo, aveva giocato a rugby in gioventu’ e quindi noi andavamo ad elemosinare visite mediche … Eravamo in due, io e Calabro’ il mediano di mischia…Visitando lui Gui sollevo’ lo sguardo e disse: Non ne avete un altro?
    Con me fu piu’ ottimista, disse che c’era stato un bel tirotto ma che io avevoun quadricipite formidabile che aveva tenuto il ginocchio in sede…
    Un mese di riposo e poi si ricomincia…
    Dopo un mese ricominciai (nessuna fisioterapia, nessuna riabilitazione… eravamo barbari, incolti e ignoranti) e tutto filo’ liscio per 10 anni…Ero in Jamaica e fra il lavoro e il windsurf avevo trovato modo di giocare nel Kingston Rugby e in Nazionale Jamaicana (i Jabaas, una nazionale piena di espatriati, per la verita’…) e di segnare da tre quarti centro l’unica meta della partita nella vittoria contro le Cayman Island. Qualche mese dopo giochiamo contro l’Atlanta High Country e al termine di una conduzione di gara, da mediano d’apertura,molto tattica che ci stava portando a una comoda vittoria ho l’occasione della ciliegina sulla torta : con una finta e un cambio di passo mi sono creato il buco e potrei filare indisturbato in meta…e invece mi ritrovo per terra, crollato come un sacco di patate come sottolinea un mio amico australiano che assisteva alla partita e che aveva dovuto dare l’addio al rugby proprio a causa di una rottura del crociato… Io medico ma ignorante gli dico: macche’, tre giorni di riposo e riprendo…
    Non riprendo. Nei mesi successivi posso fare jogging e andare in windsurf ma se riprovo a giocare a rugby o a calcio, magari va tutto bene per un po’ poi, se faccio un brusco movimento laterale, il ginocchio mi cede…gentilmente se sono fortunato, con un dolore secco elettrico lancinante se non lo sono. Non si gonfia mai, non fa male: solo quando cede una sorta di scossa elettrica. Niente idrartro poi.Vado da un ortopedico in Jamaica e poi, al mio rientro in Italia,anche al Traumatologico da Gelati e Bergami…Per loro non ho un cazzo…io insisto: ho appena giocato a calcio con i ‘vecchi’ del Bologna Rugby e dopo essere caduto urlando due volte (una volta semplicemente estendendo la zampa per colpire al volo) e dopo essere stato insultato e ordinato di levarmi dai coglioni (il sano cameratismo di una squadra di rugby…), so per certo che il crociato e’ partito e richiedo, DA COLLEGA, un’artroscopia… Gelati la esegue e fa: cazzo, hai ragione…non c’e’ piu’ un cazzo…Il crociato e’ partito!
    Vabbe’, e adesso?
    E adesso niente, hai 30 anni, te lo tieni cosi’, cosa vuoi fare
    Io: ma voi siete matti, no, voglio l’intervento, voglio giocare a calcio, a tennis (anche se dovevo ancora cominciare…)
    Vabbe’, mi infilano in uno slot al Traumatologico…Entro e c’e’ uno sciopero proprio quel giorno…se esco perdo lo slot, se rimango non so fino a quando…
    Ma vaffanculo…Vado in casa di cura…A Cesena. Da…indovinate un po: Magnani. Che allora era la star giovane. Faceva un nuovo intervento con un ligamento artificiale, in daflon.
    Me lo innestano ma, io credo, si rompe subito, forse addirittura in fase di riabilitazione…E’ comunque ancora preistoria ortopedica: per 20 giorni non puoi appoggiare, cosi’ poi la gamba e’ atrofica…ci vogliono tre mesi di re-hab, io che vado tutti i giorni in piscina con le stampelle e poi in palestra a fare leg extension e leg curl… Li ho fatti per 15 anni… Comunque a Magnani gli dico:qui continua a farmi male…Lui dice: si, bisogna riaprire…vabbe’, fatti l’estate poi riapriamo…
    io mi faccio l’estate ma poi parto per la Jamaica invece in attesa di essere chiamato dall’Eni… Tutto sommato, mettendomi un TUTORE IN TITANIO (alla Prpic) riesco a sciare, con uno in neoprene gioco a calcio…Continuo ad andare in palestra, la mia gamba sinistra pur probabilmente senza crociato e’ piu’ forte della destra… Da Magnani non ci torno…Vado in Saudi arabia e corro 2-3 ore al giorno fra cammelli e piste nel deserto, vado in Nigeria e col tutore in titanio gioco a tennis e continuo ad andare in palestra a fare gli esercizi… Passa il tempo, sono diventato ROBODOC….
    Quando vado in Libia sulla piattaforma mi faccio 6-8 ore di atletica e palestra, mai stato cosi’ in forma…tristo son sempre tristo, ma le gambe sono fortissime…abbandono il Titanio per dei normali Neoprene con o senza listelle laterali … sulla terra gioco senza ma sul cemento no, devo mettermi il tutore… Torno a Lagos…gioco il miglior tennis ma…dopo 2 gg che gioco sul cemento il ginocchio urla, e’ infiammato, crocchia, e’ atrosico … decido di rioperarmi…stavolta c’e’ l’isokinetik del mio amico Stefano Della Villa…mi mette nelle mani di MARCACCI, quello che operera’ Baggio e Safin…Le cose sono cambiate: Mi risveglio dall’anestesia che sembra di non essere ancora entrato (12 aa prima stetti male 3 giorni), nessun dolore…Riappoggio dopo 2 giorni, cammino senza stampelle dopo 7…eppure, mi dice Marcacci, e’ stato un intervento durato ore da premio Oscar…il ginocchio era un macello, mi han tirato via anche il menisco, mi hanno ricreato il ligamento con la trasposizione di un muscolo, etc etc…Faccio 10 gg di Isokinetik a 4-8 ore al giorno poi rientro a Lagos e per 2 mesi faccio piscina e palestra mattino, mezzogiorno e sera e dopo 76 giorni ritorno a giocare… Senza tutore. Continuo ad andare in palestra e solo da 5-6 anni ho sostituito gli esercizi per il ginocchio con piu’ aerobica e piu’ addominali e in effetti la gamba sinistra si e’ ridotta e ha perso flessibilita’ e mobilita’, ma la pancia mi obbliga a concentrarmi piu’ su di essa che sulla mia povera e vecchia articolazione…

    Per tornare al nocciolo della discussione: bisogna prevenire questo tipo di infortuni rinforzando le ginocchia?
    Si, ma credo che chiunque faccia sport come nuoto, sci, atletica, arti marziali, ciclismo… alla fine li rinforza. il problema sono gli eventi traumatici… Non avessi giocato a rugby non mi sarei probabilmente mai rotto il crociato…
    Io credo che una certa polivalenza (nuoto, sci,mountain bike, ginnastica…) sia nel bambino sufficiente … Certo, distinguiamo fra bambini come Nicky e Mati, o alessia le atti chiaretta etc, e i bambini obesi non sportivi o che giocano solo a calcio in cortile… Ma credo che al di la’ del bacino SAT, i TENNISTI che si spingono fino alle soglie del Professionismo siano gia’ atleti abbastanza fuori dalla norma…

  36. Gigante di Vacua Dialettica

    Distanza fra i due interventi: il primo nell’86, il secondo nel 98: 12 anni, ma in quel particolare periodo della Medicina Sportiva UN’ ERA GEOLOGICA… adesso si sono ri-stabilizzati…

  37. STEF

    piero hai fatto del tuo meglio ma non e’ tanto il discorso del tennis a renderti inutile, infatti voi lo praticate, qui e’ la tua mentalita che non va bene. guardati attorno, tutte persone che fanno parte dell’ambiente di cui parlano male cercando di trovare soluzioni per il loro problema alla fine ci sono le gelosie e le convenienze ma dopo un poco ti sembrano tutti uguali. mettiti nei loro panni, anche se hanno sbagliato in passato, non fa piacere che ti dicano che hai bruciato il figlio. lo sanno perfettamente di avere un problema, non glielo risolvi e li farai pure arrabbiare. stef

  38. Stefano Grazia

    Onestamente, non ho capito bene di cosa parli e a cosa ti riferisci e non vedo la differenza far il fare pooch commenti qui o sul proprio blog: e’ ovvio Che gli argument trattati da Archie sono meno ‘nazionalpopolari’ e quindi faranno comunque meno ‘odiens’ ma se non ci sono tanti comment sul suo blog tutto ok, se invece non ce ne sono qui siamo tutti una manic a di stronzi o se va bene dei puffi? Almeno qui,in co-exclusive linkage col suo blog, Archie poteva raggiungere qualcuno in piu’, tutto qui. Fermi restando la Mia critic sulle rubriche tipo L’esperto risponde condotte da chi esperto non e’, ma quell e’ una Mia opinione, app unto opinabile … Archie secondo me potrebbero essere un ottimo se solo si liberasse di un po’ di permalosa paranoica presunzione. Io poi non sono mica il Direttore Che decide chi scrive e chi non scrive: c’e posto per tutti su spaziotennis, anche per me infatti …

  39. STEF

    dott grazia non mi rivolgevo a lei, non ha certo mancato di presentarsi in ogni modo, credo che il suo spirito e’ condivisibile, per quanto ho letto, e il suo Archie e’ stato per voi un utile punto diriferimento. ma lui non deve aspettarsi riconoscenza perche’ lui non ne avrà, anzi il contrario e a volte mi pare ingenuo. dite che e’ presuntuoso ma dal suo lavoro uno pensa il contrario, può avere molti piu’ ragazzi e se vuole farsi pagare bene. mi dispiace solo che ha tolto gli articoli dal suo blog, ma nella mail che ci ha mandato era stato chiaro, e allora va bene

  40. STEF, che ci fai da queste parti? Io ho la scusa che devo controllare che il mio nickname non diventi oggetto di scherno… 🙂 p.s. E’ un caso che abbia visto il tuo commento richiamato nella homepage… e questo post è datato…

    Comunque, pensavo ci fosse una logica possibile nell’intercettare le sterili lamentele di questi puffi tennisti, da puffo esorcista quale m’hai battezzato, con un approccio costruttivo. Nel mio lavoro passo il tempo a “sopportare” colleghi funzionari che si lamentano, AL BAR, della lottizzazione politica della res publica… ma chi ha figli può permettersi di vivere da puffo amorale? Ho avuto già modo di chiarirmi al meglio…
    Ti dissi, e lo ribadisco, che la strada per Udine è lunga. E questa potrebbe essere la mia fortuna: agli sconosciuti che m’hanno chiesto al campo informazioni per l’atletica leggera dei figli ho asetticamente dato il riferimento della solita (ed ormai unica) società. Che poi io faccia tutt’altro…

    (I miei bambini allora? Beh, casi isolati, figli di amici di lunga data, o di persone che abbiano appunto sopportato e digerito tutte le mie presentazioni, precisazioni, valutazioni… Ed anche il percorso comune nasce per essere temporaneo…).

    Come dire… andate tutti a Bradenton, alla Valvassori, all’Eurotennis di Cordenons… che sarà un successo! Salvo che i vostri tesorini non si rompano prima… come molti, troppi tennisti di cui hanno parlato anche recentemente proprio qui… Ed il drammatico è che basterebbe che prendessero le LORO statistiche degli infortuni per capire cosa succeda ai ragazzi sfruttati precocemente per dal lustro al carrozzone… le anche che si grattugiano, i tendini che si logorano, le schiene che si deformano…
    La soluzione del SISTEMA? Plantari, santoni della medicina, tardivi e costosi viaggi dai luminari della bio-meccanica tennistica… E la preparazione atletica? Ed il collagene e l’elastina dei tendini? E le catene muscolari? E le fasi ontogenetiche di crescita? E una minima conoscenza dei processi metabolici dello sport? Cazzate, noia profonda, robe che ti tocca anche metterti a studiare…

    Ok, l’ho capita, non è questo il luogo ed il modo (peraltro l’unico che conosco)… Le intenzioni vengono manipolate, il senso degli interventi distorto: finisci nel tritacarne delle banalità E ti ritrovi al pianobar, dopo che fai di tutto proprio per evitare quel destino.

    STEF, ho sbagliato 🙂

  41. STEF

    puffo refrattario non e’ divertente, neppure quello. mi sono impadronito del suo nickname e mi sono sentito subito male, mi sono venute le vertigini… 🙁

  42. 45 – “c’e posto per tutti su spaziotennis”

    Mai detto il contrario, e questo articolo conferma tale tesi. Quindi su SPAZIO TENNIS abbiamo la possibilità d’esprimerci, ovviamente con educazione, dove e quando riteniamo opportuno farlo.
    Io ad esempio ora posto un commento con il mio nickname in questo capitolo, e non ritengo opportuno, e neppure lecito, che il mio contributo venga copia-incollato per rimpinguare i capitoli di TG&F di Stefano Grazia. Cosa che egli regolarmente fa quando vuole rilanciare il discorso strumentalizzando il pensiero degli altri a suo uso e consumo. O quando le persone cominciano a trovarlo ripetitivo.
    Ma il geniale sub-comandante ha fatto molto di più: è venuto a prendersi i commenti, anche dei miei amici, nel mio blog… ha storpiato i nick names dei suoi avversari… e ieri ha ritenuto d’inserire esilaranti commenti a nome mio, di dr.Max…

    Con questa idea del rispetto per il prossimo lui agisce e magari s’immagina pure d’educare un figlio. “Che culo!” penserà il suo Nicholas… 🙂

    p.s. L’ultima frase di cui sopra è la stessa medesima che lui oggi ha riservato a mio figlio nel suo contenitore… ma lui è un puffo più puffo degli altri… 🙂

  43. 45 – “Fermi restando la Mia critic sulle rubriche tipo L’esperto risponde condotte da chi esperto non e’”

    Ferma restando la mia critica su chi decide chi esperto è, e magari lo sponsorizza indebitamente, quale genio assoluto, senza alcun contraddittorio… e chi esperto non è, ed anche in questo caso esprime un giudizio sommario che non gli compete. Oppure evidentemente si ritiene un assoluto “esperto d’esperti”…

    Fermo restando il mio diritto di giudicare non la competenza personale di Nick Bollettieri e la qualità della sua costosa scuola per ricchi… ma il video resoconto d’un qualunque Stefano Grazia, rispetto al quale lui stesso m’ha sollecitato: tale valutazione era richiesta, non gratuita, e quindi disinteressata… era inoltre legata al suo fine ultimo, quella di rendere suo figlio un futuro campione del tennis mondiale. Impresa che sulla base di quelle immagini reputo irrealistica…

  44. Stefano Grazia m’ha inoltre definito il “cane da guardia” di dr.Max solo perché ho osato fargli notare come non possa stigmatizzare quelle che gli sembrano offese gratuite e dimenticarsi di tutte le provocazioni che ha usato per tenere in vita il suo progetto…

    Visto quindi che anche uno come lui riconosce che… “c’e posto per tutti su spaziotennis”… vorrei QUI osservare che in ultima analisi un dr.Max risulta comprensibile, o per lo meno sopportabile, proprio perché s’è sempre difeso da solo, magari con metodi talvolta irrituali, ma con il coraggio delle proprie idee… 🙂

  45. STEF

    adesso ti riconosco! inutile essere buoni e gentili o peggio corretti e correnti dove tutto e’ una commedia un minestrone una passata di pomidori. i toni seri le analisi precise precise le devi usare altrove. qui copia dall’unico puffo verde che si nota e mena senza problemi. oppure lascia il campo e torna al prato

  46. Psychiatric Help 5 cents

    Un triestin camina vizin a un rivolo e vedi un mato che bevi l’acqua solo che l’acqua no la xe bona. Alora ghe cori incontro e ghe ziga “No sta bever che xe invelenada!!!”.
    El mato se gira el triestin vedi la maieta “ARCHIPEDRO”. El furlàn ghe chiedi “Che vuoi da me, non sai chi sono io?!”
    E el triestin… “Archie, bevi pian che xe freda!” 🙂

  47. Stefano Grazia ed Archipedro vengono beccati da dr. Max a spiare di nascosto le lezioni del prof. Catizone. Con le proprie possenti braccia il Torquemada dei tennisti allora li blocca e dice al più anziano dei due: “Siccome sono buono prima d’infliggerti 100 frustate esprimi due desideri…” ed il Doc risponde prontamente: “Legami un cuscino sulla schiena e fai che Archie, che mi sta sulle palle, sia espulso da Spazio Tennis…!”
    Dr. Max continua… “Tu, Archipedro, che sei un noto incompetente, ed anche un po’ interista ecologista di sinistra, potrai esprimere un solo desiderio prima delle 200 frustate…”. “Siccome a me Stefano Grazia sta invece sul culo ti pregherei di legarmelo appunto alla schiena, possibilmente frustando il suo petto, che non si sa mai… ma fa che la sua faccia di bronzo si salvi, almeno questa volta…!” 🙂

    Scherzo!!!! Non prendiamoci troppo sul serio… (giusto no?!)

  48. STEF

    non scherziamo questo non e’ gioco maschio adatto per questi signori! non vedete come sono duri e sportivamente cattivi tra di loro, se le danno nei denti pensate a questo povero bolelli tutti ad accanirsi con lui con l’ex allenatore (è gemello del suo attuale allievo, hanno la stessa faccia pagnottosa?) che soffia sul fuoco e meno male che e’ un professionista. non c’e’ pieta’ non bisogna averne rimane in piedi solo il piu’ forte

  49. Ho deciso, ci diamo il cambio! Due ore d’allenamento e la mia pessima reputazione su Spazio Tennis è rimasta in balia del tuo contributo… COSTRUTTIVO?!!!. A questo punto torno a fare l’anonimo pseudo-allenatore di periferia e ti lascio carta bianca, almeno fino a quando ti sentirai così ispirato… Unica richiesta: non utilizzare il mio nickname (vedo che hai imparato presto…) o per lo meno fallo in modo che si capisca che non sono io a parlare: purtroppo la mia condizione non è tutelata da un nickname e rischio veramente qualche danno collaterale. Difficile difendersi se i federales ti sciamano addosso…

  50. STEF

    spiega questa cosa del vaffantennis divertennis ?? che non mi è chiara e come ci sei finito dentro..

  51. No, io del vaffantennis ho solo una bella felpa griffata vaff, una maglietta con vaff sul colletto 🙂 e due paia di calzini, di quelli in tessuto naturale. Il tutto regalo di Andrew (in occasione d’un allenamento comune), l’unico inventore e leader del movimento-non-movimento. Nel corso di questi anni ci siamo incontrati e conosciuti, siamo in contatto e condividiamo un comune sentire sull’idea che lo sport non debba essere lottizzato. Infatti più che del vaffantennis (Mati ed io giochiamo quasi gratis ad Archi-tennis nel campo in cemento di un istituto scolastico privato) attualmente mi occupo, come sai, della vaff-atletica leggera per bambini… avendo noi subito le stesse situazioni che lui ha denunciato con il suo circolo d’origine…

    Comunque… se vai al sito di vaffantennis.it trovi le informazioni che, a modo suo, a voluto pubblicare… 🙂

  52. STEF

    l’avevo trovato ma non e’ che ci sia scritto molto. non si capisce se e’ una presa per i fondelli o una cosa seria per cui magari tu mi spiegavi visto che c’e’ anche il ‘tennis di piero’ ma senza articoli ed altri capitoli senza informazioni. neppure dati di contatto insomma non si capisce bene a cosa serva il sito..
    siete alquanto bizzarri voi vaffsportivi! e tu che togli metti togli metti articoli nel blog..

  53. Se avrai modo, ma ne dubito, di frequentare il blog Genitori & Figli al quale ho partecipato fino ad oggi ti renderai conto che tutti i protagonisti sono bizzarri, e che la presa per i fondelli non sarà la costante ma sicuramente t’aspetta dietro l’angolo. Però alla luce del fallimento di tentativi più seri ma elitari, qual’è stato anche il mio (e lo stesso sito di Vaffantennis non sembra particolarmente vivace) la migliore alternativa è quella d’agire localmente, pensare globalmente ed evitare di perdere troppo tempo di fronte al computer… fatte salve le preziosissime ricerche tematiche che ti consente di sviluppare… 🙂

  54. STEF

    ahhhh il puffodramma che intenzioni hai? perche’ invece non organizzi un altro workshop che questa volta veniamo.. dalle mie parti se interessa potrei avere in uso una palestra niente male
    discorso cardiofrequenzimetro lo usate non lo usate come lo usate che fate?

  55. Il cardio con i bambini piccoli (6-12)? Serve a poco, e solo quando lavori in prossimità della soglia anaerobica. Quindi nel mio caso raramente, in occasione dei test, per avere una precisa misurazione della frequenza in modo da evitare un picco di lattato nel sangue. Se invece parliamo di giovani atleti agonisti il discorso si apre, e richiede parecchie definizioni preliminari. Nel caso fammi sapere, che magari faccio un articolo ad hoc dalle mie parti, così mi rileggo anche Jürgen Weineck “La valutazione sul campo della prestazione giovanile”… 🙂

  56. Anzi, mi correggo. Con i ragazzini il cardio non serve proprio a nulla, perché i test uno li fa in pista (o in palestra), dove la possibilità d’effettuare misurazioni e prendere tempi e massima. Infatti uso solo il cronometro, e poi le pulsazioni le prendo direttamente io. Il discorso cambia se devi chiedere ai ragazzi es. di tenere delle andature non massimali, con percorsi misti, e loro non sanno bene come regolarsi… ma è un altro discorso.

  57. STEF

    perche’ non fai qui la rubrica il ‘non esperto’ risponde, per far arrabbiare gargamella (o il grande puffo?).. quindi gargamella saresti tu e allora fai ‘gargamella risponde’
    risposte brevi pero’ e semplici non occorre esagerare, il cardio non serve ad un cazzo ho capito se poi vuoi ricamarci ma prima il concetto

  58. Gargamella risponde…
    Il cardio non serve certo per monitorare il cuore dei bambini, e chi lo usa forse vuol far scena con i genitori… è uno strumento work-in-progress, serve a chi lo utilizza, che deve comunque conoscere bene le proprie caratteristiche di fondo

  59. STEF

    frequenzimentro a prte il livello di affaticamento dei bambini come lo valuti? come sai quanto sono stanchi quanto possono spingere o che stanno lavorando bene o male? cn mia figlia sapere di che luna e’ non e’ semplice e l’istruttore fa fare le cose a prescindere,ma allora mi chiedo si sta allenando o cosa?

  60. Ah, beh… adesso dovrei regalare a questo puffo-blog una simile chicca, la sintesi del mio può sofisticato sapere e sentire… Tu quoque! 🙁
    Pensa che in questi tre anni di ricerche indefesse è stato l’argomento che ho studiato di più, sul quale ho trovato meno materiale, quello apparentemente più banale e decisamente il più complicato!
    La responsabilità d’allenare bambini sapendo fino a quanto puoi spingere…

    Mistero?! 🙂 🙂 🙂

  61. Ok, ovviamente scherzavo… il SEGRETO si divide in due parti… 🙂

    Prima bisogna smantellare l’infinita quantità di puttanate, banalità, luoghi comuni che riguardano l’allenamento dei bambini… dalle elucubrazioni psico-pedagogiche da TV pomeridiana, prive d’una matrice scientifica, alle brutali sperimentazioni di chi ha fatto dell’empirismo esasperato l’unica ispirazione… certo, es. in Cina costruiscono eccezionali tuffatori e ginnasti di regime… ma quanti bambini avranno rovinato con i loro metodi invasivi (…)?

    Poi bisogna partire dai tre concetti che considero basilari, ma che vanno tra loro articolati…
    1) i bambini non sono piccoli uomini, da allenarsi “proporzionalmente” come gli adulti, ma sono individui che sfruttano al massimo le risorse disponibili ignorando le facoltà che semplicemente non hanno…
    2) i bambini fanno spontaneamente le cose che per loro sono più naturali ed utili ed evitano di faticare se non quando la “fatica” li diverte e li coinvolge intimamente
    3) quando si porta un bambino fuori dalle sue scelte istintive, o lo si costringe ad uno sforzo inadatto al suo organismo (es. test), bisogna essere consapevoli non solo dei carichi teoricamente tollerabili ma anche che egli dev’essere assolutamente consapevole del perché fa cosa: altrimenti la mente non sarà in grado di produrre quel surplus di concentrazione che serve lui per evitare azioni dannose…

    Detto questo… quanto si può e fino a quanto è utile spingere?!

  62. Comunque, in passato ho già mandato ad altri genitori degli appunti… che sono praticamente un piccolo prontuario. Ogni volta che un esperto fa una roboante affermazione perentoria… (es. mi ricordo di quell’allenatore che mi biasimava perché considerava il mio test mensile del m.400 un pericolosissimo protocollo lattacido… lo sanno tutti che per i bambini… il lattato… gli ormoni…) bisogna chiedere lui… “Quantifica il pericolo, o il problema, e poi la soluzione…”. Allora vediamo… cosa succede al bambino quando corre forte troppo a lungo dietro ad un cane… muore d’infarto o si ferma spontaneamente? Si ferma. Qualcuno sarebbe in grado, in una condizione di libertà democratica, di convincere un ottenne a correre una maratona?! Non credo. Il problema quindi dov’è?

    Pertanto… cos’è che si propone ai bambini se non “un modo organizzato per fare SOLO ciò che POSSONO”?! Ecco smantellato il dogma. Il “massimo” lo dovrebbero decidere sempre e solo LORO. E non esiste altra regola… Ed il minimo? Beh, la dote dell’allenatore è quella di trasmettere la passione, l’amore per lo sport: un buon istruttore ci mette veramente poco a fare una proposta soddisfacente per tutti… 🙂

    Queste mie banalità sono state per me una vera e propria conquista culturale, la sintesi di complicate letture in cui modelli ed astrazioni non battevano mai rispetto alla esperienza diretta di sportivo ed allenatore. Ci ho messo un po’ per comprendere a cosa serva la cultura tecnica… a sgomberare il campo dalle variabili inutili. L’essenza è il lavoro progressivo, l’osservazione, il dialogo… sono i feed-back continui, e la fiducia reciproca, e la condivisione degli obiettivi…

    Ecco perché, in questa società omologante, pochi allenatori illuminati hanno capito come l’eccezione debba sempre essere l’unica regola certa…

  63. Stef

    bella la foto – sul tuo blog – sono i tuoi allievi? par di capire che trovi sempre meno tempo per scrivere, che e’ finito il tempo delle discussioni polemiche chiacchiere. ora si fa sul serio! 😉

  64. Acqua

    Qualcuno conosce esattamente i gradi di flesso-estensione nel quale è più utlie lavorare per la riabilitazione dei legamenti collaterali del ginocchio. Conoscete articoli in merito?
    Grazie

  65. Prova a dare un’occhiata in questi siti:

    http://www.infofisioterapia.it/per-gli-sportivi_832935.html

    http://www.my-personaltrainer.it/distorsioneginocchio.html

    Mi sembra stano che per la riabilitazione d’un collaterale (i crociati sono a posto?) ci sia un problema diretto di flesso-estensione, a meno che non ci siano degli scatti sull’articolazione, aderenze.. Ma ovviamente non sono uno specialista. E neppure so a quale fase della riabilitazione ci si riferisca.

  66. Acqua

    Grazie Archipedro per la tua disponibilità ma ho formulato male la domanda. Sto facendo una ricerca sui legamenti collaterali del ginocchio. Il mio obiettivo è sapere a quali gradi di flesso-estensione del ginocchio i legamenti collaterale mediale e laterale vengono tesi e detesi.Capisco bene che l’argomento è piuttosto tecnico ma magari qualcuno può aiutarmi.
    Grazie

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