Puglia Sugli Scudi

di - 5 Gennaio 2011


(Martina Zerulo – Foto Nizegorodcew)

di Roberto Commentucci

Due ragazzi pugliesi, Andrea Pellegrino di Bisceglie, classe’97 e Martina Zerulo, classe ’98, hanno centrato la finale nel prestigioso tabellone under 14 del torneo Lemon Bowl, che si disputa sui campi veloci del circolo Eschilo 2.

Nel femminile, la promessa Martina Zerulo, classe ’98, ha agevolmente disposto della coetanea Martina Pratesi, che era già stata brava ad arrivare in semifinale, aggiudicandosi tre match molto lottati nei turni precedenti. Ma oggi contro una determinatissima Zerulo la toscana non è riuscita ad entrare in partita. La pugliese ha sfoderato una grande prestazione: servizio incisivo, pochissimi errori e il solito bellissimo diritto, un colpo che coniuga splendidamente eleganza ed efficacia, con cui ha fatto il bello e il cattivo tempo. La Zerulo ha mostrato, in particolare, di poter diventare davvero irresistibile quando, avanti nel punteggio, riesce a giocare più sciolta. Il match si è concluso con un eloquente 61 60.

Nella seconda semifinale la piemontese Federica Gardella, testa di serie n. 1, ha dovuto faticare un po’ di più per onorare il pronostico, che la vedeva favorita contro la grintosa mancina Palumbo, di un anno più giovane (98 contro 97). La Gardella, una tennista molto rapida e reattiva, dotata di colpi piatti e penetranti, ha imposto la sua maggiore adattabilità alla superficie veloce, aggiudicandosi il primo set con un rapido 60. Nella seconda partita la Palumbo, una tenacissima lottatrice, ha reagito con la consueta grinta, portandosi avanti 4 a 0, ma poi ha finito per spegnersi, pagando un atteggiamento tattico troppo difensivo e una posizione in campo troppo arretrata. 60 75 il risultato finale.


(Andrea Pellegrino – Foto Nizegorodcew)

Nel maschile si è registrata l’eliminazione del campione d’Italia della categoria, il lombardo Mattia Rossi, che ha subito per tutto il match la superiore solidità del suo amico Andrea Pellegrino. Rossi aveva sconfitto due volte Pellegrino, nelle finali dei campionati italiani under 12 e under 13, ma stavolta la sua notevole qualità tattica ed agonistica non è riuscita a colmare il gap, soprattutto di condizione atletica, con il suo avversario. Pellegrino ha piedi rapidi, buona mano e soprattutto un bellissimo rovescio bimane, che impatta sempre ben avanti al corpo, mentre con il diritto, che gioca piuttosto frontale, è probabilmente più a suo agio sulla terra battuta.

Il match del giorno – e forse del torneo – è stato il derby romano fra Sacha Merzetti e Marco Mosciatti, che hanno dato vita una partita splendida, di elevati contenuti tecnici e spettacolari. I due ragazzini si conoscono da sempre, si allenano spesso assieme e sono molto amici. E’ stata una autentica battaglia, in particolare nei primi due set. Merzetti, superiore per potenza, è andato in pressing dalla prima all’ultima palla, nel tentativo di impedire al talentuoso mancino Mosciatti di scatenare il suo diabolico campionario di invenzioni e variazioni. L’allievo di Fabrizio Zeppieri, dal canto suo, ha compiuto una serie incredibile di miracoli in difesa, per poi contrattaccare alla prima occasione utile: e così si assistito da un lato ad una lunga serie di palle corte, angoli stretti, discese a rete concluse con volèe di pregevole fattura; e dall’altro lato ad un autentico bombardamento, una aggressione continua, asfissiante, con entrambi i fondamentali. Dopo aver perso di misura la prima frazione, Mosciatti ha reagito nella seconda partita: è riuscito a muovere di più l’avversario, che non è un fulmine negli spostamenti, e ha portato il match al terzo. Merzetti è però ripartito fortissimo, mentre il ragazzo del Nomentano ha pagato lo sforzo sin lì sostenuto ed è gradualmente uscito dal match, consentendo al suo avversario di imperversare con le sue accelerazioni da ambo i lati. 75 46 62 il risultato finale.

Sacha Merzetti, allievo di Silvano Papi, ha un servizio ben costruito, ma soprattutto due fondamentali molto equilibrati: gesti compatti, fluidi, e potenza notevole, unita a buone geometrie. Mosciatti dal canto suo ha fatto vedere alcuni bellissimi colpi (magnifica una stop volley di diritto in allungo dopo uno scambio mozzafiato) e ha sciorinato le tante soluzioni che il suo gran talento gli consente. Deve aspettare con fiducia che il suo fisico acerbo si sviluppi, e forse lavorare un po’ sul diritto, su cui ha qualche problema quando deve spingere palle senza peso. Ma i mezzi, in prospettiva, sono importanti.

Da quanto si è visto in questi giorni, entrambi i ragazzi pugliesi partono favoriti nelle finali.

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