Luca Bottazzi e L’Educazione Motoria in Italia

di - 11 Aprile 2011

Parliamo di motricità e di tennis. Lo facciamo con Luca Bottazzi, ex giocatore professionista e co-autore del libro “Dal Bambino al Campione di Se Stesso”. Quali sono i problemi del nostro sport in Italia? Quanto incide la mancanza de lavoro sulla motricità per i bambini? Come viene sviluppata negli altri paese? Luca Bottazzi della R.I.T.A. (Research Italian Tennis Association) risponde. Luca ha dato la propria disponibilità per rispondere alle vostre domande sull’argomento, che potrete inserire nei commenti a questo articolo.

Intervista di Alessandro Nizegorodcew

Parliamo di motricità. Di cosa stiamo parlando? in Italia a tuo avviso perché non si lavora per nulla in questo senso? Come dividi le colpe? (scuola, genitori, società, playstation, videogiochi, ecc)
“Tengo a precisare che non sono un esperto di motricità anche se per motivi legati alla mia attività di ricerca e insegnamento conosco l’argomento. Per motricità si intende la capacità di compiere tutti i movimenti possibili con il proprio corpo. In Italia ci sono ambiti in cui si utilizzano quotidianamente strategie di intervento che utilizzano la motricità. In particolare nella rieducazione di bambini che presentano problematiche legate alla disabilità o a difficoltà di attenzione e di apprendimento. Per quanto riguarda il mondo dello sport e nello specifico il tennis, l’educazione motoria viene particolarmente trascurata. Ultimamente la FIT è corsa ai ripari cercando di mettere una toppa al problema imponendo nelle scuole tennis da lei riconosciute la figura del preparatore fisico. Va detto che questa figura professionale non sempre corrisponde ad un esperto di motricità. Infine rispondo alla parte finale di questa lunga prima domanda dedicandogli lo spazio dovuto. Nei paesi occidentali la crescente scomparsa tra i giovanissimi del gioco spontaneo in spazi liberi e la video dipendenza, ha generato una riduzione dei tempi dedicati al movimento producendo quella che può essere definita involuzione motoria sociale. La conseguente sedentarietà dei bambini ha prodotto il fenomeno dell’obesità giovanile. L’Italia è uno dei Paesi più colpiti da questi fenomeni. Le ricerche e i dati dimostrano come nel nostro Paese l’utenza sportiva sia limitata nei numeri e nella qualità. Questo aspetto penalizza nel reclutamento del talento tutti gli sport (tranne il calcio) ritenuti minori e ad alta difficoltà coordinativa come il tennis. Gli addetti ai lavori, considerati più competenti, si dedicano principalmente al tennis giovanile agonistico, quando il problema più grande del tennis nazionale è alla base della piramide, ossia il primo gradino quello relativo al reclutamento e ai primi passi , dove troviamo particolarmente radicato il fenomeno della specializzazione precoce che porta a performare nelle gare giovanili o di basso livello. Come è noto in letteratura scientifica la specializzazione precoce crea grandi aspettative, mentre produce un inevitabile plateau di apprendimento e l’impossibilità di ampliare e trasferire le competenze nel tennis degli adulti o peggio di vertice. Questo fenomeno in Italia incontra terreno fertile a causa dell’elevata richiesta di precocità, vittorie, campioniamo, che l’ambiente esercita sui bambini. Roger Federer, intervistato al Master di Londra 2010, ha evidenziando come nei top 100 erano assenti giocatori di età inferiore ai 20 anni, dichiarando che il tennis moderno non è più sport per teenager. I dati gli danno ragione, il tennista deve raggiungere una maturazione psicofisica e delle competenze specifiche più elevate rispetto al passato, di fatto ha bisogno di più tempo da dedicare alla sua formazione.”

Negli altri paesi in che modo viene sviluppata la motricità dei bambini?
“In diversi Paesi hanno capito che i bambini di oggi sono diversi, hanno altri bisogni, abitudini ecc. rispetto a quelli di ieri. Da anni si sente parlare i Italia di sport nella scuola, ma in realtà non sono mai stati raggiunti risultati concreti. Da anni molte Nazioni occidentali, anche loro colpite dalle problematiche sopraccitate, si sono attivate attraverso la diffusione di una cultura sportiva che ha portato lo sport ad essere equiparato alle altre materie scolastiche avendo un valore formativo riconosciuto. Per motivi di sintesi cito due esempi : nelle università USA si accede a borse di studio per meriti sportivi e in Francia sono 5 le ore dedicate alla motricità nelle scuole elementari con esperti di settore. Risulta evidente che questi Paesi hanno affrontato il problema alla radice partendo dalla cultura sportiva che in Italia purtroppo non esiste.”

Qual è l’età cruciale in questo senso? Possiamo tracciare una “età del non ritorno”, dopo la quale se non si è lavorato come si deve è impossibile rimediare adeguatamente?
“In particolare la fase compresa fra la nascita e i 14 anni. Sono vagliate le correlazioni e le implicazioni tra sviluppo motorio e cognitivo, dell’acquisizione degli schemi motori di base sino allo sviluppo delle abilità motorie e della personalità.”

In Italia ormai l’educazione fisica viene insegnata da professori non esperti del settore. E’ anche questo uno dei grandi problemi italiani?
“Addossare colpe a queste figure professionali pare essere un fatto gratuito oltre che sbagliato per due semplici motivi. Il primo riguarda il percorso formativo di questi insegnanti tutti diplomati ISEF o laureati in scienze motorie, alcuni di loro sono autentici riferimenti accademici nel loro settore. Il secondo è relativo a un aspetto storico che ha visto questi lavoratori ricoprire ruoli di terzo o quarto piano all’interno delle scuole tennis. Spesso alcune scuole hanno rinunciato e rinunciano a questo professionista perchè è un costo. In conclusione, riversare colpe su chi ha ricoperto da sempre ruoli marginali, invece di individuare chi ha responsabilità principali, pare essere una risposta inadeguata al problema.”

Quali sono gli esercizi adatti a sviluppare la motricità nei bambini?
“La risposta sarebbe troppo lunga. Nel libro “Dal bambino al campione di se stesso”, che ho scritto in collaborazione con Carlo Rossi e Michele Pisaturo, si trovano diverse indicazioni. Nella bibliografia ci testi con cui ci si può addirittura sbizzarrire.”

Quali sono le mancanze maggiori che i ragazzi avranno poi negli anni a livello tecnico e fisico? scarsa velocità di piedi? difficoltà nel movimento e nella coordinazione (specie nel servizio)?
“In riferimento ai numeri, alla qualità dell’utenza del tennis in Italia e ai diversi aspetti di cui ho parlato in precedenza, la ricerca spasmodica del campione pare essere un obiettivo ridicolo, viste le condizioni e i prerequisiti esistenti. Solo riqualificando la scuola di base si può pensare di rilanciare il tennis di vertice. L’eccellenza della Schiavone e della Pennetta, in rapporto ai futuri rincalzi, sono la riprova dell’eccezione che conferma la regola. Di conseguenza è fondamentale che ad affrontare la questione a tutti i livelli vi siano esperti di valore riconosciuto. Noi del gruppo R.I.T.A. abbiamo dedicato negli ultimi anni le migliori risorse al tennis di base, elaborando un percorso formativo innovativo che va dai 4 ai 14 anni. Il progetto metodologico didattico di R.I.T.A. è stato recepito nel 2003 dall’I.T.F. nel suo Congresso Scientifico di Londra e messo agli atti. Molti contenuti del nostro progetto sono parte integrante della proposta che oggi l’I.T.F. divulga nel mondo per la scuola tennis, nota al grande pubblico come “paly and stay”.”

Se tu fossi la federazione italiana tennis e potessi scegliere un ambito sul quale investire ed intervenire, quale sceglieresti e perché?
“Sinceramente non mi sento di dare alcun consiglio alla Federazione. La F.I.T. è ovviamente al corrente circa la nostra attività perchè R.I.T.A. è una ASD affiliata alla federazione. Comunque ciò che più conta per la nostra associazione è la risposta di grande soddisfazione che riceviamo quotidianamente dai nostri allievi e dalle loro famiglie.”

Come si può acquistare il tuo libro?
“Il libro “Dal bambino al campione di se stesso” si può acquistare online sul sito www.tennislab.it, oppure è possibile richiederlo alla libreria dello sport di Milano. Infine il libro viene regalato ai nostri allievi iscritti alla R.I.T.A. Tennis Academy (www.tennisitaliano.com) durante l’anno scolastico e a tutti quelli che si iscriveranno al nostro prossimo camp estivo di Lavarone in Trentino (www.lavaronesummercamp.eu) nei mesi di giugno e luglio.”

© riproduzione riservata

19 commenti

  1. trophy

    caro luca,
    è sempre con piacere che seguo i tuoi interventi(forse in omaggio alla nostra antica frequentazione di Palagano o più realisticamente perchè sei uno di quelli che “ci mette la faccia” e scrivi oltre che parlare a differenza di molti – complimenti !).
    Vorrei avere alcune copie del tuo libro ma non sono molto pratico con gli acquisti on line.
    potresti contattarmi al crlazio lasciando la tua email privata o il tuo cellulare in modo da accordarci per l’acquisto di alcune copie?
    ovviamente il pagamento è mio personale e non della FIT Lazio non potendo per regole amministrative operare tale spesa.
    se vieni al foro italico a maggio potresti portarmele direttamente così scambiamo qualche opinione al riguardo.
    un caro saluto.
    fabrizio

  2. Stefano Grazia

    Volevo chiedere a Luca Bottazzi e al Prof Carlo Rossi, che ho personalmente conosciuto durante una churrascata brazileira qualche anno fa nella baita del cugiuno Juma sulle montagne di Rovetta, se conoscono il Senso Touch del Prof Buzzelli e cosa ne pensano … Per esempio so che ne sono stati acquistati un paio dalla Federazione ma i Preparatori Atletici sembrano scettici e restii ad utilizzarlo mentre i piu’ entusiasti sembrerebbero piu’ i Coaches (o almeno alcuni. A parte la spesa,troppo elevata per i privati, non sarebbe,e qui mi rivolgo a Trophy, un ottimo complemento per i Centri Periferici e i Circoli con velleita’ agonistiche (quelli insomma che dovrebbero essere sostituiti dalle Associazioni Sportive)?
    Ribadisco che nonostante la mia amicizia col Prof Buzzelli e le mie interviste e video sull’argomento, NON ho percentuali sulle vendite ne’ altri interessi particola (l’esemplare in mio possesso e’ stato acquistato di tasca mia) ma parlando di capacita’ motorie,… mi sembra un ottimo strumento per valutarle e migliorarle. (E’ indispensabile tipo condicio sine qua non? Ovviamente NO. Puo’ essere utile? Ovviamente SI. A Bottazzi e Rossi chiedo solo la loro opinione. Poi, e’ chiaro, dipende dalla materia prima…)

  3. L’argomento trattato (con una tesi peraltro condivisibile) è uno degli storici cavalli di battaglia di TG&F, al punto che sono state spese moltissime parole, forse troppe, sulle varie metodologie ritenute (dai protagonisti) più o meno sperimentali e più o meno innovative. Già varie volte é arrivato il mitico prof. Buzzelli a spiegarci che si sapeva tutto da trent’anni. Ma dov’era la FIT quando il prof produceva i suoi celeberrimi libri e DVD?! 🙂 Comunque, sul suo sito il materiale è fruibile gratuitamente, e quindi sappiamo cosa ha teorizzato e cosa anche oggi concretamente propone…

    Personalmente di questo articolo ho notato la frase:

    “ULTIMAMENTE la FIT è corsa ai ripari cercando di mettere una toppa al problema imponendo nelle scuole tennis da lei riconosciute la figura del preparatore fisico. Va detto che questa figura professionale non sempre corrisponde ad un esperto di motricità”

    Appunto, il preparatone atletico non è quasi mai un esperto di “motricità” infantile. Ed inoltre rispetto a questo stesso termine ci sono molte accezioni diverse… qui s’è detto “capacità di compiere tutti i movimenti possibili con il proprio corpo”… ma forse bisognerebbe specificare a che movimenti ci si riferisce… Per me, ad esempio, la motricità sportiva è legata a principi di polivalenza, multilateralità e polisportività precoce nel rispetto delle fasi sensibili di sviluppo psicomotorio… chi se ne occupa professionalmente oggi? Quali sono le figure tecniche che sanno passare dal tennis ad altro e viceversa in modo coerente e funzionale? E cosa fa, di norma, un preparatore atletico in seno ad un circolo? Sviluppa per caso metodologie di preparazione precoce all’agonismo o si limita a prendere in mano le sorti di ragazzi già grandi ed ormai, dopo i 13 anni, praticamente compromessi, alle condizioni dettate dai maestri di tennis?

  4. Roberto Commentucci

    Archi, il problema è che a volte si concepisce la FIT come se fosse un corpo militare, nel quale automaticamente gli ordini o le direttive che vengono dal centro vengono sistematicamenmte ed immancabilmente eseguiti.

    La realtà come sapppiamo è ben diversa. La FIT come tutte le federrazioni, del resto è una associazione di società sportive, che purtroppo nel caso del tennis consistono per lo più in sodalizi a vocazione ricreativa.

    In un ambiente siffatto, è durissimo imporre una figura professionale come quella del preparatore fisico esperto di motricità infantile, semplicemente perché non interessa, in fondo, quasi a nessuno, essendo pochissimi quelli che:

    1. hanno un minimo di competenza per capire la differenza tra un preparatore adeguato e uno improvvisato.

    2. hanno un nminimo di competenza per arrivare a capirne l’importanza decisiva.

    3. hanno una visione di lungo termine, ovvero mirata ai risultati non solo sportivi ma anche di benessere sociale (intesi come grado di benessere delle generazioni future).

    La federazione queste cose le sa da anni, e da anni lotta per cercare di migliorare le cose. Poi purtroppo a volte si è finito per rilasciare il diploma di preparatore fisico a gente improponibile e si è persa credibilità, offrendo il destro a quanti, per non voler cambiare nulla, hanno interesse a screditare ogni iniziativa innovativa.

  5. king of swing

    ma la schiavone e la pennetta…non sono l’eccezione che conferma la regola…il tennis femminile è una cosa…quello maschile un’altra…non riusciamo a sviluppare la motricità nei bambini e nelle bambine…ma anche se tardivamente in campo femminile si può raggiungere ugualmente l’eccellenza…in campo maschile invece è impossibile un discorso del genere…cioè magari possono raggiungere risultati importanti…ma quasi certamente non l’eccellenza…perchè ci può sempre essere l’eccezione…

  6. napalmdeath

    …giovedì mi so no fatto un giro al ct eur a vedere il 15000, ma solo perchè la lezione di osteopatia è finita 2 ore prima…penso di capirne qualcosa di tennis visto che sono maestro nazionale, preparatore di 1° grado e classificatto attualmente 2.6 giocando solo da giugno a settembre per motivi di lavoro e studio…
    ho visto giocare trevisan contro un croato 340 atp…trevisan ha la pancia, almeno 7-8 kg sopra….finita la partita, vinta, s’è messo a fare un pò d’allungammento muscolare con l’aiuto di un siognore se non ricordo male del match ball….una ventina di minuti…con il telefono in mano però a mandare, presumo sms…
    altra prova della cultura che c’è in italia…la FIT ha dato tanti contributi a lui a scatola chiusa, senza controllare se abbia mai avuto i giusti comportamenti, le giuste attitudini per fare la vita del pro…difendete anche la fit…mi viene da ridere..
    per fortuna che ho deciso di non fare più il lavoro di maestro e a 31 anni, con campo da tennis privato a casa, da favola, mi sono rimesso a studiare perchè la cultura o ce l’hai o ce l’hai…troppe ….. mentali su sto tennis in italia…la cultura manca…difendete pure l’italia…

  7. Ringrazio per i complimenti l’amico Fabrizio.
    A Stefano Grazia rispondo che conosco di nome il Prof. Buzzelli e i suoi diversi strumenti. Io non sono un esperto di valutazione funzionale per cui non ho mai usato il SENSOTOUCH (nato appena nel 2007)anche se ho visto usare diversi strumenti tra cui ad esempio la pedana del Prof. Bosco, con cui il Prof Buzzelli credo abbia anche collaborato.
    Circa la valutazione funzionale (ribadisco non è la mia materia), posso dire come gruppo R.I.T.A. di aver avuto l’onore di una guida come il compianto Prof. Mognoni del CNR. Inoltre abbiamo tuttoggi rapporti con il Prof. Arcelli di ENERVIT e il grupo MAPEI. In conclusione faccio notare che il problema, in particolare del tennis italiano, viene prima della valutazione funzionale. Lo stesso risiede nel reclutamento tardivo e basso nei numeri oltre che nella qualità delle utenze. A questo, si aggiunge un movimento che in generale, non ha le competenze adeguate per affrontare il problema di riqualificare e rilanciare la scuola di base. Di conseguenza il sistema andrebbe rivisto, come da rivedere è la formazione e il compito degli insegnanti di tennis. Quanto detto è stato affermato dallo scienziato americano Richard Schmidt, nel suo ultimo seminario al Centro Tecnico FIT di Tirrenia.
    Cordialmente
    Luca Bottazzi

  8. 4@ “La federazione queste cose le sa da anni”

    Roberto,
    mi pare che addirittura lo scienziato americano “Richard Schmidt” vi abbia detto a chiare lettere che “il sistema andrebbe rivisto, come da rivedere è la formazione e il compito degli insegnanti di tennis”!

    Tu aggiungi…
    “si è finito per rilasciare il diploma di preparatore fisico a gente improponibile e si è persa credibilità”… tipo?! Intendi, le persone che comperano “competenza”, ergo titoli su ebay, a destra ed a manca?!

    Ecco, uno come napalmdeath mi piace… ha compreso veramente dove nasce il problema… un deficit di conoscenza e competenza si colma studiando non acquistando onorificenze… Questo è l’approccio giusto! 🙂

    RICAPITOLANDO:
    volete tantissimi bambini, e li volete piccoli, perché nel tennis bisogna (secondo voi) iniziare in culla a tenere la racchetta in mano. Ed avete degli ex giocatori diventati maestri FIT che sanno spiegare loro come si colpisce una palla. Ma NON avete praticamente nessun tecnico che sappia preparare atleticamente i bambini piccoli di cui sopra in funzione di quello che dovranno sopportare da grandi a livello internazionale. E se li aveste, nel censo-tennis, si farebbero immediatamente pagare a peso d’oro…

    Provate a cercare allora nel vocabolario la locuzione “gratis, e per passione…” 🙂

  9. Caro Archi se fai le cose gratis nel modo che tu intendi puoi farle solo per tuo figlio . se fai invece una preparazione professionale per altri bambini diventa un lavoro e se fatto bene deve essere pagato , la passione può andare bene se ritieni il tuo impegno come un’attività di svago divertente se invece devi rispettare degli orari dei programmi annuali e tutta un’altra cosa

  10. Bo!

    @ Commentucci
    Forse è meglio dire che la federazione è un’ associazione di imprenditori………
    Poi se mi può rispondere, perchè a Roma due realtà che davano la possibilità a molti ragazzi di poter arrivare ad essere dei buoni giocatori senza doversi dissanguare economicamente il Foro Italico e il centro delle Tre Fontane sono state chiuse ?
    Forse davano fastidio alle associazioni o meglio agli imprenditori
    delle vicinanze…..?

  11. @ Luca Bottazzi

    Sensotouch non è uno strumento per la valutazione funzionale!
    Sensotouch è il metodo di allenamento che ho sviluppato ed applico con i miei atleti, utilizzando uno strumento che si chiama Sensotraining con cui è anche possibile fare alcune valutazioni di carattere percettivo-cinetico e metabolico.
    Sostanzialmente però Sensotouch-Sensotraining è soprattutto da considerarsi un particolare metodo operativo che, attraverso la stimolazione continua di attenzione, concentrazione e rapidità di reazione, porta l’allievo a sviluppare una serie di qualità coordinative e sensomotorie indispensabili nel tennis e negli sport situazionali, ribaltando, di fatto, l’approccio metodologico all’allenamento specifico del tennista.
    Sul mio sito web, sono visibili alcune parti di protocolli operativi che permettono attraverso la stimolazione delle capacità attentive di sviluppare qualità condizionali .

  12. andrew

    Bo!…

    la definizione giusta è:

    Federazione di gestori di circolo con annessi maestri per soci sodali

    FGCAMSS

  13. trophy

    @ bo!

    i motivi della chiusura sono altri e la FIT non ne è responsabile ma al contrario vittima.

    il foro italico – come tutti gli impianti CONI – è stato messo a reddito dalla CONI SERVIZI spa crata con legge statale.

    le tre fontane è stata assegnata al comitato paralimpico (diversamente abili) il quale, su sollecitazione della FIT ha raggiunto un accordo in base al quale la FIT manterrà alcuni spazi all’interno del nuovo centro (csampi da tennis e uffici).

    il problema è che la realizzazione del nuovo impianto è ferma da troppo tempo ma tutto ciò non dipende dalla FIT che anzi è in attesa
    che si sblocchi la situazione.

    i centri del foro italico e delle tre fontane portavano solo vantaggi ai circoli limitrofi sia perchè la fascia di età era limitata (e quindi i ragazzi venivano successivamente smistati nei club vicini) sia perchè la concorrenza sana dei centri tecnici “obbligava” gli altri a lavorare in assoluta qualità.

    trophy

  14. Roberto Commentucci

    Bo.

    A quanto ne so, i due mai troppo rimpianti centri delle 3 Fontane e del Foro Italico sono stati chiusi all’inizio degli anni 2000, quando la situazione delle casse federali era talmente malmessa che non consentiva più di coprirne le spese di manutenzione. Per questo il Foro Italico è diventato un circolo privato, che perlomeno anche grazie alla CONI Servizi è in grado di assicurare l’integrità e anzi il miglioramento dell’impianto, e le 3 fontane sono state cedute al Comitato Paraolimpico.
    Chiaramente adesso l’esigenza di un centro regionale, con campi veloci e campi coperti, in cui concentrare i migliori giovani e organizzare con agio le principali competizioni, è sempre più forte, e su questo si sta alacremente lavorando. Presto se ne saprà qualcosa di più.
    Ma per rendere possibile – come è ora possibile – una nuova fase di investimenti pubblici in infrastrutture, è stato necessario risanare i conti della FIT, ciò che è un indiscutibile merito dell’attuale gestione.

    Si può avere conferma di quel che dico andando a leggere il bilancio FIT, sul sito federale.

  15. Ringrazio il Prof. Buzzelli per la precisazione. Rilevo che su internet, da molte parti, il Sensotouch è riportato come strumento per la valutazione funzionale allo sport. Mi riprometto di andare sul sito che lei mi ha indicato per prendere visione del suo metodo operativo.
    Cordiali saluti
    Luca Bottazzi

  16. Bo!

    @ Commentucci
    Forse se la federazione fosse gestita da professionisti
    anzichè da “dilettanti” sarebbe meglio………
    Se i “presidenti” e la politica delle varie “associazioni” sono rimasti quelli degli anni 70 la vedo dura sul proggetto campi veloci……Hai visto il manuale del 1974 della federazione che ne consigliava la costruzione….? Io nel tempo ho visto costruire solo campi in veloce (erba sintetica però per il calcetto…..)
    @ tropy
    Ma il CONI da che parte stà ?
    Forse sia il Foro che le Tre Fontane tanti tanti anni fa facevano comodo ai “circoli” limitrofi……
    Ora darebbero solo fastidio……

  17. Marco Sanges

    A proposito del sensobuzz
    io che ne possiedo già uno, ritengo che al di la del prezzo,ciò che conta è la qualità dell’allenamento che permette lo strumento, la possibilità di allenarsi ovunque e comunque, anche in una semplice stanza di albergo e soprattutto la costante consulenza del prof Buzzelli che è sempre disponibile a fornirla in qualunque momento ed in qualsiasi parte del mondo io mi trovi.

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