Martina Trevisan: “Adesso il tennis mi rende felice”

di - 30 Settembre 2014

Martina Trevisan

di Alessandro Nizegorodcew

Nei primi anni in cui giravo il circuito Itf e Challenger ero solito chiedere a coach e maestri le loro impressioni sui giovani tennisti che mi trovavo ad ammirare. Tanti anni fa, parlando con Stefano Vannini (che seguiva spesso Tennis Europe e tornei under in Italia) del Circolo Magistrati Corte dei Conti, mi ritrovai a porre la seguente domanda: “C’è una ragazzina tra le più piccole che ti ha colpito?” Risposta secca: “Martina Trevisan”. Io continuai: “Altri nomi?” E lui: “Martina Trevisan”. La prima volta che la vidi rimasi folgorato: quel diritto mancino era di una bellezza inimmaginabile, i piedi velocissimi, l’intensità del gioco altissima. Una meraviglia. Tanti problemi, tennistici ed extra tennistici, la hanno tenuta lontana dal circuito per quesi cinque anni. Poi, all’improvviso, una luce. Martina Trevisan è tornata a giocare… e a vincere. Due titoli consecutivi nei 10.000$ di Santa Margherita di Pula e una finale a Innsbruck. Tathiana Garbin (foto a sinistra), che l’ha seguita nell’ultimo trionfo sardo, ne parla in maniera entusiastica. La giovane toscana, classe 1993 e oggi numero 612 Wta, si è racconta a cuore aperto a Spazio Tennis, raccontando il suo rapporto col tennis.

Tathiana Garbin e Martina TrevisanPartiamo dalla stretta attualità. Cosa hai pensato durante l’ultimo game della finale di Santa Margherita di Pula contro Cristiana Ferrando? Quali emozioni si sono alternate nella tua testa?
“Nell’ultimo game della finale, sul 15-15, mi sono detta: “Martina sei semplicemente uno a zero pe te nel primo set, rilassati..” Ho un grosso, grossissimo respiro e via con il servizio conquistando i tre successivi punti. Ero tesa ed emozionata allo stesso tempo. Prima del match point mi sono tornate in mente tantissime immagini, ma ho saputo gestire al meglio la situazione. Ero lì, ero presente, orgogliosissima di me”.

Durante il primo torneo hai superato buone avversarie come Alice Balducci e Anna Floris dimostrando di reggere bene lo stress fisico. Che sensazioni hai avuto duranta la settimana?
“Fisicamente mi sento molto bene. Il mio corpo deve abituarsi nuovamente ai tanti sforzi, anche perché ne ho passate parecchie, ma già rispetto alle scorse settimane mi sono sentita meglio. Anche dal punto di vista tennistico, partita dopo partita, credo di essere migliorata riacquistando sicurezza”.

Ti ha colpito in particolare qualche ragazza affrontata in queste ultime settimane?
“Tra tutte le ragazze affrontare quella che più mi è piaciuta è stata Cristiana Ferrando: aggressiva, muove bene la palla, mi ha colpito in positivo”.

La settimana successiva hai trionfato nuovamente. Ti aspettavi una simile continuità?
“Mi sentivo molto fiduciosa per il torneo successivo, anche perché dal punto di vista fisico avevo pienamente recuperato. Poche ore dopo il primo titolo Itf… Ho pensato che volevo vincerne un altro. E così, punto dopo punto, è arrivata la seconda vittoria consecutiva”

Iniziamo a fare un passo indietro. Dicembre 2009 – Maggio 2014. Questo il periodo che hai passato lontano dal circuito. Lascio a te carta bianca per raccontare questi lunghi 4 anni e mezzo…
“A tutti può succedere di passare periodi difficili nell’arco della vita. Poca felicità, buio, momenti pesanti da sostenere. Io ho sempre avuto la consapevolezza di potercela fare, non ho mai dubitato di me. Tutto ciò anche per quanto concerne il tennis”.

Martina TrevisanCome è stato all’inizio il tuo rapporto con il tennis?
“Devo dire che il mio rapporto con il tennis all’inizio non è stato facile, ma la voglia di tornare non mi ha mai abbandonato. E’ stato un po’ come sospendere una partita con Lui (il tennis) e riprenderla dopo tanti anni. Molto educatamente Lui (il tennis) mi ha aspettato e ora ce la stiamo giocando…”.

E oggi?
“Mi sono detta: “mi sei mancato tennis” ma soprattutto ho pensato: “mi sei mancata Martina”. Sto cercando di ritrovare la serenità che non ho avuto in questi anni. Le emozioni sono tantissime ma la cosa importante è gestire il tempo, i miei allenamenti, sempre con il sorriso. I sacrifici sono tanti ma sono felice, oggi, di ciò che faccio. Sono passati cinque lunghi anni durante i quali sono cresciuta, maturata molto velocemente, perché o maturavo o… “non ci levavo le gambe”.

Il tuo rapporto con il tennis è cambiato, ma quanto e come è cambiata Martina Trevisan in questi anni?
“Sono cambiata molto. L’esperienza ti fa crescere, gli errori ti costringono a maturare, ma una cosa che non è mai mancata in questi anni è la forza: la forza di volontà, la forza nel cercare di migliorarmi sempre e andare avanti senza mollare mai di fronte a nulla. Sono stata molto forte. Questa forza ormai l’ho fatta mia e non mi abbandonerà mai, nella vita così come nel campo da tennis”.

Quindi il tennis è ancora il tuo sogno?
“Il tennis è ovviamente il mio sogno. Anzi, oggi lo è ancora di più. Il mio sogno è entrare fra le Top-100 Wta e ce la metterà tutta per arrivarci”.

Quali persone senti di dover ringraziare per questo tuo ritorno nel circuito internazionale?
“Mio fratello Matteo e il mio ragazzo Andrea sono due persone molto importanti. Ma la decisione di tornare al tennis è stata mia. Ho parlato tanto con me stessa e ho capito che era la cosa da fare. Al di fuori del campo Andrea è stato ed è invece fondamentale. Solo lui sa quanto sia insostituibile nella mia vita e questa è la cosa più importante”.

Anche tuo fratello Matteo Trevisan (numero 360 Atp) sta vivendo una buona stagione, anche se manca ancora il salto di qualità definitivo. Riuscirà ad esplodere?
“Matteo ha la testa per poter entrare nel gotha del tennis. In questi anni poco fortunati è cresciuto tanto e ha delle potenzialità che nemmeno si immagina. Deve credere di più in ciò che fa, perché è forte, veramente forte”.

Come è organizzata la tua giornata tipo tennistica?
“Per quanto concerne gli allenamenti lavoro in parte con coach Matteo Catarsi e in parte Centro Tecnico Federale di Tirrenia. La mattina seduta di atletica e due ore di tennis, mentre nel pomeriggio, a seconda della condizione fisica, o atletica e tennis o solamente atletica. Negli ultimi tornei ho avuto la fortuna di avere accanto anche Tathiana Garbin”.

Ultima domanda: Cosa è stato e cos’è per te oggi il tennis?
“Il tennis nella mia vita ha avuto molte facce, alcune bellissime, altre meno. Adesso è l’unica cosa che mi fa sentire libera e serena”.

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18 commenti

  1. cataflic

    Ale, quindi a livello fisico Martina è a posto?
    Se è ok abbiamo recuperato un’altra reale aspirante alle 100!

  2. Alessandro Nizegorodcew
    Autore

    Beh ha vinto due tornei consecutivi, direi che è la prova. Sicuramente dovrà lavorare dal punto di vista fisico in maniera attenta, ma sta bene 🙂

  3. Cataflic

    Speriamo anche perchè di Martina non ho mai capito il confine tra problemi fisici ed altro. Nel caso di reali ed importanti problemi fisici non vorrei che appena ripresi match e carichi rispuntasse tutto fuori.

  4. Nikolik

    Vedo che però è stranamente silenzioso quel Genitore, il cui nome inizia per A, che in questi anni mi ha ripetutamente rinfacciato un pronostico che avevo fatto riguardo alla Trevisan…

  5. atti

    Ciao Nik, se ti riferisci a me ti sbagli.
    sulla Trevisan ? non ricordo nulla a parte un osservazione (di Madmax se non erro) sul suo dritto…secondo lui troppo ampio per giocare fra i top 100.
    Ma io come sai, non sono un tecnico, solo un genitore e tifoso.
    Da tifoso, mi fa piacere vedere che è tornata e che sta facendo ottimi risultati.

    A proposito di pronostici,
    un certo Nikolik (non so se siete omonimi ?) guarda cosa scriveva… : 🙂

    “Nikolik scrive:
    22 Febbraio 2008 alle 15:39

    Pibla, ora non ti parlo da tifoso.
    Io ho visto giocare molte volte la Dentoni e la Besser, però diversi anni fa, quando erano bambine (sono ancora bambine, del resto).
    Poi il lavoro mi ha travolto e non posso più assistere con costanza al vero tennis giocato.
    Ho però una rete di spie, molto attendibili ed attente.
    Ebbene, tutto ciò considerato, io sono disponibile a scommettere un dito sul fatto che la Besser e la Dentoni entreranno almeno tra le prime 30 del mondo.
    E io curo tantissimo le dita dei piedi e delle mani.
    Ci divertiremo.
    La Besser è una forza della natura, la Dentoni è della mia provincia e, oltre ciò, è la tennista più intelligente, dal punto di vista tattico, che l’Italia abbia mai avuto.
    Abbi fede e non dare retta a Max.
    Queste sono le mie sensazioni.
    Per non parlare delle altre.
    Tempi rosa per il nostro tennis.”

    Visto Nik ?
    com’è difficile anche solo fare pronostici stando comodamente seduti,
    figuriamoci quanto è complicato giocare e cercare, giorno dopo giorno di migliorarsi…

  6. cataflic

    cavolo Nikolik….il tuo patentino di esperto viene momentaneamente sospeso in attesa di accertamenti 😉

  7. cataflic

    …a parziale attenuazione della tua passata inesattezza c’è solo il fatto che è molto più facile prevedere che una non ce la faccia, piuttostio che il contrario!

  8. Nikolik

    Ma, Atti, scusa, ma per la Dentoni io sono sicuro ancora che entrerà tra le prime 30 del mondo!
    Quindi, vedi bene che non c’è alcun problema!

    Per quanto riguarda la Besser, come potevo, scusami, prevedere che lei avrebbe smesso!
    Ah, ecco, vedi, ora non posso che riportarmi alla sua bella intervista che c’è stata su questo sito!
    Beh, tra le righe di quella intervista, anzi, molto tra le righe, ci sono i motivi per cui lei ha smesso di giocare, come potevo, scusami, prevedere una cosa del genere?

    Le capacità c’erano eccome!

    Noi esperti non abbiamo capacità divinatorie!

  9. atti

    Nik,
    e dajje che insisti con la Dentoni, è proprio una fissa !
    mi sa che hai la Dentonite, una malattia rara che contrae il tifoso di tennis inesperto 🙂
    ti consiglio un rimedio efficace,
    tu non predirle best ranking, e vedrai che la sua classifica migliora all’istante, e tu piano piano potresti guarirne. 🙂

    Mentre con le nuove leve junior, ti supplicherei di non fare piu’ alcuna previsione… 🙂
    Già è difficile emergere, già è complicato tirare avanti la carretta, se poi si “beccano” le tue rosee previsioni, laddove statisticamente non ne azzecchi mai una…sono fritte … 🙂

    Devo invece darti atto che ci sei molto piu’ utile, fra un cambio di pannolini e un altro, come ironico bastian contrario, come abile fustigatore di sogni e come acuto spalancatore di occhi momentaneamente accecati.

    E nel blog x questo genere di lavoro, non hai che l’imbarazzo della scelta…

  10. stefano grazia

    La prima volta che la vidi rimasi folgorato: quel diritto mancino era di una bellezza inimmaginabile, i piedi velocissimi, l’intensità del gioco altissima. Una meraviglia.

    No, non fu Atti, Nikolik, ma QUEL nostro comune amico che proprio da allora,credo, per il putiferio che scateno’ la sua entrata a gamba tesa con cui stronco’ dritto e carriera dell’allora 14enne, si vide appioppato da me il nomignolo di MAD prima e di TorqueMad(aMax poi (oltre che Principe Buzzurro e Vecchio Scorreggione 🙂 🙂 🙂 ) …O forse fu per i battibecchi con Il Prof, non ricordo bene…La querelle comunque inauguro’ la Stagione di G&F come se la ricordano tutti e non come fu originalmente quando sembravamo una massa eterogenea di Illuminati e Allegri Genitori che cercavano solo di dialogare e NON obbligatoriamente sostituirsi ai Coaches e Maestri Pierin con la Focaccia … Querelle che scateno’ un’ondata di risentimento nei confronti di tutta la Categoria dei Genitori che neanche un decimo delle cose che dicono ogni giorno il suo epigono Bogar o il Lupo Tanto Buonino Nicox e che meriterebbero invece ben maggiore ostracismo 🙂 🙂 🙂 Su, dai che scherzo, la mia e’ tutta invidia… Del gruppo originario, proprioAtti mi faceva notare, io sono l’unico il cui Figlio abbia smesso per davvero e quindi mi sa che le Stronzate piu’ grosse le abbia scritte io … E quindi, anche se continuo a pensare che il mio percorso era il piu’ corretto, zitto e pedalare ……Bei tempi e pero’ qui Atti batte Nikolik 6-0 6-1 netto e secco…

  11. pibla

    “Tempi rosa per il nostro tennis”

    Nelle classi ’89-’93 le abbiam perse tutte, ma proprio tutte tutte, a parte la Giorgi e giudizio sospeso su Burnett (chissà) e Barbieri (bah…)…alla faccia dei “tempi rosa” ahahahah!!!!

    E comunque pur io speravo qualcosa meglio, credevo che almeno 3-4, tra cui Martina ce l’avrebbero fatta…:-(

    FORZA MARTINA!!!!

  12. Nikolik

    Atti, devi sapere che proprio a causa dei miei doveri, per come dire, paterni, non ho potuto fare una cosa che anche solo l’anno scorso avrei fatto: infatti, devi sapere che proprio due giorni fa, domenica, la Dentoni era a giocare al T.C. Apua, a Marina di Pietrasanta, il relativo torneo Open, che ha poi, peraltro, anche vinto (ovviamente, vien da dire), e io non c’ero.
    Pensa: la Dentoni a Marina di Pietrasanta e io me la sono persa!
    Al T.C. Apua, poi, che in pratica è come se fosse casa mia!

    Eh, sì, era proprio al T.C. Apua che vidi un’esibizione di Panatta (Panatta dal vivo!) da bambino, che era il 1978: me lo ricordo come uno dei ricordi più belli (ma era al TC Apua o al Bagno Aretusa?), e mi ricordo che era il 1978 perché quella sera stessa ci fu Italia-Argentina dei campionati del mondo. Che serata! Prima Panatta, poi la nazionale, a notte fonda, in diretta, con il fantastico gol di Bettega, uno dei gol più belli ed importanti della storia del calcio italiano, con quel rumorosissimo stadio (ricordo che non si riusciva a sentire la voce del telecronista) che improvvisamente ammutolì, con quei tristissimi generali con i baffi in tribuna…però ero con il mio papà (povero il mio papà) ed era anche un bellissimo ricordo tornare lì.

    Ma tant’è.
    Si può essere Dentoniani anche a distanza.
    Anzi.
    Coloro che sono a distanza, son più Dentoniani degli altri.

  13. atti

    In realtà Doc
    Io dicevo esattamente il contrario, e cio’ che Nicholas è il piu’ giustificato di tutti, perché la location dove vivi e cresci, gioca un ruolo fondamentale, anche se poi vai da Bollettieri eo anche solo da Panajotti o Zavoli, il tuo background è sempre con te, e alla lunga non è facile bypassarlo.
    Del resto non ho ricordi di giocatori bianchi eo neri, nati e vissuti in centro africa che siano poi diventati Pro di alto livello.

    Nik, ti diro’ di piu’…
    Se posso permettermi, ti inviterei anche con le varie S e P, tue giovani e forti corregionali, a non metter loro troppa pressione…tifale in silenzio, poco a poco, pacatamente… 🙂
    E piuttosto concentrerei l’impegno verso il nuovo messia del tennis toscano… c’est à dire, monsieur Nikolino Junior!
    Con un genitore così “esperto” di tennis, sarebbe un peccato non giocasse.
    A proposito, gli hai appeso nella culla, al posto dell’inutile carillon, una bella pallina da tennis come fece quel lungimirante genitore nostro precursore, nonchè papà dell’immenso Andre Agassi ? 🙂

  14. cataflic

    atti
    Penso che Nikolik dopo tutto quel che ha sempre affermato al massimo concederà al figlio giocare al massimo due volte a settimana e solo dopo aver controllato che il maestro stia almeno metà del tempo al cellulare….così tanto per non dar troppo peso alla cosa….magari uno o due tornei da u16 e se poi vuol proprio competere dovrà aspettare la maggiore età!

  15. Nikolik

    Atti, il prode Cataflic ha buon gioco nel predire che io mai e poi mai farò fare tennis competitivo al piccolo Nikolik, ma non perché ce l’abbia con il tennis, ma perché lui starà ben lontano, madre permettendo (che è, purtroppo, una sportiva fissata), da ogni sport competitivo.

    Devo anzi correggere il prode Cataflic, nel rassicurarlo che il piccolo Nikolik non farà mai nessun torneo under 16.

    Dovete sapere che io non comprendo questa eterna fissazione genitoriale di mettere costantemente in classifica, per ogni cosa, i propri figli.
    Ricordo ancora con orrore, ed ero solo alle scuole medie, i genitori che venivano a prendere i miei compagni di classe dopo un compito in classe (ora li chiamano verifiche), all’uscita della scuola, e che chiedevano ansiosi ai loro figli, ragazzini e ragazzine di 11, 12 e 13 anni, subito dopo aver appreso il loro voto: e Nikolik quanto ha preso? E Silvana quanto ha preso? E quell’altro, quell’altra…
    Genitori che non riuscivano a gioire del fatto che il loro figlio avesse preso 8, no, volevano metterlo in classifica, se un altro aveva preso 8 e mezzo era un bel problema.

    E sono ripiombato in questo oscuro malvezzo genitoriale, dopo tanti anni, andando all’asilo nido, con questi genitori che guardano se tuo figlio gattona oppure no, che il loro a 8 mesi già lo faceva, e se ha due dentini soltanto oppure tre.

    E figuriamoci di quello che accade, che è sempre accaduto, che ho sempre visto, in occasione della vera competizione, dello sport competitivo, che invece ha nella natura delle cose proprio il concetto di metterti in classifica: guai, la verità è che nello sport questa mania di primeggiare, questa mania che il tuo figlio sia e, soprattutto, debba assolutamente essere migliore degli altri, trova la sua naturale esaltazione.

    Lontani da me, per carità, Genitori, io non ho questa fissazione che mio figlio diventi il n. 1 in qualcosa, a scuola come nello sport, non mi interessa se sarà basso, non mi interessa farlo diventare ricco, non mi interessa metterlo in competizione con i vostri figli; non voglio vincere nulla, vincete pure voi, sicuramente non voglio che vinca mai nulla, perché per me lui vince tutti i giorni.

    Non voglio proprio mettergli addosso alcuna pressione, solo sereno spero che diventi.
    Troverà la sua realizzazione in qualche maniera anche lui, chissà come, sicuramente facendo qualcosa che non fanno i suoi genitori, convinto come sono che è per lui meglio se sarà completamente diverso da me, che è la cosa che più mi auguro.

    Questa pretesa genitoriale di primeggiare, che voi avete sempre sostenuto essere un fenomeno relativo e residuale, è invece una piaga sociale, un vero grande problema, estremamente diffuso in ogni momento esistenziale, figuriamoci nello sport, dove trova la sua massima espressione.

    Senz’altro, povero piccolo Nikolik, diventerà ugualmente un serial killer.
    Ma mai potrà dire che suo padre gli ha chiesto di diventare un campione di qualcosa, in nome di una presunta Vittoria che non riconosco come valore, essendo naturalmente portato, sempre, verso il perdente ed il debole.

  16. atti

    Ma va là Nik, discorsi banalmente sentiti già migliaia di volte.
    la prima cosa che si impara da neo-genitori, è di togliere la parola MAI dal vocabolario !!!

    Del resto, stai decidendo tu, già ora che è in fasce, cosa è giusto e cosa no…
    Ti ricorda qualcuno ?
    E se per lui invece la competizione sportiva fosse prioritaria ?

    Dicono che con i figli, per dove non si vuol camminare, di solito si corre !!!
    Meglio che fai un po di footing…casomai ci fosse bisogno di correre… 🙂

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