“Questo torneo per me è speciale e tornare qui, dopo due anni veramente difficili, è stato già emozionante. Poi, ovviamente, vincere due partite, anche se nelle qualificazioni, rende la soddisfazione doppia. So che devo ripartire da qui per provare a raggiungere un po’ il mio sogno di fine carriera: tornare in top 100“. Il Roland Garros come trampolino di (ri)lancio, con il sogno di rivivere un percorso simile a quello della magica semifinale del 2018. Per Marco Cecchinato lo Slam parigino rappresenta questo e molto altro.
Il rapporto con Max Sartori
In zona mista dopo la vittoria su Sakkelaridis, Cecchinato ha parlato anche del rapporto con Massimo Sartori e Francesco Palpacelli, tornati a pieno regime nel suo angolo: “Volevo smettere di giocare, ma loro due mi hanno convinto a non mollare. Francesco, che è mio cugino, è il coach che mi segue principalmente. Adesso Max ci sta dando una mano soprattutto in questi tornei: è sempre pronto ad aiutarmi e vederlo qui con me, così carico, mi fa tirare fuori qualcosa in più. La sua carriera da coach la conosciamo tutti e, ancora una volta, è pronto a darmi una mano. Sono contento. Spero di portarlo con me per qualche settimana, magari quando daremo qualche giorno di pausa a Francesco, così stacchiamo un po’ anche noi. Io continuo ad appoggiarmi a Vicenza, con il preparatore che lavora con Max, soprattutto nei tornei più importanti. Spero possa continuare a darci una mano“.
Una presenza importante, quella di Sartori, in un torneo al quale Cecchinato è profondamente legato: “Come ha detto lui quando siamo arrivati qui, sono l’unico che è riuscito a farlo staccare da Vicenza. Quando l’ho chiamato gli ho detto: ‘Max, dai, accompagnami al Roland Garros’. Dopo due secondi mi ha risposto: ‘Sì, vengo’. Quando decide di fare una cosa, la fa bene. Oggi si è visto che era davvero carico, molto contento anche a fine match. Era soddisfatto e, per me, questa è una cosa fondamentale”.
Il Roland Garros per Marco
Per l’azzurro, inoltre, poter tornare a disputare il Roland Garros — seppur ancora alle qualificazioni — rappresenta una motivazione speciale: “Per me è stato emozionante già solo arrivare al Roland Garros, anche perché io continuo a giocare per questi palcoscenici. Non voglio sembrare arrogante o presuntuoso, ma giocare questi tornei è diverso rispetto ai Challenger. Voglio finire la carriera nel miglior modo possibile, in tornei come questi, e spero che da qui a fine anno il ranking possa tornare a salire, così da rigiocare anche gli ATP. Sarebbe il mio sogno, insieme al ritorno in top 100: riuscire a tirarmi un po’ fuori dai Challenger. È stato davvero molto emozionante e, all’inizio, mi sono venuti i brividi, non te lo nascondo. Questo torneo è il più speciale di tutti”.
Infine, in vista del derby azzurro decisivo per l’accesso al main draw contro Andrea Pellegrino, Cecchinato ha analizzato così la sfida: “Sta giocando molto bene, lo ha dimostrato anche a Roma. Ha un grandissimo tennis e un gioco capace di mettere in difficoltà chiunque, anche i giocatori da top 100. Io, questa volta, non ho nulla da perdere: entro in campo anche per capire a che livello sono, visto che la scorsa settimana lui ha battuto giocatori da top 50. Come hai detto tu, anch’io oggi ho disputato un ottimo match. Spero di fare una buona partita. In ogni caso, ci sarà un altro italiano in tabellone: questa è una cosa positiva per l’Italia”.