Wimbledon 2026: chi sono gli unseeded più pericolosi?

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Matteo Berrettini - Foto Dubreuil Corinne/ABACA

Wimbledon è il torneo per eccellenza. Lo Slam più ambito, l’acme di un tennista, il sogno nel cassetto che ogni giocatore custodisce fin da piccolo. Giocarlo è un privilegio, vincerlo un’impresa. Ed è per questo che, ogni anno, giovani astri nascenti, erbivori dal grande fiuto per il verde, grandi veterani e specialisti della superficie brillano nei loro completi bianchi, cercando di splendere più di chi parte favorito. Da Matteo Berrettini a Grigor Dimitrov, da Jack Draper a Marin Cilic fino a Alexander Blockx o Gabriel Diallo, sono diversi i nomi che saltano all’occhio guardando chi giocherà i Championships senza essere testa di serie. Andiamo a vedere, quindi, quelle che sono le possibili mine vaganti del torneo tra gli unseeded e gli underdog di cui tenere conto in vista del sorteggio di venerdì 26 giugno.

Berrettini, il pericolo da wild card

Entrato all’ultimo tramite wild card, Matteo Berrettini rientra senza ombra di dubbio nella categoria. L’azzurro, finalista nel 2021, può essere una delle più grandi insidie, soprattutto se incrociato nei primi turni. Il verde è da sempre la superficie che meglio si adatta al gioco di Matteo e i rigogliosi prati dei Championships, soprattutto nella prima settimana, godono di un’estrema cura, ideale per una pallina dal rimbalzo basso, veloce e a tratti imprendibile. Territorio di caccia dei grandi battitori. Non è un caso che cinque anni fa il romano raggiunse la finale, come non lo è che da sempre gli amanti del serve and volley abbiano fatto le loro fortune sul verde.

Cilic, Dimitrov e Mannarino esperienza da evitare

Per le stesse ragioni, uno dei profili da temere di più, nonostante l’età, è Marin Cilic, che di esperienza a Wimbledon ne ha a iosa. Finalista nel 2017 contro sua maestà Roger Federer, il croato è nell’ultimo sprint della carriera, ma i suoi 198 centimetri lo inseriscono di sicuro in quel plotone di bombardieri che è consigliabile evitare.

Tra i più “vecchi” occhio anche a Grigor Dimitrov, erbivoro per scelta, la cui eleganza nei movimenti sul verde è una libidine da vedere e rivedere. Forse, oltre a ipnotizzare il pubblico con i suoi sinuosi colpi, fa lo stesso effetto anche agli avversari. L’anno scorso andò a un passo dal mettere a segno il colpaccio contro Jannik Sinner (poi vincitore), ma l’infortunio al petto lo fermò sul più bello. In ottima condizione fisica, come sembra, è un avversario scomodissimo con cui avere a che fare.

A completare il quadro dei veterani c’è anche Adrian Mannarino, che ha più volte dimostrato come l’erba sia da sempre la sua superficie prediletta. La continuità non è il suo forte, ma al Queen’s ha sconfitto Jakub Mensik. C’è da stare allerta: nella sfida secca il transalpino può giocare brutti scherzi.

Attenzione a Shapovalov Hurkacz e Griekspoor

Se cercate sul dizionario il sinonimo di discontinuità, vi uscirà il nome di Denis Shapovalov. Caratteristiche tecniche lodevoli, mancino di classe con tanto di rovescio a una mano. Giocoliere e frizzante di inventiva, all’inizio della sua carriera aveva tutte le caratteristiche per restare stabilmente tra i migliori. Ma qualcosa non è andato. Cosa ha a suo favore? Che gioca senza alcuna aspettativa, a mente libera: se in giornata, Denis può vincere praticamente con chiunque.

Menzione d’onore anche per Hubert Hurkacz, che è forse uno degli unseeded più temibili, data la sua completezza sulla superficie. Semifinalista a Wimbledon nel 2021, è dotato di uno dei migliori servizi del circuito. La combinazione con l’imprevedibilità del rimbalzo della pallina può essere fatale.

Anche Tallon Griekspoor può essere un falso amico. Attualmente numero 39 del ranking, vanta però ben due titoli sul verde e un gioco di difficile lettura. Perde qualcosa in termini di costanza e rendimento generale, ma a pieno carico è un osso duro.

Draper, il ritorno con Murray nel box

Occhi puntati anche su Jack Draper e sul suo ritorno di fiamma. Il pubblico inglese, quando chiamato a supporto dei suoi beniamini, sa bene come far sentire il suo calore e quest’anno avrà da sostenere il tandem britannico dei sogni: Draper-Murray. Andy farà per la prima volta la sua apparizione di fronte all’All England Club, nella nuova veste di coach del talento anglosassone. Anche senza considerare il chiacchiericcio di sottofondo, Draper rimane un giocatore pericolosissimo su erba, da cui è meglio stare alla larga. Londra è una tappa per ripartire: non si farà sfuggire un’altra occasione dopo un 2026 finora farraginoso.

Blockx e Diallo, la fame delle nuove leve

Tra le fila delle giovani leve fanno a spallate Alexander Blockx e Gabriel Diallo. Cosa li accomuna? Altezza, esplosività nei colpi e nel gioco, e soprattutto la fame di chi vuole sfondare nel tour arrivando alle vette già conquistate dai coetanei. Il belga è al suo esordio nel tabellone principale dei Championships e avrà dalla sua la “fortuna del principiante” a cui bisogna sommare un’effervescente intraprendenza tipica di chi vuole fare bella figura al debutto nello Slam londinese. Diallo dal canto suo non si è mai spinto oltre il secondo turno nel terzo Major dell’anno, ma anche lui è erbivoro per natura e la vittoria a Hertogenbosch nel 2025 ne è la controprova. Servizio incisivo, ama il serve and volley: in un match al meglio dei cinque un avversario così può stancare, eccome.

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