Atmane e la curiosa passione per la fisica quantistica: “È davvero affascinante”

Alessandro Rossi
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Terence Atmane Photo Courtesy of China Open.jpg

Un documentario può cambiarti la vita. Non è una frase fatta, bensì la realtà per Terence Atmane, tennista francese classe 2002, che, partendo da un documentario sulla fisica con Morgan Freeman, visto su Netflix in una notte insonne a causa del jet-lag, ha iniziato ad informarsi sempre più su un mondo a lui un tempo sconosciuto.

“Stavo guardando un documentario in TV, cercando di addormentarmi”, ha raccontato Atmane ad ATPTour.com. “Alla fine, però, non mi ha aiutato a dormire perché, dopo averlo visto, per tutta la settimana ho guardato tutto quello che potevo sulla fisica quantistica”.

LA NASCITA DELLA PASSIONE

L’originario dell’Alta Francia, fresco di trionfo ai danni di Felix Auger-Aliassime al terzo turno del Masters 1000 di Miami, è noto ai fan per la sua vasta collezione di Pokemon, che, però, non sembra essere, né il primo né l’ultimo, dei suoi interessi. Infatti, il francese ha in programma di migliorare le sue doti in cucina, anche se, per il momento, la vera protagonista è la fisica quantistica.

Ho iniziato a interessarmi davvero perché non avevo mai prestato molta attenzione al mondo in cui viviamo”, ha rivelato Atmane. “Quindi è così che ho iniziato a pormi domande semplici come: Qual è il senso della vita? Qual è il senso di ogni cosa? Esistono degli scopi? C’è qualcosa che dovrei sapere prima di morire?”.

IL FASCINO DI NON CONOSCERE

Per Atmane, però, il piacere della scoperta nascondeva anche il fascino del non conoscere: più studiava la fisica quantistica, più si rendeva conto di non aver mai compreso davvero il mondo. Ho iniziato a leggere molti libri di Isaac Newton, Albert Einstein, di ciò che hanno fatto, del perché lo hanno fatto e di come hanno scoperto tutte queste cose”, ha dichiarato il tennista francese. “Più approfondivo l’argomento, più mi rendevo conto di non sapere nulla. Questo è quello che ho imparato nell’ultimo anno, ed è davvero affascinante”.

LA CURIOSITÀ SUI PARADOSSI

Il numero 53 del ranking ATP si è fatto conoscere sul grande palcoscenico del Masters 1000 di Cincinnati lo scorso agosto, dove, da numero 136 del mondo, ha raggiunto la semifinale dopo aver battuto consecutivamente Taylor Fritz e Holger Rune. In seguito alla vittoria col danese, peraltro, Atmane ha scritto “Il paradosso di Fermi?!” sull’obiettivo della telecamera.

“Ho iniziato a interessarmi a tutto ciò che riguarda i paradossi, le domande e la fisica in generale, ed è così che l’anno scorso a Cincinnati mi è venuto in mente il paradosso di Fermi”, ha detto Atmane. Ho pensato fosse piuttosto divertente menzionarlo davanti alla telecamera. E l’ho fatto anche ad Acapulco, ma non l’hanno pubblicato online”.

“Fu una scoperta di Einstein. Scoprì che nel nostro universo il tempo è uguale allo spazio, e penso che sia stato davvero affascinante venire a conoscenza di questo tipo di informazione apparentemente insignificante all’inizio, ma che, se analizzata a fondo, si rivela davvero affascinante”.

IL SISTEMA SOLARE

Tutto è iniziato quando il francese ha guardato un altro documentario, stavolta sul sistema solare, le forze gravitazionali, il motivo per cui la Terra impiega 24 ore per compiere un’orbita completa e come gli altri pianeti influenzano la traiettoria della Terra.

“Ho pensato a quanto sia interessante scoprire che il sistema solare non è come lo immaginiamo. Non si tratta solo di pianeti che orbitano l’uno intorno all’altro in modo casuale. È un movimento continuo. È una traiettoria, ha detto Atmane. “La Terra si muove molto velocemente nello spazio, ed è stato davvero interessante scoprirlo perché non lo sapevo. Pensavo che tutto fosse più o meno nello stesso posto, ma non è affatto vero”.

Ora il giovane transalpino, ancora in gara al Masters 1000 di Miami, porta con sé un piccolo libro di testo e un quaderno in cui prende appunti per studiare la fisica quantistica. Tennis permettendo.

 

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