Spesso ci sono incredibili storie di tennis che non vedono mai la luce, mentre altre, invece, si. Nel 1987 McEnroe partecipava per la prima volta agli Internazionali d’Italia, dopo esser tornato da qualche settimana nel circuito a causa di un infortunio che lo aveva costretto a sette mesi di stop. All’ottavo posto del ranking mondiale e con diversi problemi alla schiena, l’americano non si presentava in perfette condizioni. Al primo turno, lo stesso McEnroe affrontava il qualificato Franco Davin, diciassettenne argentino appena entrato in Top 100.
I fatti
A fronte di un match apparentemente semplice, il sette volte campione Slam, invece, riscontrò sin da subito numerose difficoltà e perse il primo set per 6-3. Come se non bastasse, si ritrovò sotto anche di un break nel secondo parziale. Poi l’incredibile… All’improvviso si spensero le luci e il gioco fu interrotto per trenta minuti. Al rientro in campo, tornò un altro McEnroe, più deciso e cattivo. Con grande sospiro di sollievo da parte degli organizzatori, lo statunitense ribaltò la partita lasciando solo le briciole al povero Davin e proseguendo fino alla semifinale, dove fu sconfitto da Mats Wilander.
La rivelazione
Per alcuni mesi si era dibattuto sulla vera natura dell’accaduto, senza trovare alcun riscontro concreto. Molti anni dopo, nel settembre del 2022, Sergio Palmieri, ex manager di McEnroe, direttore del torneo capitolino per quindici anni e figura molto influente nel tennis, ha raccontato come andarono davvero le cose ai microfoni de “La Naciòn”: “Quella era la prima partita che John giocava a Roma e Franco aveva vinto il primo set. McEnroe tirava palle dappertutto. Poi dissi a uno dei tecnici della manutenzione: “Se si interrompe l’alimentazione, quanto tempo ci vuole perché torni?”, lui rispose che ci sarebbero voluti un quarto d’ora o venti minuti. Allora gli diedi 100.000 lire per spegnere le luci. Le luci si spensero, tutti andarono negli spogliatoi, poi dissi a John: “Che diavolo stai facendo?”. Imprecò un po’, ma si calmò. Vinse il secondo e il terzo set con relativa facilità. Per rendere il tutto più credibile, feci spegnere le luci una seconda volta, e nella partita successiva”.
La risposta di Davin
Nonostante Palmieri gli avesse confidato successivamente ciò che era successo, Davin sapeva fin dall’inizio di esser stato imbrogliato e nell’intervento al giornale argentino assieme all’ex direttore del torneo di Roma si è così espresso: “Sono rimasto deluso. Provenivo dal circuito giovanile, che è fantastico, e poi mi sono imbattuto in una situazione del genere, che mi ha fatto pensare: cos’è questa storia? Devono forse aiutare un giocatore della Top Ten a battere un ragazzino? Siamo matti? In quel momento, rendermi conto di quello che mi avevano fatto mi ha fatto disilluso ancora di più nei confronti del tennis che della vittoria o della sconfitta“.
Anche lo stesso McEnroe aveva accennato alla questione ad Eurosport nel 2018 quando, durante un dibattito sui presunti privilegi dei Big 3, ammise che in quel caso si era trattato di un “Bel trattamento di favore”.