“Quello che sta facendo è epico. Ho sempre ammirato la sua carriera, il suo percorso, la sua storia. E ovviamente anche quella di Venus. Quello che sta facendo è davvero fonte d’ispirazione per me personalmente e sono sicuro anche per milioni di persone in tutto il mondo”. Così Novak Djokovic, in conferenza stampa al media day di Wimbledon 2026, sul ritorno della campionessa Serena Williams. Il serbo ha tenuto a sottolineare quanto il rientro di Serena sia simbolo di straordinaria resilienza: “La vedo in palestra più di quanto credo di averla vista quando era nel suo prime. Questo mi fa capire che vuole davvero far sì che questo ritorno funzioni nel miglior modo possibile. Sinceramente, è ammirevole lo sforzo che sta facendo. Ovviamente tutti gli occhi sono puntati su di lei e sul suo ritorno. Spero solo che se lo goda, perché se lo merita davvero. Ha creato qualcosa di storico, di leggendario nella sua carriera. Merita ogni applauso che riceverà”.
Le sorelle Williams
Per Nole, la storia di Serena e di sua sorella Venus rappresenta il più limpido esempio di trascendenza sportiva: quando l’atleta va oltre il gioco: “È davvero una storia avvincente: il modo in cui sono state cresciute, il modo in cui sono cresciute in un ambiente molto difficile, che non era necessariamente favorevole al loro percorso nel tennis. Sono diventate persone molto resilienti e, rimanendo unite, si sono sostenute a vicenda. E pensare che abbiano giocato contro nelle finali Slam. Hanno vinto tutto quello che si può vincere in questo sport. Sono andate oltre il tennis. Sono entrate in diversi ambiti della vita, con il business, la moda. Il loro impatto sui giovani in America e nel mondo è stato enorme. Sono un enorme estimatore di entrambe”.
Lo stato di forma
Sulla sua condizione, invece, Nole si è detto fiducioso dopo un Roland Garros tutt’altro che facile: “Credo di essere più preparato qui rispetto a come lo ero per il Roland Garros. L’erba richiede uno sforzo fisico minore. Questo per me è meglio. Qui a Wimbledon ho un bilancio e una storia molto buoni, ho quindi una dose maggiore di fiducia in vista del torneo. Il Roland Garros è stato molto dispendioso fisicamente, molto impegnativo. Non era il risultato che cercavo, ma lo sforzo c’è stato. In ogni caso, avevo programmato di arrivare al picco a Wimbledon dopo l’infortunio alla spalla che mi ha tenuto lontano dal tour per diversi mesi. Ho avuto così un po’ più di tempo per prepararmi. Quindi spero di fare un buon torneo qui”.
Il problema del caldo
Tema caldo di questa vigilia nei Championships sono le temperature estreme. L’anticiclone africano sta attanagliando l’intero Regno Unito con picchi record. Un problema per la salute dei giocatori e per il torneo, ma destinato a diradarsi con il passare dei giorni. “Questa è stata una delle settimane più calde che io abbia mai vissuto in oltre vent’anni a Wimbledon. Qualsiasi cambiamento nella temperatura o nelle condizioni meteo influenza il modo in cui l’erba reagisce — ha detto il 24 volte campione Slam —. Quando fa molto caldo, l’erba si ammorbidisce, il terreno si ammorbidisce. Questo incide sul rimbalzo, che è più basso. Le palle reagiscono in modo diverso. Quando fa molto caldo e c’è umidità, le palline diventano invece più grandi, più pesanti, più pelose. E questo rallenta il gioco. È una situazione un po’ particolare. Bisogna sempre essere un po’ più attenti, direi, rispetto alle altre superfici ed evitare di scivolare. Vediamo cosa succederà. Credo che la temperatura si abbasserà. Spero che ci sarà un clima piacevole per noi giocatori, ma anche per il pubblico, perché non è comodo nemmeno per loro stare seduti con 35 gradi”.