Gli Internazionali di Brescia fanno scuola. E Paris li racconta al mondo nel meeting di Tennis Europe

di - 11 Novembre 2019
Alberto Paris (foto GAME)

Un modello di qualità nato nel lontano 2008, coccolato con passione, attenzione ed entusiasmo fino a renderlo il terzo torneo femminile più importante d’Italia. È la storia di successo degli Internazionali femminili di Brescia, diventati ora anche un caso di studio a livello internazionale, tanto che il direttore del torneo Alberto Paris (al timone dell’evento sin dalla prima edizione) è stato invitato a raccontare i segreti della manifestazione davanti a una platea internazionale. L’ha fatto alla “Tennis Europe Juniors & Pro Conference”, evento biennale ideato per riunire gli organizzatori dei tornei con i responsabili del circuito mondiale e i vertici delle federazioni nazionali, svolto fra mercoledì 6 e venerdì 8 novembre a due passi dall’aeroporto di Malpensa, per sfruttare la concomitanza con la terza edizione delle Next Gen ATP Finals (giocate all’Allianz Cloud di Milano, ex PalaLido). Fra i tanti temi dibattuti, legati al presente e al futuro del tennis internazionale, e in mezzo a relatori di grande spessore provenienti da tutto il mondo (come l’ex top 10 Nicolas Almagro, i direttori di Fit Servizi Marco Martinasso e Giorgio Di Palermo, i direttori del circuito Itf, il CEO di Tennis Europe Thomas Hammerl, alcuni manager di fama internazionale e tanti altri), Paris ha raccontato l’esperienza degli Internazionali del Tennis Forza e Costanza, che nel 2019 hanno tagliato in Castello il traguardo delle dodici edizioni, e guardano avanti con obiettivi sempre più ambiziosi.

“Per me – racconta Paris – è stato onore avere un posto fra relatori così importanti e poter parlare di fronte a una platea numerosa e competente”. Il direttore degli Internazionali ha mostrato ai presenti il video utilizzato per il lancio dell’edizione 2019, e poi ha illustrato la crescita del torneo, soffermandosi sui vari punti chiave che l’hanno reso il più importante fra gli appuntamenti italiani del circuito Itf. “Come per esempio – continua – l’utilizzo di figure professionali per ogni aspetto dell’evento. Se si vuole crescere non si può lasciare nulla al caso, e bisogna affidarsi a dei professionisti, in ogni settore, da ricerca sponsor, marketing e comunicazione, fino alle questioni di campo”. Un impegno che richiede sicuramente un budget superiore alla norma, ma è fra i segreti del successo dell’appuntamento bresciano. “In più – dice ancora Paris – ho illustrato gli altri nostri punti di forza: la capacità di crescere senza fare il passo più lungo della gamba, la cura dell’impianto e l’allestimento di un villaggio ospitalità, il coinvolgimento del territorio, l’attenzione agli eventi collaterali e i rapporti con le giocatrici”. Aspetti che talvolta vengono trascurati o messi in secondo piano, mentre al Forza e Costanza costituiscono un tutt’uno col tennis giocato. Che resta naturalmente il grande protagonista e che resta l’unica area di un torneo il cui controllo diretto è assolutamente limitato anche per la macchina organizzativa. Su tutto il resto, invece, si può lavorare e fare la differenza. Brescia docet.

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