Wimbledon 2026, Darderi: “La volontà di migliorarsi fa la differenza”

Francesco Petrucci
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Luciano Darderi - Jordan Pettitt/IPA

É sicuramente una superficie che ormai conosco, so come si gioca, le condizioni. É un annata particolare perché ho giocato solo due par partire sull’erba, quindi è un po’ diverso. Dopo l’operazione alle tonsille è un po’ più dura giocare, ma cerco soltanto di godermela e fare il massimo perché comunque è un po’ che non gioco al 100%“. Queste le dichiarazioni di Luciano Darderi nella conferenza stampa al media day in vista dell’inizio del torneo di Wimbledon. L’azzurro è ora alla posizione numero 16 del ranking mondiale e nell’ultimo periodo si è inserito tra i migliori giocatori nel circuito. Tutto ciò grazie alla costanza nel lavoro quotidiano e alla ricerca di un lineare miglioramento, procedendo con piccole modifiche nel proprio gioco: “I tanti anni nel circuito e la volontà di cercare sempre di migliorarsi fanno la differenza. Io tre anni fa giocavo solo sulla terra, ma il circuito ti porta a dover migliorare anche sulle altre superfici. Ora le cose sono cambiate, negli ultimi due anni ho fatto grandi grandi passi sul cemento. L’ho dimostrato anche negli Slam perdendo con Alcaraz e con Jannik (Sinner) in Australia“.

Rapporto fraterno

Anche il fratello di Luciano Darderi, Vito, è un tennista. Classe 2008 e ancora alle prime armi non può contare sul costante supporto del padre come coach, visti i tanti impegni con il fratello più grande. Questo è visto con dispiacere da parte del semifinalista al Roland Garros di quest’anno “Quando ero piccolo piccolo io ero abbastanza difficile da gestire, con un carattere difficile, tosto, però poi col tempo c’è stato un miglioramento. Ora abbiamo un buon rapporto. Mi dispiace anche un po’ per lui perché mio padre non può stargli tanto dietro. Cercheremo nei prossimi mesi di potere lasciare qualche settimana per mio padre anche a lui, perché mi dispiace un po’ che che sta sempre con me, però dai, e abbiamo comunque fatti grande cose di mio padre fino adesso e cercheremo di di andare avanti“.

Parere su Cobolli

Il numero 16 del ranking ATP si è poi espresso riguardo lo stato di forma nell’ultimo periodo del suo connazionale Flavio Cobolli, giunto in finale al Roland Garros e protagonista degli ultimi mesi: “Ci sono i numeri da rispettare per dire chi sono i migliori giocatori del mondo. Chi ha più continuità, chi gioca meglio tornei grandi, piccoli e medi. Penso che Flavio si sia meritato la sua posizione. Ha fatto finale a Parigi, quindi non è poco. Se alla fine arrivi lì è perché i risultati ci sono e non importa in che superficie, dove, come. Ognuno può avere il suo pensiero, però arrivare a quei livelli non è non è una cosa facile”. 

 

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