
(Andrea Stucchi – Foto Nizegorodcew)
di Alessandro Nizegorodcew (articolo tratto dal numero di maggio di “0-15“)
La prima cosa che si nota nel tennis di Andrea Stucchi è il rovescio ad una mano, un colpo potente e stilisticamente impeccabile. Il diritto è un colpo che ha degli ampi margini di miglioramento, ma che già oggi può essere devastante. Nonostante la stazza imponente, Andrea si muove molto bene sul campo e il servizio è un fondamentale dal quale, in futuro, potrà chiedere molto. Abbiamo forse trovato il nostro Victor Hanescu?
Andrea Stucchi è nato a Roma diciotto anni fa, ma ha iniziato a giocare a tennis molto tardi, almeno per i canoni di questo sport. “Ho iniziato a praticare il tennis a dodici anni” – spiega Stucchi – “mi alleno al Circolo Canottieri Roma con il maestro Daniele Baldassarri.” Andrea è salito agli onori della cronaca qualche settimana fa, conquistando, nel giorno del suo diciottesimo compleanno, il suo primo punto Atp. “E’ stata un’emozione indescrivibile. Riuscire a conquistare il primo punto nel giorno del mio compleanno, nella mia città, è stata la cosa più bella che mi potesse accadere. Spero di ruscire a conquistarne molti altri, da qui alla fine dell’anno; l’obiettivo minimo sarà quello di prendere almeno altri 3-4 punti.”
Andrea Stucchi ha iniziato da poco a frequentare il circuito maggiore. Il tennista romano, già vice campione d’Europa under 16 (sconfitto solo da Dimitrov), ha scelto di dedicare ampio spazio agli studi, prima di tentare la via del professionismo. “Infatti il mio modello è Mario Ancic, che, oltre ad avere un tennis eclettico e spettacolare, ha scelto di proseguire con gli studi, puntando addirittura alla laurea. Credo sia un esempio da seguire non solo per me, ma per tutti coloro i quali praticano uno sport a livello agonistico.” Il passagio da junior a pro è stato difficolto anche per Andrea, che ci ha spiegato la differenza tra il tennis giovanile e quello professionistico: “Io credo che, al giorno d’oggi, i giocatori juniores abbiano un tennis molto più completo e tecnicamente migliore rispetto ai ragazzi che ho visto durante i futures. La differenza abissale però sta nell’attaccamento alla partita e nella tenuta mentale e fisica. In un torneo junior può succedere che un giocatore, sotto nel punteggio, regali qualcosa nelle fasi finali di un match. A livello future questo non accade quasi mai; ogni vittoria deve essere conquistata attraverso concetrazione continua e tanta corsa e sudore. Ogni punto a questo livello pesa davvero tanto. Al Ct Eur ho avuto la possibilità di giocare contro un ottimo tennista come Matteo Marrai. Potermi confrontare con lui è stato bellissimo. Ho avuto la possibilità di testare una velocità e pesantezza di palla fino ad oggi, per me, sconosciute; è in questo modo che il mio livello potrà salire esponenzialmente.”
Per poter giocare in tornei di ben altra caratura, Stucchi dovrà migliorare considerevolmente e limare i propri difetti. “Sto lavorando tantissimo con il mio allenatore, in particolare sul diritto, che nei momenti di maggiore tensione viene spesso a mancare. In più nel tennis di oggi sono fondamentali gli spostamenti. Se guardate come si muove uno come Del Potro, che è altro quasi due metri.. A livello fisico devo ancora completare pienamente lo sviluppo, ma stiamo comunque lavorando molto sotto il profilo atletico. Mentalmente sono migliorato molto, ma non ho ancora continuità all’interno di un torneo. L’obiettivo è riuscire a mantenere alta la concentrazione per una settimana intera. Credo di avere grandi potenzialità, ma sono ancora molto lontano dal riuscire a sfruttarle al 100%.” Oltre ai tornei futures, Andrea dovrà concentrarsi sull’esame di maturità che arriverà tra qualche mese. “Un altro ostacolo da superare. Se andrà bene” – conclude Andrea – “avrò meno pressione e riuscirò a dedicarmi al tennis pienamente. Ho 18 anni e molti ragazzi della mia età sono già nel gotha del tennis. Se è vero che ognuno ha la sua storia, è pur vero che devo darmi una mossa.”
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