A molti appassionati di tennis, soprattutto a coloro che si sono avvicinati a questo sport solo negli ultimi anni, il nome Javier Frana potrebbe non dire nulla. Ex giocatore argentino, mancino, numero 30 del mondo in singolare nel 1995, vincitore di 3 titoli a livello ATP, uno per superficie: Guaruja Open nel 1991 (cemento), Chile Open nel 1993 (terra rossa) e Nottingham Open nel 1995 (erba), a cui vanno aggiunti altrettanti titoli Challenger tra il 1987 e il 1993. Le sue fortune sportive, però, sono arrivate nella specialità del doppio, in cui ha conquistato 7 trofei, una finale a Wimbledon nel 1991 in coppia con il messicano Leonardo Lavalle, un bronzo olimpico a Barcellona 1992 al fianco del connazionale Christian Miniussi e raggiunto la 14esima posizione del ranking nel 1992.
LA RIFLESSIONE SUL TENNIS ODIERNO
Attuale capitano della Nazionale argentina di Coppa Davis dal 2024, Frana, tramite il suo profilo X, ha riflettuto sul tennis odierno, sottolineando come i giocatori di oggi siano sottoposti a un grande stress dal punto di vista emotivo e mentale, su cui tutti dovremmo concentrarci di più, andando oltre il banale risultato. “Mi piacerebbe fare un appello alla riflessione sulla situazione emotiva nel tennis attuale. Non è una critica né un giudizio verso i tennisti e le tenniste professionisti. Al contrario, ammiro moltissimo il livello che hanno, come colpiscono e la destrezza con cui lo fanno“.
L’ESPOSIZIONE SOCIAL
“Oggi i social ci permettono di vederli e sapere di loro quasi come se fossimo parte dei loro ambienti. Questo li lascia esposti, e abbiamo visto recentemente reazioni molto estreme dentro e fuori dai campi. Insisto, non è per giudicare, ma per mettere il focus sul grande stress e la pressione con cui competono ogni giorno. Fa sì che ci chiediamo come la stabilità emotiva possa dipendere da qualcosa di così incontrollabile e capriccioso come il risultato”.
IL CASO SABALENKA
“Dal vedere momenti allegri e balli divertenti al voler lasciare il tennis. Rabbie e reazioni smisurate sul campo, dichiarazioni di malessere emotivo in conferenze stampa. È innegabile che i risultati siano necessari, ma si sa il costo emotivo che ha dipendere molto da essi. È più che chiaro che è una necessità per il tennista lavorare su ciò che manca, su ciò che bisogna migliorare o perfezionare, e nel cercare il prossimo obiettivo. Ma mai bisogna lasciare fuori da ogni equazione quale sia stato il punto di partenza, l’evoluzione che c’è stata e i traguardi ottenuti. Non al fine di cercare un conformismo, bensì affinché lo sguardo rimanga sempre dentro un contesto giusto ed equilibrato”.
LA SALUTE EMOTIVA IN PRIMO PIANO
“Sicuramente, per il mio ruolo e funzione di Capitano della Nazionale Argentina di Tennis, sono più sensibile e attento anche al benessere dei giocatori. Per questo, il mio messaggio cerca di allontanarli dal dramma e avvicinarli a uno stato di gratitudine. Toccheranno grandi trionfi, anche sconfitte dure, ma il tennis passerà indifferentemente da come sia stato vissuto e, per fortuna, nella successiva fase per essere felici non dipenderà da quanto piena o vuota sia la bacheca dei trofei, bensì dal loro benessere e salute emotiva”.