Sonego-Shapovalov, quando fidarsi è difficile

Dopo la querelle australiana culminata con la frase “Sei un corrotto” agli indirizzi dell’arbitro di sedia Carlos Bernardes. Denis Shapovalov continua ad avere problemi con le figure arbitrali in una stagione che dopo il primo slam ha faticato a decollare. Il teatro dei nuovi dissidi è la Grandstand Arena del Foro Italico, il match è quello di 1° turno degli Internazionali BNL d’Italia contro il giocatore di casa Lorenzo Sonego. Il canadese ha trionfato con lo score di 7-6(5) 3-6 6-3, ribaltando in maniera rocambolesca il parziale iniziale, ma la sfida passa all’onore della cronaca per un episodio in particolare. Sul punteggio di 7-6 3-4, Shapovalov commette un doppio fallo sul 40-40. Inizialmente, su una palla relativamente lenta, manca la chiamata ma l’azzurro marca il segno e fa scendere Richard Haigh che corregge la decisione

Esplode così la furia del nordamericano, che scavalca inaspettatamente la rete. L’arbitro di sedia non ha altra scelta, se non quella di dare un warning che sfocia in un penalty point, avendo già dato un primo warning per “audible obscenity”. Il tutto si tramuta dunque in un doppio fallo ed un penalty point che valgono il break di Sonego, che vola sul 3-5 e chiude nel gioco successivo la frazione. Shapovalov impazzisce e, dopo aver definito la regola stupida, inizia a battagliare con il pubblico del Foro Italico fino alla pronuncia del fatidico “Shut the fuck up”. 

 

In conferenza stampa i due protagonisti hanno dato la loro versione dei fatti, ma dopo la stretta di mano è lo sconfitto a recriminare con più insistenza, in particolar modo per due episodi. Il primo riconducibile al parziale d’apertura quando viene sbagliata una chiamata su un colpo fuori di Shapovalov, come confermato dalla regia televisiva, ma non corretta per l’errore di Haigh nella scelta del segno. La seconda invece è a torto dell’italiano che contesta una chiamata out, poi corretta, sulla quale chiede il punto. Nel momento dell’urlo del giudice di linea Shapovalov era sulla palla pronto a colpire, quindi giusto rigiocare il punto. Il primo caso però riapre una polemica legata al falco sulla terra, a fine match infatti Sonego ha sottolineato: “Il replay potrebbe dare una grande mano agli arbitri perché un errore come quello del terzo set ha cambiato l’andamento di un game. Inoltre in una situazione simile a parti inverse a Denis è stato dato il punto”. La settimana scorsa al Mutua Madrid Open era presente in ausilio il sistema di chiamata elettronica di Foxtenn, che in alcuni casi ha creato disguidi per qualche dubbio dei giocatori sulla veridicità della chiamata elettronica confrontata con il rimbalzo visto in video, ma quantomeno non lascia margini di errore sulla scelta del segno.

 

A fine match forte del suo successo il canadese si è poi scusato: Non ho mai scavalcato la rete nella mia vita. In quel momento sono stato travolto dalle emozioni e dopo essermi ricomposto ho chiesto scusa, è stato un mio errore. In quel momento pensavo la palla fosse dentro e volevo mostrare il segno per me giusto. Devo dire che non conoscevo la regola, un po’ come successo a Sinner qualche tempo fa con quella del toilet break. Non sapevo che superando la rete avrei preso warning”. Il caso vuole inoltre che Richard Haigh, recentemente passato ad umpire gold e da qualche anno in forza al circuito ATP, fosse già stato coinvolto in una polemica riguardante un atleta italiano. L’arbitro nel 2014 infatti fu protagonista di un acceso diverbio con Sara Errani in quel di Cincinnati. Nel match giocato dalla bolognese contro Yanina Wickmayer, Haigh chiamò fuori un servizio di Errani al quale seguì una risposta in corridoio della belga. L’out fu ravvisato dopo l’impatto di Wickmayer ed il falco mostrò il segno del servizio dentro. Il punto sarebbe dovuto dunque essere dell’italiana, ma l’umpire ritenne necessario far rigiocare il punto. In questo caso nessun errore grave sulle due situazioni più importanti della sfida, anche se gli errori del primo set hanno sicuramente messo in discussione la sua prestazione agli occhi dei protagonisti. Tornando sull’episodio dell’invasione a gioco fermo, Sonego ha avuto qualcosa da dire anche a Shapovalov: Un po’ di nervosismo ci sta, ma non comprendo perché sia venuto nella mia metà campo. La palla era fuori di parecchio ed io non capisco perché alcuni giocatori non si fidino”. 

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