Anastasia Grymalska: “Il Foro era uno dei miei obiettivi, ora sono più serena”

di - 6 Aprile 2016

grymalska

di Fabio Valente

Un sogno sfumato beffardamente l’anno scorso è finalmente divenuto realtà per Anastasia Grymalska, venticinquenne nativa di Kiev ma ufficialmente italiana a tutti gli effetti. La partecipazione al torneo di pre-qualificazione agli Internazionali BNL d’Italia è adesso una certezza, ottenuta grazie ad una solida vittoria nel torneo Open BNL in programma al Circolo Lavoratori di Terni. Per Anastasia, oggi numero 320 al mondo ma con un best ranking ai margini della top 200, l’occasione di calcare i campi in terra romani rappresenta un motivo di grande emozione ed un obiettivo che finalmente può dirsi raggiunto, dopo la beffa dell’anno scorso…

Il Foro era uno dei miei principali obiettivi dell’anno, dopo aver visto sfuggire l’occasione nel 2015 per un soffio. L’anno scorso ero arrivata in finale perdendo contro Maria Elena Camerin, ma ero convinta che sarei andata a Roma come finalista. Nonostante la mia richiesta, hanno iniziato a ripescare giocatrici dai quarti e sono rimasta esclusa. Più giustamente, quest’anno i pass spetteranno a vincitrici e finaliste.”

Il rimpianto però oggi fa meno male: la rivincita è arrivata a Terni, con un gran torneo ed una bella vittoria, in rimonta, contro Claudia Giovine…
“Assolutamente! Il torneo che ho vinto a Terni è stata una bella sfida per me: a livello italiano era uno dei più impegnativi e le avversarie erano molto competitive. L’occasione di staccare il pass per Roma ed il montepremi piuttosto alto facevano gola a tutte ma io ero anche più motivata dalla presenza del mio allenatore, venuto a vedermi giocare per la prima volta.”

Dopo un 2015 convincente, quali diventano le priorità e gli obiettivi di Anastasia Grymalska nel 2016?
“Senza dubbio ci sono obiettivi legati al gioco, fisici e mentali che ho intenzione di migliorare. Ho iniziato a collaborare con Federico Di Carlo e sono certa che con pazienza e continuità a livello mentale potrò compiere un bel salto di qualità sotto molti aspetti. Da quest’anno sono seguita anche a livello medico dal Direttore del Centro di Medicina dello Sport di Chieti, il professor Ripari. Ho intenzione di tornare vicina al mio best ranking e perché no, anche di superarlo!”

Le premesse ci sono tutte, a giudicare da come hai cominciato la stagione…
“Ho iniziato bene, vincendo due tornei ITF 10.000 in Tunisia, ad Hammamet. Poi ho continuato a giocare negli Stati Uniti alcuni 25k e 50k, partendo dalle qualificazioni, ed ora inizierò il terzo torneo in America. Penso che finirò il mese giocando qualche altro torneo BNL, sicuramente almeno quello al Circolo di Pescara dalle mie parti. Per il resto dell’anno punto a giocare solo tornei dai 25.000 in su, il calendario è davvero ottimo da aprile in poi!”

E gli allenamenti? Sei in Italia ormai da sempre, come ti trovi in questo paese e con le altre giocatrici?
“Da settembre ho iniziato ad allenarmi al Circolo Tennis di Chieti del maestro Ennio Marianetti, mentre in campo sono seguita da Roberto Palpacelli. Sono davvero a mio agio, ho trovato alta competenza e soprattutto due persone fantastiche a livello umano. Dopo la mia ultima esperienza piuttosto negativa posso finalmente dire di essere serena adesso. Con le altre giocatrici italiane ho un ottimo rapporto, grazie alle numerose trasferte fatte da under in gruppo con le mie coetanee: inoltre, per il quarto anno di fila giocherò la competizione a squadre con Beinasco, dove mi trovo molto bene e l’ambiente è accogliente e familiare.”

Già da piccola quindi il tennis era più che una semplice passione per te. Da dove è nato il tuo rapporto con questo sport?
“È in gran parte merito di mio padre se oggi gioco a tennis. All’età di un anno e mezzo ci siamo trasferiti in Italia perché lui aveva trovato lavoro come maestro di tennis a Pescara: ho vissuto la mia infanzia abitando davanti al circolo, gironzolando tutti i giorni nei campi da tennis. Ho iniziato a colpire la palla attorno ai quattro, cinque anni e fino ai 15 mi sono allenata con mio padre. Avevo fatto bei risultati negli under 14, vincendo anche il torneo internazionale a Pavia e facendomi notare dalla Federazione. L’anno dopo, infatti, ero a Tirrenia, dove rimasi per due anni. Da quel momento in poi ho cominciato a girare l’Italia con diversi, forse troppi, allenatori.”

Un’infanzia dedicata al tennis sin da piccola, dunque. Sicuramente avrai incontrato difficoltà e tutt’ora trovi ostacoli durante il tuo cammino: cosa ti ha spinto a continuare sempre? Rifaresti le stesse scelte se potessi tornare indietro?
“Beh, la vita da tennista è molto dura sotto tutti i punti di vista, ma penso proprio che non sia nemmeno paragonabile ad altri lavori pesanti. Personalmente ho avuto dei momenti bui nei quali ero stanca ed insoddisfatta ed ho detto alle persone che mi erano vicine che avrei voluto smettere con il tennis: sapevo comunque dentro di me che non sarebbe mai accaduto realmente ed infatti si trattava di pause di un paio di giorni al massimo. La passione e la voglia di migliorare mi hanno fatto sempre guardare avanti nonostante gli obiettivi ancora non raggiunti e l’età che avanza. Sicuramente rifarei questo percorso e le stesse scelte, mi hanno insegnato a vivere dentro e fuori dal campo, all’estero, da sola e in compagnia. Dico spesso a mia sorella, undicenne ed all’inizio della sua carriera tennistica, di impegnarsi, crederci e divertirsi anche se non sarà semplice. Con il passare del tempo è uno sport che regala emozioni immense: ricordo ancora quando non riuscivo a dormire la notte prima del mio match con Flavia Pennetta a Palermo o l’emozione per la vittoria del 25.000 di Beinasco. Esperienze meravigliose, davvero.”

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