Giada Clerici: la vita tra tennis e studio

di - 9 Agosto 2015

Giada Clerici

di Paolo Angella

Tra le protagoniste di questa fase della stagione del tennis italiano c’è sicuramente Giada Clerici, 21 anni, lombarda, che ha vinto otto delle ultime dieci partite disputate, raggiungendo due finali consecutive nei tornei ITF da 10000 dollari di Sharm. Queste prestazioni le consentiranno di fare un gran balzo in classifica WTA, dove lunedì si assesterà intorno alla posizione numero 750 del ranking con un salto di circa 300 posti rispetto a due settimane prima.

Questo è il suo best ranking e, tra l’altro, le permette di arrivare, per la prima volta, tra le migliori trenta tenniste italiane.

Incontriamo Giada per conoscerla meglio e farci raccontare un po’ della sua storia e del suo tennis.

Giada, parlaci un po’ di te, dove vivi, dove ti alleni, quando hai iniziato a giocare a tennis

Io vivo in Lombardia, tra Como e Varese. Ho iniziato a giocare a sette anni nel piccolo paese di Faloppio in provincia di Como in un locale circolo di tennis assieme a mio papà Roberto. Poi mi sono spostata in un circolo ancora più vicino a casa, il Junior Tennis Training di Concagno, che è una frazione di Solbiate. Fino a quattro anni fa non c’era quasi nulla, poi una serie di persone appassionate di tennis, tra cui mio papà e il mio allenatore Gianluca Bolognino hanno deciso di creare questo circolo e ora sta andando molto bene. Ci sono tanti ragazzini e ragazzine che vengono a imparare a giocare a tennis. Quando non sono a fare tornei mi alleno sempre qua e mi trovo davvero benissimo sia come struttura che come rapporti umani con le persone che ci lavorano.

Hai iniziato a fare tornei internazionali un po’ più tardi di altre ragazze, il motivo è legato allo studio?

Sì, esatto. Io ho frequentato un Liceo Scientifico Statale pubblico, fino a 19 anni quindi andavo tutte le mattine a scuola, di pomeriggio prima studiavo e poi andavo ad allenarmi un po’. Durante l’anno scolastico ho fatto pochissimi tornei, solo quelli vicino a casa per cercare di non perdere giorni di scuola. Solo in estate riuscivo a fare qualche torneo in più. Dopo la maturità ho fatto un anno in cui mi sono dedicata solo al tennis, cambiando un po’ metodo di allenamento e aumentando i carichi di lavoro e questo forse mi ha un po’ imballata nei primi tornei che ho fatto. All’inizio ho fatto davvero fatica e soprattutto mi sono un pochino demoralizzata perché speravo in risultati migliori. Ora finalmente stanno arrivando anche i risultati.

Però la voglia di studiare non ti è passata e ti sei iscritta all’Università…

Sì, è vero, a ottobre scorso mi sono iscritta a Scienze Motorie, ho superato il test di ammissione e adesso continuo a studiare e giocare a tennis. E’ abbastanza dura perché è richiesto l’obbligo di frequenza del 50 % delle lezioni, ma, per ora, organizzandomi bene, ci sto riuscendo. Ho anche dato tutti gli esami del primo anno, tranne uno che sto preparando adesso, insomma sono soddisfazioni anche queste.

Giada Clerici

Hai fatto le due finali consecutive a Sharm, te lo aspettavi?

Ci speravo naturalmente, ma risultati così importanti non me li aspettavo. Fra l’altro l’anno era iniziato con qualche problema, un infortunio al menisco inaspettato, poi ho ripreso ad allenarmi, ma i risultati non arrivavano e quindi c’è sempre un po’ di scoramento e di demoralizzazione. Quando mi sentivo bene per riprendere a provare a fare tornei mi sono infortunata ad una caviglia e sono stata ferma un mese in primavera e quindi prima di partire per queste tre settimane che ho fatto a Sharm, mi sono preparata per bene solo due settimane. Sono soprattutto soddisfatta per aver dimostrato, forse per la prima volta, una certa continuità di risultati. In passato avevo già battuto tenniste forti, ma poi magari la partita successiva avevo perso con una decisamente alla mia portata. Le quattro vittorie consecutive, fatte due volte in due settimane, mi hanno fatto molto piacere.

Un po’ di rammarico per non aver vinto però alla fine ti resta…

Ho giocato subito bene anche nel primo torneo che ho fatto quando ho perso al secondo turno con l’australiana Sharma che poi ha vinto il torneo. Il secondo poi è andato tutto bene e non ho grandi rimpianti perché la finale è stata giocata benissimo dalla mia avversaria, la statunitense Jones. Poi la settimana successiva dovevo andare a giocare in Germania, dove fra l’altro mi avrebbe seguita anche il mio allenatore Bolognino, invece a Sharm ero da sola. Arrivando fino in finale e, essendo nelle quali del torneo tedesco, non sono riuscita ad andare, allora mi sono iscritta ancora a Sharm, dove ho potuto saltare le quali per le poche partecipanti. Qua ho giocato sempre bene e nella finale ho davvero un po’ di rammarico, eravamo un set pari, ho vinto il secondo, stavo giocando meglio di lei, nel terzo ero 2-0 40-15, poi forse ho calato un attino la concentrazione, forse è subentrata un po’ di stanchezza anche dovuta al gran caldo e la francese Muntean ne ha approfittato per riprendermi e andare a vincere. Peccato, ci riproverò la prossima volta facendo tesoro degli errori commessi.

Dietro questo miglioramento “improvviso” c’è un motivo tecnico particolare o semplicemente era ora che arrivasse?

No, è stato solo il frutto di tutto il lavoro precedente. Mi alleno da nove anni con Gianluca Bolognino. Non abbiamo fatto alcuna modifica nell’ultimo periodo. Come dicevo prima, per seguire gli studi, non ho giocato molto finora e quindi spero che sia questo il punto di inizio della mia “carriera” tennistica.

Quale è il tuo tipo di gioco? Preferisci attaccare o attendere con pazienza l’errore della avversaria?

Tendenzialmente io preferisco comandare il gioco. Mi piace spingere e tenere alto il ritmo dello scambio. Il mio allenatore dice sempre che il mio è un gioco da “contrattaccante” nel senso che sono brava ad appoggiarmi sui colpi delle avversarie

La tua superficie preferita?

Il cemento sicuramente. Del resto fin da bambina mi sono sempre allenata sul cemento, nei circoli che frequento tutti i campi sono in cemento, quindi mi sono sempre trovata bene su superfici veloci.

Il tuo colpo dove ti senti più sicura e quello invece dove sai che devi lavorare ancora?

Il rovescio a due mani è il mio colpo preferito, è quello con cui cerco i vincenti, è un colpo naturale che mi viene “da solo”, mentre il dritto è un colpo costruito su cui lavoriamo tanto durante gli allenamenti e so di dover migliorare ancora.

Giada Clerici

Sappiamo che non è facile vivere di tennis se non sei una top player, raccontaci un po’ le difficoltà economiche, pratiche, logistiche che si hanno da numero 750 del mondo

E’ sicuramente molto difficile dal punto di vista economico e umano. Io ho fatto queste tre settimane a Sharm da sola. Sarebbe costato troppo avere anche l’allenatore o comunque una persona con me, però si fa subito amicizia con le altre tenniste che partecipano al torneo, in altri casi ci si organizza per dividere le spese dei trasferimenti o degli alloggi. Quando giochiamo in Sardegna a Pula affittiamo degli appartamenti e poi dividiamo le spese. Ricordo anche tornei fatti alloggiando in camper, insomma bisogna adattarsi un pochino, è anche questa la vita dei tennisti di seconda e terza fascia, ma io sono contenta di averlo fatto e sono pronta a farlo ancora per molto tempo.

Programmi e obiettivi per i prossimi mesi?

Questa settimana mi sono riposata qualche giorno e da domani riprendo gli allenamenti, poi sicuramente gioco l’ITF di Caslano in Svizzera dal 22 agosto e poi sicuramente a settembre farò altri 10000 dollari ma dobbiamo ancora stabilire bene il programma.

Il tuo futuro lo vedi legato sempre al tennis, oppure pensi che sia una parentesi, per quanto piacevole della tua vita, destinata a finire in pochi anni?

Il mondo del tennis mi piace tanto, adoro il fatto che si possa girare il mondo, conoscere persone e culture diverse, lo trovo veramente affascinante. Spero davvero di poterlo fare per molti anni, da tennista e poi magari seguendo qualche giocatore o giocatrice

Infine c’è qualcuno che vuoi ringraziare per averti aiutato ad arrivare così in alto?

Il mio allenatore Gianluca Bolognino, ormai siamo in sintonia davvero perfetta, lui mi segue da nove anni, prima in modo parziale, perché lavorava anche per la federazione, poi da quattro anni a questa parte in modo totale e davvero mi fido ciecamente di lui e lavoriamo davvero in grande sintonia. Poi, ovviamente, i miei genitori che mi hanno sempre appoggiato e aiutato in tutte le scelte che ho fatto. Mio papà Roberto lavora nel mondo del tennis e quindi mi ha anche aiutato dal punto di vista tecnico, ma anche mamma mi è sempre stata vicina ogni volta che ne ho avuto bisogno.

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