Raffaella Reggi: “In Italia mentalità sbagliata”

di - 20 Giugno 2011

di Gianfilippo Maiga

Raffaella Reggi è un’affermata commentatrice televisiva. Questo però è il solo modo per lei di vivere il tennis, perché da tempo è lontana dai campi. Sebbene il suo lavoro la gratifichi e le permetta di assolvere ai suoi compiti di madre, cui dà grande importanza, dalle sue parole affiora un po’ di dispiacere in chi si sente ancora donna di campo, più che di studio. Raffaella è una persona diretta e sincera, come lo è il suo mentore di una volta, Nick Bollettieri. Proprio per questo, echeggia dalle parole di chi come lei ama la chiarezza e il confronto il disappunto per una distanza dal suo mondo scavata dalle parole non dette.

Cosa fa oggi Raffaella Reggi?
“Lavoro per Sky come commentatrice sportiva ormai da 9 anni e ho conseguito la patente di pubblicista, anche per esaudire il desiderio di mia madre, mancata 4 mesi fa. Questo è il mio unico rapporto con il tennis, perché a Faenza, dove vivo da sempre e stabilmente da quando mi sono ritirata, non gioco più agonisticamente e non alleno. Per il resto, ho scelto di dedicarmi a mia figlia Giulia, che ha 17 anni e con cui voglio essere una mamma tradizionale, che l’accompagna a scuola la mattina, per intenderci. Alla decisione un po’ drastica di non allenare non è estranea – va detto – una certa mia presa di distanza dall’ambiente tennistico italiano, e non parlo in particolare di quello di alto livello. Mi riferisco al suo provincialismo, purtroppo così diffuso fra gli addetti ai lavori, stampa inclusa, ma anche fra le famiglie, e alla mentalità sbagliata che viene inculcata ai ragazzi e di cui sfortunatamente questi si imbevono con una certa facilità.”

Da junior eri forte e hai vinto l’Orange Bowl under 16 (1981). Com’è stato il percorso che ti ha portato al professionismo?
“Credo davvero di poter dire che avevo il tennis nel sangue. Era il mio pensiero fisso, il centro della mia attenzione già da bambina. Per questa ragione i miei, che in questo sono stati eccezionali, mi hanno permesso di andare fuori di casa a soli 11 anni, quando mi sono trasferita a Latina sotto le cure di Di Domenico, presso un centro federale, in pratica sperimentale per le ragazze, dove sono rimasta 3 anni. Per me lasciare la famiglia non è stato mai un problema (e, forse, questa è una delle difficoltà maggiori da vincere quando si vuole tentare la strada del tennis). Infatti, a quattordici anni, approfittando di una borsa di studio privata, sono partita per l’America – ancora una volta con il sostegno dei miei – per approdare all’Accademia di Bollettieri, dove sono giunta non avendo una chiara idea di cosa mi attendeva e, soprattutto, non cullando ambizioni particolari altre che quelle di giocare a tennis. Come spesso avviene il mio destino è stato segnato da una certa casualità, ma quando le occasioni si presentano bisogna essere capaci di coglierle. Bodo, rappresentante di Kim top line e Prince Racchette, aveva sotto contratto tra i maschi Rinaldini, di Faenza come me. Voleva affiancare ad un ragazzo anche una tennista e Rinaldini gli indicò il mio nome. Al momento di firmare il contratto mi accennò anche all’opportunità di andare in America con una borsa di studio offerta dalle aziende da lui rappresentate: non me lo sono fatto dire due volte. La Federazione, anche per quella sottile vena di provincialismo che ci perseguita, non approvò affatto la scelta di emigrare. Le conseguenze sono state immediate: non sono stata convocata per un importante incontro a squadre che si svolgeva di lì a poco; anzi, non sono stata neppure inserita nella delegazione che avrebbe disputato l’Orange Bowl under 16 che ho poi vinto! Anche qui sono entrate in gioco la buona sorte, che mi ha fornito un’occasione propizia e la capacità di sfruttarla. Era disponibile per l’Orange Bowl una wild card a chi avesse vinto un torneo di pre-qualifica. Io vi ho partecipato e vinto e per questa ragione ho potuto poi accedere al torneo. Di lì a poco ho partecipato, partendo addirittura dalle pre-quali e giungendo fino ai quarti al mio terzo torneo professionistico: il grande Virginia Slims. Poiché dovevi avere la partecipazione a 3 tornei per poter entrare nella classifica mondiale, si potrebbe dire che quello sia stato il trampolino dal quale sono partita per dedicarmi al tennis a tempo pieno; in effetti è da lì che ho iniziato la scalata mondiale. Ritengo però che il mio passaggio al professionismo sia stato per me il completamento di un percorso molto lungo e non sia da tradursi in un singolo momento, sia pur importante come quello. Questo percorso è contrassegnato dai nomi di alcuni maestri ed allenatori che per me sono stati fondamentali e che mi piace ricordare: Spisani, Bonetti, (che purtroppo oggi non c`è più), Higueras e Bollettieri. Quest’ultimo dopo avermi “provato” mi aveva pronosticato in breve tempo traguardi che mi sembravano pazzeschi e che invece si sono verificati. Se c’è un insegnamento che mi ha trasmesso è di pensare in grande, di guardare avanti. Se ho superato molte difficoltà è perché ho sempre tenuto presente questo aspetto, e non che la concorrenza fosse di basso livello!”

Sei stata la prima italiana a vincere un grande slam (doppio misto agli us open nel 1986 con Casal). È questo il tuo ricordo più significativo, l’emozione più grande, o ci sono altre pagine della tua carriera che ti piace ricordare?
“Per carità, la vittoria agli US Open è un ricordo indelebile. Se però devo scegliere, forse, vorrei mettere almeno sullo stesso piano altre pagine e sono quelle della partecipazione a 3 edizioni delle Olimpiadi (Los Angeles ‘84, quando il tennis era dimostrativo, Seul ‘88 e l’ultima, Barcellona, poco prima che io mi ritirassi). Indossare la maglia azzurra ha sempre avuto per me un significato speciale, con il suo momento più alto nella conquista della medaglia di bronzo (Los Angeles). Anche la vittoria contro la Evert a Seul rappresentando l’Italia ha avuto un sapore diverso rispetto a quello che avrebbe avuto se avessi vinto in un torneo individuale. Fra i ricordi più belli c’è infine – e non potrebbe essere diversamente – la vittoria nel mio primo torneo da professionista: a Lugano, in finale contro la Maleeva, battuta al tie-break del 3° set!”

In campo mostravi una personalità da “fighter”. C`è qualche episodio in particolare in cui il tuo carattere ti ha maggiormente aiutato? Com’erano i tuoi rapporti con le principali giocatrici dell’epoca?
“Premetto che il mio “caratterino”, che ho sempre avuto, sin da quando ero bambina, si fermava al campo di gioco. I miei rapporti con le colleghe erano ottimi, e posso riscontrarlo ogni qualvolta mi capita di incontrarle ancora oggi. Certo, anch’io avevo le mie simpatie. Allora esistevano due correnti: chi si sentiva affine a Chris Evert e chi invece simpatizzava per Martina Navratilova, due modi di essere completamente differenti, spigolosa e tutto sommato scostante dentro e fuori dal campo la prima quanto era invece disponibile e “fair” la seconda. Inutile dire che io ero al 100% per Martina e non nascondo che battere la Evert mi dava una particolare soddisfazione. La mia cattiveria agonistica è stata certamente un aiuto, non un freno, perché sono riuscita a canalizzarla positivamente. Sono tante le occasioni in cui mi è servita; chi mi incontrava sapeva che, anche se avesse vinto, avrebbe dovuto sudarsi il successo. Per tutte, valga la vittoria al 1 turno del Roland Garros nel 1989 contro la Zvereva, che aveva raggiunto la finale l’anno prima: ero sotto 2-6 e 3-5 e sono stata capace di ribaltare la situazione.”

Hai sfiorato l’ingresso nelle top ten (13 wta best ranking). La tua classifica è stata quindi eccezionale. Come mai ti sei ritirata a soli 25 anni, nel pieno delle tue forze?
“Il mio ritiro prematuro è dovuto ai miei problemi fisici. Ho terminato la carriera perché non avevo più la cartilagine alle anche, ma questo non è stato il solo mio problema. Ad un certo punto ho sofferto di uno sperone calcaneare, che mi obbligava a giocare con un buco in una scarpa. Ho “tirato avanti” fino alle Olimpiadi di Barcellona perché, come ho detto, tenevo assolutamente alla maglia azzurra e in particolare a rivivere la magica atmosfera delle Olimpiadi. A Barcellona, all’insaputa di tutti e anche della mia famiglia, cui avevo solo detto in anticipo e senza ulteriori spiegazioni di ascoltare la mia conferenza stampa, ho annunciato il mio ritiro. L’abbandono delle scene agonistiche non è stato una passeggiata: avevo contratti per due anni, di cui ho naturalmente persi i benefici, e soprattutto ho provato una grande amarezza, al punto che ho chiesto alla WTA di togliermi da subito dalle classifiche mondiali. Non avrei sopportato di assistere alla lenta discesa del mio ranking, senza poter far niente per risollevarlo.”

Sei stata anche capitana di Fed Cup. Cosa hai tratto da quell’esperienza? Ti piacerebbe rinnovarla?
“Non posso che avere un buon ricordo di quel periodo, che per me rappresenta anche una bella soddisfazione professionale, dato che dalla Serie C in cui eravamo sprofondate siamo arrivate ad una storica semifinale. L’esperienza si è interrotta con l’avvicendamento di Ricci Bitti e l’avvento di Binaghi, che ha ritenuto di cambiare in modo sostanziale la sua squadra e io sono stata accantonata. L’avventura è stata straordinaria, ma anche ardua. Lavorare con le ragazze sotto un certo profilo non è facile: estremamente rigorose e professionali intorno e nel campo, fuori si rivelano spesso problematiche e competitive in modo non sempre “sano”. Considero però quell’esperienza compiuta, un capitolo chiuso.”

Sara Errani, su tuo consiglio, è andata in Florida all’Accademia di Bollettieri. Ridaresti oggi quel consiglio?
“Della nota accademia – così come di altre grandi scuole di tennis internazionali – si sente tutto il bene e tutto il male possibile. Il mio punto di vista è che un giovane debba fare un’esperienza di allenamento e, in definitiva, di vita, all’estero a un certo punto del suo percorso di crescita personale e tennistica. Ritengo questo passo importante non tanto, o quanto meno non esclusivamente, da un punto di vista dell’apprendimento della tecnica tennistica o del gioco, quanto come il mezzo per acquisire la giusta mentalità, per fare un salto di qualità sotto il profilo dell’approccio al tennis, soprattutto se gli si vuol dare una dimensione professionale. “Emigrare” e farlo attraverso una buona Accademia significa concentrare molte esperienze in una: l’incontro con culture affatto diverse, l’assimilare e sperimentare sulla propria pelle il significato di una disciplina, conoscere l’adattamento a un modo di vivere a cui non sei abituato – incluso l’allontanamento dai propri affetti- e reagire positivamente. L’alchimia con queste realtà è molto soggettiva: Sara ha avuto qualche problema, per esempio, a inserirsi in America, mentre ha trovato la sua collocazione ottimale in Spagna. È per questa ragione che i giudizi anche sulla medesima Accademia a volte variano sensibilmente. Consigliare una o l’altra accademia è difficile se non se ne conosce a fondo la realtà: so che quel centro è profondamente cambiato da molti anni, ossia da quando Bollettieri ha venduto all’IMG e ha perso gran parte del suo ruolo di vero e proprio dominus della struttura (3 anni fa, quando sono andata a trovarlo, ho notato che seguiva non più di 5-6 giocatori) e ci si allenavano 200 ragazzi, mentre oggi i frequentatori sono migliaia. Personalmente ho solo bei ricordi, e sono in buona parte legati al rapporto con Nick. Bollettieri è stato una figura straordinaria per quello che è stato capace di fare: da semplice raccattapalle senza alcuna competenza tennistica ad imprenditore almeno all’inizio di grande successo (con l’aiuto del padre dell’ex-giocatrice Carling Bassett Seguso e del principale azionista della RC Cola), ma è stato anche un grande conoscitore di persone e un essere umanamente ricco, a cominciare dal fatto che dice quello che pensa. Non può essere un caso se, almeno per un certo periodo, molti grandi giocatori sono passati o venuti fuori da lì: tra gli altri Seles, Agassi, Sampras, Courier, Arias, che forse molti hanno dimenticato ma era la “great american hope”. Ancora oggi è in grado di dare molto: Quinzi, che è stato seguito da lui per qualche tempo recentemente, ne parla a sua volta molto bene. Sono naturalmente ben consapevole del costo che ha un’Accademia come quella e altre consimili; io mi sono avvantaggiata di una Borsa di studio, altrimenti l’avventura sarebbe risultata proibitiva.”

Qual è il tuo giudizio sulla realtà italiana? Come ti poni nei suoi confronti?
“In Italia, va subito detto, non mancano né le strutture, né le competenze. Come ho già detto prima, è la mentalità che è sbagliata. Ognuno coltiva il suo orticello, la possibilità di scambiarsi esperienze è offuscata da una gelosia strisciante e un provincialismo diffuso che non vede di buon occhio l’apertura verso altri confini. Anche da un punto di vista organizzativo mi pare ci sia ancora molto da fare. L’Italia non ha un settore tecnico femminile, per esempio. È vero che avere successo per una donna è molto più facile che per un ragazzo, ma il tennis femminile è quello che ha dato più soddisfazioni all’Italia e meriterebbe pari dignità di quello maschile. Mi piacerebbe anche approfondire i criteri con cui avviene oggi la selezione dei ragazzi/e di prospettiva: ritengo che definire a 10-12 anni quali siano le speranze del tennis sia un po’ prematuro, con il rischio, caricando da subito i prescelti di stress e aspettative, di perderli prematuramente e di far mancare ad altri, che maturano più tardi, il necessario supporto. Mi piacerebbe infine che ci si desse una filosofia comune di gioco, che rappresenti bene le nostre caratteristiche, così come hanno fatto altri Paesi (la Spagna, in primis). Questo non significa né omologarci, né imitare altri, ma darci un’impostazione condivisa e seguirla. Mi piacerebbe, infine, che l’Italia utilizzasse di più i suoi campioni, che invece non sembrano, per la quasi totalità, trovarvi spazio. Io, per esempio, sono fuori dal giro e non ho chances di rientrarvi. Oggi ho la mia professione e seguo un percorso diverso, ma a suo tempo, quando ho intrapreso questa strada, è stata una scelta quasi obbligata. Da capitano di Fed Cup, che ero quando avevo Panatta come riferimento, sono stata improvvisamente estromessa da qualsiasi incarico e ancora oggi mi domando perché, dato che non ho litigato con nessuno. Mi è chiaro che il Presidente Binaghi, con il cui avvento, come ho già detto, è coincisa la cessazione dei rapporti con la Federtennis, aveva tutto il diritto di scegliere la propria squadra, ma non comprendo, invece, l’ostracismo vero e proprio di cui sono stata fatta oggetto. Vorrei fare un esempio per far comprendere di cosa parlo. Monica Seles, mia amica di lungo corso, viene in Italia per ricevere il premio Racchetta d’oro e mi invita ad accompagnarla. Ricevo una telefonata di Lea Pericoli che mi chiede di non intervenire alla cerimonia perché persona non gradita. Ancora: si celebrano i 100 anni della Federazione. Dalla celebrazione sono estromessi i vari Panatta, Bertolucci, Reggi, Canè, Gaudenzi, ecc. Un pezzo della storia del tennis italiano. Mi chiedo: perché? E’ giusto? Per quanto mi riguarda direttamente, se anche più di me possono aver vinto altri, si può comunque dimenticare quello che ho fatto? La sensazione, fuor di ogni ipocrisia, è che tutti coloro che non erano allineati e coperti siano stati esclusi, e malamente. Peccato, perché ogni campione potrebbe dare il suo contributo. Chi, come Adriano, sarebbe un meraviglioso capitano di Coppa Davis, chi potrebbe essere uomo immagine, chi un valido allenatore: io, per esempio, mi sento e sono donna di campo. Dico questo non perché ambisca a qualcosa (oggi sono gratificata da quello che faccio), ma perché come ai tempi anteponevo la maglia azzurra a qualsiasi cosa, ancora oggi amo tantissimo il tennis e l’Italia.”

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77 commenti

  1. Tex

    “In Italia, va subito detto, non mancano né le strutture, né le competenze. Come ho già detto prima, è la mentalità che è sbagliata. Ognuno coltiva il suo orticello, la possibilità di scambiarsi esperienze è offuscata da una gelosia strisciante e un provincialismo diffuso che non vede di buon occhio l’apertura verso altri confini. Anche da un punto di vista organizzativo mi pare ci sia ancora molto da fare. L’Italia non ha un settore tecnico femminile, per esempio. È vero che avere successo per una donna è molto più facile che per un ragazzo, ma il tennis femminile è quello che ha dato più soddisfazioni all’Italia e meriterebbe pari dignità di quello maschile. Mi piacerebbe anche approfondire i criteri con cui avviene oggi la selezione dei ragazzi/e di prospettiva: ritengo che definire a 10-12 anni quali siano le speranze del tennis sia un po’ prematuro, con il rischio, caricando da subito i prescelti di stress e aspettative, di perderli prematuramente e di far mancare ad altri, che maturano più tardi, il necessario supporto.”
    Lo dice Raffaella Reggi, non un genitore rompiscatole.

  2. Kill Bill

    ”Mi piacerebbe anche approfondire i criteri con cui avviene oggi la selezione dei ragazzi/e di prospettiva: ritengo che definire a 10-12 anni quali siano le speranze del tennis sia un po’ prematuro, con il rischio, caricando da subito i prescelti di stress e aspettative, di perderli prematuramente e di far mancare ad altri, che maturano più tardi, il necessario supporto.”

    Alleluia.

    ”Ricevo una telefonata di Lea Pericoli che mi chiede di non intervenire alla cerimonia perché persona non gradita.”

    Con che coraggio potete credere e difendere certa gente ?
    Meno male che sono i genitori a non avere cultura sportiva !

  3. bogar67

    Grazie a Maiga per la bella intervista!!

    Se posso commentare in maniera civile senza irritare il bravissimo Maiga che è riuscito ad intervistare la nostra ex campionessa 🙂 trovo incroguenza tra le farsi sotto, da un lato la Reggi ha avuto l’opportunità di allenarsi già a 11 anni in un Centro Federale che penso (correggetemi se sbaglio) vedeva poche frequentarici prese tra le migliori under 12 d’Italia e poi la stessa afferma che è presto e prematuro stabilire oggi a 10/12 anni per cui 11 compresi quali siano le speranze del tennis da prescegliere. Dunque ai giorni nostri se chi le ha dato l’opportunità di farla allenare con De Domenico già a 11 anni in un centro federale la pensasse come lei per cui non convocandola non avrebbe mai avuto la fortuna di essere quella campionessa che è stata o sbaglio? Ora l’unica spiegazione potrebbe essere quella che oggi i tempi sono diversi, il mondo è andato avanti e le esigenze diverse, sapete dirmi queste differenze tra ieri e oggi?

    Per questa ragione i miei, che in questo sono stati eccezionali, mi hanno permesso di andare fuori di casa a soli 11 anni, quando mi sono trasferita a Latina sotto le cure di Di Domenico, presso un centro federale, in pratica sperimentale per le ragazze, dove sono rimasta 3 anni.

    Mi piacerebbe anche approfondire i criteri con cui avviene oggi la selezione dei ragazzi/e di prospettiva: ritengo che definire a 10-12 anni quali siano le speranze del tennis sia un po’ prematuro, con il rischio, caricando da subito i prescelti di stress e aspettative, di perderli.

  4. gianfilippo maiga

    @ bogar67.
    grazie innanzitutto per i gentili apprezzamenti e nessuna irritazione da parte mia. provo ad interpretare il pensiero di raffaella, così come io l’ho capito.
    Raffaella non esclude affatto che giovani promesse vengano seguite già a 10-12 anni; le sembra soltanto che sia prematuro effettuare una rigida selezione di ragazzi e le ragazze che verranno seguiti e aiutati da quel momento in poi sia stabilito a un’età così verde e poi “chiudere le porte”, perchè si rischia di perdere poi qualche pezzo pregiato per strada. è poi vero che oggi queste selezioni avvengono in modo più strutturato che ai suoi tempi, attraverso i PIA, ecc. Lei faceva però solo una considerazione anagrafica, invitando a tenere aperte le selezioni anche più avanti nell’età

  5. bogar67

    Grazie Ginafilippo,
    leggere i tuoi articoli è sempre un piacere e fa aumentare la mia cultura su questo bellissimo sport.
    Il tuo chiarimento si riallaccia all’articolo di Alessandro su quanto è importante o non importante vincere da subito.

  6. Roby

    A me questa intrevista lascia molta amarezza. Non è giusto trattare una ragazza che ha dato molto al tennis italiano e che ancora ama questo sport in questo modo.
    Se ci sono state delle incomprensioni qualcuno si adoperi per aggiustare le cose perché cosi tutti hanno da perdere e non poco!!!

  7. Nikolik

    Bella intervista!

    Peccato che Raffaella abbia cattiva memoria sui particolari della fine della sua avventura da capitano di Fed Cup!
    Ma fa nulla, del resto son possati tanti anni ormai ed è chiaro che certi particolari si sfochino, con il passare del tempo.

  8. zorromancino

    @nikolik, puoi rinfrescarci la memoria sul perche’ estromissione della Reggi da capitano di Fed Cup??

  9. andrew

    deve aver sostenuto gli atleti/le atlete in una delle passate battaglie del grano…

    sei fuori, bellezza…

  10. Madmax

    Nikolik..

    Io non conosco la storia e perciò aspetto che sia tu a raccontarmela..

    Quello che però trovo strano e paradossale che tutti i migliori ex giocatori e tecnici non siano in fornza alla federazione..

    Ammesso anche che non siano stati perfetti sei tu il primo a dirci (cosa tra l’altro risaputa a tutti i livelli e in tutti i campi) che ai bravi bisogna ogni tanto concedere qualche cosa..

    Ma come lo si fa con i mezzi giocatori erchè si pensa di averne bisogno e non lo so fa con i grandi coach che al contrario sono loro che fanno la differenza!!

    Come al solito e come ho sempre ribadito ancora in Federazione non si è capito cosa sia importante e cosa no per tirare fuori dei giocatori!!

  11. Nikolik

    Oh ragazzi, ma perchè dovrei rinfrescare io la memoria a qualcuno?
    Io non sono un giornalista, sono un lettore!
    Raccontatela voi la storia, che io la leggo e la ascolto!
    Siete voi giornalisti a doverla raccontare a me, non il contrario.

    Comunque, sono un Nikolik buono e vi voglio aiutare…
    Un barlume c’è nelle parole della Reggi laddove afferma, lei, non io, “L’avventura è stata straordinaria, ma anche ardua. Lavorare con le ragazze sotto un certo profilo non è facile: estremamente rigorose e professionali intorno e nel campo, fuori si rivelano spesso problematiche e competitive in modo non sempre “sano”.”

    Ecco, leggete, cari!

    E do un incoraggiamento al giornalista di questa intervista: prima o poi intervisterà anche la Grande, la Schiavone, la Garbin, la Farina, vale a dire la squadra di Fed Cup titolare di quegli anni, no?
    Ecco, li chieda a loro i particolari della fine della avventura da capitano di Fed Cup della Reggi!
    Ma perchè lo chiedete a me e non a loro, che erano le dirette interessate?!

    Sono in 4, no? Ci sono buone probabilità che, una su quattro, ci racconti come sono andate le cose!
    Non è una probabilità troppo alta, avendo a che fare con esponenti del sesso femminile…ma si può provare!

    Insomma, vi ho dato delle belle tracce da seguire, però…non potete lamentarvi!

    Madmax, ma di chi parli? Fai i nomi! Tu dici che “tutti i migliori ex giocatori e tecnici non siano in fornza alla federazione..”, ma a chi ti riferisci?
    A me risulta il contrario!
    Ma se hanno lavorato, o tuttora lavorano, per la Federazione, tutti quanti!
    Poi, certo, le carriere si dividono anche, c’è chi si separa anche dalla moglie, figuriamoci dalla federazione, ma tutti hanno lavorato, o tuttora lavorano, per la Federazione!

    Vedi, madmax, verifica pure, alla fine, di giocatori e tecnici ne abbiamo così pochi che puoi verificare che, prima o poi, tutti ci hanno lavorato con la Federazione…

    Poi, sai com’è, dopo averci lavorato, rimuovono l’esperienza, anche perchè a qualcuno potrebbe venire il sospetto di dire: ma come mai non è venuto fuori nessun giocatore nel periodo in cui tu lavoravi per la Federazione?

    Ah, che mondo!

    Ma posso ripetere che è dura avere sempre ragione, ma proprio sempre?
    Comincio a pensare che dovrei essere io il nuovo presidente della FIT, visto che non sbaglio mai…

  12. Nikolik

    Oh Madmax, dimenticavo una cosa!

    Ma quando dici: ” ancora in Federazione non si è capito cosa sia importante e cosa no per tirare fuori dei giocatori”, ma mi spieghi, invece, se i coach italiani, in 30 anni, lo hanno capito?
    Loro, in 30 anni, chi hanno tirato fuori di giocatori, da privati?
    Quali?

  13. Alessandro Nizegorodcew

    @Nikolik
    Però a me non sembra che i migliori giocatori azzurri degli ultimi anni abbiano lavorato per la fit… Gaudenzi, Sanguinetti, ecc..
    Inoltre il fatto di non aver festeggiato i 100 di federazione con i vari reggi, gaudenzi, ecc come la vedi?

    C’è chi difende la federazione (come te), chi la attacca sempre e comunque (come tanti altri). A mio avviso, come quasi sempre accade, la verità sta nel mezzo…

  14. Madmax

    Nikolik..

    Bah forse uno come Piatti qualche giocatore l’ha tirato fuori..

    Io penso che una Federazione lungimirante per nessun motivo al mondo l’avrebbe fatto andar via..

    Ed anche il discorso di tirare fuori o meno i giocatori..

    Come ormai sanno tutti per fare un giocatore ci vogliono tante cose la parte tecnica, quella fisica, quella caratteriale, quella comportamentale etc etc..

    I tecnici devono stare in campo, fare i programmi, dare gli imput e le regole, qualcuno poi le deve far rispettare, deve organizzare, deve dare i soldi, ma quelli veri non la ghiaia..

    Voglio dire se io faccio il mio lavoro bene sul campo e poi i ragazzi non fanno PA o la fanno male, mangiano da schifo o fanno tardi la notte o non hanno i soldi per fare un programma adeguato nemmeno se hai Gilbert come coach vengono fuori..

    Oppure se serve oggi il tal osteopata e quello arriva tra tre giorni o se io ti chiedo Tizio per la PA e tu perchè lo paghi mi mandi Caio diventa difficile…

    Io vedo una TOTALE mancanza, anzi un ASSOLUTO VUOTO tra chi fa agonismo (per cui si è ben organizzati ed è sufficiente quello che si fa ora) e chi aspira (e ne ha le potenzialità ovviamente) a diventare un PRO..

    Non si è capito che tra le due situazioni c’è una nessuna attinenza e le due cose non possono essere per nessun motivo gestite allo stesso modo..

    In ITalia NESSUNO prova davvero a diventare un Pro, al massimo assolutamente in ritardo rispetto al resto del mondo comincia a lavorare un po’ di più, ma nella realtà l’unica differenza è che ci si prova andando a giocare più tornei in giro per il mondo e quasi sempre senza le giuste armi visto che sono stati dotati solo di quelle adatte per l’agonismo..

    NOn a caso dai 10.000 partono e li restano per parecchi anni arrivano fino alla posizione 2/300… Posizioni dove devi ancora pagare per allenarti e giocare quindi di fatto NON PRO.

    Solo pochissimi dopo che per anni hanno lavorato e ricevuto finalmente le armi che servono per diventare dei PRO riescono a diventarlo, ma dalla porta di servizio e in posizioni di rincalzo..

    E ricordatevi che le varie Schiavone Pennetta e compagnia cantante sono cresciute quando la maggior parte del mondo non giocava nemmeno a tennis e quando il percorso era simile per tutti.. Ora solo in Italia si continua a lavorare solo in chiave agonistica e i nostri non arriveranno nemmeno a 30 anni come qualcuno sosterrebbe (E già sarebbe sbagliato lo stesso visto che appena dopo si finisce perciò in pratica è come se uno cominciasse a lavorare a 60 anni!!)..

    La speranza è che le persone che stanno entrando ora a far parte del ST riescano a ribaltare una situazione che oggi è a dir poco aberrante.. Purtroppo però ho idea che non sarà facilissimo..

  15. Madmax

    Infatti NIkolik da privati è difficilissmo per più di un motivo..

    Prima di tutto il denaro.. Ma il denaro in molti casi non c’è per il semplice fatto che la federazione non può dire apertamente a tutti che chi ci vuole provare veramente DEVE fare un vero e proprio investimento economico, altrimenti a tennis non ci giocherebbe più nessuno.. Ma facendo così anche chi li ha non li tira fuori..

    Infatti TUTTI quando cominciano anche se non lo dicono SPERANO E PENSANO un giorno di poterci riuscire e se tu alla gente togli il sogno non comincia nemmeno.. E già i numeri non sono alti così figuriamoci se si cominciasse a dire la verità..

    Ma facendo così anche chi li ha non li tira fuori..

    La federazione poi non dandone abbastanza a nessuno non fa nemmeno rendere conto agli altri del fatto che per provarci bisogna investire..

    I privati quindi che già hanno mille problemi così, come possono avere o chiedere a un genitore di pagare il costo enorme di un PA di alto livello??

    Come possono chidere di far allenare i ragazzi sei volte la settimana per sei ore al giorno?? Dicono che ne bastano due e fanno tre turni!! Come possono dire che bisogna girare per tornei facendo salire vertiginosamente i costi?

    Molto meglio prenderli lor quei soldi tra l’altro non girando non ci si accorge nemmeno che il tennis non è quello del Circolo degli Open e addirittura dei nostri ETA ..

    E con che faccia potrebbero poi chiedere ai ragazzi sacrifici enormi che tanto in cuor suo sanno benissimo che non potranno arrivare da nessuna parte perchè nulla stanno facendo per andare in quella direzione??

  16. Nikolik

    Ma è semplicissimo come la vedo io, Alessandro, e l’ho detto molte volte!

    Alessandro, sono vecchie ruggini personali, purtroppo.
    Il tennis italiano è una guerra tra persone che si conoscono tra loro da minimo 30 anni, tutti quanti, coach, allenatori, maestri, giornalisti, dirigenti federali.
    Tutti, ma tutti proprio tutti.

    Perché le cose cambino, Alessandro, deve cambiare proprio tutta una generazione di persone, di coach, allenatori, maestri, giornalisti, dirigenti federali.
    Bada bene, non può cambiare solo una categoria di quelle sopra citate, proprio tutte devono cambiare, deve cambiare una generazione del tennis italiano, intera, ado ogni livello.
    Mi spiego: se domani viene un nuovo presidente della FIT di 35 anni, nuovo, bello fresco, nulla cambia, perché le altre componenti sono lì da 30 anni a farsi la guerra.

    Dai, Alessandro, la Federazione non c’entra nulla, sono vecchie ruggini tra persone che si conoscono da decenni, fanno a farsele a vicenda…

    Guardiamo le polemiche tra giornalisti, accrediti, non accrediti, ecc., che ci sono state al Foro.
    Che c’entra la Federazione, Alessandro?
    Son faide tra gipornalisti, ripicche, tra persone che si conoscono da decenni e che se la sono giurata, cattivi rapporti personali.

    Ma è solo un esempio.
    Te ne faccio un altro.
    Parliamo dei coach.
    Che dicono l’uno dell’altro?
    Non si conoscono tutti da decenni e hanno cattivi rapporti da decenni?

    Se io federazione, domani, assegno le questioni tecniche al tal coach, pensi che possa assumere, in altri incarichi, altri coach?
    Son costretto ad assumere i suoi più stretti collaboratori, tutti gli altri son fuori.

    Ti faccio il nome di due di essi che hanno rotto entrambi con la Federazione, così non ci sono problemi: Adriano Panatta e Riccardo Piatti.
    Iintervistali e prova a chiedere cosa pensano l’uno dell’altro.

    Ora, mi sembra evidente che se uno ha un ruolo dirigenziale nell’organigramma tecnico della Federazione, l’altro è escluso, ovviamente.
    Nel senso, uno dice: se ci sono io, ci sono io e l’altro no; lui no. Se decidi di darmi le questione tecniche, ci sono io e ci sono i miei collaboratori fidati e basta, lui, l’altro, l’altro ancora, no.

    Sono le famose “convenzioni ad escludere”. se ci sono io, lui non deve esserci.
    Che c’entra la Federazione?

    Ed è così a tutti i livelli e per tutti i settori.
    Troppe ruggini decennali da regolare.

  17. Alessandro Nizegorodcew

    @Nikolik
    Che ci voglia un ricambio generazionale nel tennis italiano (così come in qualsiasi altro ambito italiano) è poco ma sicuro.
    Il discorso sulle liti tra giornalisti (che ci sono state e ci sono) lascia però il tempo che trova, perché è l’ufficio stampa fit che spesso ha cattivi rapporti con i giornalisti. Da qui il problema accrediti…

  18. nunziovobis

    Max dice: E con che faccia potrebbero poi chiedere ai ragazzi sacrifici enormi che tanto in cuor suo sanno benissimo che non potranno arrivare da nessuna parte perchè nulla stanno facendo per andare in quella direzione??

    tu che conosci bene tutte le nostre under 14 viste in giro, le vedi andare in quella direzione oppure sono solo sogni che un giorno le porteranno alla cruda realtà?

  19. Madmax

    NUnzio..

    Basta leggere le ultime 21 righe del mio ultimo post.. 🙂

    Ma non è un problema di under 10/12 o 14, è la quasi (dico quasi giusto per tenere presente anche quello che vince al Super Enalotto che non conta ma per dire che esiste sempre l’eccezione che conferma la regola) totalità dei circol giocatori italiani..

  20. rikys

    ….azzo Max adesso si che sono veramente preoccupato sono per la terza volta d’accordo con te nei due post che hai scritto sopra. A questo punto non mi resta che farmi visitare……. A parte gli scherzi penso che Max, essendo estremista di natura, esagera col dire che nessuno in Italia ci stia veramente provando…. io credo che molti forse non tutti ma molti ci stiano seriamente provando. Il problema è che molto spesso ci si scontra con la realtà che è quella che anche nelle migliori strutture o academy o chiamatele come volete ci si allena in modo limitato, si fa PA in modo limitato, si fa programmazione in modo limitato e questo è un dato di fatto incontrovertibile. La federazione in questi ultimi tempi ha cercato di porre rimedio e questo francamente bisogna dargliene atto con ad es i CP che da quel che so il prossimo anno saranno potenziati o facendo fare ai migliori una programmazione di tornei di alto livello ma è soltanto una goccia nel mare ( per carità ben vega tutto ciò). E’ chiaro ed evidente però che ciò non basta, in ambito femminile non esiste un centro tecnico federale ad esempio, ( i piu cattivi diranno per fortuna visto i risultati di tirrenia con i maschi……) non esistono neanche tanti circoli che si prendono l’onore e l’onere di coltivare agonisti ( gli agonisti per un circolo sono un debito ) ed il problema cari genitori ( e io sono uno di voi) è che ci si accorge di ciò quando si supera un certo livello di crescita, li cominciano veramente i casini. Io però credo che non si possa fare di tutta l’erba un fascio e ci siano realtà ( poche se volete ) giuste per lavorare bene, poi è chiaro che da un certo livello in poi non c’è alternativa, e quello che dice max mi sembra ovvio.

  21. cataflic

    @Madmax

    capisco la tua critica perchè mangi sta minestra tutti i giorni, però mi chiedo spesso che cosa ci sia di tanto diverso a livello di organizzazione degli introiti ad esempio in Francia e Spagna che mi paiono oggi le uniche due nazioni a livello euro ad avere un vero e proprio movimento…
    Se i risultati arrivano perchè lo stato foraggia a mani copiose, possiamo scordarci quei sistemi, perchè qui non c’abbiamo manco i soldi per le pensioni!

  22. Madmax

    Rickys..

    Sai il problema reale quale è?? Che purtroppo (e dico purtroppo perchè sarebbe stato molto meglio non sapere nulla così da poter vivere scemo felice e contento) molti pensano di provarci(e nella loro testa anche sul serio) non sapendo nemmeno lontanamente cosa significhi realmente provare ad arrivare sul tetto del mondo in uno sport.

    Purtroppo prima il tennis non lo era e perciò alcuni sanno arrivare al top del tennis NO SPORT che aveva tutte altre esisgenze e pensano solamente di sapere portare qualcuno al top nel tennis PRO di oggi..

    Tanto per farti capire.. Avevo due amici che venivano a ragioneria con me.. Uno studiava in media 4/5 ore al giorno l’altro due.. (io nel frattempo li guardavo scuotendo la testa e giocavo con il Commodore 64 🙂 ) Entrambi sono usciti con 60.. Il primo poi si è laureato alla Bocconi con 110 e lode l’altro in un’altra Università di MIlano con un buonissimo punteggio.. Il primo guadagna un milione di euro l’anno, l’altro cinquemila al mese..

    Entrambi studiavano molto per poter accedere ad una buona Facoltà, ed entrambi l’anno poi conclusa coltivando il sogno di avere successo nella vita.. Uno studiava per e l’ha fatto l’altro pensava di farlo e vive bene, che va benissimo e magari è anche più felice ma che è tutta un’altra cosa 🙂

    Tu ora prova ad andare da qualsiasi atleta professionista (intendo con risultati di livello Olimpico) di qualsiasi sport che vuoi tu e dove le abilità devono essere sviluppate come nel tennis entro una certa età e domanda loro cosa hanno fatto da bambini e da ragazzi..

    Io ad esempio so che fanno i bambini ginnasti cinesi ed è meglio che non te lo dico..

    A quel punto cadrai per terra soprattutto perchè farai 2+2 e ti renderai conto di quanto dovresti pagare nel tennis per potere avere lo stesso servizio.. Il tutto ovviamente seguendo un percorso che CERTO se hai le qualità ti porta al top perchè con il medesimo percorso ne sono già arrivati a centinaia e perciò quando fai i conti devi mettere in preventivo di avere Piatti (per dirne uno) come coach di tua figlia..

    Infatti negli altri sport lo fanno perchè non dico che sia gratuito m ai costi sono sostenibili (a dir la verità però poi guadagnano molto meno) e più uno è forte e meno paga, cioè esattamente l’opposto di quello che accade qui..

    Come sempre detto l’unica soluzione sarebbe mettere insieme chi ha più o meno lo stesso livello di gioco, età e ambizioni, ma purtroppo noi italiani siamo un popolo che non è in grado di collaborare.. 🙂

  23. Madmax

    Cataflic..

    Beh intanto cominciamo a dire che le scelte e quindi le ripartizioni sono differenti..

    Mi speigo meglio: noi scegliamo di spendere tot per Super Tennis e diamo 1.500 euro al mese ad un ex seconda categoria per seguire i giovani, da altre parti non hanno Super Tennis e danno 20/30.000 al mese ad un ex top ten.. Ad esempio..

    Poi purtroppo abbiamo il sistema dei nostri Circoli che è una delle più grandi tragedie che ad uno sport possa capitare perchè fa guadagnare una discreta quantità di soldi a gente che non deve usare delle competenze di alto livello (quello che fanno i maestri nei circoli può farlo qualsiasi amatore per la metà..)..

    E un po’ come mettere in portineria uno con due lauree ed un master pagandolo cinquemila euro al mese… Al contrario si prende un extracomunitario gli si da l’allloggio e 800 euro!!

    Se tutto questo fosse azzerato e si mettessero le persone giuste al posto giusto, per gli ex seconda non rimarrebbe altro che studiare per l’insegnamento di alto livello ed investire su se stessi scegliendo dei giovani (con contratti che coprono le spese, danno un piccolo stipendio poi se qualcuno diventa buono ti prendi le %) per provare a portarli nel circuito..

    Chi è bravo e ci arriva potrà diventare un coach PRO, oppure se vuole il posto sicuro può entrare nei ranghi federali prendendo tanti soldi (avendo già portato giocatori nei PRO) mentre chi è una pippa può andare a lavorare nei circoli.. A 1.500 euro al mese però e non a 5.000!! Come succede tutti i giorni nel mondo reale..

    E se si guarda bene, alla fine andrebbe a finire (per gli incapaci) nello stesso modo di come accade oggi e cioè che guadagnerebbero sempre 1.500 euro, con la differenza però che non si atteggerebbero a star del tennis mentre sono delle emerite teste di cazzo..

    Poi come ho già detto nei posts precedenti noi siamo italiani e non siamo per nulla collaborativi, vogliamo fare sempre da soli pensando di essere più bravi anche se non ci siamo preparati a dovere per poterlo diventare..

  24. Stefano Dal Supermarket Grazia

    Vorrei fare un esempio per far comprendere di cosa parlo. Monica Seles, mia amica di lungo corso, viene in Italia per ricevere il premio Racchetta d’oro e mi invita ad accompagnarla. Ricevo una telefonata di Lea Pericoli che mi chiede di non intervenire alla cerimonia perché persona non gradita.

    Qui pero’ bisognerebbe ricordare cos’ha detto la Seles e farle una Standing Ovation (si e’ rifiutata di andare se non veniva anche la Reggi e la Federazione, che aveva gia’ perso Roche per infarto, ha fatto marcia indietro…)… Raccontando l’episodio a mio figlio ho fatto fatica a trattenere le lacrime (si sa, sono vecchio…) augurandogli di trovare amici che fossero cosi’ per lui e a lui di avere amici per cui valesse la pena di essere cosi’…
    Comunque la Reggi a 13 anni ando’ da Bollettieri e li’ rimase, pagandosi un po’ della retta lavorando come cameriera nella cafeteria dell’Academy (allora molto diversa e piu’ familiare del Mostro IMG in cui si e’ trasformata ora …Presto scrivero’ un articolo nella Rubrica dell’Inesperto dal titolo TUTTO QUELLO CHE AVRESTE VOLUTO SAPERE SULLA BOLLETTIERI ACADEMY E NON AVETE MAI OSATO CHIEDERE… ma, ve lo dico subito, non sara’ un articolo alla Volpe e l’Uva… Come al solito pregi e difetti ma fondamentalmente… dipende da chi sei, cosa sei, come sei e cosa vuoi …Cioe’, e’ uno strumento e dipende da te suonarlo bene o male… Cioe’: per uno come Nicholas e’ stato e forse sempre sara’un fallimento, per una come Alessia sono certo sarebbe stato tutto diverso (ovvio, lei aveva gia’ il suo Team e ha fatto bene a restare dov’e’…)… La colpa e’ stata mia a non capire che in un environment cosi’ se sei un Riebel Without A Cause e’ meglio essere un Agassi, altrimenti…

  25. Nikolik

    Stefano, non era Roche, che, poveraccio, ora starà toccandosi i cosiddetti, ma Newcombe.
    E comunque non era un infarto, per fortuna.

    Oh, Stefano, per favore, scrivi un bell’articolo dei tuoi, su quel che ti pare, che non possiamo lasciare il blog nelle mani di costoro.

  26. Madmax

    Rickys..

    E come vedi quandi si chiedono risultati oggettivi o parli di cose reali parte il Silnzio degli Innocenti..

    E illuminante a riguardo l’intervista di Sergio Giorgi rilasciata a Scanagatta e ascoltabile du Ubitennis..

    Infatti come senza saperlo avevo immaginato e vi avevo detto lui per la figlia di buoni coach ne ha girati parecchi ma chissà perchè risultati migliori dei suoi non ne hanno dati..

    Fantastica poi la risposta di Camila (c’è anche una sua intervista) che è IDENTICA a quella che mi ha dato mia figlia: “Sulla carta sono tutti migliori di te poi sul campo è tutta un’altra cosa..”

    E Camila non ha più 10 anni che è ancora succube del padre o che vede nel padre Dio…

  27. bogar67

    Io invece mi devo accontentare che l’ex nr. 137 al mondo assunto come tecnico della nuova Macroarea Lazio-Sardegna, quei 10 giorni che sarà a Cagliari prenda a cuore al momento opportuno le sorti tennistiche di mia figlia, non ho altra scelta!!!!

  28. cesare veneziani

    madmax mi invii gentilmente i circa 3000 che mi mancano per arrivare a 5000 al mese?

    ma dai, basta con sti capri espiatori, è una rota…

    e voi genitori? e i ragazzi che sciolgono o non gli regge la pompa di farsi un c… come una casa? e i finti manager? e la pressione smodata di tutto e tutti appena vinci due match in fila?

    ci sono coach ex niente in gamba ed ex campioni che non gli va di fare una mazza… certo, meglio ex 1 al mondo che ex 3.1 come me… però un po’ di serietà, che le onde stanno nell’oceano…e a livello di penna, francamente, le cavalca molto meglio stefano, che pure non è un simpticone ma almeno conosce molto bene i tempi narrativi…

    non me ne volere, ma la reggi parla molto più di federazione che di circoli…e cmq non credo che da ex 13 al mondo avrebbe grossi problemi a rientrare come coach, anzi.

  29. Madmax

    Cesare vedi io non devo cavalcare niente, non devo tirare a fine mese, non devo nulla..a differenza di voi..

    L’unico interesse/dovere è cercare di fare un giocatore.. a differenza di voi.. Io non devo saper scrivere, devo dire la verità, dire quello che accade tutti i giorni e le difficoltà che si trovano..

    E cosa c’entrano i ragazzi senza la pompa i genitori etc etc.. Che c’entrano con il professionismo?? L’ho scritto sopra nessuno ci prova veramente nemmeno appunto genitori e ragazzi..

    Se poi guadagni meno è perchè sei giovane, appassionato e nell’ambito di quello che ti è possibile (avendo però già una tua scuola non avendo “padroni” etc etc) per fare al meglio il tuo lavoro nell’ambito agonistico…

    Tutto ottimo tutto perfetto ma che nulla ha che fare con il professionismo..

    E vedrai che pian piano il tuo obiettivo sarà ingrandirsi e arriverai a quella cifra, stai certo.. Magari con il calcetto e/o la gestione ma ci arriverai..

    Poi certamente che c’è chi non ha voglia di far nulla ma qui non si parla del singolo, si parla in generale.. Ed in generale questo è il sistema.. purtroppo..

  30. Stefano Grazia

    Nikolik, non era nemmeno Newcombe ma Rosewall…speriamo che non succeda nulla agli altri due se no la fama di Giona non ce la leva nessuno…

  31. Atti

    In effetti Max stavolta ti sei superato….analisi cruda ma vera.
    Io pero’ sono anche dalla parte di Cesare V…. nel senso che appunto di effettiva richiesta ce n’è poca ed è molto poco remunerativa… per stimolare il sistema verso maggior quualità e quantità se non alzando i costi per l’utente

    Ecco perché personalmente vede bene i CP…proprio come “integratori” di dosi per quelli che veramente vogliono allenarsi… e come costante comparazione fra i vari livelli di gioco dei migliori under regionali.
    Se i numeri lo permetteranno i CP sono destinati a diventare dei centri periferici permanenti dove i migliori under possono trovare supporto per allenarsi.
    Nel CP nostro, per esempio, dovrebbe essere assunto l’ex coach della Camerin…. Insomma la FIT mi sembra che non stia con le mani in mano….
    E piu’ i ragazzini stanno nei vari CP……meno “assorbono” dal tran-tran del sistema circoli… si prendono 2 piccioni con una fava.

    PS: piccola nota per Ricky ..
    come ho già detto, sembra che Tirrenia riaprirà alle femminucce…

  32. Nikolik

    Ha ragione Atti e sicuramente, per certo, l’idea della Federazione è di potenziare i CP.
    Lo faranno, lo stanno facendo.

    La decisione non sarà né senza lacrime, né senza sangue.

    Perché si capisce bene, ma molto bene, che i maestri non saranno per nulla d’accordo.

  33. Marchetto

    Perdonatemi ma ritenete che un giorno di CP alla settimana faccia la differenza?

    se poi al circolo non fai PA e la fai solo al CP direi che e’ un ottimo spot per l’acido lattico 🙂

    per favore, non diciamo vaccate…

  34. Atti

    I giorni dei CP volendo erano già 2 quest’anno (parlo per la fascia osservati macroarea)… se diventeranno magari 3… mi pare un buon menu’, 2 ore di tennis piu’ 1 di atletica per seduta.

    Ovvio che c’è il problema della distanza rispetto al CP di zona…ma già ora molti fanno decine di Km al giorno anche solo per allenarsi…
    Chiaro che non si risolve il problema a tutti, ma è una svolta rispetto al poco o nulla di prima.

    Mentre sulla PA sono d’accordo, è tuttora un tallone d’achille…ed anche nei CP mancano preparatori veramente qualificati per il tennis.
    anche i PA bravi costano….

    Perchè funzioni al meglio il tutto ci vorrebbe comunicazione fra le parti, cosa assai difficile… per i famosi oricelli che dicevamo.

    pero’ non butterei sempre tutto…in vacca….

  35. cataflic

    @Madmax
    la tua risposta dipinge perfettamente una realtà che viene vissuta tutti i giorni nei circoli.

    Poichè però gli esseri umani sono uguali in ogni nazione mi stai dicendo che dove il sistema “funziona” è lo stato che foraggia seguendo le sue logiche preferenze.

    Se penso che 20 anni fa la federazione con i suoi sistemi accentrati e clientelari era vista come il tririnoceronte zigrato mi viene da pensare che forse la soluzione non possa essere così semplice.

    Ne sparo una …un sistema tipo siae dove il maestro che ha seguito l’allievo viene accreditato sui guadagni futuri, ricavando una percentuale tipo 5 per mille irpef, oppure una % sui montepremi vinti…

    boh? mi è venuta così, sarà una immensa ca..ta ma non ho voglia adesso di stare a fare il forecast&budget

  36. Marchetto

    Atti, fortunati voi!!

    In Lombardia i CP 97/98 erano svolti un giorno alla settimana con convocate 2 ragazze del 97 e 2 ragazze del 98.

    (anche per gli osservati, ma forse il tecnico di questa macroarea e’ “diversamente osservatore”)

  37. andrew

    Grande Nikolik…la tua mistificazione continua è sempre spettacolare e pirotecnica nel suo scialbo cinismo…

    Qualcuno veramente pensa che una federazione votata da circoli e maestri, e quindi espressione di circoli e maestri, prenda delle misure che possano anche solo far alzare il nasino a circoli e maestri?

    Dai, almeno un minimo di serietà…

    A un circolo con annesso maestro non interessa nulla, se non per particolari e transitori rapporti di amicizia, che l’allievo forte si alleni o meno presso di lui. Ciò che importa è che l’allievo forte rappresenti il circolo in competizioni a squadre e nei tornei individuali. Ossia, che appaia il magico nome del circolo con annesso maestro a fianco dell’atleta forte.

    il che è legittimo quando hai messo energie, tempo e denaro su un atleta ma è meno giusto quando energie e tempo e denaro le mette il genitore

  38. rikys

    Atti…. Speriamo che Tirrenia apra anche alle femminucce, io al riguardo sono un po dubbioso…. Magari con le femmine si potrebbe valutare un percorso diverso, aiutare a casa propria ( inteso dove ci si allena ) con qualche contributo rivolto direttamente all’atleta o al circolo, integrando il programma con i CP magari 2 volte la settimana e se il resto della settimana si lavora in un certo modo credo si possa impostare un buon lavoro.

  39. Nikolik

    Oh, no, no, Andrew, ti sbagli, lo faranno eccome.
    Il progetto è proprio quello, cioè di potenziare i CP.
    Ovviamente la cosa sarà graduale e non accadrà in una anno, ma lo faranno, eccome se lo faranno.
    Ma il progetto della Federazione si capisce proprio bene, è talmente evidente.

    Infatti, premetto, a futura memoria, quando l’iniziativa fallirà, perché fallirà, e tutti diranno che invece sarà stato un peccato, che io non sono per nulla d’accordo di potenziare i CP.
    Per me, è un grave errore della Federazione.
    Chi vivrà, vedrà.

    Ma purtroppo, come avete sempre potuto verificare, ho sempre ragione…basta aspettare e verificare…

  40. rikys

    E mi spieghi perchè il progetto CP fallirà? E anche perchè, secondo te, è un grave errore della federazione?

  41. andrew

    …allora te lo dico con parole più chiare:

    Che lo facciano o non lo facciano, che fallisca o non fallisca, ai circoli e ai maestri non importa assolutamente nulla…

    Tanto da loro devono passare per approdare ai CP.

  42. Atti

    E quindi Nik.. a parte fare “sgiagurate” previsioni alla Nostradamus…
    tu cosa proponi stanti gli attuali problemi cronici ?

    Perchè son sicuro cha hai un idea a proposito… dilla ora o mai piu’…

  43. rikys

    @ Cesare Veneziani

    Probabilmente lei ( ah innanzitutto mi scuso in anticipo se il mio stile letterale dovesse suscitare in lei senso di nausea, dolori addominali e quant’altro annesso….. ma purtroppo non sono lauretato ne in lettere, ne in greco antico e neanche in latino per cui tant’è) ci vuole raccontare che Nostro Signore è morto dal freddo. Cito “I ragazzi e i genitori sciolgono perchè non gli regge la pompa….” e i mastri io le chiedo? Si è mai posto il problema al contrario? e cioè che la quasi totalità scioglie perchè ad un certo punto del cammino si accorgono del pressapochismo e della scarsità tecnica offerta? In Italia non si fanno giocatori e la colpa è 1 dei genitori 2 dei ragazzi che non hanno le palle per accettare di farsi un culo come una capanna. Non so se lei sia o meno maestro e non mi interessa, ma se la categoria ( e parlo in generale e non del caso specifico ) continua a ragionare in questo modo, mi meraviglio ancora che trovino lavoro o meglio polli da spennare.

  44. Madmax

    Atti..

    Ma infatti in seonda analisi ho anche scritto che il problema siamo noi italiani che non siamo collaborativi..

    Se io per mettere oin piedi una situazione di alto livello dico che mi servono 6.000 euro al mese (senza nessuna % oppure 3.000 6+ % sul prize money) è chiaro che se ho un ragazzo questo li paga tutti lui mentre se ne ho quattro pagano 750 l’uno..

    Devo dirti però (e lo dico contro i miei interessi) che i CP ai più serviranno quasi a niente..

    Vedendo le migliori under 14 si possono notare le miriadi di problemi tecnici che hanno e con il lavoro che si svolge ai CP non si risolvono visto che lì si lavoro sui match, gli schemi etc etc..

    Tu mi dirai (e a ragione) che se li hanno significa che il problema l’hanno a casa e perciò anche senza i CP la situazione non cambierebbe.. Certamente si ma intanto i giocatori continueremo a non averli..

    Ripeto per me sarebbero la classica ciliegina sulla torta perchè Alessia di problemi ne ha ormai pochissimi e nei tre giorni rimanenti lavoreremo su appunto quelli, perciò ORA tre volte di lavoro in palleggio e punti sarebbero perfetti..

    Dicicamo forse che i genitori risparmioando su tre volte la settimana potrebbero impostare le altre tre volte in modo assolutamente personalizzato e molto tecnico..

    Ma a parte questo effettivamente delle novità importanti potrebbero anche arrivare dal ST ma non sono convinto che a tutti faranno piacere perchè a quel punto chi ne beneficerà saranno quelli forti per davvero e quindi non aiuti (anche se minimi) a pioggia come oggi..

    Cataflic..

    Che trovare una soluzione sia davvero difficoltoso non ci piove proprio!! 🙂

    Riguardo al resto non lo so, il problema è che poi ogni giocatore si ritroverebbe con dieci padri (maestri) perchè basterebbe che uno si sia allenato una settimana in un posto che questo si farebbe subito avanti..

    Potrebbe essere una cosa valida ma il ragazzo dovrebbe essersi allenato (e non solamente tesserato) nello stesso posto e con lo stesso maestro per almeno cinque anni!! Ma escludo che uno con un percorso del genere possa diventare un giocatore.. 🙂

    A dire il vero non mi convince molto.. Però effettivamente a qualcosa si dovrebbe pensare…

    Non so poi se i CP falliranno, per certi versi forse l’hano già fatto nel senso che di maestri ne vedevo pochi una volta la settimana figuriamoci tre.. E’ un occasione ovviamente i maestri felici non saranno, credo dovranno essere i genitori ad imporsi..

    Certo è che se per potenziamento significherà far venire più gente beh allora non si potenzia proprio un bel nulla, anzi al contrario diventerà una totale perdita di tempo..

  45. Atti

    Max, sono d’accordo sul concetto.
    Il problema dei CP è vario… cmq rimango dell’idea che rappresentano una possibilità di confronto fra coetanei di pari livello, per cui secondo me male non fanno…anzi rompono un monopolio… dove spesso l’allievo migliore si trova ad allenarsi quasi mai con coetanei del suo livello.
    Dubito anch’io che i maestri difficilmente potranno/vorranno presenziare…. anche perché se hanno 2 allievi di età diversa che fanno ? ci vanno tutti i giorni ? e chi li paga ?
    A me non interessa tanto che il maestro ci sia o non ci sia… quanto che periodicamente le parti si relazionino su un idea comune e condivisa…
    Questo potrebbe essere il vero valore aggiunto…
    Il problema è mettersi d’accordo…su cosa, come, quando… difficile mettere d’accordo interessi privati con programmi statali….

    In questo la spietata analisi di Andrew è veritiera…nella maggior parte dei casi l’allievo migliore serve come specchietto delle allodole per l’immagine del club..
    Ecco perché abolirei subito l’assurda tassa di svincolo… ulteriore deterrente affinchè nulla si muova e tutto resti così com’è.

    Pero’ diamo atto alla Fit che sta cercando di cambiare le cose… la qualità media delle sedute ai CP ed anche a Sestola è di buon livello…non no ha mai visto perdite di tempo… massima serietà e impegno… cosa voler di piu’ ?

  46. Madmax

    Atti..

    Tutto giusto se lo inseriamo nel discorso agonistico.. Oltre è meglio non andare..

    Alessia l’ho mandata in vacanza, lei si è divertita molto (forse troppo 🙂 ) ma è tornata che non resisteva più nemmeno due ore ad allenarsi seriamente.. E molte cose erano anche sparite..

    Ok non c’è nessun problema una settimana ed è tutto come prima, però o ci mettiamo d’accordo su quali sono e devono essere gli obiettivi altrimenti continueremo a mettere insieme gente con orizzonti moolto differenti..

    Ed il problema non è il livello ma gli obiettivi.. Ora all’interno di alcuni gruppi ci sono ragazzi che sono di Universi differenti ma che bene o male a questa età riescono a coesistere.. Ma è una cosa a brevissimo termine e presto esagerando i gruppi omogenei saranno composti da due tre al massimo.. E tra due anni nemmeno…

    Ma per capirlo non ci vuple una scienza basta vedere quante arrivano a diventare 2.5, quante 2.1 etc etc

    Motivo per cui sarebbe fondamentale dividere i gruppi per chi ha certe mire e chi ha veramente voglia (ovviamente non una 3.3 con una 4.5) cercando di far recuperare il prima possibile quelle che sono ora leggermente più indietro (soprattutto a livello tecnico) in modo che quando conterà veramente possano allenarsi insieme e girare insieme per tornei.. Banalmente avere un progetto a lunga scadenza..

  47. Nikolik

    rikys, Atti,

    ma vi dico volentieri, perché, secondo me, il progetto CP fallirà e anche perchè, secondo me, è un grave errore della federazione.
    E, Atti, ti dirò volentieri anche cosa, umilmente, propongo.

    Secondo me, il progetto CP fallirà e, secondo me, è un grave errore della federazione per gli stessi motivi per cui falliscono tutti i progetti nati esclusivamente “contro” qualcosa e qualcuno e perché è un errore fare guerre contro qualcuno o qualcosa.
    Ecco il perché.

    Eh, sì, perchè il vostro amico Andrew, nel suo furore, cieco, antifederale, che lo porta ad attaccare ciecamente qualunque iniziativa, di qualunque genere, proveniente dalla federazione, non percepisce ciò che invece non è solo reale e vero, ma anche evidente, vale a dire che il prgetto CP nasce proprio per andare “contro” i circoli ed i maestri ed i coach italiani.
    Paradossalmente, anche se Andrew non se ne accorge, questo progetto va proprio contro i suoi nemici storici, circoli e maestri.

    E’ veramente evidente che è così.
    Quando si cerca di capire il fine di un progetto è sufficiente chiedersi: questo progetto, se realizzato, quale categoria danneggerà? Ed è sufficente rispondere a questa domanda con lucidità, per capire il fine che si propone il progetto.

    Eebbene, a tutta evidenza questo progetto danneggerà, se realizzato, i maestri e coach italiani e, anche se solo indirettamente, i circoli.

    Per carità, ancora pochi se ne sono accorti, perché i CP sono appena partiti, ma dopo la questione diventerà evidente.

    rikys, Atti,
    non dovete pensare che in Federazione ci siano dei cretini; si accorgono anche loro delle cose che voi denunciate; soprattutto si accorgono dei difetti tecnici evidenti che questi ragazzini hanno; pensate che i vari Palumbo Furlan, Grande, ecc,, ai vari raduni, alle varie Tirrenie, ai vari centri estivi, non si rendano conto dei difetti tecnici di questi ragazzini?
    E hanno cercato, in federazione, il colpevole di questa pochezza tecnica. Dopo rapidissima indagine, l’hanno trovato nei maestri.
    Di chi è la colpa della scarsezza tecnica di questi ragazzini? Di chi insegna loro, ovvio.

    Guerra, quindi, ai maestri, ai coach, e come la facciamo la guerra?
    la facciamo progressivamente, con astuzia federale, potenziando i CP, assumendo gradualmente maestri di cui io Federazione mi fido e mandandoci, prima una volta alla settimana, poi 2, poi 3, poi 4, poi tutti i giorni, i più futuribili e meritevoli, in modo che i maestri e coach non me li rovinino.
    Gestisco io federazione i migliori, capite genitori? Glieli porto via! Fin dalla più tenera età.

    Intendiamoci, la guerra parte da un motivo giusto, vale a dire la scrsezza di questi maestri con la pancia, imbolsiti, con targa presa nei magnifici anni ’70, ’80 e ’90, oppure di questi bellocci donnaioli che toccano il sedere alle mogli degli altri durante la lezione.
    Ma il problema è che così si colpiscono a sangue anche i tanti maestri giovani, preparati ed appassionati, i tanti Cesare Veneziani, se lui mi consente la citazione, che si vede bene, in due secondi, quando lo senti parlare del suo lavoro, che gli si illuminano gli occhi.
    Ecco, così fai la guerra anche contro di lui, perché sai la goduria e la bellezza che, non appena hai un allievo buono, questo ti parte e ti va nei CP, senza pagare un citto, gratis?

    Insomma, si crea nei CP lo stesso sistema perfido, anche se a livello regionale, di Tirrenia, che ho sempre criticato, non per i risultati ottenuti o non ottenuti, come fanno ciecamente gli oppositori federali, ma proprio perché non mi convince il sistema di una Federazione che fa concorrenza, gratis, gratuita, ai maestri e coach italiani; è un sistema che non mi convince e che alla lunga distrugge delle professionalità, le frustra.

    Insomma, Atti, tu che sei un filosofo, rispondi un po’: non è frustrante per un giovane maestro, non per uno di quelli vecchi, che non appena ha la soddisfazione di avere un allievo buono questo parte per i CP? Non si ammazza così un sistema virtuoso di giovani maestri che si sta faticosamente creando? Non c’è il pericolo che lo Stefano Veneziani motivato se ne vada a lavorare in banca?

    Il prgetto fallirà come falliscono tutte le cose fatte solo contro; fallirà perchè falliscono tutte le cose ingiuste e cattive, per gli stessi motivi per cui i sudisti hanno perso contro i nordisti la guerra di secessione americana: perché è una guerra ingiusta.
    Il progetto è un errore perchè tende a colpire tutti i maestri, facendo un mazzo unico dei maestri sfavati e di quelli giovani che sono una ricchezza per la Federazione come gli Stefano Veneziani di turno.

    Ecco che ho risposto alle vostre domande.

    Ma chiaramente Nikolik risponde sempre a tutte le domande, anche a quella di Atti che mi chiede: e tu che proponi?

    Ecco cosa propongo.
    Niente CP con cui fare la guerra ai deboli.
    E’ giunta l’ora di creare delle professionalità spiccate e di sfruttare le potenzialità di questi ragazzi, che non è vero che non ve ne sono, di Stefano Veneziani ce ne sono a decine nei nostri circoli, solo che li facciamo intristire ed ingobbire in questi circoli.
    Propongo.
    Svecchiamo questo cazzo di federazione una volta per tutte, svecchiamo questi maestri.
    Io Fderazione farei così, alzerei il telefono, chiamerei gli Stefano Veneziani italiani e direi loro: Stefano, sono la Federazione; guadagni 2.000 Euro al mese? Guarda, io te ne dò 4.000 al mese, per 2 anni. E ti pago in giro per il mondo, vai da Infantino per 3 mesi, da Bollettieri per altri 3, in Spagna per altri 3, in Francia per altri 3, poi torna; dopo che sei tornato, io ti dò non uno, non due, ma tre ragazzi promettenti, di quelli buoni; prima te li dò in prova, perché fra persone e maestro e allievo bisogna anche trovarsi ed andare d’accordo umanamente, poi, se andate d’accordo, vi pago una buona programmazione, a te ed ai tuoi allievi.
    Poi, siccome sono un federale e un federale è credibile solo se, in qualsiasi discorso, aggiunge anche una minaccia, io gli direi anche questo: guarda che se mi freghi, se mi prendi i 4.000 al mese per fregarmi e poi non galoppi, non viaggi, non lavori, non ti impegni, io ti rovino, io faccio in modo che tu non riesca più a trovare un lavoro in un circolo se mi freghi; se accetti e prendi i quattrini, allora ti devi anche impegnare in un progetto, altrimenti ti giuro che ti rovino, non tornare in Italia perché faccio modo e maniera che non lavori più qua.

    Oh, certo, si andrebbe lo stesso a litigare con i maestri grassi e sfavati e con i playboy di circolo, ma non andrei a colpire i giovani; svecchierei la Federazione; creerei professionalità; inizierei un percorso virtuoso, in cui la professionalità viene premiata.

    Quanti ne prenderei di questi maestri giovani? Tutti quelli che ci stanno, tutti; non so se sarebbero molti, perchè si tratterebbe anche di fare una vita di sacrificio; ma intanto farei una bella scrematura tra chi ci crede e chi no, tra chi ha passione e chi no, tra chi vuole insegnare bene il tennis a questi ragazzini e chi no.
    Chi non ci sta, resti nei circoli e non si lamenti.

    Eh, oh ragazzi, a parte il discorso della minaccia, che lui non farebbe mai, ma io sì, questo, mutatis mutandis, è sempre stato, se non ricordo male, un progetto che avrebbe voluto fare il nostro Roberto.

    Che coppia di federali, saremmo, io e lui…lui con le idee, io con la mentalità da federale…

    Oh genitori, non vi sembra, questa, una critica seria alla Federazione?
    Mica le vostre, che basta che vostro figlio perda una partita e ce l’avete a morte con la Federazione…

  48. andrew

    mistificazione…

    non fosse altro perché hai speso un sacco di tempo per rispondere…

  49. Kill Bill

    non ho capito la proposta …

    Si prende Veneziani , gli si fa fare eserienza e poi gli si affida 2/3 giovani promettenti …. che si portano via ad altri Veneziani suppomgo.
    Boh … ! e cosa cambia da Tirrenia ?
    Li si è preso Cannavacciulo e gli si è dato 3 del 94.
    No, ci sono ben altri problemi … investimenti, affidare il settore giovanile a gente con nuove idee, lavorare tutti in una direzione, ….. in fin dei conti avere una strategia , giusta e sbagliata che sia ….
    Per ora vedo molto : fatti il culo te che se hai dei risultati ti pago e prendo il merito io.

  50. Nikolik

    No, non si portano via ad altri Veneziani, per nulla, leggi bene.
    Gli altri Veneziani sono con lui, assieme a lui che si prendono i migliori.
    Chi non c’è stato, vuol dire che non è interesato, legittimamente, peraltro.
    Sei tu che non ci stai, non io che ti rapino con i CP.
    Se non ci stai, perchè io prendo tutti quelli che ci stanno, di che ti lamenti? Non puoi lamentarti.
    Ora invece giustamente ti lamenti, perché con i CP ti faccio proprio fuori, senza consultarti.
    E, soprattutto, ti faccio proprio fuori gratis, senza pagare.
    Almeno, con questo sistema pago.

    Poi è inutile, Kill Bill, che tu e gli altri diciate sempre no.
    Io ho sempre questo Atti che mi chiede: ma tu cosa proponi…e voi, tu, Andrew, il partito del no, cosa proponete?
    Avete mai proposto qualcosa?
    Ma qualcosa di reale, non l’abolizione dei circoli, l’abolizione della Federazione e amenità del genere.
    Per carità, anche io allora propongo l’abolizione del Parlamento, per risolvere i problemi dell’Italia.

    Insomma, una proposta vera, fattibile, l’avete mai fatta voi?

    Atti, aiuto, intervieni!
    per loro non vale la regola? per loro non vale il tuo giochino di chiedere cosa propongono?
    Vale solo per me?

  51. Atti

    Nik.. l’argomento è complesso… se tiri da una parte resti scoperto dall’altra…
    Dove li metteresti questi maestrini ad operare con i migliori allievi ?
    Non li vorrai ri-mettere nel sistema circoli spero ?
    Tempo sei mesi e la motivazione torna sotto i tacchi…

    E se questi bistrattati CP, non fossero proprio un abbozzo delle future associazioni sportive ?
    Certo bisogna poi fare bene i conti, pro e contro, non sarà facile..

    Ma una casetta adatta per questi maestri giovani e motivati la troviamo si o no ?

  52. Nikolik

    Oh, Atti, che vuoi che ti dica, non va bene più nulla neanche a te…

    Ascolta, fallo fare ai tuoi amici Kill Bill ed Andrew, il progetto per migliorare, fallo fare a loro…

    Io ci ho provato ma se non va bene nulla…pazienza, restiamo pure così.

    Ma, visto che ci sono, mi spieghi un’ultima cosa?
    Ma perché quelli che si lamentano della Federazione, senza proporre mai nulla se non le solute amenità, son proprio quelli i cui figli, per palesi e reiterate sconfitte sul campo, hanno già smesso di giocare?
    Sarà che sono a cercare di dare la colpa a qualcuno, tipo la Federazione, per le loro delusioni?

    Atti, ti auguro ogni successo.
    Ma se perderai, per favore, non fare anche tu così…
    Se tu perdi, vuol dire che qualcuno, inserito nello stesso sistema-tennis in cui sei tu, ha vinto e ti ha battuto.

  53. Atti

    Nik…
    Io rispondevo alle tue proposte… null’altro.
    Obiezione sua maestà ! posso ?
    Ripeto : come li collichi e dove questi maestri che volessero participare al progetto ?

    In salotto, in soggiorno… o giu’ per le scale…?

    Che centra vincere o perdere ?
    Perchè chi ha vinto ? e cosa ha vinto ?

  54. Stefano Grazia

    intanto finalmente anche nikolik ha ammesso che ci sono tanti maestri pierini(non il suo, ovviamente, ma usiamo il termine per indicare quelli che dice lui, imbolsiti e figaioli) che non funzionano…leggetela strepitosa inchiesta articolo di Ferrero su Tennis Magazine… dice le stesse cose e son le cose che ripetiamo da sempre…poi va bene Stefano Veneziani per l’entusiadmo ma di Cesare cosa ne facciamo?
    Pero’ l’entusiadmo va benissimo ed e’ la cosa piu’ importante, solo se pero’ unita alla voglia di viaggiare per studiare ed aggiornarsi ( frequentando altre realta’… Piatti si lamenta per es che nessuno va da lui a chiedergli cosa fare, possibile? ma io credo che si debbano fare degli stages anche nelle varie academies negli us e in spagna e poi in francia, e poi andare dai vari Castellani & co…se lo facciamo noi Genitori Illuminati, il minimo e’ che lo facciano anche i Coach…Ma la dura realta’ e’ che i coavh migliori dovrebbero lavorare con gli u19-12 e allora chi li paga?

  55. Nikolik

    Chi ha vinto e cosa ha vinto, nulla e nessuno, Atti.
    Infatti io non mi riferivo a chi ha vinto e cosa ha vinto, Atti, mi riferivo a chi perde e ha perso.
    Eh, le prime perdite ci sono già state, Atti…
    Chi ha vinto ancora nessuno, chi ha perso c’è già…

    Atti, per carità, mi sembra che lo fai apposta ad interloquire su particolari…
    Eh, chiedevi quale era la mia proposta, pensando, evidentemente, che non ne avessi, pensando che non ti rispondessi, per poi dire: ma vedi, Nikolik, non proponi mai nulla…
    Ora ci sei rimasto male e vorresti anche i particolari come gli indirizzi…
    Ora ti rispondo.
    Fai come ti dico, accogli la proposta e mettila in pratica e vedrai che non ci sarà che l’imbarazzo della scelta; tutti vorranno un maestro, ancorchè solo come oospite, ancorchè alle dipendenze solo della Federazione e con allievi solo della Federazione, che ha girato il mondo, è stato nelle migliori accademie, è migliore e più motivato degli altri e, soprattutto, ha come allievi i migliori del circondario.
    Non sarà proprio un poroblema.

    Dai, non essere deluso anche tu, ti ho risposto…
    Cerca di essere un interlocutore leale…non mi chiedere particolari assurdi, solo per non darmi la soddisfazione di sentirti dire che ti ho risposto, e in modo compiuto e reale.

    Certo, capisco che ora siete tutti fissati con i CP, perchè sono gratis e vicini a casa, legittimo, per carità.

    Ma vedo che non dici mai nulla agli altri, solo a me…
    I tuoi colleghi genitori, o, meglio, genitori di ex tennisti, che propongono?
    Perché non lo chiedi mai a loro?

  56. Atti

    Nik…
    la sconfitta fa parte del gioco…guai se non ci fosse….
    Dipende come ti poni di fronte ad essa… perché se hai alternative…io la chiamo esperienza….

    Comunque so benissimo che giochi e non voler rispondere…stai coperto va, che se no prendi freddo !!!

    Non me la prendo con te anzi, sono convinto che conosci la materia, percio’ ti punzecchio …ma ahime non sono così bravo nemmeno lì, visto che dribbli ogni domanda come uno slalomista.

    W i CP abbasso i PC…..

  57. Diego

    Condivido in generale le proposte di Nikolik anche se rimane da stabilire l’eta’ di inizio dei ragazzi con i coach a spese Fit.
    Potrebbe essere fino a 10anni maestri al circolo 11-12-13 maestri Fit ai CP e dai 14 in su per i meritevoli coach Fit a piccoli gruppi.
    In questo modo si avrebbe il tempo di monitorare i ragazzi ed anche i maestri circolo farebbero parte del progetto incentivando e premiando quelli che riescono a mandare dei ragazzi/e ai CP e poi ai coach Fit.

  58. Atti

    Si Max, la prima parte di Nikolik è buona…
    manca pero’ la seconda parte…che temo sia quella piu’ complicata….
    Poi come si gestisce, chi li paga ?… dove operano ?

  59. Nikolik

    Ma come chi li paga?
    La Federazione, che domande! La Federazione ha i soldi e le risorse per il progetto, senza problemi.

    Ma come dove operano?
    Ti ho già risposto che si farà a gara per ospitarli!
    Ma chi è che non vuole il maestro migliore con gli allievi migliori?+
    Ma chi è che non vuole spensere un favore alla Federazione e mettersi in bella luce?

    E poi si ordina, no?
    Tu sei una Federazione e questi sono gli affiliati.
    Ordini a un affiliato di prenderli.
    Che problema è?
    Una Federazione ordina, comanda.
    Quando vuole, la Federazione lo fa già, dov’è il problema?
    Oppure vi siete già scordati quando ordinò a tutti i circoli italiani di non fare allenare Bolelli e Pistolesi?
    Se all’epoca poteva ordinare, come ha fatto, di non fare allenare qualcuno, ora può fare il contrario, ordinare di fare allenare.
    Che problema è?
    Voi non ragionate mai con la mentalità da federale…io sì e non vedo problemi.

    Ma non ci sarà alcun bisogno di arrivare a tali estremi.
    Ci sarebbe la gara a volerli.

  60. Kill Bill

    Scusate sono un pò rincoglionito …. ma la cosa mi incuriosisce perchè vedo che Max e Atti sono coofirmatari della proposta Nikolik.

    ”Stefano, sono la Federazione; guadagni 2.000 Euro al mese? Guarda, io te ne dò 4.000 al mese, per 2 anni. E ti pago in giro per il mondo, vai da Infantino per 3 mesi, da Bollettieri per altri 3, in Spagna per altri 3, in Francia per altri 3, poi torna; dopo che sei tornato, io ti dò non uno, non due, ma tre ragazzi promettenti, di quelli buoni; prima te li dò in prova, perché fra persone e maestro e allievo bisogna anche trovarsi ed andare d’accordo umanamente, poi, se andate d’accordo, vi pago una buona programmazione, a te ed ai tuoi allievi.”

    ”io ti dò non uno, non due, ma tre ragazzi promettenti, di quelli buoni”

    mentre Stefano è in giro per il mondo , quando torna … non uno ma due o tre … dove li pigli, chi gli ha allenati ?

    ”vai da Infantino per 3 mesi, da Bollettieri per altri 3, in Spagna per altri 3, in Francia per altri 3”

    allora si ammette che bisogna andare ad imparare da altri perchè qui c’è poco da imparare … ho capito bene ?

  61. Atti

    Porta pazienza Nik…
    Ma davvero pensi che un tecnico motivato possa far miracoli se posto in un qualsiasi circolo ?
    Certo che tutti poi li vorrebbero… e te credo.
    Quando mai si rifiuta una cosa gratuita ?
    Secondo me la tua idea di base è ovviamente valida, mi rimane il dubbio sul modo in cui andrebbero ad interagira nei circoli e/o verso gli altri maestri….
    Cioè certe rigidità tipiche del circolo hai voglia di smuoverle…dopo 6 mesi è tutto come prima.
    Idem se il maestro non fosse fisso ma itinerante in 2-3 circoli, anzi peggio ancora.
    Per me la Fit appositamente sta andando verso il potenziamento dei CP.
    Comunque la tua è un idea da approfondire…

  62. Nikolik

    Oh, Atti, ma ti ripeto…avete ragione voi!
    Tenetevi i CP, che amate tanto…
    Mi posso permettere di scuotere la testa e vedere, tristemente, che fine faranno?

    Facciamo così, Atti…troviamoci tra un par d’anni su questo canale e vediamo che fine avranno fatto i vostri CP gratis e vicini a casa…

    Vedo bene che a Valletta Cambiaso, così, mi sembrava, che avessero già problemi, o mi sbaglio? Sbaglio io? Mi sembrava di avere letto qualcosa, in giro…ma forse sbaglio io…

    E sarà dura, molto dura, tra un par d’anni, ripeterti ancora una volta: com’è brutto avere sempre ragione…sapessi, Atti, com’è brutta la frase: io ve l’avevo detto. La Frase io ve l’avevo detto è una delle più brutte del mondo!

    Per carità, i particolari andranno anche affinati, ma vedo poche alternative credibili e fra queste non ci sono i CP anti-maestri e rapinatori di piccoli talenti.

    Tra le poche alternative, Atti, potresti scegliere quelle che propongono Andrew e Kill Bill, i Mister Niet (ti ricordi Gromiko, nei begli anni ’70 e ’80?) del blog.
    Ecco, d’ora in poi, Atti, chiedi a loro una proposta, un progetto, che non sia, ovviamente, l’abolizione dei circoli, della federazione, dell’Italia, del Parlamento, della Costituzione, della proprietà privata…

  63. Atti

    Nik
    vedi che fra il fare solo mere statistiche..e tentare di essere sia filosofico che pratico …la differenza è notevole…non è facile unire l’utile al dilettevole !!!

    Ma se ti sto dando ragione… dico solo che inseriti nei circoli, a mi parere, rischiano di venir presto fagocitati…

    Quelli della FIt l’hanno capito, e vogliono giustamente coordinare loro tutta la faccenda… d’altronde chi paga è giusto che decida…
    vedremo vedremo…

  64. Madmax

    Atti..

    Si fa presoto basterebbe che il maestro nel momento in cui non può lavorare come dovrebbe lo riferisce in FIT e il Circolo viene cancellato dalla lista..

    E il maestro non può non riferire perchè dopo tot anni se non produce risultati anche lui viene cancellato..

    Volendo tutto si può fare… Ecco a dirla tutta è il volerlo la cosa difficile..

  65. cataflic

    Madmax….

    riferendosi al “sistema” di Nik, mi pare un po’ troppo dirigistico e di solito le interferenze coattive nell’attività privata d’impresa (circolo) portano a risultati pessimi.

    poichè rimango convinto che siano ineliminabili le variabili d’ambiente come la serietà del maestro, il circolo del burraco, i calcettisti che chiedono altri campi, il palpeggiamento natiche allieve, la smania di protagonismo ed anche la passione sfrenata, la gioia nel veder progredire i propri allievi e anche la voglia di girare il mondo come coach…..penso che il sistema federale debbia solo:
    premiare chi meglio “produce” giocatori e debba prevedere un meccanismo di compensazione per la filiera precedente.

    Saranno poi l’imprenditorialità e la voglia di ognuno a catalizzare i migliori giocatori per zona ed età.

    Inutile sperare che un pateracchio(seppur pieno di buone intenzioni) buttato dall’alto risolva d’incanto la situazione.

    Il caso, la fortuna,la bravura e la determinazione faranno il resto.
    Si perderanno per strada in molti? sì! ma ragazzi questo vale per qualsiasi professione.
    Voi sapete quanti principi del foro o scienziati non esistono perchè magari la famiglia li ha mandati a far ragioneria solo perchè ci si arrivava con l’autobus?

    Il sistema sarebbe infallibile…?
    figuriamoci!

    giusto?
    figuriamoci!(all’insegnante di matematica delle medie o delle superiori cosa viene in mano se uno poi diventa un premio nobel?)

    ..in un afoso pomeriggio d’inizio estate ..cataflic.

  66. Madmax

    Cataflic..

    Non credo esista persona che meno di me sia contro le costrizioni..

    Devo dire però che nella società odierna ed in quella dei Circoli/maestri esiste solo questa via d’uscita..

    A meno che si decida di separare i Circoli dalle Associazioni sportive, ma siamo sicuri che poi i maestri non riuscirebbero ugualmente a prendere per i fondelli i genitori??

    In linea di principio poi sarei d’accordo anche con il premiare chi meglio produce giocatori, sempre che per giocatori si intendano quelli che entrano nei primi cento..

    Ma se la Federazione ragionasse in questo modo non potrebbe dare soldi a nessuno!!

    Il problema è che un qualcosa di diverso dal lavoro one to one (o poco più) non li può produrre e un coach più di quattro ragazzi (esagerando e finchè non sono pro e ovviamente con l’apporto di un team intero) non può seguire..

    Considerando che i migliori coach dovrebbero seguire i ragazzi e accertato che in così tenera atà non se ne possono escludere troppi chi li allenerebbe poi tutti questi ragazzi??

    Io l’ho scritto tempo fa quello che farei ma non lo faranno mai..
    Loro dovrebbero fin d’ora scegliere dei ragazzi e dare alle famiglie i soldi e ogni anno li rivedono, guardano i risultati, insomma facciano quello che vogliono tenendo presente che uno deve sempre migloiorare.. Se un anno uno non è migliorato (tecnicamente fisicamente e come rendimento) i soldi li bloccano fino a che il ragazzo non torna a migliorare.. Vedrai che sia i genitori che i maestri ma anche i raagzzi farebbero di tutto per migliorare altrimenti i genitori non verrebero aiutati, i maestri cambiati ed i ragazzi non potrebbero più girare (a loro piace molto) e metterebbero a rischio il sogno..

  67. cataflic

    Madmax…
    la parte finale del 75. è esattamente quello che ho sempre pensato(basterebbe porre delle scalette di classifica per età,test atletici,etc)…sono d’accordo che non succederà mai!

    d’altro canto il tennis richiede enormi sacrifici e i risultati economici si intravvedono dopo almeno 10 anni(se arrivano!) …e governare il percorso non è facile…

    se mi metto dalla parte di un coach, devo scommettere ad occhi chiusi sui migliori prospect che mi si presentano, per poi magari perderli dopo un po’ per una menata di un genitore o uno scazzo con un altro allievo ed altre amenità a me non riconducibili…e mi ritrovo con un pugno di mosche…in pratica ho gli stessi rischi professionali di chi prova a diventare un giocatore…ma magari ho già 30/40 anni, vivo solo di questo e non ho una seconda chance….chi me lo fa fare?…risultato: devo avere le spalle coperte! e quindi non se ne uscirà mai!

    per questo mi stuzzicava l’idea che si potesse trovare un sistema che dopo un po’ potesse creare una “base” finanziaria legata alla produzione di tennisti per dare libertà di rischiare….
    sogno di una notte di mezz’estate…cataflic

    p.s. a volte è meglio andare a dormire..ahahah!

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