Valentina Sassi, da tennista a mamma…

di - 23 Dicembre 2011

di Marta Polidori

“Non mi posso lamentare. Ho giocato tutti i grandi slam e sui campi migliori del mondo. Parlo quattro lingue, so insegnare, ho girato il mondo e guadagnato abbastanza da permettermi un bella vita; ora ho due figlie.

Valentina Sassi, classe 1980 e best ranking wta 144. Alla faccia di chi pensa che o arrivi tra i top ten o raccontala a qualcun altro.
Valentina è una donna disponibile quanto è adorabile chiaccherarci, serena e felice di quello che la vita le ha riservato.
Soprattutto è la prova vivente che la vita non si costruisce sui sogni, ma sulle realtà. Che se pensiamo prima dei dieci ci sono i venti e prima dei venti i trenta. Non ci perdiamo nulla, anzi.

“Non ero ancora incinta quando ho deciso di smettere, ho avuto un rigetto per gli aerei. Dovevo paritre per un tour in India. Quando ho avuto la prima figlia ho deciso di smetterla con questo stress, non ne volevo più sapere, e farlo male era fuori discussione: se uno mentalmente ha piccoli dubbi o paura a viaggiare si cambia vita. Mi manca un pochettino.”

Hai detto di avere due figlie, pensi che giocheranno anche loro a tennis come la mamma?
“Una ha due anni e una uno. La prima mi vede giocare e ha sempre la racchetta in mano, li lascerò scegliere come hanno fatto i miei genitori.”

Che ruolo hanno avuto i tuoi genitori nella tua carriera tennistica?
“I miei genitori? Gli devo tutto, non mi hanno mai messo pressioni di nessun genere, mi hanno rispettata anche quando ho voluto fare le private, quando viaggiavo mia madre non mi ha mai fatto pesare le sua ansie, ed ora che sono mamma anche io so cosa significa e quanto è stata dura per lei. Nelle vittorie non erano mai troppo esaltati e nelle sconfitte erano molto comprensivi, non si sono mai sostituiti all’allenatore.”

Cosa ti manca di più di quella vita?
“Mi manca la competizione, entrare in campo, la gente che ti sta a guardare, sensazioni difficili da riportare nella vita di tutti i giorni, ma sono contenta di essere mamma. Se penso alla fatica che c’è da fare mi passa subito la voglia, mi piacerebbe giocare già pronta, ma alla fine è troppo faticoso recuperare.”

Quanto incide l’essere mamma in campo?
“Si matura molto in tante cose. La cosa positiva è che hai altre priorità, campionati a squadre ho smesso, entrando in campo mi trovo molto più matura in molte cose, più responsabile. Non so se è dovuto alla maternità o alla maturità, nei momenti brutti mi giro, vedo mia figlia e mi tranquillizzo.”

Cosa pensi del tennis italiano attuale?
“Il tennis italiiano ora sta vivendo il miglior momento della storia, tra Flavia e Francesca, Fed cup e Roland Garros, mi auguro che si riproporrà e che i giovano crescano bene, perché non vedo molto ricambio da parte loro.”

E per quanto riguarda i coach italiani?
“Ci sono tantissimi tecnici italiani bravissimi, ho avuto la fortuna di allenarmi con Furlan e Palumbo a Tirrenia e mi sono trovata benissimo. Quasta è una gran fortuna per il tennis femminile, è un posto in cui le ragazze possono andare e chiedere consigli. La vita del coach è molto dura, si deve viaggiare e stare via di casa, non tutti sono in grado di farlo.”

Ci scambiamo i contatti, Valentina è curiosa di leggere la sua intervista.

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