Geoffrey Blancaneaux e Rebeka Masarova: futuri campioni?

di - 11 Giugno 2016

Rebeka Masarova

di Paolo Angella

Chissà quante persone sono nate l’otto di agosto, per gli appassionati di tennis non è una data qualunque, ma è il giorno e il mese di nascita di Roger Federer e per questo, l’otto di agosto resterà sempre nella storia del tennis. Adesso però c’è un motivo in più per cui questa data potrebbe diventare ancora più importante per la storia del tennis. Per una incredibile coincidenza anche Geoffrey Blancaneaux, il recente vincitore del Roland Garros Junior è nato l’otto di agosto.

Ovviamente ci sono molti anni di differenza, Federer è nato nel 1981, Blancaneaux nel 1998 e il ragazzo transalpino ne deve fare ancora tantissima di strada per solo avvicinarsi lontanamente alla storia del tennis scritta da Re Roger, però il primo importante passo è stato fatto.

Blancaneaux ha vinto il Roland Garros senza essere testa di serie, non era considerato tra i favoriti della vigilia, è stato molto vicino alla sconfitta tante volte, ma alla fine ha vinto le sei partite che lo hanno portato al trionfo nel secondo Slam stagionale.

Per arrivare alla vittoria finale, Blancaneaux ha sofferto al secondo turno, quando ha lasciato un set al tedesco Wessels, al terzo, perdendo un set dal connazionale Moutet, e soprattutto sia in semifinale che in finale è andato molto vicino alla sconfitta contro i fortissimi canadesi Shapovalov e Felix Auger-Aliassime. Alla fine però nei momenti topici di ogni match Blancaneaux ha saputo tenere i nervi saldi e questo è indice di grande maturità. Soprattutto in finale Blancaneaux è stato capace di annullare tre match points al suo avversario sul 6-5 per il canadese, togliendoli anche la gioia di essere il più giovane di sempre ad aver vinto il Roland Garros Junior.

Era dal 2004 che un francese non vinceva il titolo maschile Junior allo slam parigino, allora vi riuscì Gael Monfils, appena due anni dopo la vittoria di Richard Gasquet, entrambi osannati dal pubblico transalpino come eredi dei moschettieri che fecero la storia del tennis non solo francese ma mondiale, ma, che, di fatto, hanno deluso le aspettative di molti addetti ai lavori, così come Paul Henry Mathieu, vincitore nel 2000. Blancaneaux è il tredicesimo francese ad alzare la coppa del vincitore del torneo junior.

Per questo c’è molta cautela ora nei media francesi su Blancaneaux, per ora non sembra avere le stimmate del grande campione e quindi tutto quello che farà di buono nella carriera sarà ben accetto. Intanto, dopo la vittoria del Roland Garros, Blancaneaux è passato al numero 7 del ranking mondiale junior, al suo best personale e ora alternerà attività junior (gli altri Slam) con quella pro.

Il principale limite per Blancaneaux sembra essere il fisico, è magro, è alto solo 176 centimetri e questo, nel tennis di oggi, sembra essere un problema piuttosto rilevante quando si troverà di fronte giocatori molto più potenti di lui, però ha un’ottima tecnica, è completo in tutti i fondamentali con tanta voglia di migliorare ancora. Gioca con un buon anticipo, ha un’ottima visione di gioco e ha dimostrato di saper giocare bene i punti importante, caratteristica fondamentale di un top player. Deve migliorare soprattutto il servizio, ma ha tanti anni davanti per farlo. La Francia può iniziare a sognare di avere di nuovo un campione in grado di vincere il Roland Garros.

E non è nata l’otto di agosto, ma quasi, ovvero il 6 di agosto anche la vincitrice della prova femminile del Roland Garros junior, Rebeka Masarova, che ha in comune però con il grande Roger Federer il luogo di nascita, Basilea, in Svizzera. Il suo nome però tradisce origini diverse da quelle elvetiche. La famiglia “giramondo” di Rebeka è una madre spagnola e un padre slovacco. Sì è allenata per sei anni a Barcellona, all’accademia di Arantxa Sanchez ma poi è tornata a Basilea, che è ora il suo quartier generale. Anche Rebeka ha ereditato l’essere giramondina dai genitori, adora viaggiare, conosce benissimo il tedesco, l’inglese, lo spagnolo, il catalano, lo slovacco e parla un po’ di francese e di italiano.

La Masarova è del 1999, quindi non ha ancora 17 anni e potrà giocare nel circuito junior ancora per un altro anno, a meno che non decida di passare subito al circuito pro, in cui ha già ben figurato nelle poche partite finora disputate.

E’ tra le ragazze più alte del circuito, supera i 180 centimetri e li sfrutta tutti per un gioco di potenza. E’ sempre aggressiva in campo e sa giocare d’anticipo, il suo sogno è sempre stato vincere Wimbledon, intanto ha vinto Roland Garros, ed è stata la terza svizzera a farlo.

Prima di lei ci sono riuscite la grande Martina Hingis nel 1993 e nel 1994 e, più recentemente, Belinda Bencic nel 2013. Le premesse per emulare le due connazionali ci sono tutte ed è quello che si augurano tutti gli svizzeri, popolo incredibilmente capace di sfornare tennisti di altissimi livello nonostante i pochi abitanti.

Il cammino verso la vittoria al Roland Garros per la Masarova, partita come dodicesima testa di serie non aveva di certo i favori dei pronostici, che andavano soprattutto alle russe Pervushina e Potapova, e all’americana di origini russe Anisimova, è stato in realtà abbastanza agevole e ha perso l’unico set di tutto il torneo proprio con la nostra Federica Bilardo negli ottavi di finale.  Per il resto tutte vittorie in due set, in finale contro la Anisimova (7-5 7-5), in semifinale con la Pervushina (7-6 6-2) e nei quarti con la Zavatska (6-4 6-3).

Prima del Roland Garros, Rebeka si era già messa in evidenza agli Australian Open dove ha raggiunto la semifinale e, pur non avendo mai vinto in tornei di grado 1, ha dimostrato più volte di essere pronta nei tornei e nei momenti importanti. Ha già fatto una certa attività professionistica, disputando le qualificazioni del torneo da 100000 dollari di Trnava in Slovacchia e arrivando in semifinale al 10000 dollari di Madrid.

Ora La Masarova è al numero 5 del ranking junior under 18 e sicuramente parte tra le favorite per il prossimo Wimbledon. Con lei e la Bencic il futuro del tennis elvetico è assicurato.

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