Australian Open Day12: Murray vince la maratona contro Raonic

di - 29 Gennaio 2016

Andy Murray

di Francesco Calzetta

La seconda semifinale dell’Australian Open 2016 vede scendere in campo la testa di serie numero due del tabellone maschile, lo scozzese Andy Murray, e la numero tredici, il candese Milos Raonic.

Murray è alla ricerca della quinta finale a Melbourne, con la speranza di conquistare il suo primo titolo nella terra dei canguri. Raonic invece è alla seconda semifinale Slam della carriera, dopo quella persa a Wimbledon nel 2014.

I precedenti fra i giocatori (3-3) sono poco indicativi, in particolare quelli nei tornei del grande Slam, dove l’unico confronto passato risale allo US Open del 2012, quando Raonic non era ancora niente più che una promessa, vinto nettamente da Murray. Le sfide sul cemento sono tre, ma solo una è relativamente recente, la vittoria di Raonic in tre set a Indian Wells 2014.

Evidente invece è il contrasto di stili fra i due, laddove Raonic fa della potenza devastante di servizio e dritto la sua arma vincente per scardinare qualunque difesa, mentre il tennis di Murray vive di risposte d’incontro, trame insidiose da fondo campo, palle corte, passanti e pallonetti telecomandati. È facile pertanto attendersi una partita equilibrata e giocata su pochi punti, la cui chiave può essere la capacità di Raonic di sfondare le difese di Murray con una buona percentuale di prime, esponendosi altrimenti al rischio di giocare con la seconda contro una delle risposte più rapide e sicure del circuito mondiale.

Il cammino verso la semifinale è stato abbastanza accessibile per Murray, che ha ceduto un set al portoghese Joao Sousa (32) ai sedicesimi di finale, e uno a David Ferrer (8) nei quarti, ma non ha mai rischiato l’eliminazione. Lungo e dispendioso è stato invece il percorso di Raonic, che dopo tre primi turni brillanti contro avversari neanche troppo abbordabili, ha vinto la battaglia al quinto set contro il campione uscente Stan Wawrinka (4) negli ottavi, e, sulle ali dell’entusiasmo, ha superato anche un ottimo Gael Monfils (13), in quattro set, ai quarti di finale, rivelandosi come l’autentica sorpresa del torneo.

Per palmarès, classifica, e prevedibili energie residue, Murray è il favorito d’obbligo per raggiungere Djokovic in finale, ma il gioco essenziale e potente di Raonic, sulla breve distanza, non necessita di grande dispendio di energie per essere efficace, pertanto il canadese, servendo alla grande e riuscendo a portare a casa i pochi punti importanti che costituiranno le svolte del match, può avere la sua chance.

Il match inizia e il primo set mette immediatamente in luce le insidie che Murray deve affrontare in questo incontro: lo scozzese entra in campo un po’ freddo e perde a zero il servizio nel game di apertura, reagisce subito guadagnandosi tre palle break nel game successivo, che Raonic però annulla autorevolmente, e, senza più avere un’occasione di rientrare, perde il parziale 6-4. Raonic serve l’80% di prime in campo e ne converte in punti quasi nove su dieci. A queste condizioni, sul suo servizio, è impossibile giocare.

Il secondo set, senza che l’equilibrio sia spezzato da un break in apertura, ricalca il primo per la dominanza dei servizi, con pochi punti portati a casa dal giocatore in risposta, di cui pochissimi vinti da Murray. Sul 6-5 Murray servizio Raonic, pertanto, la pressione è tutta sullo scozzese, che portando il colosso canadese al tie break rischierebbe di trovarsi sotto due set a zero con un avversario nel pieno della fiducia. In questo decisivo frangente, però, le gambe tremano proprio all’atleta nordamericano, che apre il game con un doppio fallo e concede allo scozzese di portarsi sul 30-30. Sentendo la possibilità di evitare il tie break, Murray si esalta, e si guadagna il set point con un punto memorabile, in cui è costretto a ricorrere a tutte le sue doti di sensibilità e tempismo: entra in gioco con una grande risposta su una prima a 225 all’ora, e poi mette in mostra palla corta, pallonetto, e passante vincente di dritto sullo smash non definitivo di Raonic. La folla, che lo ama, esplode di ammirazione. Sulla successiva prima del avversario, Murray si ripete con la risposta di dritto, e la volée bassa di Raonic si infrange sul net. Sfruttando così l’unica occasione ricevuta, Murray rientra in partita: 7-5.

Il tie break che non era arrivato nel secondo set è l’inevitabile conclusione di un terzo set in cui non ci sono palle break, e la sensazione è che se Murray dovesse portarlo a casa, non ci sarebbe spazio per una rimonta del più giovane rivale. L’avvio dello scozzese però è incerto, e concesso a Raonic di portarsi sul 4-2, non residuano per lui chance di rientrare: il canadese ottiene il set point con un meraviglioso smash in arretramento su un pallonetto alto e profondo alzato da Murray in recupero disperato, e con un ace chiude il parziale.

A questo punto del match le condizioni di Raonic cominciano a peggiorare, ma il vantaggio di un set e la facilità con cui è in grado di tenere il proprio turno di battuta, fanno si che nel finale di quarto set la testa di serie numero 13 possa avere le sue chance di chiudere la contesa, contro un avversario più fresco, ma messo sotto pressione dall’importanza del momento. Sul 3-3, tuttavia, Murray gioca un game di risposta molto solido, con due ribattute di rovescio su altrettante prime spaventose di Raonic, e altri due punti ottenuti manovrando il canadese dopo essere entrato in campo sulla seconda.

Il break a zero sembra chiudere il parziale, ma non è così: rimontando da 40-15 nel game successivo, grazie alla complicità di un Murray molle e falloso, Raonic si guadagna la palla break per rientrare nel set, ma ancora una volta, messo con le spalle al muro, il numero due del mondo si esalta, e ribaltando un punto che Raonic sembrava già aver vinto con una potente risposta di dritto, annulla il break point e si rimette in carreggiata, tenendo alla fine il servizio. Raonic però sta giocando il tutto per tutto, consapevole di avere poche chance nel quinto a causa della fatica accumulata, e nel game decisivo, sul 5-4 e servizio Murray, si guadagna altre due palle break, grazie a un errore di rovescio dello scozzese su una risposta sporca, e a due splendidi punti ottenuti con il dritto in progressione. Come da consolidato copione, però, ancora una volta Murray tira fuori le unghie a un passo dal baratro, annulla le palle break, e con una rischiosa seconda all’incrocio delle righe sorprende Raonic sul dritto e lo porta al quinto set.

Il pubblico è esaltato dalla tensione di questi momenti e dalla spettacolarità di alcuni punti, ma l’onda emozionale che ha trascinato il match sin qui si infrange sulle condizioni fisiche di Raonic, che dopo aver chiamato in campo il fisioterapista, scende in campo per giocarsi il quinto set visibilmente debilitato da un problema all’adduttore destro.

A questo punto allora, mentre si avvicina lo scoccare della quarta ora di gioco, la partita è di fatto finita. Raonic cede il servizio in apertura di parziale con la complicità di due doppi falli, e dopo che Murray ha tenuto agevolmente il servizio per portarsi due a zero, capitola definitivamente quando subisce un secondo break, facendosi rimontare da 40-15. Il tono agonistico dell’incontro ormai è sceso ben sotto quello che ci si aspetta dal quinto set di una semifinale Slam, con Murray che porta in giro per il campo il rivale ormai spompato, e quest’ultimo che, con orgoglio, riesce comunque a tenere due game sul proprio servizio, prima di arrendersi 6-2.

Il finale è tutto per Murray, che mentre l’avversario abbandona il campo sconsolato e zoppicante, si mostra fin troppo serio e concentrato nell’intervista post gara, quando gli chiedono se pensa di poter contrastare Djokovic in finale, ma alla fine si scioglie in una battuta di spirito, e alla domanda sull’imminente paternità, fa ridere tutta la platea confessando con un sorriso tutta la sua preoccupazione per l’evento.

La sensazione, avendolo visto soffrire oggi contro Raonic, avendo ammirato ieri Djokovic demolire Federer, e considerati i precedenti fra i due (dieci vittorie nelle ultime undici sfide per il serbo, che non perde dalla finale di Wimbledon 2013, e ha già vinto le tre finali disputate qui a Melbourne fra i due), è che, per Murray, la paternità sarà un gioco da ragazzi rispetto all’impresa che lo attende domenica in finale.

A seguire, i risultati della dodicesima giornata del tabellone maschile:

Andy Murray (GBR) [2] b. Milos Raonic (CAN) [13] 4-6 7-5 6-7 (4) 6-4 6-2

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